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lunedì 9 dicembre 2024

(08/12/2024) GENOA - PAVIA ACADEMY 7-0: breve approfondimento, Caterina Bargi, gli highlights, il commento ai gol

L'allenatore del Genoa women Fabio Fossati

Con "la copertina" dedicata al nostro man, andiamo di nuovo sulla bellissima partita di ieri, incluso un primo tempo di difficoltà (scollate, fuori misura), anche e proprio perché attraverso di esso siamo poi arrivate a scuoterci e a giocare una ripresa di livello, sciolte, dinamiche, (quasi) arroganti, certamente a tratti sfacciate, e altrettanto divertite. Vincere e convincere sarebbe dovuto essere il minimo, avevo scritto nel prepartita, e così è stato. Per cui le ragazze meritano quest'altro post, e in generale tutto il supporto che nel mio piccolo faccio il possibile per dare loro. Ragazze che - senza per questo scadere in facili retoriche - davvero vogliono imparare a crescere e fare calcio, fuori (almeno per ora) dal mondo del football di plastica dipinta d'oro e distante dalla gente, proponendo in ogni caso prestazioni sentite e reali, "pur se" offerte mediamente davanti a qualche centinaio di persone; a differenza ad esempio di questo (ennesimo) catorcio di amichevole, giocata al cospetto di trentamila spettatori sugli spalti; una roba che se già incredibilmente riuscivo ad andare avanti nonostante questa immagine stampata nelle retine, ha fatto traboccare il vaso. Ma sia chiaro: non mi lamento di nulla, perché me la sono cercata eccome; però sono definitivamente (e sanamente) stanco di elargire energie di un amore che modestamente parlando è prezioso, e non dovrebbe essere più tradito, né sprecato. 

Per me il Genoa è ben altro (è anche attitudine, approccio alla vita), potrei sentirlo in me anche se mi ritirassi su un monte dopo aver gettato tutti i supporti tecnologici nell'immondizia, ma finalmente anni fa ho scoperto le grife, che non sono state affatto una seconda scelta, e che il grifone lo rappresentano degnamente. O almeno ci provano. E per le quali vale ancora la pena di fare magari un sacrificio in più. E scaracollarsi su qualche treno, o dormire in un ostello coi conquilini che russano.

L'INTERVISTA A CATERINA BARGI, GLI HIGHLIGHTS ED IL COMMENTO AI GOL



Tra tutte le bellezze dei gesti tecnici espressi dalle nostre in queste marcature, sulla carta un gol come il primo di Caterina verrebbe messo esteticamente in secondo piano, ed è comprensibile, poiché si seguirebbero comunque dei criteri tangibili, ma io ci andrei piano lo stesso, visto e considerato che il pallone che riceve da Giles è delizioso, se ne va con un delicato stop a seguire, e prosegue con calma e lucidità per metri e metri con una donna addosso (perché la Ventura è una donna, non un uomo), per poi calciare di precisione all'angolino. Cosa simile per quel che riguarda il rigore, che piazza sotto l'incrocio dei pali: c'è tecnica, calma, ponderatezza, e coraggio (o forse sarebbe meglio dire sfrontatezza). Il terzo, invece, si: è quello che ruba gli occhi meno di tutti gli altri 6.

Alice Campora, invece, segna come a volte è da far suo: presente e silenziosa, gli da di zampatella, e torna felice nell'ombra: c'è il suo sentire la partita, stare dentro le dinamiche che questa esprime, e il suo senso del dovere per se stessa e per una maglia che sicuramente sente addosso (Alice, oltre che genoana, è finora come poche altre nella nostra storia). Giacobbo invece mi ha lasciato quasi basito, e al contempo mi ha fatto ridere (naturalmente nel senso buono), con la sua capriola al rallenty dopo un gol che comunque rientra nel suo vivere il calcio di tecnica, guizzi e creatività; perché Giulia è una vera e pura fantasista, quelle del cosiddetto "calcio che fu".

Giada Abate confeziona un gol che oltre ad essere segnato di sinistro, è si una staffilata un pò alla Van Basten ai tempi dell'Ajax, ma non è per "fare del male": è perché era giusto e bello tirarla così e godersela. E poi chissenefrega (tutto attaccato), e tanti saluti. E anche con lei c'è da sorridere nel dopo esecuzione, quando sta ferma quel secondo in più per capire se il pallone entra o no, prima di essere sommersa dalle altre. Gol bellissimo, che ci da ulteriore conferma che Giada c'è. E infine Bettalli, che compie un gesto che per velocità di esecuzione, visione e tecnica è un'altra perla.

