domenica 7 giugno 2026

(Stagione 25/26) Retrocessione in Serie B: ulteriori riflessioni

Rieccomi nella prima mattina di questa domenica per continuare a dire la mia - quantomeno a grandi linee - sulla questione retrocessione dopo il primo articolo di giorni fa, con da una parte evidentemente la volontà di voler imprimere nel blog il mio pensiero a riguardo (e in un modo o nell'altro arricchire il "dibattito"), ma dall'altra anche quella di levarmi un peso, sia per la cupezza della situazione tutta che per la pochezza e la scarsa linearità che a mio parere (solitamente modesto, come adesso) permeano i contenuti di cui andrò a trattare.

M. C. durante la partitella di fine stagione con la squadra, pochi giorni fa (fonte/credit foto: IG ufficiale)

Ecco allora che se la volta scorsa ho scritto della squadra e dello staff, e in quest'ultimo caso riferendomi - implicitamente e non - a Sebastian De La Fuente, Ilaria Leoni e Paolo Genovesio (rispettivamente allenatore, vice allenatrice e collaboratore), oggi andrò ad "analizzare" le dichiarazioni pubbliche della D.S. Marta Carissimi, e cioè tutte quelle che perlomeno da quel che so ha espresso sin dalla penultima del Campionato di Serie A (Genoa - Fiorentina 2-3, 9 maggio) fino alla fine del mese scorso, aggiungendo all'articolo anche il parere di una persona con la quale a volte collaboro, ovvero Dimitri (il "genoano atipico"), contenuto nel video di cui in fondo, datato 16 maggio.

QUESTE LE PAROLE DELL'EX CENTROCAMPISTA (fonti: buoncalcioatutti e calcio femminile italiano) - “Per quanto riguarda la stagione non c’è delusione, ma c’è dispiacere. Grande rammarico, ma non c’è delusione perché sapevamo dall’inizio che sarebbe stato molto difficile e bisogna ricordarsi che l’anno scorso siamo arrivati a 15 punti dalla Ternana Women che ha vinto il campionato. Abbiamo fatto il massimo con le disponibilità che abbiamo, che sono le più esigue di tutta la Serie A, quindi bisogna anche guardare in faccia la realtà e sapere quali sono le difficoltà. Noi sappiamo che con le disponibilità che avevamo abbiamo fatto il possibile, abbiamo allestito una squadra per poter rimanere in Serie A e la fotografia della classifica attuale dice che ci siamo noi, Ternana e Parma nelle ultime tre posizioni. Questo ci da la fotografia della differenza tra Serie A e Serie B. Ci dispiace tantissimo. Dispiace a me in primis, dispiace allo staff e alle giocatrici perché c’era la volontà di mantenere la Serie A. Come abbiamo detto abbiamo centrato una promozione l’anno scorso in anticipo sui tempi, ma con la volontà di rimanerci, sapendo quanto sarebbe stato difficile. Si riparte sicuramente dalla voglia di ritornare subito in A. Questo di sicuro perché perché le basi in tre anni le abbiamo create. Abbiamo creato una struttura importante ed è importante mantenere questa struttura e non disperderla perché vorrebbe dire buttare il lavoro di tre anni".

Ripartiamo davvero dalla voglia, perché ovviamente il risultato sportivo non è quello che avremmo voluto, ma è spesso poi quello per cui siamo giudicati. In realtà c’è un lavoro molto più grande fatto in questi anni, dove abbiamo quintuplicato il numero di persone che lavorano dentro il Genoa Women. Siamo partiti che avevamo una decina e oggi sono più di 50. Abbiamo 20 persone full time, prima ne avevamo un paio. Questo è quello che abbiamo creato e questo non può esaurirsi con un risultato sportivo che non è stato quello che avremmo voluto. Avrò modo sicuramente con il management del Club di confrontarmi e di capire se le volontà sono allineate se proseguire il percorso insieme"

