
lunedì 9 dicembre 2024
(08/12/2024) GENOA - PAVIA ACADEMY 7-0: breve approfondimento, Caterina Bargi, gli highlights, il commento ai gol

martedì 24 settembre 2024
Gli highlights di Genoa - Pavia Academy, l'intervista a Caterina Bargi, il punto mio e di Benzi sulla terza giornata
Il punto di Stefano Benzi sulla terza giornata
lunedì 10 giugno 2024
Serie B femminile 2023-24: tutti i 22 gol di Caterina Bargi
domenica 10 dicembre 2023
GENOA - TERNANA 1-4 (il postpartita)
domenica 19 novembre 2023
GENOA - SAN MARINO ACADEMY 3-0 (Il postpartita)
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domenica 12 novembre 2023
BRESCIA - GENOA 1-2 (il postpartita)
Chi ha letto il mio articolo di due giorni fa, sa bene che sapevo! Le ragazze, ripeto, sono forti, la rosa è forte (quindi, ancor più a monte società e staff hanno fatto le scelte giuste), Filippini sta facendo buone cose (un plauso anche a lui!). E' soltanto una questione di tempo. Ma prima di tuffarci un po' nella partita, vorrei porre l'attenzione su questo aspetto di vitale importanza: quanto siamo belle, fiere e grifonzie con di nuovo indosso il nostro primo completo (che tra l'altro, col ritorno da quest'anno dei numeri bianchi, fa girare la testa)?
Bene.
La "cronaca": un primo tempo bellissimo, che mi ha lasciato quasi ipnotizzato a guardarle andare, fare, disfare, su e giù, a destra e a sinistra (probabilmente il miglior tempo finora giocato in questa stagione, che, seriamente, mi ha quasi commosso). Aggressive, grintose, alte, di anticipo, di incursione, di proposizione, di palleggio ragionato, di amor proprio. Il mio Genoa! E va bene anche se Forcinella condisce tutto questo con qualche passaggio diciamo "sornione", che ci pone davanti ad almeno un paio di rischi; anzi, ce li possiamo anche infilare dentro come cosa pittoresca (tra l'altro ha giocato bene ed è stata fondamentale, credo anche sul finale che di nuovo, a causa dello streaming interrotto stavolta all'86', non sono riuscito a vedere). Gol di Alessandra Massa che dire bello è cosa "scontata", e Bettalli idem. Entrambe a segno con carattere, tecnica, estetica, e nel gioco entrambe presenti, mordenti, importanti. Tardini, poi, "li in basso" sta crescendo: vederla ricevere, girarsi subito e scaricare, almeno per me, è una gioia; scende anche più delle altre volte in ricezione (e in tal senso continua ad essere servita poco rispetto al dovuto), e oltre al proporre, rompe ed aiuta con carattere e precisione. Brava Sara! Mele e Fernandez, poi, sono certezze, Giles è uno spettacolo, Lucafo' mi farà diventare un fan con la sua andatura, le sue espressioni e la sua postura quando imposta, i suoi interventi in chiusura (palle alte, medie, basse: tutto), ed i suoi anticipi, che adoro. Ce né stato in particolare uno (o forse due?) nella trequarti avversaria: una meraviglia. Uniche un po' sottotono, Bargi e Scuratti, e non solo ci sta ed è comprensibile (Caterina poi, con tutto ciò che ha dato... non è un robot), ma hanno comunque contribuito dignitosamente al tutto. Solita Ferrato (che è anche un po' il prototipo della punta centrale "di peso" che a me piace), presente in chiusura sulle palle inattive, rientra, bravissima a tenere palla, a smistare, e anche a spizzare di testa sui lanci da dietro (soluzione buona per la squadra, fondamentale da avere, anche se non dovrebbe essere quella principale), Rigaglia (dentro al 72' per Massa) mi è piaciuta di nuovo ed era giusto che entrasse, cosi come Campora (dentro ancor prima, al 58' per Scuratti), che è in palla, e come detto, Scuratti a mio modesto parere non ha particolarmente brillato (soffriva ad arginare le loro discese sulla nostra sinistra, e in possesso non era la solita). Abbiamo però sofferto nel secondo tempo, e ok, avevo previsto che sarebbe stata un po' dura (e faccio anche i complimenti alle bresciane per la prova di carattere), ma abbiamo allentato un po' la presa anche per una scelta tattica? Lo escluderei. Per un calo fisico? Probabile che sia da annoverare come aspetto, ma io propenderei