Ci si rilegge presto!

Adri

martedì 24 settembre 2024

Gli highlights di Genoa - Pavia Academy, l'intervista a Caterina Bargi, il punto mio e di Benzi sulla terza giornata


Genoa - Pavia Academy 8-0 (Serie B femminile 24/25, terza giornata, 22/09/2024)

Caterina Bargi, intervista post Genoa - Pavia Academy

Il punto di Stefano Benzi sulla terza giornata

E Stefano ha ragione, quando afferma sia che non ci si aspettava dei passaggi a vuoto da parte nostra, sia che dalla prossima giornata contro il Lumezzane siamo attese ad una prova di costanza (vincere è l'unico obiettivo, senza se e senza ma), e che stupisce la seconda sconfitta consecutiva del Cesena; mentre a mio parere non sorprende particolarmente la rimonta della RES (senza con questo togliere niente alla Freedom), né la vittoria del Bologna in quel di Brescia, seppur di valore. Anzi, a dirla tutta le bolognesi cominciano davvero a far drizzare le antenne, non meno del Parma, o della stessa Ternana. Mi lascia invece un pò basito questo inizio stagione del Verona, e non considererei un vero e proprio passo falso quello dell'Arezzo in casa con il sopracitato Lumezzane.

Concordo poi sul fatto che a dare frutti per quel che riguarda la lotta per la promozione non saranno tanto i rush (cioè i filotti di vittorie di fine stagione, piuttosto che le estemporanee strisce di risultati utili), bensì la continuità, ed è qui che torno a noi (e quanto mi piace, quando torno a noi!): quello che secondo me fondamentalmente dovremmo fare, infatti, è "trovare e tirare il filo", ovvero creare/ravvivare quelle caratteristiche di base che in particolare ci possano portare a rialzarci subito in termini di testa e risultati quando in un modo o nell'altro arriveranno altri stop (e con ciò, intendo anche i pareggi). Quindi si all'estetica, alla tecnica, al brio ed alla leggerezza (e ai movimenti a memoria, con e senza palla), ma anche si alla robustezza (l'impianto tattico), al pragmatismo, e (sempre) alla tenacia.

Saremo perciò in grado di mixare al punto giusto queste (ed altre) cose? Saremo capaci ad esempio di uscire fuori dalle cosiddette partite sporche, stringendo i denti e lottando dentro la fisicità, mantenendo però vivi i requisiti tecnici e gli automatismi nelle trame "occasionali", senza perderci, mantenendo viva la scintilla? Riusciremo ad introiettare del tutto determinati principi, così che la volta dopo un eventuale bruciante sconfitta sarà cosa pressoché naturale riesprimerli come nulla fosse? E poi, riusciremo come singole, ma anche come gruppo, ad essere di volta in volta mentalmente dentro gli eventi, scrollandoci individualmente o amalgamandoci, e risolvendo così le situazioni intime e personali quanto quelle legate ai rapporti nella compagine, attraverso tutti i mesi della stagione e i contesti di vita che in essi verranno?

Questo e tanto, tanto altro, mio amato Genoa.
Le altre prendono il via, ma dietro hanno noi.
 Andiamo per agguantarle ed essere ciò che meriteremmo di essere.

Adri

lunedì 10 giugno 2024

Serie B femminile 2023-24: tutti i 22 gol di Caterina Bargi

Bargillosius bargilliusmorbus finalizzalis (dal tosco-latino 'morbo della finalizzazione'; o popolarmente detto 'Bargillosi'), secolo XXI, Europa occidentale.