"L’Under 19 ha fatto un buon campionato quest’anno e abbiamo già una giocatrice come Annalisa Ruotolo, del 2010, che si è allenata tutto l’anno con la con la prima squadra. Questo per far capire quello che è il progetto che abbiamo sulle giovani, in linea con la mentalità del Club di dare spazio ai giovani. Se vediamo del potenziale che può essere coltivato lo stiamo facendo con lei e stiamo lavorando molto bene sul settore giovanile, dove veramente dall’Under 10 all’Under 19 sono cresciuti i numeri perché abbiamo raddoppiato il numero delle tesserate rispetto a tre stagioni fa e questo è il lavoro costante degli staff di Luca De Guglielmi, come responsabile del settore giovanile Genoa Women. Un lavoro che ci permette di guardare al futuro in maniera rosea".
Bene. Premesso che per quanto mi riguarda non solo saremmo dovute restare in A, ma avremmo anche dovuto costruire alla svelta i presupposti per provare a giocarci lo scudetto entro pochi anni, e che a mio parere Marta resterà al suo posto, partirei col dire che se al contrario avesse rassegnato le dimissioni entro i primi 4 minuti dopo il fischio finale della gara contro le viola (o al più tardi al termine dell'ultima, contro la Roma), avrebbe compiuto un gesto apprezzabile quanto tutte quelle azioni con cui ha contribuito ad apportare dei cambiamenti strutturali/organizzativi in positivo nel nostro ambiente (i quali, dopo una sua eventuale uscita, non vedo perché dovrebbero "andare dispersi": chi prenderebbe il suo posto non sarebbe capace a priori di mantenerli e moltiplicarli?), come del resto lei stessa chiaramente ci tiene a ribadire, avendo in particolar modo premura di sottolineare il fatto che questi non dovrebbero passare in secondo piano rispetto al mancato risultato sportivo (leggasi fallimento di un obiettivo). Ma il punto non sarebbe tanto il dare a certi cambiamenti il peso che meriterebbero, bensì quello che mentre da una parte la nostra ci tiene a ribadire le proprie virtù, dall'altra non ha minimamente accennato ad una presa di responsabilità nell'essere la Direttrice Sportiva di una squadra che - indiscutibilmente - in campionato ha vinto due partite su ventidue (due partite su ventidue), recitando la parte della comparsa prendendo "sberle" a destra e a manca, senza proporre nulla di rilevante sul piano dell'organizzazione tattica e di gioco, e con ciò anche su quello estetico (e ripeto: nulla, un fatto più unico che raro), con "alla guida" un allenatore che lei ha scelto e tenuto; e non solo: affermando che "Abbiamo fatto il massimo con le disponibilità che abbiamo, che sono le più esigue di tutta la Serie A, quindi bisogna anche guardare in faccia la realtà e sapere quali sono le difficoltà" , ha sia messo in risalto che chi critica il suo operato e pensava di potersi salvare dignitosamente (tipo me) non è realista, sia soprattutto ha scaricato il peso sulla squadra, alludendo per l'appunto al fatto che la rosa di base non era adatta al mantenimento della categoria, o meglio ancora: che lo sarebbe potuta anche essere, ma diciamo ai limiti del miracolo, complice il Club che non avrebbe messo a disposizione le risorse economiche giuste per poter costruire un'organico di un determinato valore. In ultimo - ma non per importanza - non ha speso una parola per rivolgersi alla città e ai tifosi; e... si, ovvio, quando in generale nel calcio (e non solo) un "addetto ai lavori" si riferisce agli appassionati esprimendo delle forme di attaccamento, il rischio che lo faccia tanto per fare è altissimo; infatti, volendo potremmo guardare una tale mancanza della nostra come un probabile gesto di preferibile e sincera indifferenza, dinanzi alla quale serenamente rispondo altrettanto sinceramente che il suo nome e le sue affermazioni d'ora in poi qui nel blog avranno a loro volta la considerazione ridotta se non a zero, quasi. Vedremo, però, se dal canto suo Marta ad un certo punto ricomincerà a riferirsi ai genoani quando non dovrà rischiare di mettersi in gioco in senso autocritico come invece dovrebbe essere adesso (nella situazione più delicata della storia della squadra sin dal suo nascere), oppure se coerentemente non li nominerà più.
Detto questo, ricapitolando, "guardiamo in faccia la realtà": la nostra D.S. sta rivoluzionando in bene tutto l'ambiente, è stato fatto tutto, dato tutto, tentato tutto, e ciò come detto nonostante i mezzi economici (e di conseguenza tecnici) scarseggianti. E' questa impostazione e narrazione volta fondamentalmente alla propria centralità personale, che trovo inaccettabile di principio, nonché deleteria, poiché a mio parere ha contribuito a portare a questo scenario scelta dopo scelta, per cui, se di conseguenza a tutto ciò la D.S. percepisce il rischio che le cose buone da lei apportate al Genoa possano essere messe in secondo piano da parte di chi osserva, che cortesemente si faccia - o meglio ancora: che affronti il più serenamente possibile - alcune domande.
Facciamo però un passo indietro, e torniamo al tema delle "disponibilità che abbiamo": posto che - come giustamente afferma anche Dimitri - noi non possiamo sapere con precisione (in cifre) quanto e dove il Club ha messo o non ha messo a disposizione determinate risorse per il bene della squadra femminile, nell'intervista post promozione redatta dalla redazione del sito buoncalcioatutti (29/05/2025) di cui in seguito, al minuto 3:20 Alessio Semino affermò che la società, nell'ultimo C.D.A. di pochi giorni prima aveva approvato un aumento di budget per la compagine femminile in ottica Serie A, e Marta ribatté esprimendo la sua soddisfazione, poiché con il salto di categoria è necessario tenere conto di un cambio di impatto sotto tutti i punti di vista ("uno sforzo a tutto tondo"). Chiaro, no? E allora, in breve: su queste basi (e dopo l'arrivo di alcune nuove giocatrici), la squadra sin da inizio di stagione partì male, e nella seconda metà di dicembre, con la situazione sempre più a rotoli, la nostra - giustamente - riapparve in almeno un paio di occasioni (una di queste, anch'essa riportata in basso) per fare il punto della situazione (ed io, poco dopo, su di lei), durante il quale, oltre ad affermare di considerare "mediamente soddisfacente" il percorso fin li intrapreso (in base anche alle vittorie su Ternana e Parma), non fece alcun riferimento ad una scarsità di risorse (improvvisa o meno che fosse), bensì tranquillizzò l'ambiente preannunciando l'arrivo di profili atti a migliorare ulteriormente la squadra (soprattutto in fase realizzativa); cosa che effettivamente accadde, con l'entrata della centrocampista Nora Lie Eghdami, e dell'attaccante Birta Georgsdottir (le quali comunque non riuscirono a fare la differenza); per cui, il punto è: anche a prescindere dal costo o non costo di determinate operazioni in entrata, dove e quante erano le difficoltà dovute alle ristrettezze di cui afferma apertamente in questo periodo? Come mai una volta che ci si rivolge al "pubblico" da neopromosse si parla di società pronta a coprire i costi seppur "con i giusti equilibri" (una cosa ovvia, che può voler dire tutto o niente), e se invece si riscende in B improvvisamente si fa prevalere il fatto che siamo (o saremmo) quelle con meno risorse? La risposta a chi legge.
Adri

