martedì 3 novembre 2026

(Serie B femminile 26/27) VERONA - GENOA 1-1 & GENOA - VENEZIA 4-0: il parere di Dimitri

Di seguito, il video pubblicato oggi da Dimitri (il genoano atipico) sul suo canale YouTube nel quale esprime il proprio pensiero in relazione al recente periodo delle grife (il mio postpartita di Genoa - Venezia 4-0, invece, è qui).

Adri



lunedì 2 novembre 2026

(31/10 & 01-02/11/2026, Serie B femminile 26/27, settima giornata): GENOA - VENEZIA 4-0: la vittoria dei facili entusiasmi?

(Fonte/credit foto: Instagram ufficiale)

31/10/2026
Serie B femminile 26/27, settima giornata
Sciorba Stadium (Genova), ore 14:00
GENOA - VENEZIA 4-0
(12' Bargi, 18' Hilaj, 44' Cinotti, 63' Massa)

GENOA (4-3-3; al. Roberto Briata) - Ruotolo; Cafferata (57′ Monterubbiano), Di Criscio, Hilaj, Giles (67′ Passeri); Cinotti (46′ Rizzon), Nichele (67′ Picchi), Cuschieri; Acuti, Massa (83′ Tironi), Bargi. A disposizione: Marchetti, Capelletti, Söndergaard, Tironi, Picchi, Passeri, Rizzon, Monterubbiano, Giacobbo.

VENEZIA (5-3-2; all. Gian Luca Petruzzelli) - Scotti; Spinelli, Vaccari, Salvi, Airola (46′ Marchiori), Donda; Imperiale (79′ Faingezicht), Cavicchia, Ballo (41′ Imprezzabile); Coda, Volpatti (46′ Vergari). A disposizione: Sassi, Pizzuti, Vergari, Marchiori, Imprezzabile, Casella, Faingezicht, Lucchetta, Zapelli.

Arbitro: Salvatore Panariti 
Assistenti: Biase e Bondi.

Ammonizioni: Salvi

Nell'articolo postpartita di Verona - Genoa 1-1 di sabato 24 ottobre, "proposi" alcuni cambiamenti quali l'avanzamento (e il ritorno) di Arianna Acuti in qualità di esterna avanzata, l'utilizzo di Cafferata al suo posto (terzina destra) sin dal primo minuto, e quello di Caterina Bargi al centro dell'attacco in sostituzione di Alice Sondergaard, anch'essa ai nastri di partenza; e debbo dire che vedere esaudite queste mosse sin dalla partita successiva è stato motivo di emozione non tanto per la tripla "coincidenza" e con essa il constatare che nello staff si è palesata quantomeno una propensione al lasciarsi stimolare dall'idea di un leggero cambiamento, bensì dall'aver potuto rivedere dopo una vita Arianna in una zona di campo che più gli si confà, Federica in supporto dalle retrovie sulla stessa corsia, e Caterina che ha potuto riassaporare la titolarità, e soprattutto tentare sin da subito di apportare quella concretezza in fase realizzativa nella quale la sopracitata svedese tende ancora claudicare. E questi tre aspetti, uniti alla nostra volontà di intraprendere la gara con un certo piglio, hanno sin da subito cominciato a fare la differenza, poiché - ad es. - una come Acuti, che di per sé porta brio - e la cui natura, lo ripeto per la millesima volta, è in realtà quella di stare tra le linee e "creare scompiglio" -, se ha le spalle coperte da una terzina autentica come per l'appunto è Cafferata, può sentirsi libera non solo di affondare in avanti, ma soprattutto di entrare dentro, cercare il dai-e-vai, dare modo alla mezzala della zona di competenza di arrivare a dialogare, scambiare posizione, e via discorrendo. Bargi, infine, ha potuto ricominciare a lavorare di sponda (come piace a lei), cosa che quando non diventa il leitmotiv della gara (leggasi la soluzione attorno alla quale ruota la nostra prestazione), ha il suo valore, contribuendo a stimolare un certo dinamismo delle altre, nella ricerca di - e ora userò un parolone - movimenti in concerto.

