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mercoledì 15 luglio 2026

Intervista a Ilaria Leoni

Di seguito l'intervista alla nuova allenatrice del Genoa Ilaria Leoni, a cura di Alessio Semino per il sito buoncalcioatutti, redatta l'altro ieri (lunedì 13 luglio). Non ho letto né scuse né un "mi spiace" rivolto ai tifosi e alla città per quel che concerne evidentemente la stagione passata, ma la nostra ha dichiarato di sentirsi in debito con noi; cosa che non mi accontenta, ma è certamente la meno peggiore delle scelte in quanto a comunicazione. Per il resto, direi che meritino una sottolineatura queste sue affermazioni: "Non ci si deve arrendere mai su nessun pallone e in nessuna partita. Credo molto in questa squadra”, e "L’identità del Genoa e della nostra squadra dovrà essere quella di una squadra che ha una mentalità aggressiva, che lotta su ogni pallone riconquistando subito a palla persa, che non si arrende mai e che dovrà divertire cercando di dominare il possesso perché il calcio per me nasce come un gioco e come divertimento, motivo per il quale dobbiamo cercare di giocare il più possibile a calcio”. Parole importanti, positive e forti, che per quel che mi riguarda si vanno ad imprimere come un marchio, e che non dovranno essere mai tradite; per cui nessun alibi su eventuali momenti di chissà quale stanchezza, paura, incertezza, o quant'altro: qualora infatti si venissero a palesare determinate situazioni, un'allenatrice che parla in questo modo non dovrà fare altro che dichiarare pubblicamente e con fermezza che avremo sbagliato e/o che qualcosa non sta andando come dovrebbe, che chi tifa o segue le ragazze non merita questo, e via discorrendo. Infine, mi piace soffermarmi sul suo dire che dovremmo cercare di giocare a calcio il più possibile (discorso su cui tornerò più avanti, anche perché questo attribuire al Genoa - di solito più per slogan che per altro - esclusivamente delle caratteristiche di grinta, tenacia, etc.; personalmente è cosa che mi va stretta). Bene: se e quando vedrò concretamente tutto questo, comincerò pian piano a crederci, a dare fiducia.

Adri

Ilaria posa con la maglia 25/26 a Villa Rostan (fonte/credit foto: Instagram ufficiale)

La società e la Responsabile Marta Carissimi hanno scelto di ripartire dalla vice allenatrice dello scorso anno, quella Ilaria Leoni che con le giocatrici ha già instaurato un legame stretto, forte, spontaneo. “Come hanno sempre detto anche le calciatrici, per me possono chiamarmi anche Ilaria, tanto c’è sempre il rispetto alla basespiega ai microfoni di Buoncalciaoatutti la nuova guida tecnica rossoblù in questo lunedì che spalanca le porte della nuova stagione. Ma se lo aspettava Ilaria Leoni di essere scelta come allenatrice del Genoa Women? È un ruolo che ho già ricoperto in passato, con l’Arezzo Calcio Femminile per un anno e mezzo e poi come allenatore della Primavera, sempre ad Arezzo. Non mi aspettavo la chiamata della direttrice, sono stata un po’ sorpresa quando ha fatto il mio nome, però a me le sfide piacciono e le sfide sono fatte per essere superate, quindi ho detto subito di “sì” per intraprendere questo viaggio insieme”. Visto che lei ha alle spalle l’esperienza dell’anno scorso qui al Genoa Women, quali molle vorrà cercare di fare scattare in questa squadra per cercare di raggiungere un obiettivo che può essere riportare il Genoa Women dove merita? Non nego che è ancora una ferita aperta perché tutti noi avremmo preferito rimanere in Serie A, sicuramente è stata un’esperienza che ci porteremo nel nostro percorso. Come ho detto pochi giorni fa, sento di avere veramente un debito nei confronti del club e dei tifosi per l’amore e la passione che ci hanno sempre trasmesso, quindi cercheremo insieme allo staff e insieme alle ragazze di portare la squadra dove merita. Mi fa tantissimo piacere che tante ragazze siano rimaste perché secondo me hanno veramente grandi qualità. E mi fa anche piacere che tante giocatrici proseguano il loro percorso nella massima serie. Sicuramente è una squadra competitiva e per questo dobbiamo lavorare ogni giorno, cercando di toglierci tante soddisfazioni e soprattutto far coinvolgere e divertire più tifosi possibili per farli venire allo stadio”. C’è il rischio che qualche scoria della scorsa stagione possa condizionare un po’ questo avvio, questo approccio alla Serie B oppure pensa che possa prevalere la voglia di rivincita? Secondo me la voglia di rivincita perché già subito a fine stagione ci siamo radunati e tante ragazze volevano subito riportare il Genoa dove meritava. Ovviamente la ferita era aperta, sarà stata aperta e rimarrà aperta per un bel po’, ma dovrà stimolare una voglia di rivincita in tutte le partite, quella voglia in più di riportare il club ai massimi livelli”.