Intervista post-promozione

L'intervista di dicembre

Il pensiero di Dimitri  

venerdì 5 giugno 2026

(05/06/2026) Operazione effettuata e riuscita per yo-yo

Fonte/credit foto: Instagram ufficiale

L'intervento chirurgico sul ginocchio destro della nostra terzina/esterna Chiara Mele (rottura del crociato anteriore) è stato effettuato oggi, ed è andato a buon fine; notizia che "tardava" ad arrivare rispetto al fatto che di solito le operazioni si svolgono a non troppi giorni da un dato infortunio, mentre quello in questione si è verificato quasi un mese fa (il 9 maggio, contro la Fiorentina). Tutto ciò solo per dire di poter affermare: "finalmente, il primo passo verso il rientro è stato compiuto".

Adri

martedì 2 giugno 2026

(Crema, 28/05/2026) VICENZA - GENOA 0-2 (amichevole)

Giovedì 28 maggio, a Crema, si è svolta un'amichevole tra noi e il Vicenza (là dove milita Giulia Parodi), e che ci ha viste vincere per 2-0 (in gol Abate e Sondergaard), ma questo post lo pubblico giusto per lasciare traccia nel blog di un'altro evento che ci riguarda, in quanto per la retrocessione, per il modo in cui è avvenuta e per quello con cui dal mio punto di vista viene gestito e vissuto "qualcosa" di sacro come il Genoa (femminile), più il tempo passa e più vedo nero (un "luogo" dove si può serenamente stazionare e "svernare", temporeggiarefare il bello e il cattivo tempo, promuovere, retrocedere, favorire e sfavorire, etc.; tutto come nulla fosse), per cui prima che sbollisco ce ne corre.

