martedì 3 febbraio 2026

(01-02/02/2026) Serie A Women 25/26: il resoconto e gli highlights della dodicesima giornata

Conclusasi ieri sera a poche ore dal termine della sessione dei trasferimenti invernale (che ha visto partenze "di nome" quali ad esempio Di Guglielmo dalla Roma e Peyraud-Magnin dalla Juventus), la dodicesima giornata della Serie A Women 25/26 registra il mezzo passo falso delle giallorosse in quel di Noceto contro il Parma, 3-3 finale in rimonta (cosa di cui tenere comunque conto), del quale subito ne approfittano l'Internazionale e la Juventus, rispettivamente seconda e terza in classifica, con le vittorie delle neroblù di misura a Narni su una Ternana che a quanto pare nella ripresa ha reagito dando del filo da torcere alle milanesi (quarto scontro stagionale tra le due compagini tra campionato e Coppa Italia, per un complessivo 13 a zero in favore di queste ultime); mentre le bianconere hanno per lo più passeggiato sul Sassuolo, con la tripletta di Beccari (la prima in Serie A per la Sammarinese classe 2004) e il centocinquantesimo gol di Girelli con la maglia della vecchia signora piemunteis. Ne consegue che ducali a parte, con le fere e le neroverdi a secco anche stavolta, a noi in quanto grife di zena ci è andata di nuovo bene per quel che riguarda evidentemente la questione della lotta salvezza, considerato il nostro ennesimo tonfo (il nono in dodici gare), in questo caso nel varesotto, per la gioia delle milaniste, che così facendo ci hanno battute per la terza volta su altrettante - e totali - gare ufficiali nella nostra reciproca storia (escluse cioè le altre due loro vittorie in amichevole). 1-1 invece è stato il risultato del match tra il Como e le laziali (nostre prossime avversarie) al Fersini di Formello, mentre nell'ultima partita di questo primo turno del girone di ritorno, il Napoli è andato a vincere a Bagno a Ripoli su una Fiorentina che certamente ha avuto le sue chance per pareggiare (vedasi Bonfantini), che altrettanto sicuramente è una buona squadra (e sa rubare l'occhio, soprattutto per via delle iniziative di alcune singole), ma come ebbi modo di scrivere qualche tempo fa, perlomeno dal mio punto di vista nel complesso è un pò evanescente, insipidotta: si spegne, si perde, si ferma, ricomincia, e quando per l'appunto riparte, non sono poche le volte che non lascia segno tangibile delle proprie idee dalla cintola in su. Partenopee che - al contrario - di volta in volta palesano determinate caratteristiche e con esse la validità del lavoro svolto in settimana, e salgono a quota 20, in quello che è il miglior massimo torneo di sempre per Floe e compagne.

Ci si rilegge presto.
Adri

Parma - Roma 3-3

Lazio - Como 1-1

Juventus - Sassuolo 4-0

Fiorentina - Napoli 1-2

Milan - Genoa 2-1

Ternana - Internazionale 0-1

LE PARTITE DELLA DODICESIMA GIORNATA
(Clicca per ingrandire)

LA CLASSIFICA
Prime 3 = accesso alla Champion League.
Ultima = retrocessione in Serie B.

domenica 1 febbraio 2026

(01/02/2026) Serie A Women 25/26, dodicesima giornata: MILAN - GENOA 2-1 (Il postpartita)


01/02/2026
Serie A Women 25/26
Dodicesima giornata
Ore 12:30, Stadio Felice Chinetti (Solbiate Arno)
MILAN - GENOA 2-1
(9' e 87' Van Dooren, 60' Cinotti)