Il Genoa Women, con la retrocessione, ritrova un campionato di Serie B Femminile parecchio mutato nella forma e nel regolamento. Intanto le squadra sono quattordici e, soprattutto, sale direttamente in Serie A Women solo la prima in classifica. In tal senso, che campionato si attende la nuova allenatrice rossoblù? Il format è cambiato, non ci sono più tre promozioni, ma solo una, e ci sono meno squadre. Sarà ancora più avvincente, ma sappiamo che sarà un campionato in cui tante squadre vorranno provare a salire in Serie A. Credo Lumezzane, Bologna, RES Donna Roma e Cesena su tutte, ma sicuramente altre squadre potranno dire la loro perché ho visto dal calciomercato che tante giocatrici di buona qualità si sono accasate in diverse squadre, quindi sarà un campionato omogeneo. Questo non vuol dire niente perché, massimo rispetto per tutti, ma noi andremo forte in tutte le partite e in tutti gli allenamenti perché è da lì che si parte per portare alla domenica la massima determinazione e la massima mentalità e aggressività per lottare su ogni pallone e non mollare mai. Questi sono sempre stati i miei princìpi e li ha anche l’identità del Genoa, quindi mi rispecchio bene in questi. Non ci si deve arrendere mai su nessun pallone e in nessuna partita. Credo molto in questa squadra”.
Amore e passione del tifo rossoblù verso il Genoa sono stati la prima immagine che è balenata in testa ad Ilaria Leoni quando ha risposto positivamente alla proposta della Responsabile Carissimi. “Non ho tentennato, ho detto subito “sì” perché per me è una sfida in un club importante e ambizioso, ma le sfide sono fatte per essere accettate e per cercare di portarle a termine. La Responsabile ha semplicemente detto le parole dell’anno scorso, che crede in me e che aveva fatto un’attenta valutazione sulle mie competenze e la mia capacità da diversi anni, quindi spero di ripagare la sua fiducia”. Ha già un’idea di quale assetto tattico sceglierete? E prima ancora dell’assetto tattico: che tipo di squadra per atteggiamento in campo vorrà vedere? Non dovrà essere sempre uguale, ma imprevedibile anche agli occhi delle squadre avversarie e quindi, più che un sistema, sarà importante la funzione della giocatrice in base al ruolo in campo, sarà più uno scegliere uno spazio che un ruolo predefinito. Sicuramente devo vedere le giocatrici, le loro caratteristiche e da lì imposteremo poi il sistema abituale che potrà essere flessibile e cambierà sicuramente. L’identità del Genoa e della nostra squadra dovrà essere quella di una squadra che ha una mentalità aggressiva, che lotta su ogni pallone riconquistando subito a palla persa, che non si arrende mai e che dovrà divertire cercando di dominare il possesso perché il calcio per me nasce come un gioco e come divertimento, motivo per il quale dobbiamo cercare di giocare il più possibile a calcio”.
Sembra che non ci siano tante donne che fanno le allenatrici, numeri alla mano. Come mai? Secondo lei è un limite del calcio femminile che si appoggia ancora troppo al mondo maschile a livello di guide tecniche?Sicuramente negli anni il numero è incrementato, ma non ci sono – è vero – tante donne che praticano ruoli non solo di allenatrice, ma anche di preparatrice atletica o match analyst. Negli ultimi anni si è un po’ evoluto. È anche vero che il calcio femminile sta prendendo forma maggiormente negli ultimi anni. Ora è cambiato per fortuna anche il punteggio per accedere all’UEFA Pro, perché per una donna non era semplice, anzi quasi impossibile accedere. Infatti in poche hanno l’UEFA Pro. Probabilmente anche per punteggio non è semplice trovare ragazze o donne che fanno le allenatrici. Passo dopo passo l’Associazione Italiana Calciatori ha cambiato i parametri e si vedono più donne intraprendere questa carriera. Per me è un motivo di grande orgoglio, è sempre stato un sogno fin da piccola prima di diventare calciatrice professionista. Non ci sono riuscita perché il professionismo è arrivato due anni dopo che ho smesso di giocare, ma la mia voglia è rimasta quella di arrivare a diventare allenatrice professionista e questo mi emoziona tutt’ora. È un orgoglio sia da parte mia sia da parte della mia famiglia perché hanno creduto tanto in me e questo aspetto mi fa un po’ emozionare”.