Adri

Al centro, tra Massa e Bettalli, la Fox (Fonte/credit foto: instagram ufficiale)

(Dalle giovanili) Primo contratto da professionista per Annalisa Ruotolo


E' notizia di ieri la firma del primo contratto da professionista per la portiera Annalisa Ruotolo (Genova, 10/03/2010), figlia di Gennaro Ruotolo, sino ad oggi titolare nella squadra Primavera, nel giro della nazionale Under 16, e già da tempo al lavoro con le grife "maggiori" durante la settimana. Non posso ancora dire la mia sulle sue qualità in quanto non l'ho mai vista all'opera, ma oltre ai requisiti dati dalla suddetta titolarità nella Under 19 e a ciò che di bene si dice di lei, in particolar modo l'anno scorso ebbi modo di parlarne a quattrocchi con un tesserato del Genoa (pienamente operativo nel settore femminile) il quale mi assicurò del suo talento.

Vedremo. Con calma. Staremo a vedere prima di tutto chi probabilmente sostituirà sin dalla prossima stagione di Serie B, e - sempre restando in tema di giovanili - anche cosa prospetta il futuro di giocatrici come Ilaria Matzedda e Asia Rota.

Nel frattempo, dal covo, un saluto (ed un grazie) ad Annalisa.

Adri

QUESTO IL COMUNICATO SUL SITO UFFICIALE - Genova, 1° giugno 2026 – Il Genoa CFC rende noto di aver formalizzato il primo contratto da calciatrice professionista con il portiere Annalisa Ruotolo. Classe 2010 e genovese, Ruotolo ha già collezionato convocazioni con la Nazionale Under 16.   Congratulazioni Annalisa!

lunedì 1 giugno 2026

Stagione 25/26: prime riflessioni sulla retrocessione

Comincio da me, che stavolta non sono salito a Genova e allo Sciorba, nonostante mi fossi prefissato di farlo, e ancor più precisamente in occasione di Genoa - Juventus (21/03, qui), ma nel frattempo gli stimoli andavano calando, e questo non tanto per le prestazioni mediamente pessime della squadra, quanto da una parte per naturale "svogliatezza", e dall'altra per un sentimento di estraneità rispetto all'ambiente in quanto tale, come del resto è altrettanto naturale che sia, visto e considerato che fondamentalmente - e a prescindere per l'appunto dalle questioni di campo - mi reputo per lo più un estraneo, per modo di pensare, stile di vita, e quant'altro. Inoltre, così facendo mi sono anche risparmiato di sentirmi combattuto tra il desiderio di cercare qualcuno/a dello staff per avere gentilmente delle spiegazioni sulla situazione tutta, e la sensazione che - anche qualora lo avessi trovato/a - difficilmente ne sarebbe valsa la pena. Per il resto, il mio essermi fermato sin da febbraio con le cronache relative alla squadra è cosa che rifarei dieci volte, foss'anche solo per risparmiarmi la descrizione di determinate partite e - con tutto il rispetto - "imbattermi" in altrui articoli e/o dichiarazioni durante le mie ricerche. Inoltre, così facendo ho avuto la possibilità di sapere chi in un modo o nell'altro è stato toccato da questa mia scelta, tanto da contattarmi in privato per espormi il suo parere, e ciò è stato interessante.

Il primo allenamento della stagione (Arenzano, Luglio 2025). Da sinistra a destra: Monterubbiano, Abate, "treccia magica" Giles, Di Criscio, (dalla Primavera) Rota, "vampiretta" Di Bari, "yo-yo" Mele.

Fatta questa "dovuta" premessa, proseguirei dicendo che retrocedendo in Serie B, in fin dei conti, non abbiamo fatto altro che "tornare a casa", nella dimensione che più si adatta a quella che perlomeno ad oggi è in generale la "nostra" mentalità (e sottolineo: generale mentalità, non i valori tecnici e caratteriali delle singole), perché perlomeno ai miei occhi si è rivelato palese che la realtà tutta del Genoa women non è pronta, né adatta, a certi "palcoscenici", incluso il fatto che non abbiamo la dirigenza e lo staff capaci di meritarseli (per cui il Club stesso, sul cui reale interesse nei confronti delle nostre nutro non pochi dubbi, ma non ne scriverò oggi). Durante quest'annata, in pratica, non ne è stata azzeccata una, e ce ne sarebbe da "camminare" per migliorare; idem per quel che concerne la comunicazione, in quanto a dichiarazioni, a rapporto con il "pubblico" (ma ci arriveremo nel prossimo articolo).