(Fonte/credit foto: Instagram ufficiale)

A riguardo del "piglio" di cui sopra, invece, avrei comunque da ridire, perché una certa aggressività, una certa linea alta, una determinata voglia di recuperare il pallone, giocare, e con ciò provare anche a divertirsi, tutto ciò è durato fino al 2-0, ovvero temporalmente parlando una ventina di minuti, per poi lasciare spazio ad almeno un quarto d'ora di rallentamento, con un paio di brevi fasi di "sveglia" fino al termine della prima frazione; e la cosa "simpatica" è stata sentir dire dal telecronista che un atteggiamento del genere è "fisiologico", come se in campo ci fossero delle quarantenni col fiato corto durante un'amichevole, anziché delle giovani grife con le piume un pò in tensione ma comunque allisciate di tutto punto, in piena gara ufficiale nel secondo torneo nazionale per importanza, e con l'obiettivo di raggiungere la promozione in primavera. 

Nella ripresa, al contrario, è riapparsa la verve, vi è stato un aumento del ritmo, ma non si è venuto a creare un vero e proprio strappo rispetto al calo in termini di corsa e ricerca di velocità di esecuzione avvenuto come detto della seconda parte del primo tempo, poiché abbiamo tenuto un'andatura certamente per lo più costante e abbastanza gradevole, ma nulla di più. Nel mezzo, altri due gol, sicuramente importanti e motivo di soddisfazione (finalmente in linea generale stavolta mi sono potuto un pò rilassare), ma se nel complesso dovessi sentirmi appagato da una prestazione del genere come se fosse successo chissà cosa, e con essa in particolar modo per via di un risultato così netto ma ottenuto contro una squadra che - con tutto il rispetto - attualmente non si dimostra in grado di meritare la categoria, ce ne corre. Tra l'altro, ironia vuole che questo nostro 4-0, anziché spiccare per importanza tra i risultati di tutte le altre squadre, è stato livellato da quello interno delle bolognesi che - come fecero a noi -  ne hanno rifilate altrettante al Verona, e in un certo senso adombrato dallo 0-5 della squadra attualmente più forte del torneo, e che in questa settimane già indicai come la più valida che ho visto finora, perché il Cesena - per il quale chi mi legge sa che ho un debole non di poco conto - l'ho visto giocare almeno tre volte per intero, e per un tempo anche nel recupero contro il Vicenza di mercoledì 28 ottobre, e - senza entrare in dettagli tecnico-tattici - per quel che mi riguarda posso assicurare che sono una squadra seria, con un altrettanto serio lavoro settimanale alle spalle.

Tornando a noi, ritengo la nostra gara positiva in quanto a volontà di ottenere delle soluzioni di gioco (pur se come sempre quasi solo sulle corsie, e questo limite rischieremo di pagarlo caro), di collaborare, di smussare la nostra frenesia e ansia da prestazione, di muoverci nello spazio e nel momento giusto; e a proposito di saper occupare le "mattonelle" più consone, così come anche di aspetti quali la puntualità e la precisione, se affermo che Nichele, lì nel mezzo, nel suo "piccolo", in modo silenzioso e non appariscente, sta brillando di luce propria, non vi è alcuna esagerazione. Io questa partita me la sono guardata due volte (la seconda poche ore fa), e avendo già "puntato" Elena sin dalle sue prime uscite con la nostra maglia, l'ho riosservata con ulteriore attenzione, e per quanto riguarda il modo in cui cuce gioco, si fa vedere, ripiega, e in particolar modo gestisce i tempi di esecuzione (inclusa la delicatezza delle movenze), me ne sto - calcisticamente - invaghendo. E a proposito di invaghimenti, fascino, e derivati - e tornando ora su alcune giocatici già citate, per poi nominarne altre -, credo si evinca dai miei articoli quanto sto dando importanza a Federica Cafferata, e sono pronto ad innamorarmene, ma perché ciò accada, lei dovrebbe contribuire, tirando fuori ancora di più la cattiveria e la "velenosità" che in qualche modo trattiene ancora (corsa, anticipo, proposta, scatto, affondo), perché in squadra c'è anche un forte bisogno di sana ferocia animalesca (e, volendo, anche di quel pizzico di sana sfacciataggine e arroganza che entro certi limiti possono solo che fare del bene alla causa). Caratteristiche che mi sembra intravedere anche in Rizzon (buono il suo esordio), in quegli occhietti che la sanno lunga, per cui, se quel che dico è corretto: benvenga, perché abbiamo bisogno di crescere per quel che concerne la sana rabbia e l'autoconsapevolezza.