Confermerete la Sciorba come stadio e questo da un punto di vista ambientale non è secondario, anzi è un dettaglio importante perché avvicinerà sicuramente ancora più gente al Genoa. C’è un messaggio che vuole lanciare ai tifosi cercando di trasmettere anche fuori da questa intervista questa sua emozione che sta manifestando, l’emozione di aver avuto questa opportunità in una piazza importante che negli ultimi anni ha creduto nel movimento calcistico femminile, cosa che non è scontata…No, assolutamente non è scontata. I tifosi Genoani per l’amore che hanno per questi colori rossoblù e per la città hanno dimostrato amore anche per il calcio femminile. Per questo spero vivamente di trovare tante persone allo stadio che tifano come hanno fatto anche questa stagione perché per me è stato veramente emozionante vedere ogni partita così tante persone che gridavano e facevano il tifo per la nostra squadra, che diventavano l’uomo in più in campo. È stata veramente un’emozione grande per me e per tutte le ragazze: spero di trovare veramente tante persone ancora in questa stagione”.
Si passa, a questo punto, ad elencare le prossime tappe della ripartenza stagionale del Genoa Women. “Giovedì 16 luglio iniziamo le visite mediche e poi con lo staff facciamo le valutazioni mediche e fisioterapiche di area performance. Poi il 20 luglio iniziamo subito il primo giorno di allenamento in campo e da lì stiamo programmando altre amichevoli. Quelle già confermati sono il 7 agosto contro il Como Women (Serie A) e il 13 agosto contro il Como 1907 (Serie A). Andremo in ritiro dal 2 al 13 agosto a Sondalo. Questa è la prima parte di programma, ma ho in mente di fare altri amichevoli e stiamo definendo il tutto“. Che tipologia di innesti vorrete andare ad inserire in rosa, che tipo di caratteristiche dovranno avere? E seconda cosa: quanto è importante aver confermato un blocco di 14 calciatrici dall’anno scorso, che pur sapendo quante cose cambino dal passaggio dalla Serie A alla Serie B hanno deciso di rimanere e – immagino – provare a riportare in alto il Genoa Women?Diciamo che è da tre anni e mezzo che è stata costruita una struttura solida e ben organizzata. Spesso si viene giudicati in base a quello che si vede, in base ai risultati, soprattutto allenatore e addetti ai lavori, però non può essere solo quello che cancella tutto quello che è precedentemente stato fatto. Tante giocatrici sono rimaste perché hanno veramente amore e credono fortemente nel progetto e nei valori del club. Sono tutte ragazze importanti e con ottime caratteristiche, motivo per il quale sono veramente felice che siano rimaste tutte. In più sono contenta dei nuovi acquisti perché sono veramente acquisti mirati, con grandi potenzialità. Tironi, una delle ultime, è giovane ma molto interessante. Rizzon, la conosciamo, ha giocato in Serie A come difensore centrale del Como Women arrivato a metà classifica e ha fatto un campionato straordinario. L’ultima è Cappelletti, altro profilo di grande valore sia umanamente che in porta. Tutte le giocatrici che sono state confermate daranno quel qualcosa in più per far sì che la squadra possa tornare dove merita”.
Ha parlato di portiere e mi è venuta in mente un’ultima cosa di cui parlavamo anche con la Responsabile Carissimi. Lei avrà anche il compito di valorizzare una giocatrice come Annalisa Ruotolo, che ci è parso di capire sarà stabilmente in prima squadra. Lei, anche da ex portiere, avrà il compito di lanciare una giocatrice di cui si parla già molto bene adesso pur avendo solo sedici anni…Sì, Annalisa la vedo come il futuro portiere della Nazionale del calcio femminile italiano. Non nego che io l’ho vista due anni fa alle selezioni territoriali e già da lì mi sono innamorata calcisticamente parlando perché è una forza della natura. Secondo me due anni fa già sapeva benissimo come stare in porta, già da adulta, e sono veramente felice di averla allenata già l’anno scorso. Quest’anno sia in pianta stabile in una prima squadra. A mio avviso l’età è sempre un numero e l’importante è quello che uno fa in campo perché è il campo che parla sempre, quindi è giusto che Annalisa abbia questa opportunità per cercare di provare a prendersi un posto anche da titolare in questa squadra. E questo vale per tutte le giocatrici del settore giovanile perché ci sono profili importanti, è giusto valorizzarle e portarle in prima squadra”.

