
Le grife in the autumn sun (fonte/credit foto: Instagram ufficiale)
27/09/2026
Serie B femminile 26/27
Sciorba Stadium (Genova). ore 12:30
GENOA - VICENZA 1-0
(62' Sondergaard)
GENOA (4-3-3; allenatore: Roberto Briata) - Capelletti; Passeri, Di Criscio, Hilaj, Acuti; Cuschieri (45′ Giles), Nichele (84′ Picchi), Cinotti; Monterubbiano, Söndergaard (74′ Bargi), Giacobbo (46′ Massa). A disposizione: Marchetti, Ruotolo, Abate, Giles, Picchi, Bargi, Rizzon, Matzedda, Massa.
VICENZA (4-3-3; allenatore: Fabio Viviani) - Stenlund; Falloni (73′ Rosolin), Missiaggia, Dezotti, Trandafir; Arpegaro (65′ Zorzetto), Cortesi (73′ Borsato), Saggion; Ponti, Okoniewska (82′ Viviani), Carrer. A disposizione: Gradolone, Rosolen, Osman, Zorzetto, Viviani, Balestro, Mounecif, Boaretto, Borsato.
Tra le cose che per quanto mi riguarda sono balzate all'occhio durante la partita di ieri, vi è quella della presenza di Ilaria Leoni allo Sciorba Stadium nonostante la sua mancanza fisica in loco, vista e considerata la differenza di atteggiamento che ha avuto la squadra rispetto a quando la nostra ex allenatrice "sedeva" (perché in realtà stava sempre in piedi) sulla panchina rossoblù; la quale ribadisco che in questo inizio stagione non è stata esente da errori e sin dalla prima gara ufficiale avrebbe dovuto portare in campo assieme alle ragazze un assetto di gioco ed un attitudine ben precisi, ma in tal senso da li a poco si stavano comunque cominciando a vedere non solo dei netti cambiamenti rispetto alla passata gestione targata Sebastian De La Fuente (e per certi versi ci voleva poco, aggiungerei), bensì anche degli accenni di un nuovo modo di porsi e di proporre football, ben visibili nella gara vinta contro il Brescia alla seconda giornata, e ancor più precisamente nel primo tempo, durante il quale provai delle emozioni non indifferenti (aspetto questi momenti da quando è nata la compagine femminile), e che porterei come esempio esempio di ciò che noi dovremmo (voler) fare ogni volta che usciamo dagli spogliatoi indossando il nostro sacro completo e la nostra sacra maglia: linea alta, aggressione costante, ritmo intenso, recupero repentino del pallone, gestione del possesso, etc.
Detto questo, la seconda vittoria di fila di Ilaria e delle nostre proprio contro il Vicenza in Coppa Italia non è stata trasmessa al "pubblico", per cui non posso esprimermi a riguardo, ma resta il fatto che di seconda vittoria consecutiva si è trattato, e che soprattutto in linea generale avevo la sensazione che l'ex portiera toscana, una volta sganciatasi dalla figura di De La Fuente (del quale era la vice), avesse voluto cogliere la possibilità di poter costruire un progetto volto a cambiare filosofia, e, di conseguenza, nel tempo, anche la cultura nel nostro ambiente, in cui conseguentemente la sua persona avrebbe cominciato a ricoprire una certa importanza in termini di presenza/aura, e, naturalmente, di scelte tecnico-tattiche, in particolar modo autonome: per questo (ripeto: parere-ipotesi personale) è stata esclusa, e sostituita perlomeno momentaneamente da un Roberto Briata che oltre a dover subentrare in una situazione emergenziale in quanto vice della suddetta, probabilmente ha dalla sua una forma mentis simile/affine a quella della "nostra" D.S. (e/o alle sue richieste), ma anche e fondamentalmente fedele ad una certa "genoanità" dal sapore poetico-retorico, ovvero quella di un grifone magari un pò strampalato, certamente tendente al non estetico, ma comunque "combattivo", se non addirittura stoico, che porta a casa il minimo indispensabile e poco più. In parole povere, l'uomo giusto al momento giusto: profilo basso, laboriosità silenziosa, pochissimi azzardi, niente "eccessi": quasi tutto il contrario della mia, di genoanità, nel cui nome bettarò il chiodo in questo blog finché avrò le forze per farlo (e ne avrò).