Da sinistra a destra: il collaboratore tecnico Paolo Genovesio, l'allenatore Sebastiàn De La Fuente e l'allenatrice in seconda Ilaria Leoni (fonte: PG)

SQUADRA E STAFF - Ho visto che la quasi totalità dei genoani sulla pagina Instagram ufficiale si è impegnata a deresponsabilizzandole le ragazze per ciò a cui purtroppo quest'anno abbiamo dovuto assistere, tranquillizzandole al limite della coccola, quando al contrario - se la stagione fosse andata bene, o ci fossimo salvate per il rotto della cuffia - sicuramente sarebbero partiti a raffica i complimenti a tutte quante: una contraddizione non da poco, o sbaglio? E invece la responsabilità la si ha sia quando si vince che quando si perde, e non solo: se proprio volessimo dirla tutta, come sappiamo bene è tipica tradizione "pallonara" (e non solo) quella di elogiare chiunque una volta ottenuto un risultato importante: squadra (titolari, seconde linee, chi ha aggiunto positività con la propria energia pur senza mai giocare), personale, società, "coloro che stanno dietro le quinte" (es.: magazzinieri), etc.; e se è vero che ciò viene fatto anche per via di un entusiasmo che tende ad abbracciare idealmente tutto e tutti, volendo ha comunque un suo senso logico, per cui nel "pacchetto" di questa retrocessione dovremmo metterci qualsiasi tesserato/a, a prescindere da chi ha inciso di più, oppure di meno. Così come del resto - allargandomi adesso della questione ambientale tutta - chiunque avrebbe il diritto di dire che anche il sottoscritto (e/o altri che narrano pubblicamente le vicende della squadra), per quel che concerne contenuti e valori non ha apportato il giusto contributo alla causa.

Fatto sta che evidentemente considero fin troppo semplicistico attribuire demeriti solo a mister e collaboratori, perché se le cose sono andate in questo modo, significa che ci sono state delle mancanze  - fossero anche solo una manciata - anche da parte delle grife, e tale aspetto andrebbe preso in considerazione al di là del fatto che lo staff, dal canto suo - e complessivamente - come detto non è stato in grado di costruire/porre in essere niente di veramente valido, con il risultato di presentare sin da subito una squadra priva di reali e validi schemi e di una chiara idea di gioco, e - per l'appunto -  del giusto atteggiamento; vinta al contrario dall'apprensione, dall'insicurezza, e fedele alla filosofia contropiedista del "tirare a campare" sugli altrui errori.

Restando però ancora nello specifico sulle grife e sulle loro responsabilità, quello che in particolar modo mi domando, è: se veramente avevano a cuore di non stare a certi dettami e di interrompere un andazzo così deleterio (anche per il loro percorso personale, individuale), qualcuna ha quantomeno "alzato la voce", oppure - in qualità, nei fatti, di dipendente di una società/azienda - ha preferito voltarsi dall'altra parte per timore di qualsivoglia ripercussione da parte dei cosiddetti "superiori"? Sarebbe infatti così tanto fuori luogo ipotizzare che in una situazione del genere, se non una decina, almeno un paio di giocatrici sarebbero potute/dovute andare a nome di tutte le altre a bussare all'ufficio della D.S. Marta Carissimi (o comunque a parlaci, al di là del luogo) e/o dall'allenatore, per esprimere fermamente le loro perplessità rispetto ai metodi di lavoro e alla disposizione richiesta nel rettangolo verde? Qualora tutto ciò sia accaduto, allora si che potrei affermare che in blocco qualcosa di attitudinalmente importante da parte delle ragazze è stato fatto, perché per il resto - al netto di un' impegno per lo più costante, e di sporadiche eccezioni singole o di gruppo come nella sopracitata gara contro la Juventus - di base abbiamo "giocato" quasi tutta la stagione intimorite e rintanate dietro la linea del centrocampo, con poca aggressività, ed un pressing disorganizzato. Per cui, dinanzi a tutto questo, credo che l'ultima cosa da fare debba essere quella mettere cuoricini e frasi deresponsabilizzanti sotto un post che immortala le - comprensibili ed intoccabili - lacrime di alcune grife (tra cui "Cuschi" Cuschieri, la quale nell'ultima parte della stagione ha cercato di smuovere qualcosa, mettendoci ancora più grinta), perché una cosa è emozionarsi davanti a certe immagini ed immedesimarsi, un'altra è sciogliersi e vittimizzarle, tralasciando tutto il resto.