domenica 8 febbraio 2026

(07/02/2026) Le interviste ad Arianna Acuti e Sebastian De La Fuente post GENOA - LAZIO 2-5

Premessa "chiarificatrice": ho conosciuto Semino l'anno scorso allo Sciorba nel contesto dell'ultimo gara di Serie B (Genoa - Arezzo 3-3), e abbiamo avuto modo di parlare gradevolmente alcuni minuti sia del lavoro svolto dalla redazione di buoncalcioatutti in direzione grife (con incluso il mio esprimergli il piacere che abbiano cominciato ad occuparsi delle nostre), sia di accennare del mio blog. Diciamo che le mie e le sue posizioni e visioni sul (mondo) Genoa sono chiaramente diverse: loro, oltre che essere giornalisti, sono in stretti rapporti con la società e - per quanto ufficiosamente - ne fungono da canale divulgativo, per cui va da sé che da una parte debbano mantenere un certo "aplomb professionale" e che non "riversino" chissà quale impeto e idee personali nelle loro cronache (in parole povere: per quanto genoani, "devono" comunque narrare in modalità per lo più distaccata, formale), mentre dall'altra tendano ad esprimersi in modi meno critici. Io, invece, sin dall'inizio - e perlomeno ad oggi - svolgo un attività non remunerata (non sono un "professionista"), non ho rapporti con nessuno del Club, e anche qualora mi capitasse di intraprenderne, per indole difficilmente riuscirei a mantenerli, poiché non incline a porre in essere i meccanismi di cui sopra (fa proprio parte della mia concezione di genoanità, che reputo prima di tutto un'idea/attitudine).

Tutto ciò per dire che nelle analisi che di volta in volta faccio degli importanti contenuti portati da Alessio e colleghi, e, volendo, anche di altri (vedasi anche quelli redatti da pianetagenoa), è quasi scontato che i miei punti di vista cozzino coi suoi (o coi loro); ma per quel che mi riguarda - e finché mi andrà di compiere le "analisi" in questione - mettere nero su bianco e pubblicamente queste differenze può solo che portare un arricchimento del dibattito nell'ambiente (e nella cultura) rossoblù. 