(Clicca sull'immagine per accedere all'esperienza estatica)

Genoa - Chievo (1)Genoa - Arezzo (1)Genoa- Tavagnacco (1)Genoa - San Marino Academy (1), Pavia Academy - Genoa (1), Genoa - Ternana (1), Cesena- Genoa (1), Ravenna- Genoa (1), Genoa - Freedom Cuneo (2), RES Roma - Genoa (1), Genoa - Lazio (2), Genoa - Verona (1), Tavagnacco - Genoa (2), Genoa - Brescia (2), San Marino Academy - Genoa (2), Genoa - Pavia Academy (1), Genoa - Ravenna (1)

domenica 10 dicembre 2023

GENOA - TERNANA 1-4 (il postpartita)

















Come giustamente dice (e in realtà riafferma) lo stesso Filippini nell'intervista di cui sotto (e come anche io già ne scrissi), la realtà che ci concerne è, ad oggi, quella delle prime 5, 6 (male che vada 8) posizioni. Al contempo, forte di quella che è stata finora un intensa crescita della squadra (e che sicuramente continuerà), pensavo che anche contro la compagine umbra avremmo potuto fare delle ottime cose, e "addirittura" batterle. Evidentemente mi sbagliavo (e complimenti alle fere). Chiarito che impegno ed abnegazione ci sono stati dall'inizio alla fine, non siamo riuscite ad esprimere il nostro gioco ed in particolar modo a stare alte ed aggressive e a giocare di anticipo. E questi ultimi aspetti - nonostante tutte le attenuanti su una mentalità ancora da forgiare a dovere per giocarcela a certi livelli ed ambire a determinati traguardi - in altre occasioni li avevamo comunque  posti in essere. Quindi, a meno che ciò non sia stata una scelta del sopracitato Filippini, a mio modesto parere l'allenatore e le ragazze dovrebbero (oltre che ripartire dall'affinare ancora di più la circolazione di palla in uscita sotto pressione) prendersi delle responsabilità in tal senso per la partita di oggi e con (ulteriore) forza lavorare sull'aspetto attitudinale.

Perché se è vero che loro ci hanno fin da subito aggredite, noi non ci siamo altrettanto alzate, e una volta divenute contratte (se non a tratti intimorite, mi permetto di dire), e come detto non essendo state capaci di gestire bene la palla in uscita, va da sé che la Ternana ha avuto gioco facile, anzi: ci hanno per lo più piallate. Se invece ci fossimo alzate di più ed avessimo ridotto il raggio dello scontro in quei 30 metri del centrocampo, pronte si a rischiare in campo aperto nelle nostre retrovie ma anche azzannando ed "azzardando" un fraseggio in tale contesto, per poi provare l'imbucata in verticale, e quant'altro, forse sarebbe stato diverso, magari non per evitare una sconfitta (?), ma per giocarcela più a viso aperto, batterci il muso e fare scuola a noi stesse a riguardo, in determinate dinamiche e con determinate avversarie, anziché più di una volta indietreggiare (pur se non chissà quanto) dinanzi al loro salire da dietro (quando ci provavamo noi, loro ci saltavano sempre addosso), e prenderne lo stesso quattro riducendo la nostra porta ad un bersaglio, con la povera Forcinella che doveva volare ovunque (sorriso).












Quindi, in un certo senso sono rimasto deluso, e la domanda da porsi in fondo a tutto questo, è: si possono avere i lucciconi a quarantaquattro primavere, per il dispiacere di vedere le ragazze che girano a vuoto come è successo oggi, cosi', tutte rossoblu', con quello sfondo di mare stupendo? Risposta: belin! Ed aggiungo anche che è stato quasi poetico; almeno una buona mezz'ora di esistenzialismo struggente, suggellato dal piedino magico della signorina Bargi (anche lei intervistata nel video), che mica poteva mancare, per il gol della bandiera genoana. Noi che anche nella disfatta riusciamo sempre a percepire quel retrogusto eroico...

Prepariamoci per Cesena che è meglio, và.

(E forza Genoa!)
Adri


(fonte foto di squadra: Instagram Genoa women)

domenica 19 novembre 2023

GENOA - SAN MARINO ACADEMY 3-0 (Il postpartita)


