Certo: si vede chiaramente - e nello stato attuale delle cose, è comprensibile - che ancora
ci stiamo sforzando di riuscire a fare nostro un certo modo di essere, ma - meglio tardi che mai - per farlo la strada
sarebbe soltanto questa, quindi c'è solo da continuare a lavorare con
costanza nell'ambiente e in noi stesse, anche perché preferirei che le mie parole non venissero travisate: il Genoa che abbiamo visto
oggi in Sicilia è "l'abc" di quel che dovremmo essere, la base sulla quale costruire ben altro ancora. Mi spiego ancor meglio (pur se con un linguaggio che lascia il tempo che trova e che non è mio solito usare): se - prendendo come esempio soltanto l'annata precedente -
in quanto a carattere e coraggio, in una scala (di valori, non di voti) da 1 a dieci solitamente stavamo tra lo 0,3 e il 2, oggi siamo salite a 5, ma noi meriteremmo di più, e ciò che meriteremmo lo si potrebbe raggiungere, tra le varie cose, ponendo in essere l'atteggiamento avuto oggi con ancora più compattezza/coralità, ancora più linearità, e, ovviamente, contro qualsiasi avversario.

L'esultanza al gol di Alice
"Chiuso" il capitolo attitudinale e degli aspetti prettamente positivi, per quel che riguarda il gioco, abbiamo riproposto le solite trame e soluzioni delle quali ne ho già sottolineato anche giorni fa l'importanza e la gradevolezza, ma che sono pressoché le uniche e ci rendono prevedibili, e mi riferisco alla ricerca continua delle corsie, con la mezzala che si allarga, l'attaccante esterna che entra, i lungolinea, e via discorrendo, e con la ricerca dei continui cross dal fondo e quelli innocui dalla trequarti (sintomo - questi ultimi - di mancanza di idee e movimenti dagli ultimi 25 metri in poi, in primis nella zona centrale). Ripeto: guai ad abbandonare queste soluzioni, il problema casomai è la mancanza delle altre, e qui si torna alla vecchia questione della "trequarti svuotata", della mancanza di verticalità e di dialogo nel breve nell'ultimo terzo centrale (idem per i conseguenti tiri dal limite), delle percussioni palla a terra nell'altrui area, e via discorrendo.
Detto questo - e tornando anche al discorso sulla buona volontà espressa -, ci siamo mosse per lo più con efficacia nei suddetti contesti da noi privilegiati, abbiamo affondato, abbiamo cercato il dialogo (meno lo spazio, risultando a tratti legnose), e questo mi è piaciuto, così come mi è piaciuto che abbiamo voluto palleggiare su un ritmo più alto del solito, ma facendo attenzione a non essere frettolose nelle scelte, pur se dovremmo cominciare a muovere il pallone più velocemente, e cioè quantomeno a due tocchi (considerandone tre la soglia massima da evitare, a meno di casi specifici), e tenerlo meno nell'andirivieni in orizzontale, come ad esempio tra le due centrali di difesa durante la fase di costruzione.
Non mi è piaciuta per nulla, invece, una certa fase della ripresa in cui la suddetta fretta - ed una sorta di apatia - stava rischiando di farsi strada, e la squadra si stava disponendo visivamente in campo assecondandola come spesso negli anni (e fino a "ieri") abbiamo fatto, con attaccanti e mezze ali quasi allineate ("schiacciate") nella zona dell'area avversaria, un "buco" in mezzo al campo, e le difenditrici predisposte al lancio facile, tra le quali Di Criscio, che in un paio di occasioni ci ha provato, e ho pregato che smettesse, come poi d'altronde ha fatto (ottima la sua prestazione).
E restando in "tema singole", come non essere d'accordo e felice per l'entrata, la prestazione ed il gol di Cuschieri (strameritato, oltre che bello); oppure sull'inserimento di Giacobbo, arrivato mentre la stavo pensando da minuti proprio in sostituzione di Monterubbiano, giocatrice che all'interno della gara è importante, fondamentalmente perché porta in essa determinate tempistiche e disegna con i movimenti specifiche geometrie che incidono sulle fasi di gioco, ma Giulia è un portento, è - come ho scritto già negli anni - brio, estrosità, spacca la partita, porta lo spirito di quella giornata estiva in cui ti dimentichi di te stesso, e anche oggi lo ha dimostrato, pur se - ripeto anche stasera - abbisogna di minuti e fiducia, per ritrovare quella brillantezza che la contraddistingue.
Sondergaard bene nei movimenti e - chiaramente - nella finalizzazione, Caterina le è subentrata bene anch'essa, Acuti solito apporto significativo, Cinotti è stata concreta ma non ha lesinato quei suoi fugaci, brevi tocchi quasi trascurabili che comunque luccicano di classe cristallina (e infatti comincio a volere di più, nello specifico, anche da lei in quanto ad azzardo palla al piede, ad impeto, a lasciarsi andare più del solito). Brava Nichele, ed è la terza volta che lo scrivo in queste settimane. Hilaj, invece, non la scopriamo oggi: è una giocatrice di valore, spesso determinante. Passeri mi è piaciuta di nuovo, e mi ha riconfermato che ha la struttura fisica e il carattere da terzina pura come piace a me, che sale, ara, bella "a diritto" (come si dice dalle mie parti); ma dovrebbe affinare ancor di più il dialogo palla a terra. E ancora: Heidi di nuovo brava come centrale nella linea di quattro, bene in impostazione, meno ansiosa di altre volte, pur se in alcuni momenti è stata fin troppo razionale (lenta nel decidere lo scarico). Di Criscio, come detto, pressoché perfetta, imponente, "cattiva": è la Federica che voglio, quella (terzina) che prendemmo dalla Ternana, senza sconti per nessuna, che ti fiata sul collo. Massa mi è piaciuta, ma a volte è stata troppo bassa e defilata. Capelletti, come domenica scorsa, mi sta dando sensazioni di maggiore sicurezza, di sentirsi calata nel ruolo, nella squadra di cui è la portiera (quindi mentalmente, "al di là" del suo valore tecnico).
Per cui, in linea generale, oggi bene (meglio) Briata, bene (idem) le grife, e, ricapitolando: continuare a lavorare sul gioco (il dinamismo, i "dai e vai", gli scambi di posizione, le sovrapposizioni, la verticalità in zona centrale, il dialogo nella tre quarti); così come sull'attacco dell'area con più giocatrici durante i cross dal fondo, e sull'efficacia nei calci d'angolo. Complimenti al Catania per l'organizzazione. Le cavallucce stanno arrivando, con tutto il loro fascino.
Ci si rilegge presto.
Adri
I RISULTATI DELLA QUARTA GIORNATA
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LA CLASSIFICA
Prima classificata: promozione in Serie A
Ultime due posizioni: retrocessione in Serie C