MILAN (4-3-3; all. Suzanne Bakker) - Giuliani; Koivisto, De Sanders, Soffia, Keijzer; Arrigoni (87' Dompig), Mascarello, Grimshaw; Park, Van Dooren, Kyvåg (66' Renzotti). A disposizione: Estévez, Tornaghi; Donolato; Appiah, Strauss, Dompig, Renzotti.
GENOA (4-5-1; all. Sebastian De La Fuente) - Forcinella; Giles (77' Massa), Vigilucci, Hilaj, Curraj (92' Giacobbo); Acuti, Eghdami, Cinotti (86' Ferrara), Cuschieri (92' Bargi), Bahr; Georgsdóttir (77' Sondergaard). A disposizione: Korenčiová; Di Criscio, Massa, Lipman, Sondergaard, Bargi, Massa, Giacobbo, Ferrara, Mele; Abate, Bettalli; Monterubbiano.
Arbitro: Gemelli. Guardalinee: Signorelli e RispoliQuarto uomo: Framba. Addetto al F.V.S.: Testai.
Ammonite: 57' Soffia, 59' Cinotti, 79' Söndergaard, 81' Koivisto.

Da quel che so, anziché anche altri genoani e/o genoane, ci voleva la telecronista RAI Katia Serra (spesso ineccepibile nelle sue analisi) per esprimere pubblicamente oltre me determinati concetti, col suo modo gradevolmente pacato e fermo allo stesso tempo, sciorinando la descrizione di un Genoa che dopo essere partito aggressivo i primi minuti si è andato come sempre a ritirare al trotto anche per via del gol subito (e ciò sta a testimoniare che un certo impeto iniziale non era dato da un reale desiderio di vincere, bensì da uno sforzo "perché così dovremmo fare"), che lascia l'iniziativa al Milan, che una volta ripreso il possesso diventa frenetico, e al quale manca la gestione dei tempi in uscita e nella mediana (esattamente ciò che ho scritto ieri, come del resto in tutti questi mesi). Per cui se da una parte noi ci siamo "sobbarcate" un viaggio in Lombardia (nel basso varesotto) e vi abbiamo pernottato per poi poterci regalare la soddisfazione di scendere in campo con la paura, dall'altra loro hanno tenuto la linea alta per 90 minuti, e dopo il gol del vantaggio venivano incitate dalla Bakker a continuare ad attaccare, a salire, a pressare; e all'ennesimo mio imbarazzo per tutto questo, si è andato ad aggiungere quello dato dal netto, palese rigore non assegnato al Milan, che certamente sarebbero dovute essere capaci di segnare, ma ciò mi stava lasciando comunque addosso quella sensazione di una possibile nostra sfangata totale, della quale di sicuro non sarei andato fiero. Detto questo, evidentemente le rossonere hanno meritato la vittoria (così come le altre due in stagione).

La scelta di rimettere per la terza volta di fila Hilaj centrale di difesa assieme a Vigilucci con Cinotti mediana forse è un tentativo di sperimentare la possibilità di poter giostrare meglio il pallone in costruzione da dietro (con Valery che ha propulsione, Alma che salendo si riprende la posizione di vertice bassa, e Norma che di conseguenza va sulla tre quarti, a riempire), ma se è vero che da una parte la volterrana e l'albanese se la cavano discretamente assieme lì nel mezzo (pur se al contempo perdiamo in efficacia sui palloni alti), il possesso resta scarso lo stesso, perché il Genoa non ha schemi e sincronismi atti alla circolazione della palla, in nessuna zona del campo. Infatti, molto probabilmente è per questo motivo che tali tentativi vengono posti in essere da parte di De La Fuente e colleghi. E' un cane che si morde la coda. E infine: Giacobbo è con noi in rosa per portare il suo indubbio talento, la sua positività e il suo entusiasmo nel rettangolo di gioco, oppure per essere messa da parte anche lei? Come mai la nuova arrivata Lie Eghdami anziché alternarsi per l'appunto con Giulia o altre - e in ciò guadagnarsi eventualmente il posto - è già sulla via della titolarità? Della questione formazione se ne occupano esclusivamente allenatore e stretti collaboratori?

Ad ognuno la sua idea.
Liberare il Genoa.

Adri

Gli highlights