








Partite per l'alta Toscana senza Bragonzi e Cinotti tra le convocate (lieve lesione muscolare per la prima, idem per la seconda), e di nuovo senza Di Criscio e "Cuschi" Cuschieri (che a quanto pare potrebbero rientrare entro fine mese, Massa inclusa), scendiamo in campo con l'ormai assodato e valido 4-3-1-2, a sfidare delle amaranto che hanno sovente intasato spazi e linee di passaggio e giocato una partita tosta, fatta di contenimento, ripartenze, guizzi, uno-due, e soprattutto contribuendo volenti o nolenti a trascinarci in una gara un pò scorbutica, scomoda, "sfilacciata", dentro dinamiche tra lo sporco e lo sconnesso; e dico contribuendo a trascinarci perché nessuno può condurti da nessuna parte, se tu non vuoi davvero disporti in un modo o nell'altro in congiunzione con la volontà di chi ti "tira per il braccio".
Infatti, ciò che a mio parere abbiamo sbagliato è stato il non impostare la nostra gara sul prevalente dialogo nella media-breve distanza, in particolar modo nella parte centrale del campo (dalla cintola in su, ed entrando dall'esterno), poiché qualora lo avessimo fatto, avremmo spezzato il (non)ritmo reciproco e mezzo sconclusionato di cui sopra, raggiunto il bandolo della matassa, e probabilmente avremmo messo le citte alle strette e (quasi) in cassaforte il risultato molto prima, visto anche che quando accennavamo a stringere e a farla girare, loro tendevano ad andare a vuoto e a concedere l'imbucata. Ma d'altronde, la questione tecnica del fraseggio veloce nello stretto o giù di lì, è un aspetto che ancora non abbiamo introiettato come dovremmo, e non per questo ho da puntare il dito contro nessuna e nessuno, però sarebbe ora di accellerare un pò il processo in tal senso, sia per principio/dovere (e piacere), sia perché c'è l'alto rischio che prima o poi arrivino quelle altre due/tre gare di cruciale importanza nelle quali avere determinate conoscenze potrebbe essere la chiave, e allora poi ti ritrovi che ti tasti le tasche e non la trovi, e magari prendi lo stonfo.
Le tematiche di gioco su cui invece abbiamo puntato di più sono state il "dritto per dritto" e le verticalizzazioni eccessive e leggibili (da una di queste è partito il contropiede aretino che ha portato al rigore), e i cross dal fondo o dalla tre quarti; e a volte ovviamente tutto ciò può essere cosa buona, infatti lo è anche stata (è un bene che, ad esempio, i cross aumentino), ma basandoci per lo più su queste soluzioni abbiamo ristretto il ventaglio delle possibilità, e cibato le avversarie. Belle comunque (e/o inoltre) alcune soluzioni di apertura in orizzontale (manovre che hanno dato respiro), bene i movimenti senza palla, anche alcuni lanci, e, su tutto, la reazione famelica alla ricerca dell'1-2 (inteso ora come risultato), così come la gestione degli ultimi minuti una volta che questi è arrivato.
Ci siamo.
Per quel che riguarda invece alcune singole (senza per questo togliere qualcosa a tutte le altre): brava Bargi a farsi trovare al punto giusto al momento giusto (del resto, è difficile che ciò non accada) e ad avere la calma per segnare, pur se da vicino, e con la complicità di Bartalini. Brava Forcinella ad intuire il rigore, anche se è probabile che con un goccio di reattività in più sarebbe riuscita a pararne uno anche stavolta. Rigaglia meglio rispetto alla settimana scorsa, generosa a scendere in appoggio, buona nel muoversi e nel proporsi, bravissima a gestire palla nelle ultime fasi di gara. Ferrato meno efficace di altre volte, ma comunque importante, infatti io non l'avrei tolta così presto (anche perché questa è Claudia: ci sono momenti e partite in cui alle sue altitudini sembra eclissarsi, e pure imbronciarsi, per poi risbucare all'improvviso), ma forse Fossati con l'entrata di Allison ha voluto togliere un riferimento di peso davanti per mettere più mobilità e imprevedibilità. Giacobbo quando si intestardisce a volersi incuneare nei pertugi impossibili palla al piede mi fa sorridere, gioire e preoccupare allo stesso tempo. E infine, naturalmente, ottima Ferrara.