L'INTERVISTA AD ARIANNA ACUTI

Arianna è una giocatrice seria, e - al di là che sia la capitana - è dei nostri, dentro la causa. Si impegna sempre, è evidentemente dispiaciuta, e lo si è visto anche in alcune immagini di lei dopo le gare contro la Roma e contro il Milan. Detto questo, parto col precisare che non concordo assolutamente con Alessio sul fatto che siccome loro hanno segnato anche grazie a delle deviazioni e noi abbiamo avuto due o tre occasioni il risultato non rispecchi ciò che si è visto in campo (e dallo sguardo di reazione di Arianna, probabilmente lo pensiamo entrambi), concetto che tra l'altro ha ribadito e rinforzato nell'intervistare poco dopo anche De La Fuente. Inoltre, l'affermare che tali deviazioni siano "due e mezzo se non tre" è un tentativo di aggiungere il pareggio della Lazio con Martin agli altri due gol deviati, per alimentare il senso di "sfortuna", quando non solo non ci si dovrebbe mai attaccare alla scarogna, ma Emma - sola in piena area - raccoglie un pallone dopo che Hilaj interferisce su di un cross, ed è anche brava a stoppare con calma e a temporeggiare quel tanto che basta per tirare con freddezza. Questo tipo di narrazione, infatti, a mio parere va "sottilmente" a togliere meriti alle laziali, e a quale pro? Voglio dire: in questo modo, cosa migliora nel Genoa e nella nostra cultura? Ecco poi che arriva l'1-2, con Le Bhian che viene lasciata sola da Cuschieri che va a raddoppiare su Visentin, riceve palla, ed ha tutto il tempo di inquadrare la porta, tirare, e imbeccare la prima deviazione delle due: io mi concentrerei sull'errore difensivo, più che sul resto. no? Sull'1-3, c'è un'errata valutazione di Alma che invece di intercettare il pallone in anticipo su Piemonte (il cui gol è bellissimo, muscolare) le da una mezza spallata, mentre a fianco c'è pure Vigilucci, con il risultato che in due non ne abbiamo fatta mezza (Lipman in panchina, ricordiamolo ancora: il motivo?). L'altro gol laziale figlio di una deviazione è infine quello di Goldoni, dove tutta la nostra retroguardia è concentrata sulla propria sinistra seguendo l'azione biancoceleste, compresa Di Criscio, la quale non vede l'arrivo di Eleonora, ma anche Lie Eghdami, che trotterella e neanche lei se ne accorge, e l'unica ad intervenire è proprio Arianna. E questo sarebbe il risultato che non dice il vero? Ma si osservino le laziali che ci fanno a fette, si osservino i loro movimenti, i tempi, l'attacco alla profondità di Visentin, il colpo di tacco, e la nostra dormita colossale.

Concordo invece pienamente con Alessio nel suo affermare che dopo il gol ci siamo abbassate e che è li che abbiamo perso la partita, se non fosse che non è che loro a quel punto "hanno messo la freccia": noi non abbiamo nessuna gestione del pallone e dei ritmi di gara in fase di possesso, per cui che si segni o meno, non sappiamo fare altro che chiuderci e attendere; infatti, non condivido le parole della nostra Acuti quando dice che quello che ci manca è il saper concretizzare: si, certo, anche quello, ma del gioco e della sua assenza, non ne parla, come del resto non lo fa Alessio, né con lei, né con il mister argentino.

L'INTERVISTA A SEBASTIAN DE LA FUENTE

Ed eccomi per l'appunto a dire qualcosina anche sulle dichiarazioni di Sebastian, ripubblicandole dopo un pò di tempo che non lo facevo; e infatti, una volta postato questo articolo, continuerò a non farlo, fino a quando non dichiarerà apertamente alla città di Genova e ai tifosi le sue responsabilità personali e/o non chiederà scusa per i risultati e le prestazioni della squadra, a prescindere anche dal risultato di Narni di sabato prossimo (Narni, si, non Terni). Inoltre, tra le sue parole pregara (quelle che vengono pubblicate sull'Instagram ufficiale) e quelle postgara come queste di cui sopra, in linea generale non dice quasi mai niente di concreto, di tattico: è fumoso, vago, trattenuto (seconde palle, sfortuna, dobbiamo migliorare, dobbiamo lavorare per portare punti a casa, etc.), e continua ad affermare concetti ed esprimere principi che una persona che allena il Genoa non si dovrebbe neanche figurare. Sentirlo dire che mentre non abbiamo costruito niente di valido "ci mancano 5 centesimi per fare un euro" (e che addirittura lo dice alle ragazze, ed è divertito), o che "abbiamo fatto una buona gara" e "ci è mancato qualcosina per portare l'episodio a nostro favore", per quanto si sia capito da tempo il suo modo di comunicare, lascia comunque basiti: è questa la realtà che vogliamo essere? Ma non solo: ha dichiarato che non può credere che la squadra che allena dopo 7 o 8 minuti si possa sedere, e che non lo può credere perché significherebbe che allena una squadra che non ha chiaro quale è il nostro obiettivo. Ciò è ai limiti del surreale, sembrano le parole di una persona che non ha mai visto il Genoa women e gli viene raccontato di quello che le ragazze fanno in campo. Ma come: da quando è arrivato non fa altro che proporre un non-calcio catenacciaro orientato a dei contropiedi che quasi mai riescono (la "squadra operaia" auspicata dalla D.S. Carissimi), in questa stessa intervista poco dopo afferma che dobbiamo aggiungere la bravura di non subire gol ed avere la "sensazione di fortino davanti alla difesa", è alla "guida" di una compagine che applica tale "filosofia" e si chiude sempre dietro la linea del pallone, e all'improvviso dice una cosa del genere? Diverso, invece, sarebbe stato il dire "non dovremmo farlo più". Praticamente, è come se avesse detto che le ragazze non lo ascoltano mentre lui vorrebbe fare e vedere cose diverse (con implicita lavata di mani e scarico di responsabilità esclusivamente su di loro), ma è più probabile che non si sia accorto di questi passaggi, e che se la sia voluta cavare alla buona con un tentativo di frase ad effetto, ma il problema resta comunque, perché in tal caso, te ne dovresti accorgere. Infine, non siamo a tredici partite: siamo a 17 partite con squadre di massima categoria e una di Serie B (il Verona in Coppa Italia), per cui è anche un pò tardino per affermare pubblicamente che non dovremmo avere più la scusa dell'esperienza del salto di categoria.