Ecco allora che le grife si presentano in campo per giocare contro le vicentine (che se avessero indossato pantaloncini e calzettoni bianchi ne avrebbero guadagnato sia loro in bellezza, che quantomeno io in visibilità) affrontandole con un aggressività media e giocando discretamente bene, riproponendo quelle soluzioni che vediamo fare capolino da anni (leggasi fa parte di noi, nulla di eccezionale), ma che possono comunque risultare a tratti gradevoli, nonché essere efficienti; per poi tuffarsi in una ripresa che poco dopo il gol dell' 1-0 le ha viste mano a mano abbassarsi di una ventina di metri e andare al trotto, concedendo almeno venti minuti (venti-minuti) alle venete, compiendovi all'interno un paio di sortite, per poi risubire le biancorosse dall'83 alla fine dei minuti di recupero (cinque), come se - con tutto il rispetto per loro - anziché le venete (innocue in attacco) avessimo avuto davanti chissà chi, soffrendo fino al fischio finale.
E che non mi si venga a dire che era un momento delicato per il cambio "di panchina". Non corriamo e non attacchiamo gli spazi come dovremmo, siamo molli in fase realizzativa, e complessivamente tendiamo ad abbassare la testa. Se non vogliamo farci tarpare le ali come nulla fosse, che sia dalle scelte della dirigenza, o dalle avversarie di turno, facendo si con la testolina e portando a termine il compitino o poco oltre, agiamo. Ragion per cui, come per quel che riguarda la scorsa stagione, invito le grife che davvero vogliono un Genoa diverso e non temono di dire la propria, ad "alzare la voce" là dove ci viene chiesto di abbassare l'intensità delle prestazioni in nome di una "compattezza" che gira e rigira si traduce in una prudenza che concettualmente dovremmo se non spazzare via dal nostro vocabolario, quantomeno relegarla agli estremi margini del tutto, ben distante dalle nostre priorità e dai nostri gusti. Siamo a fine settembre, ancora agli inizi: auspico che vi facciate sentire prima che sia troppo tardi. La squadra siete voi.
GLI ASPETTI POSITIVI - Oltre ai tre punti, bene per le occasioni create, per la prima gara senza subire gol, e - citando alcune singole - bene Alessia tra i pali, poiché per quanto sia stata quasi del tutto inoperosa, in quei pochi interventi mi è sembrata sicura; bene, molto bene Passeri in qualità di terzina, ruolo per il quale ha la grinta, la visione e la fisicità giusta, bene nuovamente Nichele (escluso naturalmente il gol mangiato a due passi dalla porta), presente nel ripulire e per le compagne, non male anche da mezzala, e inoltre ha questo modo di muoversi e porsi "leggero", tranquillo, che ritengo affascinante, interessante (promettente). Brava Sondergaard, oltre al gol (bello), nonostante un paio di incespicamenti (ma la conosciamo, e può migliorare) e il fatto che sia palesemente fuori ruolo, e mi piacerebbe che le venissero dedicati dei cori anche a lei, oltre che - giustamente - a Caterina. Brava Giles da centrale (ma si vede che ha bisogno di continuità e fiducia), Massa, Hilaj, Acuti, Giacobbo (idem come Heidi), e a grandi linee bene/benino tutte le altre, ma evidentemente non basta. Un saluto a Cuschi (uscita in barella per un malore) e a Cafferata, del cui infortunio - lesione di primo grado al retto femorale - ho saputo soltanto dopo aver scritto il prepartita.
Tra le squadre candidate alla lotta-promozione, Bologna e Lumezzane hanno perso, mentre il Cesena ha vinto; e a proposito delle cavallucce, consiglio di guardare la gara che hanno giocato contro il Venezia, per avere un ulteriore idea di ciò che intendo dire quando parlo di atteggiamento, gestione della gara, applicazione.
E andiamo avanti.
Adri
I RISULTATI DEL TERZO TURNO
Bologna - San Marino Academy 0-1
Brescia - Verona 2-1
Cesena - Venezia 2-0
Genoa - Vicenza 1-0
Lumezzane - RES Donna Roma 0-1
Arezzo - Catania 1-1
Moncalieri - Frosinone 0-0
Brescia - Verona 2-1
Cesena - Venezia 2-0
Genoa - Vicenza 1-0
Lumezzane - RES Donna Roma 0-1
Arezzo - Catania 1-1
Moncalieri - Frosinone 0-0
LA CLASSIFICA

Primo posto: promozione in Serie A
Ultime due posizioni: retrocessione in Serie C












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