I TIFOSI - Nei confronti chi più volte ha dato il proprio supporto alle grife durante le partite allo Sciorba, di base provo solo che apprezzamento, ma quantomeno da quel che ho potuto constatare, non c'è stato un minimo gesto di protesta (o critica) rispetto alla situazione della squadra: non uno "sciopero del tifo" come potrebbe essere  - ad esempio - entrare e cantare solo nella ripresa, non un coro, non uno striscione (se non per il contrario, vedasi in seguito): solo un atmosfera di festa, allegria, appoggio incondizionato; e questa cosa si è andata ad aggiungere ad una sensazione che ho da tempo, ovvero che la compagine femminile viene vissuta certamente in modo serio in quanto appunto al presenziare (o come impegno organizzativo, vedi le coreografie), ma anche con fin troppa leggerezza e spensieratezza. A tal proposito, a mio parere è emblematica la scritta che si vede nella foto in basso (apparsa proprio nell'ultima gara di campionato contro la Fiorentina). E' questa la direzione corretta? Dal mio punto di vista, no.

(Fonte/credit foto: Instagram ufficiale)

Come chiusura della prima parte di questa serie di riflessioni, riassumerei ribadendo anche oggi che la rosa aveva tutti i requisiti per potersi salvare se vi fosse stata la creazione di un'organizzazione tattica e di gioco all'altezza, abbinata ad un atteggiamento di tutt'altro tipo. Diversamente, le ragazze, affidandosi soltanto alla loro esperienza, alle loro capacità tecniche e alle sortite sporadiche singole e/o a quelle "orchestrate" improvvisate, non sono state capaci di farcela.

Ci si rilegge presto.
Adri

lunedì 25 maggio 2026

Under 19 25/26: i play-off della Primavera 1 Women e la finale di Coppa Italia

Milaniste campionesse d'Italia U19 e juventine nuovamente vincitrici della Coppa Italia (dopo il successo nella prima edizione dell'anno scorso): questi i verdetti di fine stagione, al termine innanzitutto di play-off che hanno visto le bianconere cadere in semifinale proprio contro le rossonere, e le romaniste - arrivate in testa in Campionato - uscire sconfitte dinanzi al Sassuolo, con il conseguente riproporsi di una finale come quella di due anni prima esatti (11 maggio 2024), quando anche in quell'occasione le neroverdi dovettero cedere il titolo alle diavolesse. Dopodiché, come detto, le zebre hanno avuto modo di ottenere una bella "consolazione", portandosi a casa la coppa nazionale battendo il Parma per 2-0 sul campo neutro del Romeo Menti di Vicenza. seguono tutti i match interi (e gli highlights) in questione.

Adri

La classifica finale della "Regular season" (conclusasi Sabato 2 maggio)
Clicca sull'immagine per ingrandire

I nostri risultati durante la stagione contro
le prime quattro classificate ed il Parma

GENOA - MILAN 0-1
MILAN - GENOA 2-0

GENOA - PARMA 2-2
PARMA - GENOA 1-1

GENOA - ROMA 2-4
ROMA - GENOA 5-0 (C. Italia, Girone C)
ROMA - GENOA 5-1

SASSUOLO - GENOA 0-1
SASSUOLO - GENOA 3-0 (C. Italia, Girone C)
GENOA - SASSUOLO 1-3

JUVENTUS - GENOA 2-1
GENOA - JUVENTUS 1-3

09/05/2026 - Semifinale play-off
Campionato Primavera 1 Women 25/26
JUVENTUS - MILAN 1-3 (la partita intera)

Gli highlights

09/05/2026 - Semifinale play-off
Campionato Primavera 1 Women 25/26
ROMA - SASSUOLO 0-2 (la partita intera)

Gli highlights

11/05/2026 - Finale play-off Primavera 1 Women 25/26
SASSUOLO - MILAN 4-6 (2-2 d.t.r.) - La partita intera

Gli highlights

22/05/2026 - Finale Coppa Italia Primavera Women 25/26
JUVENTUS - PARMA 2-0 (la partita intera)