Grife, ma veramente vi riconoscete in ciò che vi dice?

Adri

Gli highlights

sabato 20 dicembre 2025

Fiducia in De La Fuente, in arrivo dei rinforzi: le parole di Marta Carissimi attraverso il Secolo XIX


E' a cura di Valerio Arrichiello per il Secolo IXI l'intervista alla D.S. del Genoa Marta Carissimi, pubblicata alle ore 5:00 della mattina di oggi sul sito del quotidiano on line ligure (per cui effettuata ieri), ed accessibile per intero solo agli abbonati. Ecco quindi dei brevi estratti: “Per salvarsi serve una squadra operaia e senza paura” “Massima fiducia in De La Fuente. La squadra già così ha dimostrato di poter mantenere la categoria ma sono in arrivo rinforzi”“Faremo sicuramente movimenti e siamo già al lavoro: l’idea è cercare di portare più esperienza in categoria, aumentare qualità e mentalità“. Insomma: Marta, come in questo periodo delicato ritenevo opportuno che accadesse, alla fine "si è esposta", e il primo rinforzo in arrivo - a detta proprio del Secolo - sarà la centrocampista norvegese Nora Lie Egdhami, ma di tutto questo ne parlerò meglio nei prossimi giorni.

Adri


martedì 21 ottobre 2025

(Serie A women 25/26) GENOA - TERNANA 3-1: le parole nel dopogara di Hilaj, De La Fuente, Pacioni e Cincotta

La nostra mediana Alma Hilaj, il nostro allenatore Sebastian De La Fuente, la capitana e difensora della Ternana Eleonora Pacioni ed il mister rossoverde Antonio Cincotta si esprimono al termine di GENOA - TERNANA 3-1, gara valida per la terza giornata della Serie A Women 25/26.

Adri

Alma Hilaj

Sebastian De La Fuente

Eleonora Pacioni 

Antonio Cincotta

mercoledì 24 settembre 2025

Intervista a Martina di Bari (20/09/2025)

"Al Genoa io mi sento a casa e volevo continuare insieme alla società questo percorso. Inoltre, c’è l’ambizione di un club che ha voglia di crescere" (Martina di Bari)

Cercando notizie specifiche sulle condizioni fisiche della difensora pugliese (Bari, 05/06/2002) dopo lo scontro di gioco avvenutole tre giorni fa nella partita di Coppa Italia contro il Verona, come sospettavo non ho trovato nessun bollettino medico diramato dalla società; ma mi sono risollevato subito imbattendomi in una sua intervista antecedente di due giorni al match di cui sopra (20/09), nella quale ho apprezzato l'attitudine della nostra. Il link è questo.