per un calo di tensione nervosa: non siamo abituate a tenere il pallino cosi tanto e su questi livelli di tensione e gioco (non a caso, negli ultimi quindici minuti uscivamo non poche volte coi lanci quasi della serie "dai che la portiamo a casa"; ed uno di questi ci è costato una traversa loro) ma è cosa anch'essa comprensibile, ed arriveremo a fare diversamente, lavorando ancora di più sullo stare alte come oggi; vederci su è stato emozionante, e lo è stato anche vedere Giles e Lucafo' affrontare i loro attacchi in campo aperto. Abbiamo preso il gol con un imbucata? Non importa. E' questa la filosofia giusta! Mi fermo qui, altrimenti questo postpartita lo finisco domani... E ora sotto col San Marino ad Arenzano!
Forza Genoa!
Adri
domenica 5 novembre 2023
GENOA - TAVAGNACCO 2-0! (il postpartita)
E' il duo Ferrato (52') - Bargi (75') a mettere il sigillo su una partita un po' scorbutica, ma giocata con buona verve e nella quale si sono riviste delle buone cose. Prima del calcio di inizio, minuto di silenzio per le vittime del maltempo "qui", in Toscana, e lo scenario in cui si svolge l'incontro presenta anch'esso caratteristiche burrascose, con un mare mosso sullo sfondo che, potente ma innocuo, perlomeno ai miei occhi non può che risultare maestosamente bello e suggestivo, e cosi sarà per tutti i novanta minuti: onde che si infrangono sulla costa e schiumano "a due passi" dal campo, ed una luce del sole particolare che colora tutto come in un effetto pastello ad olio, e che probabilmente sfoca anche un po' i contorni, perché ciò che sicuramente lo fa, ed anche parecchio, è lo streaming di oggi; qualcosa ai limiti dell'inguardabile (amen, capita), con le giocatrici a tratti irriconoscibili, ed alcune azioni nelle quali per riuscire a vedere il pallone ho rischiato di perdere tipo quattro gradi di vista. Il tutto con impallamento andante, e, per finire, lo stop definitivo della trasmissione al 77simo. Quindi, in mezzo a questo marasma che per uno come me che reputa il Genoa women qualcosa di vitale sfiora l'apocalittico, mi perdo il Gol della Ferrato, ed anche il replay (mi gusto solo l'esultanza!).
Ma andiamo un po' nei particolari: cominciamo subito con il tenere noi il possesso palla, e c'è un momento, da li a breve, nel quale lo facciamo con calma e pazienza, si per stanare le friulane, ma a mio parere forse anche proprio per provare a trovare quei movimenti e quelle trame che - a differenza di altre - il più delle volte mancano, per poi desistere; e se cosi' fosse, se cioè ho inteso bene, sarebbe quella e solo quella la chiave del tutto, ma magari la scintilla scoccherà in altre occasioni, come tutt'ora continuo a presumere (e a sperare). Le altre trame di cui ho accennato sono invece quelle solite sulle corsie laterali, e va bene (tra l'altro se non sbaglio è proprio cosi'che nasce il primo gol della Ferrato), ma andrebbe benissimo se vi fossero anche altre soluzioni di gioco, ovvero ad esempio nella fascia centrale del campo fin sulla trequarti, ma siccome ne ho già scritto, e non voglio né annoiare me, né annoiare eventualmente anche chi legge, passo oltre. Primo tempo quindi che scorre sul tema "Tavagnacco che si chiude bene e noi che cerchiamo lo sfondamento", con, tra le poche situazioni create, un tiro della Ferrato centrale al 29simo, ed un tentativo di incornata della Giles - se non sbaglio su calcio d'angolo - al 46esimo nel quale però riesce solo a sfiorare, ma che sottolineo in quanto è un gradito ritorno della canadese alle incursioni (vedere il gol contro il Chievo alla prima giornata): c'ha riprovato e gli garba, in poche parole. Bene comunque anche Campora sin dall'inizio, Tardini, e direi in un modo o nell'altro tutte, Rigaglia compresa (entrata al 66esimo per Massa), mentre non posso dire nel dettaglio della Parodi (entrata per la Ferrato al 70simo), perché tra una cosa e l'altra me la sono persa, ma sono felice che abbia avuto spazio (al suo entrare ho quasi esultato!). Rigore netto, infine, quello sulla Bargi, e bella trasformazione.