Dal mio punto di vista, la partita più lineare, costante e di personalità tra tutte quelle giocate finora, è stata quella di oggi. Non era ancora successo infatti che le ragazze giocassero praticamente sullo stesso livello di energia (e su un tale livello di energia) dall'inizio alla fine, ed è questo uno degli aspetti fondamentali che ancora andava aggiunto (o perlomeno, nel frattempo, assaporato) nel percorso di svolta intrapreso. Non a caso ne "accennai" domenica scorsa (dopo la vittoria di Brescia), riferendomi alla questione del (non) mantenimento della "tensione nervosa", precisando che comunque sarebbe arrivato il momento in cui le grife avrebbero alzato il livello anche in tal senso, ma il bello è che lo hanno fatto subito (e mettendo in campo quel pizzico di "arroganza" che desideravo vi fosse). E su queste basi, dentro la gara, di positivo c'è stato di tutto e un po': tecnica, tenacia, forza... la voglia di ognuna di fare bene, di dare, di correre, di combattere (quindi subentrate comprese, di cui in seguito), di cercarsi e di cercare soluzioni, di proporre bellezza, di divertirsi, di rafforzare il legame, di affinare l'empatia; ed al contempo avvolte dall'atmosfera, dall'aura, dalla "bolla" dell'impianto di Arenzano, dal modo di tifare (poiché il tifo comunque è sempre presente) all'attenzione e/o l'attaccamento di chi ha scelto di non cantare. Credo quindi che in questo periodo sia successo "qualcosa" di ancora più forte anche con la gente, una sorta di amalgama; o forse esagero sulle ali dell'entusiasmo? Chissà. Può darsi (di sicuro c'è il fatto che non vivo di persona l'ambiente e le partite lassù, quindi il mio è sempre un percepire/carpire a distanza).

In ogni caso, risultati e classifica!


La Lazio è alla prima sconfitta.
La Ternana ha vinto.
E noi siamo a 3 punti dalla vetta.


LA PARTITA - Prima di tutto i miei complimenti ed il mio apprezzamento per le ragazze del San Marino Academy, le quali hanno onorato l'impegno anch'esse dall'inizio alla fine, e poi un plauso a Forcinella, perché è lei che, seppur stessimo già macinando gioco e creando (prima con Massa e Bargi, e poi col palo della Ferrato al 24'), ci salva dallo 0-1 respingendo in tuffo una girata in area di Barbieri; ed è proprio con la Ferrato che due minuti dopo (al 30') passiamo in vantaggio, e da lì, sammarinesi definitivamente spalle al muro (ma brave a tenere e a volte nel sortire fuori), e noi di possesso con palla a terra, raziocinio, inserimenti e sovrapposizioni (e quindi, finalmente, molti meno lanci lunghi in fascia o "sparati" in avanti), ed al 33' a segnare è Massa (onnipresente, sulla corsia destra era dappertutto), e, finalmente, al 40' Bargi (molto meglio in generale rispetto a Brescia), con caparbietà! Per ciò che riguarda più precisamente anche altre singole, molto bene la Scuratti, che rispetto al match contro le leonesse è tornata più pimpante (ed al 42' da fuori sfiora il palo!), ed io ne sono particolarmente felice, perché quando lo scurattismo ti entra dentro, se poi viene a mancare è una sofferenza. Di Giles (fuori al 68' per Parolo) non servirebbe neanche dire niente, se non che a tratti è semplicemente eccelsa, cosi come è sempre più garanzia Lucafo' (che forse se tentasse a volte di portare palla in uscita anche lei anziché delegare alla canadese, sarebbe un ulteriore miglioria). Bettalli (fuori al 68' per Campora) bene nelle sua solite incursioni/sovrapposizioni e non solo, Tardini va sempre in crescendo (magari qualche palla in verticale in più?) ed è molto importante, ma la Errico (che le subentra al 54') non è per niente da meno: detta i ritmi, anticipa, smista, e si, è vero, lancia un po' troppo spesso in avanti, ma stimolata da idee buone (con Bargi prima punta dopo l'uscita della Ferrato per un "indiavolata" Rigaglia, e quella di Massa per una buona Acuti); mi è piaciuta tanto, è bello vederla rientrare così, soprattutto con il tocco dei calzettoni abbassati stile anni '80 ed il palo colpito direttamente da calcio d'angolo... Spettacolare Emma! Ma brave, bravissime tutte (e bravo Filippini!). Sono fiero di voi. Fiero di questo Genoa.

Andiamo a Pavia!
Adri

 

domenica 12 novembre 2023

BRESCIA - GENOA 1-2 (il postpartita)

Chi ha letto il mio articolo di due giorni fa, sa bene che sapevo! Le ragazze, ripeto, sono forti, la rosa è forte (quindi, ancor più a monte società e staff hanno fatto le scelte giuste), Filippini sta facendo buone cose (un plauso anche a lui!). E' soltanto una questione di tempo. Ma prima di tuffarci un po' nella partita, vorrei porre l'attenzione su questo aspetto di vitale importanza: quanto siamo belle, fiere e grifonzie con di nuovo indosso il nostro primo completo (che tra l'altro, col ritorno da quest'anno dei numeri bianchi, fa girare la testa)?