Buona lettura.

Adri

venerdì 18 luglio 2025

Ilaria Leoni: dal Firenze al Genoa

Ilaria Leoni all'Arezzo

Post dedicato alla nostra nuova vice-allenatrice Ilaria Leoni (abilitazione/patentino Uefa A), la quale - già a lavoro assieme al resto dello staff da alcuni giorni - nel suo ruolo ha evidentemente come compito quello di stretta collaboratrice dell'argentino Sebastian De La Fuente. I contenuti ivi inclusi, però, si limiteranno ad un excursus sulla carriera della ex portiera toscana, poiché non avendo seguito la prima squadra dell'Arezzo nella sua "stagione e mezzo" di gestione come guida tecnica, se non nelle gare disputatesi contro di noi (più buona parte di quella contro il Bologna), non potrei esprimere un parere dettagliato e omogeneo (non estemporaneo), come invece Ilaria e il contesto tutto meriterebbero (la specifica predisposizione tattica e gli atteggiamenti e i sincronismi nella fase offensiva e difensiva,  la duttilità all'interno della gara, etc.).

Certo, posso affermare che le amaranto al nostro cospetto si sono sempre dimostrate squadra ostica, ben disposta e pericolosa: buona copertura del campo in lungo e in largo, compattezza annessa alla ricerca del palleggio e dell'offensività (buon uso delle corsie esterne), etc.; per cui possiamo dormire sonni tranquilli rispetto al fatto che Ilaria ha dalla sua il senso dell'organizzazione, la propositività, la perseverante ricerca dello stimolo nell'ottica del miglioramento costante, e derivati, ma non azzardo oltre, sperando naturalmente di renderle omaggio in generale nel modo più preciso possibile.


Ilaria Leoni (Bagno a Ripoli, 08/02/1989), è come detto una ex portiera la cui carriera di giocatrice è durata circa 14 anni, ovvero dagli inizi nel Firenze - che poi diventò Fiorentina -  dal 2006 al 2014 (157 presenze, con compagna di squadra la nostra Valery Vigilucci), al trasferimento per un anno prima all'Atletico Oristano (25 presenze), poi al Castelfranco (9) e all'Empoli (zero presenze, causa infortunio; con compagne di squadra di nuovo le rossoblù Norma Cinotti ed Arianna Acuti), e infine alla Florentia San Gimignano per tre stagioni (20 presenze), dal 2017 al 2020.

Parallelamente, già dal 2013 comincia ad allenare i maschietti nella Scuola Calcio fiorentina dell'Albereta San Salvi, nel 2018 diventa allenatrice della Under 15 femminile della suddetta Florentia San Gimignano, mentre nel 2020, una volta smesso di giocare, è la vice di Roberto Castorina (ex Genoa 94/95) nella Primavera che raggiungerà le Final Four scudetto (per poi perdere ai rigori la "finalina" per il 3° posto, proprio contro l'Internazionale del già citato De La Fuente). L'anno dopo (21/22) passa all’Under 17 del Montevarchi (sempre nel femminile), e quello seguente inizia la collaborazione con l'A.C.F. Arezzo, sedendo sulla panchina della U19 con la quale promuoverà in massima serie vincendo il Girone B del Campionato Primavera 2, alla luce di 16 vittorie su 18 partite.

IL PASSAGGIO NELLA PRIMA SQUADRA DELLE "CITTE" -  Il 9 marzo 2024, il giorno dopo la rescissione consensuale del contratto dell’australiano Michalis Eracleous, Ilaria diventa l’allenatrice della prima squadra dell’Arezzo in Serie B, con cui dalla ventesima alla trentesima giornata raggiungerà la salvezza piazzandosi al decimo posto con 36 punti (10 vittorie, 6 pareggi, 14 sconfitte), ben 16 sopra la terzultima Pavia Academy. Decima posizione raggiunta anche nell'ultima stagione (24/25), dopo un campionato giocato senza mai rischiare davvero di dover lottare per salvarsi, "dando fastidio" tra metà classifica e la zona appena sotto la parte alta, terminando in questo caso con quattro punti in più (40), con 12 vittore, 4 pareggi e nuovamente 14 sconfitte.