Gli highlights

domenica 24 maggio 2026

Serie C Femminile 25/26: la finale di Coppa Italia e quelle dei play-off

E' in questa domenica (24/05) che a partire dalla mattina abbiamo avuto modo di conoscere le due squadre che saliranno in Serie B per la stagione 26/27, ovvero il Moncalieri ed il Catania, vincenti nelle finali di play-off rispettivamente contro l'Orobica Bergamo e il SudTirol. Tra le rosso-azzurre, di fondamentale importanza è stata la prestazione tra i pali della nostra (poiché in prestito, ma in ogni caso per fede) Matilde Macera, sia durante la gara, sia ai calci di rigore. Una settimana fa, invece - e di nuovo dal dischetto - le siciliane avevano perso la finale della Coppa Italia di categoria contro le lombarde della Pro Sesto. Ecco allora di seguito - e in ordine cronologico -  i tre match per intero, svoltisi tutti al Centro Sportivo Francesca Gianni di Roma.

Adri

Coppa Italia Serie C Femminile 25/26
Pro Sesto - Catania 5-3 (1-1 d.t.s.)
17 maggio, ore 15:30
Albo d’oro Coppa Italia Serie C: 2018-19 Riozzese (2019-20 e 2020-21 non disputata per Covid), 2021-22 Vicenza, 2022-23 Venezia, 2023-24 Lumezzane, 2024-25 La spezia, 2025-26 Pro Sesto.
(Fonte foto: sito ufficiale)

Play-off Serie C Femminile 25/26
Moncalieri - Orobica 1-0 (24/05, ore 10:30)
(Fonte foto: lnd)

Play-off Serie C Femminile 25/26
Catania - SudTirol 5-3 (0-0 d.t.s.)
24/05, ore 10:30
(Fonte foto: lnd)

sabato 23 maggio 2026

Rottura del crociato per Chiara Mele


Durante Genoa - Fiorentina 2-3 di sabato 9 maggio scorso (penultima giornata di serie A), e in seguito ad uno scontro con la viola Agnese Bonfantini, Chiara Mele era uscita anticipatamente dal campo, e, in seguito, gli esami strumentali hanno rilevato la rottura del crociato anteriore del ginocchio destro (e da quel che vedo, stranamente ancora non vi sono notizie a riguardo dell'operazione).

Già due anni fa ebbi modo di conoscerla, e fu prima una divertente condivisione di alcuni momenti con lei ed altre grife (della vecchia guardia), mentre il giorno dopo la ritrovai in tribuna ad Arenzano (ultima giornata di Serie B 23/24) in quanto squalificata per doppia ammonizione, a tifare Genoa; e infine, l'anno scorso, allo Sciorba, ci siamo rincrociati, fugacemente, ma di nuovo sono state solo che vibrazioni positive. Tutto ciò a conferma di una simpatia che da sempre nutro nei suoi confronti, e in aggiunta all'apprezzarla come giocatrice. Non mi resta che salutare anche da qui la nostra yo-yo, attendendola per rivederla più forte di prima.

Adri

QUESTA LA NOTA DEL CLUB - ll Genoa CFC comunica che la calciatrice Chiara Mele ha riportato una lesione del legamento crociato anteriore del ginocchio destro e sarà sottoposta prossimamente a intervento chirurgico. Forza Chiara!“. 

L'Hacken vince la U.E.F.A. Women's Europa Cup 25/26

Le giallonere alzano il trofeo

Con questo primo post di "recupero" dei contenuti che non ho potuto pubblicare in queste settimane, andiamo ben oltre "i dintorni" del Genoa women, oltrepassando i confini di grifolandia per occuparci delle finali di andata e ritorno della prima edizione dell'Europa Cup, svoltesi entrambe nelle date del 25 aprile e del primo maggio scorsi, e che hanno visto sfidarsi due squadre svedesi: l'Hammarby Idrottsförening e il Bollklubben Häcken (rispettivamente dalla capitale e dalla città di Goteborg). Un evento affascinante, oltre che importante, e personalmente mi sono approcciato a questo atto ultimo "tifando" le prime, per una questione di pelle sia nei confronti della squadra, sia della talentuosa Fanny Peterson (decisiva in semifinale, ed ancora sedicenne), ma quando le telecamere hanno inquadrato per la prima volta l'allenatrice della "api" Elena Sadiku, tutta in nero e col cappellino la cui visiera praticamente le copriva gli occhi (identica anche nella gara di ritorno: non potevo chiedere di meglio), ho sentito l'emozione che provo quando scovo una dei nostri - o che avrebbe tutti i requisiti per esserlo - tra la folla, ed è lì che ho capito che difficilmente la coppa sarebbe andata a Stoccolma. Diciamo che l''Hacken fondamentalmente ha dimostrato di essere squadra più fredda, cinica, quadrata, e convinta, la cui attaccante Felicia Schröder si è rivelata essere la protagonista assoluta, dopo aver deciso la gara di andata ed aver rifilato una tripletta alle avversarie in quella successiva.