Bene.

La "cronaca": un primo tempo bellissimo, che mi ha lasciato quasi ipnotizzato a guardarle andare, fare, disfare, su e giù, a destra e a sinistra (probabilmente il miglior tempo finora giocato in questa stagione, che, seriamente, mi ha quasi commosso). Aggressive, grintose, alte, di anticipo, di incursione, di proposizione, di palleggio ragionato, di amor proprio. Il mio Genoa! E va bene anche se Forcinella condisce tutto questo con qualche passaggio diciamo "sornione", che ci pone davanti ad almeno un paio di rischi; anzi, ce li possiamo anche infilare dentro come cosa pittoresca (tra l'altro ha giocato bene ed è stata fondamentale, credo anche sul finale che di nuovo, a causa dello streaming interrotto stavolta all'86', non sono riuscito a vedere). Gol di Alessandra Massa che dire bello è cosa "scontata", e Bettalli idem. Entrambe a segno con carattere, tecnica, estetica, e nel gioco entrambe presenti, mordenti, importanti. Tardini, poi, "li in basso" sta crescendo: vederla ricevere, girarsi subito e scaricare, almeno per me, è una gioia; scende anche più delle altre volte in ricezione (e in tal senso continua ad essere servita poco rispetto al dovuto), e oltre al proporre, rompe ed aiuta con carattere e precisione. Brava Sara! Mele e Fernandez, poi, sono certezze, Giles è uno spettacolo, Lucafo' mi farà diventare un fan con la sua andatura, le sue espressioni e la sua postura quando imposta, i suoi interventi in chiusura (palle alte, medie, basse: tutto), ed i suoi anticipi, che adoro. Ce né stato in particolare uno (o forse due?) nella trequarti avversaria: una meraviglia. Uniche un po' sottotono, Bargi e Scuratti, e non solo ci sta ed è comprensibile (Caterina poi, con tutto ciò che ha dato... non è un robot), ma hanno comunque contribuito dignitosamente al tutto. Solita Ferrato (che è anche un po' il prototipo della punta centrale "di peso" che a me piace), presente in chiusura sulle palle inattive, rientra, bravissima a tenere palla, a smistare, e anche a spizzare di testa sui lanci da dietro (soluzione buona per la squadra, fondamentale da avere, anche se non dovrebbe essere quella principale), Rigaglia (dentro al 72' per Massa) mi è piaciuta di nuovo ed era giusto che entrasse, cosi come Campora (dentro ancor prima, al 58' per Scuratti), che è in palla, e come detto, Scuratti a mio modesto parere non ha particolarmente brillato (soffriva ad arginare le loro discese sulla nostra sinistra, e in possesso non era la solita). Abbiamo però sofferto nel secondo tempo, e ok, avevo previsto che sarebbe stata un po' dura (e faccio anche i complimenti alle bresciane per la prova di carattere), ma abbiamo allentato un po' la presa anche per una scelta tattica? Lo escluderei. Per un calo fisico? Probabile che sia da annoverare come aspetto, ma io propenderei per un calo di tensione nervosa: non siamo abituate a tenere il pallino cosi tanto e su questi livelli di tensione e gioco (non a caso, negli ultimi quindici minuti uscivamo non poche volte coi lanci quasi della serie "dai che la portiamo a casa"; ed uno di questi ci è costato una traversa loro) ma è cosa anch'essa comprensibile, ed arriveremo a fare diversamente, lavorando ancora di più sullo stare alte come oggi; vederci su è stato emozionante, e lo è stato anche vedere Giles e Lucafo' affrontare i loro attacchi in campo aperto. Abbiamo preso il gol con un imbucata? Non importa. E' questa la filosofia giusta! Mi fermo qui, altrimenti questo postpartita lo finisco domani... E ora sotto col San Marino ad Arenzano!

Forza ragazze!
Forza Genoa!