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E' il duo Ferrato (52') - Bargi (75') a mettere il sigillo su una partita un po' scorbutica, ma giocata con buona verve e nella quale si sono riviste delle buone cose. Prima del calcio di inizio, minuto di silenzio per le vittime del maltempo "qui", in Toscana, e lo scenario in cui si svolge l'incontro presenta anch'esso caratteristiche burrascose, con un mare mosso sullo sfondo che, potente ma innocuo, perlomeno ai miei occhi non può che risultare maestosamente bello e suggestivo, e cosi sarà per tutti i novanta minuti: onde che si infrangono sulla costa e schiumano "a due passi" dal campo, ed una luce del sole particolare che colora tutto come in un effetto pastello ad olio, e che probabilmente sfoca anche un po' i contorni, perché ciò che sicuramente lo fa, ed anche parecchio, è lo streaming di oggi; qualcosa ai limiti dell'inguardabile (amen, capita), con le giocatrici a tratti irriconoscibili, ed alcune azioni nelle quali per riuscire a vedere il pallone ho rischiato di perdere tipo quattro gradi di vista. Il tutto con impallamento andante, e, per finire, lo stop definitivo della trasmissione al 77simo. Quindi, in mezzo a questo marasma che per uno come me che reputa il Genoa women qualcosa di vitale sfiora l'apocalittico, mi perdo il Gol della Ferrato, ed anche il replay (mi gusto solo l'esultanza!).
Ma andiamo un po' nei particolari: cominciamo subito con il tenere noi il possesso palla, e c'è un momento, da li a breve, nel quale lo facciamo con calma e pazienza, si per stanare le friulane, ma a mio parere forse anche proprio per provare a trovare quei movimenti e quelle trame che - a differenza di altre - il più delle volte mancano, per poi desistere; e se cosi' fosse, se cioè ho inteso bene, sarebbe quella e solo quella la chiave del tutto, ma magari la scintilla scoccherà in altre occasioni, come tutt'ora continuo a presumere (e a sperare). Le altre trame di cui ho accennato sono invece quelle solite sulle corsie laterali, e va bene (tra l'altro se non sbaglio è proprio cosi'che nasce il primo gol della Ferrato), ma andrebbe benissimo se vi fossero anche altre soluzioni di gioco, ovvero ad esempio nella fascia centrale del campo fin sulla trequarti, ma siccome ne ho già scritto, e non voglio né annoiare me, né annoiare eventualmente anche chi legge, passo oltre. Primo tempo quindi che scorre sul tema "Tavagnacco che si chiude bene e noi che cerchiamo lo sfondamento", con, tra le poche situazioni create, un tiro della Ferrato centrale al 29simo, ed un tentativo di incornata della Giles - se non sbaglio su calcio d'angolo - al 46esimo nel quale però riesce solo a sfiorare, ma che sottolineo in quanto è un gradito ritorno della canadese alle incursioni (vedere il gol contro il Chievo alla prima giornata): c'ha riprovato e gli garba, in poche parole. Bene comunque anche Campora sin dall'inizio, Tardini, e direi in un modo o nell'altro tutte, Rigaglia compresa (entrata al 66esimo per Massa), mentre non posso dire nel dettaglio della Parodi (entrata per la Ferrato al 70simo), perché tra una cosa e l'altra me la sono persa, ma sono felice che abbia avuto spazio (al suo entrare ho quasi esultato!). Rigore netto, infine, quello sulla Bargi, e bella trasformazione.