E ancora: Bargi è stata volitiva, importante (oltre al gol), ma a volte anche poco precisa tecnicamente (primo gol sbagliato, un paio di stop), come fosse ancora "fuori fase", e desiderosa di fiducia; per cui, mi aspetto di più anche da lei, oltre che da Cinotti, che ha risposto presente al momento giusto per segnare, ma per la quale è arrivato il momento di metterci ancora più decisione e convinzione, nelle iniziative palla al piede, nelle conclusioni, e, in linea generale, nell'agonismo (alzare il ritmo, similarmente agli inizi della gara col Verona). Alma Hilaj ormai è la specialista delle incursioni - di testa e non - su cross e calci piazzati, e mi sembra che stia maturando in quanto ad autostima rispetto all'anno scorso, anche per come gestisce la sua parte di campo, ovvero sentendosene "padrona" (ed è un'altra che "cela" quella grinta di cui sopra). Heidi Giles (alla cui presenza da noi sono particolarmente affezionato) quando è in vena e non ha momenti di sbandamento, sulla sinistra alza senza dubbio il livello, ed è bravissima nella precisione degli assist. Sono felice per il gol di Massa, brava a girarsi coi tempi giusti; Picchi ogni volta fa dignitosamente il suo quando entra (e probabilmente sarebbe pienamente d'accordo con me sull'aumentare di gran lunga il dialogo nella fascia centrale del campo), e Monterubbiano a grandi linee anche. Ho gradito sia Passeri che Tironi, e Cuschieri è la solita cuschi impegnata. Infine, alzare la soglia dell'attenzione per Ruotolo, perché coi piedi nel primo tempo stava per combinarla grossa similarmente a Capelletti contro il Bologna.

Mi è piaciuto il disappunto espresso pubblicamente da Briata in relazione al nostro mancato atteggiamento in più primi tempi nelle ultime settimane (video in basso), e - tornando alla gara - mi sono piaciuti i cambi, ma non l'arretramento di Acuti in difesa per oltre mezzora, nella ripresa (gioca sempre e praticamente non esce mai, ma per me genoanità significa anche spazio e possibilità per tutte), e avrei di gran lunga preferito lo slittamento di Di Criscio a destra, con Passeri centrale assieme a Rizzon.

Abbiamo fatto buone cose in una partita di quelle "senza storia". L'obiettivo è affinarle, migliorarle, e come sempre lavorare su più soluzioni di gioco. Vincere attaccando il Frosinone facendole quasi pentire di essere entrate in campo e portare delle novità dovrebbe essere l'imperativo per domenica otto, altrimenti non ci si aspetti che io scriva chissà che cosa di diverso dal solito.

Ci si rilegge presto.

Adri


L'intervista a Giulia Rizzon

L'intervista a Roberto Briata

Gli highlights di Genoa - Venezia 4-0

I RISULTATI DELLA SETTIMA GIORNATA
(Sabato, 31/10) Genoa - Venezia 4-0
Domenica, 01/11
Arezzo - Frosinone 1-2
Bologna - Verona 4-0
Moncalieri - RES Donna Roma 2-4
San Marino Academy - Cesena 0-5
Vicenza-Lumezzane 0-2
(Lunedì 02/11) Catania - Brescia 0-2

LA CLASSIFICA
Prima classificata: promozione in Serie A
Ultime due posizioni: retrocessione in Serie C

IL PROSSIMO TURNO
(7-8 novembre)
Brescia - Vicenza
Cesena - Moncalieri
Frosinone - Genoa
Hellas Verona-Arezzo
Lumezzane-Catania
Res Donna Roma - Bologna
Venezia - San Marino Academy