Adri

domenica 5 novembre 2023

GENOA - TAVAGNACCO 2-0! (il postpartita)

E' il duo Ferrato (52') - Bargi (75') a mettere il sigillo su una partita un po' scorbutica, ma giocata con buona verve e nella quale si sono riviste delle buone cose. Prima del calcio di inizio, minuto di silenzio per le vittime del maltempo "qui", in Toscana, e lo scenario in cui si svolge l'incontro presenta anch'esso caratteristiche burrascose, con un mare mosso sullo sfondo che, potente ma innocuo, perlomeno ai miei occhi non può che risultare maestosamente bello e suggestivo, e cosi sarà per tutti i novanta minuti: onde che si infrangono sulla costa e schiumano "a due passi" dal campo, ed una luce del sole particolare che colora tutto come in un effetto pastello ad olio, e che probabilmente sfoca anche un po' i contorni, perché ciò che sicuramente lo fa, ed anche parecchio, è lo streaming di oggi; qualcosa ai limiti dell'inguardabile (amen, capita), con le giocatrici a tratti irriconoscibili, ed alcune azioni nelle quali per riuscire a vedere il pallone ho rischiato di perdere tipo quattro gradi di vista. Il tutto con impallamento andante, e, per finire, lo stop definitivo della trasmissione al 77simo. Quindi, in mezzo a questo marasma che per uno come me che reputa il Genoa women qualcosa di vitale sfiora l'apocalittico, mi perdo il Gol della Ferrato, ed anche il replay (mi gusto solo l'esultanza!).

Ma andiamo un po' nei particolari: cominciamo subito con il tenere noi il possesso palla, e c'è un momento, da li a breve, nel quale lo facciamo con calma e pazienza, si per stanare le friulane, ma a mio parere forse anche proprio per provare a trovare quei movimenti e quelle trame che - a differenza di altre - il più delle volte mancano, per poi desistere; e se cosi' fosse, se cioè ho inteso bene, sarebbe quella e solo quella la chiave del tutto, ma magari la scintilla scoccherà in altre occasioni, come tutt'ora continuo a presumere (e a sperare). Le altre trame di cui ho accennato sono invece quelle solite sulle corsie laterali, e va bene (tra l'altro se non sbaglio è proprio cosi'che nasce il primo gol della Ferrato), ma andrebbe benissimo se vi fossero anche altre soluzioni di gioco, ovvero ad esempio nella fascia centrale del campo fin sulla trequarti, ma siccome ne ho già scritto, e non voglio né annoiare me, né annoiare eventualmente anche chi legge, passo oltre. Primo tempo quindi che scorre sul tema "Tavagnacco che si chiude bene e noi che cerchiamo lo sfondamento", con, tra le poche situazioni create, un tiro della Ferrato centrale al 29simo, ed un tentativo di incornata della Giles - se non sbaglio su calcio d'angolo -  al 46esimo nel quale però riesce solo a sfiorare, ma che sottolineo in quanto è un gradito ritorno della canadese alle incursioni (vedere il gol contro il Chievo alla prima giornata): c'ha riprovato e gli garba, in poche parole. Bene comunque anche Campora sin dall'inizio, Tardini, e direi in un modo o nell'altro tutte, Rigaglia compresa (entrata al 66esimo per Massa), mentre non posso dire nel dettaglio della Parodi (entrata per la Ferrato al 70simo), perché tra una cosa e l'altra me la sono persa, ma sono felice che abbia avuto spazio (al suo entrare ho quasi esultato!). Rigore netto, infine, quello sulla Bargi, e bella trasformazione.

Sono contento.
Saliamo a quota 12.
Domenica prossima siamo a Brescia.
...Andiamo!
Adri

domenica 29 ottobre 2023

Qualche pensiero (positivo) su squadra ed inizio stagione!