Saliamo a quota 12.
domenica 29 ottobre 2023
Qualche pensiero (positivo) su squadra ed inizio stagione!
Parto
subito col dire che sono una persona di indole critica, ma che quando
lo fa preferisce che sia una critica costruttiva, e che se avrò
motivo di “piallare” in tal senso la squadra, le giocatrici
singole, l'allenatore, cosi' come la dirigenza e quant'altro, lo
farò. Chiarito ciò, preciso anche che al contrario di quanto
probabilmente - e comprensibilmente - si potrebbe pensare, l'aver
aperto questo blog non fa di me né un frequentatore delle gradinate
dello stadio Nazario Gambino (finora non ci sono mai stato), né in
automatico un chissà quale conoscitore della squadra, anzi: come
accennato nell'articolo di introduzione al blog stesso, ho si
cominciato a “seguire” il Genoa women tre stagioni fa (più
precisamente ne conoscevo già da un annetto l'esistenza, se non
ricordo male), ma durante la prima di queste - ovvero l'ultimo anno
di Serie C - potevo perlopiù informarmi su Tuttocampo senza
vedere interamente le partite (se non trovandole "di fortuna",
come ad esempio nel caso della sfida col Real Meda, sul loro canale
YouTube); l'anno scorso quindi mi sono adoperato fin da subito nella
ricerca di qualche novità inerente la trasmissione di queste ultime,
ho trovato il sito ElevenSports (“assorbito” ora da DAZN), ma una
volta iscritto, per un motivo o per un altro ho visto - e non vorrei
dire castronerie - si e no 10, 12 incontri (e quasi tutti nel girone
di ritorno)?
Ne consegue
che nessun essere umano con un tale ridotto bagaglio di conoscenze
potrebbe disinvoltamente addentrarsi in prodigiose disquisizioni sui
pregi ed i difetti tecnico-tattici-temperamentali del duo Lucafò -
Parolo (tanto per fare un esempio), e approfondire pure per filo e
per segno le differenze con gli anni scorsi... dai. Posiamo il vino.
E' questo l'anno della verità e della svolta, per me, non prima. E'
soltanto ora, Anno domini 2023, che - grazie alla Be.Pi TV! - posso
godere appieno dell'andirivieni della Bettalli, dell'imperturbabilità
della Ferrato, delle incursioni pungenti della Mele; o introiettare
tutta la Bargillosi immaginabile ed inebriarmi del miglior
Scurattismo possibile.
...E dici nulla!