Purtroppo, per motivi legati ai diritti, il canale YouTube ufficiale U.E.F.A. non mi permette di condividere i video delle due gare intere (tecnicamente posso farlo, ma in automatico ne risulta bloccata la visione), per cui rimando ad esse direttamente con i due link, ai quali è possibile accedere cliccando sulle immagini sottostanti (di seguito alle quali vi sono i rispettivi filmati degli highlights).

Adri

Hammarby - Hacken 0-1
Stockholm Arena (Stoccolma)


Hacken - Hammarby 3-2
Hisingen Arena (Goteborg)


L'Häcken (che in bacheca ha due titoli e tre coppe nazionali) è stata la prima squadra svedese a vincere un trofeo U.E.F.A. dopo l'Umeå nelle edizioni 2002/03 e 2003/04 della UEFA Women's Cup (ora Women Champions League). Prime in campionato nel 2025 e qualificatesi ai preliminari della già citata Champions League, sono state eliminate dall'Atletico Madrid in match di andata e ritorno (1-1 in casa, 1-2 in tr.,  d.t.s.), "scendendo" così nella Coppa in questione, dove tra l'altro agli ottavi hanno affrontato le milanesi dell'Internazionale. 

QUESTO IL LORO PERCORSO
Secondo turno di qualificazione: 7-1 tot. contro il Katowice (4-0 in casa, 3-1 in tr.)
Ottavi di finale: 1-0 tot. contro l'Internazionale (1-0 in casa, 0-0 in tr.)
Quarti di finale: 11-1 tot. contro il Breidablik (7-0 in casa, 4-1 in tr.)
Semifinale: 3-1 tot. contro l'Eintracht Frankfurt (3-0 in tr., 0-1 in casa)
Finale: 4-2 tot. contro l'Hammarby (1-0 in tr., 3-2 in casa)

Le biancoverdi dell'Hammarby (due campionati e quattro coppe nazionali) sono uscite anch'esse dalla massima competizione europea, perdendo contro il Manchester United alla Stockholm Arena nella finale del secondo turno preliminare, dopo aver precedentemente superato il Metalist per 5-4.  Una volta intrapreso il cammino in Europa Cup, hanno "fatto fuori" il Brann (4-1 in casa, 1-1- in tr.), l'Ajax (3-1 in entrambe le gare), lo Sporting Lisbona ai calci di rigore (0-1 in tr., 0-1 in casa), e lo Sparta Praga vincendo in Repubblica cieca (2-3), e 2-0 in Svezia.

Il torneo, a cui hanno partecipato 43 squadre, evidentemente si è disputato con un format ad eliminazione diretta. Undici sono state le squadre che sono entrate direttamente al primo turno di qualificazione, alle quali se ne sono aggiunte altre undici, ovvero quelle che si sono classificate al terzo posto nei mini-tornei del secondo turno di qualificazione della Champions League. Una squadra (lo Slovàcko) è entrata direttamente al secondo turno di qualificazione, insieme alle undici seconde classificate dei mini-tornei del secondo turno della Women's Champions League. A loro si sono unite le nove squadre eliminate nel terzo turno di qualificazione della stessa competizione e dalle undici vincitrici del primo turno dell'Europa Cup.

giovedì 21 maggio 2026

Si ricomincia

Rieccomi dopo una pausa più lunga del dovuto scaturita in origine da dei problemi tecnici, i cui tempi di fermo sono praticamente raddoppiati per via di improvvise problematiche legate al rischio inagibilità di alcune grotte - o grifo-stanze - del covo (per la precisione la 6, la 7, e la 9), a causa di cospicue infiltrazioni d'acqua nella roccia; motivo per il quale sono stati eseguiti alacremente dei lavori di ristrutturazione, e - approfittando dell'occasione - vi è stata inoltre anche una messa a nuovo della parete adibita all'affilamento artiglio lungo la parte iniziale del corridoio che conduce all'ingresso ad arco del salone relax. Chiariti con ciò i motivi, da questo fine settimana in poi, come da titolo, ricominciamo.

Adri