Parto subito col dire che sono una persona di indole critica, ma che quando lo fa preferisce che sia una critica costruttiva, e che se avrò motivo di “piallare” in tal senso la squadra, le giocatrici singole, l'allenatore, cosi' come la dirigenza e quant'altro, lo farò. Chiarito ciò, preciso anche che al contrario di quanto probabilmente - e comprensibilmente - si potrebbe pensare, l'aver aperto questo blog non fa di me né un frequentatore delle gradinate dello stadio Nazario Gambino (finora non ci sono mai stato), né in automatico un chissà quale conoscitore della squadra, anzi: come accennato nell'articolo di introduzione al blog stesso, ho si cominciato a “seguire” il Genoa women tre stagioni fa (più precisamente ne conoscevo già da un annetto l'esistenza, se non ricordo male), ma durante la prima di queste - ovvero l'ultimo anno di Serie C - potevo perlopiù informarmi su Tuttocampo senza vedere interamente le partite (se non trovandole "di fortuna", come ad esempio nel caso della sfida col Real Meda, sul loro canale YouTube); l'anno scorso quindi mi sono adoperato fin da subito nella ricerca di qualche novità inerente la trasmissione di queste ultime, ho trovato il sito ElevenSports (“assorbito” ora da DAZN), ma una volta iscritto, per un motivo o per un altro ho visto - e non vorrei dire castronerie - si e no 10, 12 incontri (e quasi tutti nel girone di ritorno)?

Ne consegue che nessun essere umano con un tale ridotto bagaglio di conoscenze potrebbe disinvoltamente addentrarsi in prodigiose disquisizioni sui pregi ed i difetti tecnico-tattici-temperamentali del duo Lucafò - Parolo (tanto per fare un esempio), e approfondire pure per filo e per segno le differenze con gli anni scorsi... dai. Posiamo il vino. E' questo l'anno della verità e della svolta, per me, non prima. E' soltanto ora, Anno domini 2023, che - grazie alla Be.Pi TV! - posso godere appieno dell'andirivieni della Bettalli, dell'imperturbabilità della Ferrato, delle incursioni pungenti della Mele; o introiettare tutta la Bargillosi immaginabile ed inebriarmi del miglior Scurattismo possibile.

...E dici nulla!

Torno serio (ma non serioso): a mio modesto parere, rispetto alla stagione passata (o a quella parte che, appunto, vidi della stessa), le cose sono cambiate, e neanche di poco. L'anno scorso - ed anche dopo l'uscita dalle difficoltà iniziali - la squadra non aveva ancora una vera impronta di gioco; o meglio, si, in qualche modo un tema lo aveva: il baricentro basso ed i lanci lunghi solitamente sulla Bloch (giocatrice che a me non spiaceva), o comunque in avanti, le sgaloppate dell'inesauribile Millqvist (bravissima e fondamentale), “qualche” seconda palla recuperata e/o valida azione estemporanea, e - mentre davanti la solita Bargi risolveva le cose col suo talento -, raramente degli sprazzi di dialogo palla a terra, nei quali però “intravedevo” delle qualità, delle buone prospettive (evidentemente la mia è una disamina “buttata li'”, a grandi linee, quindi inevitabilmente mancano dei pezzi, ma tant'è)... in ogni caso, non solo è stata una stagione rispettabile e comunque da incorniciare, ma tutto è servito, tutto cosi' doveva essere, per arrivare all'oggi.

La tenacia, la grinta e la capacità di soffrire e di giocare anche sporco, di raccapezzarsi, e poi anche di alzare - metaforicamente e non - lo sguardo e saper trovare quelle trame, quelle sporadiche sortite corali e più finemente tecniche; queste ed altre ancora sono state situazioni fondamentali per compiere un ulteriore passo, ed ora - anche per merito delle nuove arrivate - se ne vedono già i frutti: la squadra è doppiamente aggressiva, e, in alcuni momenti, alza e mantiene alto il baricentro (a tal proposito, vedere in particolare il secondo tempo di Verona). Le soluzioni vengono cercate ancora lanciando, ma per la maggior parte, finalmente, palla a terra. Proviamo a costruire da dietro (un aspetto fondamentale, indice inequivocabile di lavoro settimanale, in cui si affinano anche la pazienza, la perseveranza, l'intelligenza), cerchiamo il possesso, ma sappiamo anche attendere (coprendo bene gli spazi) per poi ripartire.