Torno
serio (ma non serioso): a mio modesto parere, rispetto alla stagione
passata (o a quella parte che, appunto, vidi della stessa), le cose
sono cambiate, e neanche di poco. L'anno scorso - ed anche dopo
l'uscita dalle difficoltà iniziali - la squadra non aveva ancora una
vera impronta di gioco; o meglio, si, in qualche modo un tema lo
aveva: il baricentro basso ed i lanci lunghi solitamente
sulla Bloch (giocatrice
che a me non spiaceva), o comunque in avanti, le sgaloppate
dell'inesauribile Millqvist (bravissima
e fondamentale), “qualche” seconda palla recuperata e/o valida
azione estemporanea, e - mentre davanti la solita Bargi risolveva le
cose col suo talento -, raramente degli sprazzi di dialogo palla a
terra, nei quali però “intravedevo” delle qualità, delle buone
prospettive (evidentemente la mia è una disamina “buttata li'”,
a grandi linee, quindi inevitabilmente mancano dei pezzi, ma
tant'è)... in ogni caso, non solo è stata una stagione rispettabile
e comunque da incorniciare, ma tutto è servito, tutto cosi' doveva
essere, per arrivare all'oggi.
Torno serio (ma non serioso): a mio modesto parere, rispetto alla stagione passata (o a quella parte che, appunto, vidi della stessa), le cose sono cambiate, e neanche di poco. L'anno scorso - ed anche dopo l'uscita dalle difficoltà iniziali - la squadra non aveva ancora una vera impronta di gioco; o meglio, si, in qualche modo un tema lo aveva: il baricentro basso ed i lanci lunghi solitamente sulla Bloch (giocatrice che a me non spiaceva), o comunque in avanti, le sgaloppate dell'inesauribile Millqvist (bravissima e fondamentale), “qualche” seconda palla recuperata e/o valida azione estemporanea, e - mentre davanti la solita Bargi risolveva le cose col suo talento -, raramente degli sprazzi di dialogo palla a terra, nei quali però “intravedevo” delle qualità, delle buone prospettive (evidentemente la mia è una disamina “buttata li'”, a grandi linee, quindi inevitabilmente mancano dei pezzi, ma tant'è)... in ogni caso, non solo è stata una stagione rispettabile e comunque da incorniciare, ma tutto è servito, tutto cosi' doveva essere, per arrivare all'oggi.
La tenacia, la grinta e la capacità di soffrire e di giocare anche sporco, di raccapezzarsi, e poi anche di alzare - metaforicamente e non - lo sguardo e saper trovare quelle trame, quelle sporadiche sortite corali e più finemente tecniche; queste ed altre ancora sono state situazioni fondamentali per compiere un ulteriore passo, ed ora - anche per merito delle nuove arrivate - se ne vedono già i frutti: la squadra è doppiamente aggressiva, e, in alcuni momenti, alza e mantiene alto il baricentro (a tal proposito, vedere in particolare il secondo tempo di Verona). Le soluzioni vengono cercate ancora lanciando, ma per la maggior parte, finalmente, palla a terra. Proviamo a costruire da dietro (un aspetto fondamentale, indice inequivocabile di lavoro settimanale, in cui si affinano anche la pazienza, la perseveranza, l'intelligenza), cerchiamo il possesso, ma sappiamo anche attendere (coprendo bene gli spazi) per poi ripartire.
Potrebbero mai questi aspetti essere ottenebrati da eventuali mugugni e/o pessimismi cosmici, soprattutto dopo le ultime due vittorie consecutive? Secondo me, no. Ci sono sicuramente delle cose da migliorare, come d'altronde è naturale che sia. Quando giriamo palla da dietro, ad esempio, la maggior parte delle volte lo si fa in orizzontale, e c'è ancora un pò troppa paura / apprensione; il pallone quindi “scotta”, e come detto anche per questo lo si lancia via, ma lo si lancia via anche e in particolar modo perché la mediana – prima Errico, ora Tardini - scende poco a ricevere, e quando accade, quasi mai lo fa in prossimità della linea delle due centrali di difesa (solitamente Lucafò e Giles), le quali in tal senso dovrebbero "allargarsi" per fare spazio al suddetto vertice basso, in impostazione. Impostazione che può anche solo significare che la Tardini - preferibilmente ruotata a mezzo busto, non spalle alla porta avversaria – scende e scarica di prima o a due tocchi su una delle due sopracitate "braccette", piuttosto che su una terzina/esterna, o su una mezzala; in questo modo passano quei pochi secondi nei quali tempistica e movimenti congiunti aprono e dettano situazioni. Invece, fin troppe volte ancora ci troviamo con - ad esempio - Giles che sul centro-sinistra riceve da Lucafò, viene pressata, Tardini è schermata, e allora deve lanciare lungo la fascia, "alla buona”, su un attaccante esterna, piuttosto che ancora sulla fascia, ma stavolta più sul breve, ad una Mele che però non ha magari una mezzala di riferimento che automaticamente si avvicina per ricevere dentro, in orizzontale. Questi sarebbero come detto degli aspetti da rivedere.