Adri

Ilaria al primo anno al Florentia (video dell'ottobre 2017)

Intervista video del settembre 2024 a cura di Riccardo Buffetti

sabato 24 maggio 2025

(21/05/2025) Intervista di fine stagione a Giada Abate

(21/05/2025) Intervista del GenoanoAtipico (Dimitri) a Giada Abate per ripercorrere la stagione appena conclusasi con la promozione storica del Genoa women in Serie A.

giovedì 8 maggio 2025

(08/05/2025) Intervista a Sara Lucafò


E' uscita oggi (08/05/2025) sul Secolo XIX l'intervista alla nostra centrale di difesa Sara Lucafò (27/08/2003), ma è visibile solo per gli abbonati al quotidiano genovese. Per cui, superato lo shock iniziale, ho brevemente considerato l'idea di abbonarmi appositamente, per poi decidere invece di tuffarmi con disperazione in rete nell'intento di scovarne anche solo un frammento: dopo circa 40 secondi, sul sito calciogenoa.it ho trovato gli estratti che seguono.
Adri
SUL CAMPIONATO - “Stiamo vivendo questo campionato con tanta concentrazione, lavorando sodo giorno per giorno e stando unite come squadra.”  SUL TESTA A TESTA CON IL BOLOGNA - “Lo stiamo vivendo con molta determinazione. Sappiamo che sarà una sfida aperta fino all’ultimo e questo ci motiva ancora di più a non mollare mai. Abbiamo tanta voglia di dimostrare chi siamo e lo dobbiamo fare.” SUL GENOA - “Il Genoa è come una seconda casa, una piccola famiglia. È sempre un orgoglio indossare questa maglia ed è un’emozione difficile da spiegare. Ne vado tanto fiera.” 

lunedì 10 febbraio 2025

Intervista a Giada Abate (13/12/2024)


Potrà sembrare strano, ma ho scoperto stamani l'esistenza di questa intervista ad Abate del dicembre scorso, e naturalmente ho subito pensato di postarla comunque, sia perché ha di per sé valore, sia perché così facendo va in archivio qui nel blog assieme alle altre, come testimonianza del nostro percorso storico.

Buona lettura.
Adri

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sabato 19 ottobre 2024

Intervista a Claudia Ferrato (18/10/2024)

Intervista alla nostra attaccante Claudia Ferrato a cura di Elia Soregaroli per il sito calciofemminileitaliano.it (18/10/2024)


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venerdì 4 ottobre 2024

Intervista a Martina di Bari (04/10/2024)

Intervista alla nostra centrale di difesa Martina di Bari a cura di Elia Soregaroli per il sito calciofemminileitaliano.it (04/10/2024)


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sabato 1 giugno 2024

martedì 21 maggio 2024

(19/05/2024) Serie B femminile, trentesima ed ultima giornata: le interviste del dopo gara e la classifica

Genoa - RES Roma 1-2

Chievo - Freedom Cuneo 2-1

San Marino Academy - Ternana 1-3

Pavia Academy - Brescia 1-6

Bologna - Arezzo 3-3

Cesena - Verona 3-1

Lazio - Parma 1-1

Tavagnacco - Ravenna 1-3 (mi scuseranno in Friuli e in Romagna, ma non trovo il video!)

domenica 12 maggio 2024

(11-12/05/2024) Serie B femminile, ventinovesima giornata: le interviste del dopo gara e la classifica

(Sabato 11/05/2024) Ravenna - Lazio 0-2

Freedom Cuneo - Genoa 0-0

RES Roma - Tavagnacco 1-0

Verona - Bologna 6-0

Brescia - San Marino Academy 1-2

Arezzo - Cesena 1-1

Ternana - Pavia Academy 6-0

Parma - Chievo 0-1


mercoledì 1 maggio 2024

(01/05/2024) Serie B femminile, 27sima giornata: le interviste del dopo gara e la classifica

Parma - Genoa 3-1

Ternana - Cesena 2-0

Verona - Chievo 0-2

Lazio - San Marino Academy 5-0

Brescia - RES Roma 0-1

Arezzo - Pavia Academy 1-0

Ravenna - Bologna 1-3

Freedom Cuneo - Tavagnacco 1-0