Potrebbero mai questi aspetti essere ottenebrati da eventuali mugugni e/o pessimismi cosmici, soprattutto dopo le ultime due vittorie consecutive? Secondo me, no. Ci sono sicuramente delle cose da migliorare, come d'altronde è naturale che sia. Quando giriamo palla da dietro, ad esempio, la maggior parte delle volte lo si fa in orizzontale, e c'è ancora un pò troppa paura / apprensione; il pallone quindi “scotta”, e come detto anche per questo lo si lancia via, ma lo si lancia via anche e in particolar modo perché la mediana – prima Errico, ora Tardini - scende poco a ricevere, e quando accade, quasi mai lo fa in prossimità della linea delle due centrali di difesa (solitamente Lucafò e Giles), le quali in tal senso dovrebbero "allargarsi" per fare spazio al suddetto vertice basso, in impostazione. Impostazione che può anche solo significare che la Tardini - preferibilmente ruotata a mezzo busto, non spalle alla porta avversaria – scende e scarica di prima o a due tocchi su una delle due sopracitate "braccette", piuttosto che su una terzina/esterna, o su una mezzala; in questo modo passano quei pochi secondi nei quali tempistica e movimenti congiunti aprono e dettano situazioni. Invece, fin troppe volte ancora ci troviamo con - ad esempio - Giles che sul centro-sinistra riceve da Lucafò, viene pressata, Tardini è schermata, e allora deve lanciare lungo la fascia, "alla buona”, su un attaccante esterna, piuttosto che ancora sulla fascia, ma stavolta più sul breve, ad una Mele che però non ha magari una mezzala di riferimento che automaticamente si avvicina per ricevere dentro, in orizzontale. Questi sarebbero come detto degli aspetti da rivedere.

Un altro di questi aspetti è la penuria di gioco nella fascia centrale dell'ultimo terzo (la “vecchia” tre quarti!): precisato che secondo me la Massa ha i tempi, la tecnica e la visione per essere una pura trequartista, ed anche di alto livello (e solo eventualmente un'esterna alta d'attacco), qualora in tal zona si scelga davvero di giocare dirette, lunghe su una Ferrato - la punta centrale - che riceve in media spalle alla porta, dovrebbe allora entrare subito una mezzala - meglio anche due - in verticale, e da lì partire un fraseggio, nel breve (i "dai-e vai", o gli "uno-due") con preferibilmente anche le due esterne alte che a loro volta attaccano l'area, stringendo. Anche questo, da quel che ho visto fin'ora, non è un automatismo che ancora abbiamo acquisito.

La Bargi, poi, non dovrebbe scendere così spesso a toccare palloni a centrocampo, o addirittura sotto la linea dello stesso, per quanto ciò sia solo da apprezzare in quanto a spirito di sacrificio, e serva in qualche modo a dare respiro, a cucire gioco; idem per la Ferrato. E questo succede perché vi è per lo più mancanza di trame anche tra le mezzale e la mediana (e allora si compensa in questo modo)... E ancora: giochiamo quasi solo sulle esterne, ma i cross dal fondo per le incornate?

Si può riassumere, quindi, in un insieme di dinamiche di proposizione da assimilare nelle tre "fasce" di campo (difesa, centrocampo, attacco), dinamiche che comunque stanno appunto facendo capolino. Ed in tal senso sto anche riponendo più fiducia in Filippini (sul quale ho nutrito ed espresso più volte dei dubbi, parlando di Genoa nel privato), perché naturalmente in tutto questo ci sta mettendo del buono anche lui, ma anche perché sicuramente, assieme alle ragazze, cresce e crescerà singolarmente.

Tutto è migliorabile, e migliorerà (fase di chiusura difensiva compresa, dove in particolare la nuova arrivata e subito titolare Giles sta entrando sempre più in sintonia). Migliorerà per i presupposti e le situazioni di cui ho finora "accennato", e perché tali presupposti e situazioni sono anche e fondamentalmente poste in essere da una rosa equilibrata e forte (la cui analisi più approfondita è probabilmente cosa che farò in futuro). Tempo al tempo... Viva le ragazze. E forza Genoa!

Adri









Foto di squadra pre Bologna – Genoa (da sinistra a destra: Forcinella, Massa, Lucafò, Bargi, Giles, Fernandez, Bettalli, Tardini, Scuratti, Acuti, Mele). In alto*: le ragazze festeggiano dopo la vittoria casalinga contro l'Arezzo! *(foto Ramella&Fazzari)

martedì 24 ottobre 2023

Due interviste a Caterina Bargi

"Calcio femminile e dintorni con Caterina Bargi"

 Live sul canale YT "Il genoano atipico", 15/06/2023 




"Alé Genoa incontra Caterina Bargi"
 Podcast, 02/08/2023  (Clicca sull'immagine!)


 (Il sito: www.alegenoa.it