Un altro di questi aspetti è la penuria di gioco nella fascia centrale dell'ultimo terzo (la “vecchia” tre quarti!): precisato che secondo me la Massa ha i tempi, la tecnica e la visione per essere una pura trequartista, ed anche di alto livello (e solo eventualmente un'esterna alta d'attacco), qualora in tal zona si scelga davvero di giocare dirette, lunghe su una Ferrato - la punta centrale - che riceve in media spalle alla porta, dovrebbe allora entrare subito una mezzala - meglio anche due - in verticale, e da lì partire un fraseggio, nel breve (i "dai-e vai", o gli "uno-due") con preferibilmente anche le due esterne alte che a loro volta attaccano l'area, stringendo. Anche questo, da quel che ho visto fin'ora, non è un automatismo che ancora abbiamo acquisito.
La Bargi, poi, non dovrebbe scendere così spesso a toccare palloni a centrocampo, o addirittura sotto la linea dello stesso, per quanto ciò sia solo da apprezzare in quanto a spirito di sacrificio, e serva in qualche modo a dare respiro, a cucire gioco; idem per la Ferrato. E questo succede perché vi è per lo più mancanza di trame anche tra le mezzale e la mediana (e allora si compensa in questo modo)... E ancora: giochiamo quasi solo sulle esterne, ma i cross dal fondo per le incornate?
Si può riassumere, quindi, in un insieme di dinamiche di proposizione da assimilare nelle tre "fasce" di campo (difesa, centrocampo, attacco), dinamiche che comunque stanno appunto facendo capolino. Ed in tal senso sto anche riponendo più fiducia in Filippini (sul quale ho nutrito ed espresso più volte dei dubbi, parlando di Genoa nel privato), perché naturalmente in tutto questo ci sta mettendo del buono anche lui, ma anche perché sicuramente, assieme alle ragazze, cresce e crescerà singolarmente.
Tutto è migliorabile, e migliorerà (fase di chiusura difensiva compresa, dove in particolare la nuova arrivata e subito titolare Giles sta entrando sempre più in sintonia). Migliorerà per i presupposti e le situazioni di cui ho finora "accennato", e perché tali presupposti e situazioni sono anche e fondamentalmente poste in essere da una rosa equilibrata e forte (la cui analisi più approfondita è probabilmente cosa che farò in futuro). Tempo al tempo... Viva le ragazze. E forza Genoa!
Adri
martedì 24 ottobre 2023
Due interviste a Caterina Bargi
"Calcio femminile e dintorni con Caterina Bargi"
Live sul canale YT "Il genoano atipico", 15/06/2023
Podcast, 02/08/2023 (Clicca sull'immagine!)
(Il sito: www.alegenoa.it)
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Ecco la rosa definitiva del Genoa women stagione 25/26, alla luce della chiusura della sessione dei trasferimenti estivi in data primo set...
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Post dedicato a Dimitri ( ilgenoanoatipico ), che il particolar modo durante il rush finale dello scorso campionato di Serie B femminile - c...
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(Da sinistra a destra) Giles, Sondergaard, Cinotti, Giacobbo, Lipman Forcinella, Massa, Hilaj, Di Criscio, Curraj, Acuti . 22/08/2025 SERI...

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