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domenica 7 giugno 2026

(Stagione 25/26) Retrocessione in Serie B: ulteriori riflessioni

Rieccomi nella prima mattina di questa domenica per continuare a dire la mia - quantomeno a grandi linee - sulla questione retrocessione dopo il primo articolo di giorni fa, con da una parte evidentemente la volontà di voler imprimere nel blog il mio pensiero a riguardo (e in un modo o nell'altro arricchire il "dibattito"), ma dall'altra anche quella di levarmi un peso, sia per la cupezza della situazione tutta che per la pochezza e la scarsa linearità che a mio parere (solitamente modesto, come adesso) permeano i contenuti di cui andrò a trattare.

M. C. durante la partitella di fine stagione con la squadra, pochi giorni fa (fonte/credit foto: IG ufficiale)

Ecco allora che se la volta scorsa ho scritto della squadra e dello staff, e in quest'ultimo caso riferendomi - implicitamente e non - a Sebastian De La Fuente, Ilaria Leoni e Paolo Genovesio (rispettivamente allenatore, vice allenatrice e collaboratore), oggi andrò ad "analizzare" le dichiarazioni pubbliche della D.S. Marta Carissimi, e cioè tutte quelle che perlomeno da quel che so ha espresso sin dalla penultima del Campionato di Serie A (Genoa - Fiorentina 2-3, 9 maggio) fino alla fine del mese scorso, aggiungendo all'articolo anche il parere di una persona con la quale a volte collaboro, ovvero Dimitri (il "genoano atipico"), contenuto nel video di cui in fondo, datato 16 maggio.

QUESTE LE PAROLE DELL'EX CENTROCAMPISTA (fonti: buoncalcioatutti e calcio femminile italiano) - “Per quanto riguarda la stagione non c’è delusione, ma c’è dispiacere. Grande rammarico, ma non c’è delusione perché sapevamo dall’inizio che sarebbe stato molto difficile e bisogna ricordarsi che l’anno scorso siamo arrivati a 15 punti dalla Ternana Women che ha vinto il campionato. Abbiamo fatto il massimo con le disponibilità che abbiamo, che sono le più esigue di tutta la Serie A, quindi bisogna anche guardare in faccia la realtà e sapere quali sono le difficoltà. Noi sappiamo che con le disponibilità che avevamo abbiamo fatto il possibile, abbiamo allestito una squadra per poter rimanere in Serie A e la fotografia della classifica attuale dice che ci siamo noi, Ternana e Parma nelle ultime tre posizioni. Questo ci da la fotografia della differenza tra Serie A e Serie B. Ci dispiace tantissimo. Dispiace a me in primis, dispiace allo staff e alle giocatrici perché c’era la volontà di mantenere la Serie A. Come abbiamo detto abbiamo centrato una promozione l’anno scorso in anticipo sui tempi, ma con la volontà di rimanerci, sapendo quanto sarebbe stato difficile. Si riparte sicuramente dalla voglia di ritornare subito in A. Questo di sicuro perché perché le basi in tre anni le abbiamo create. Abbiamo creato una struttura importante ed è importante mantenere questa struttura e non disperderla perché vorrebbe dire buttare il lavoro di tre anni".

Ripartiamo davvero dalla voglia, perché ovviamente il risultato sportivo non è quello che avremmo voluto, ma è spesso poi quello per cui siamo giudicati. In realtà c’è un lavoro molto più grande fatto in questi anni, dove abbiamo quintuplicato il numero di persone che lavorano dentro il Genoa Women. Siamo partiti che avevamo una decina e oggi sono più di 50. Abbiamo 20 persone full time, prima ne avevamo un paio. Questo è quello che abbiamo creato e questo non può esaurirsi con un risultato sportivo che non è stato quello che avremmo voluto. Avrò modo sicuramente con il management del Club di confrontarmi e di capire se le volontà sono allineate se proseguire il percorso insieme"

"L’Under 19 ha fatto un buon campionato quest’anno e abbiamo già una giocatrice come Annalisa Ruotolo, del 2010, che si è allenata tutto l’anno con la con la prima squadra. Questo per far capire quello che è il progetto che abbiamo sulle giovani, in linea con la mentalità del Club di dare spazio ai giovani. Se vediamo del potenziale che può essere coltivato lo stiamo facendo con lei e stiamo lavorando molto bene sul settore giovanile, dove veramente dall’Under 10 all’Under 19 sono cresciuti i numeri perché abbiamo raddoppiato il numero delle tesserate rispetto a tre stagioni fa e questo è il lavoro costante degli staff di Luca De Guglielmi, come responsabile del settore giovanile Genoa Women. Un lavoro che ci permette di guardare al futuro in maniera rosea".
Bene. Premesso che per quanto mi riguarda non solo saremmo dovute restare in A, ma avremmo anche dovuto costruire alla svelta i presupposti per provare a giocarci lo scudetto entro pochi anni, e che a mio parere Marta resterà al suo posto, partirei col dire che se al contrario avesse rassegnato le dimissioni entro i primi 4 minuti dopo il fischio finale della gara contro le viola (o al più tardi al termine dell'ultima, contro la Roma), avrebbe compiuto un gesto apprezzabile quanto tutte quelle azioni con cui ha contribuito ad apportare dei cambiamenti strutturali/organizzativi in positivo nel nostro ambiente (i quali, dopo una sua eventuale uscita, non vedo perché dovrebbero "andare dispersi": chi prenderebbe il suo posto non sarebbe capace a priori di mantenerli e moltiplicarli?), come del resto lei stessa chiaramente ci tiene a ribadire, avendo in particolar modo premura di sottolineare il fatto che questi non dovrebbero passare in secondo piano rispetto al mancato risultato sportivo (leggasi fallimento di un obiettivo). Ma il punto non sarebbe tanto il dare a certi cambiamenti il peso che meriterebbero, bensì quello che mentre da una parte la nostra ci tiene a ribadire le proprie virtù, dall'altra non ha minimamente accennato ad una presa di responsabilità nell'essere la Direttrice Sportiva di una squadra che - indiscutibilmente - in campionato ha vinto due partite su ventidue (due partite su ventidue), recitando la parte della comparsa prendendo "sberle" a destra e a manca, senza proporre nulla di rilevante sul piano dell'organizzazione tattica e di gioco, e con ciò anche su quello estetico (e ripeto: nulla, un fatto più unico che raro), con "alla guida" un allenatore che lei ha scelto e tenuto; e non solo: affermando che "Abbiamo fatto il massimo con le disponibilità che abbiamo, che sono le più esigue di tutta la Serie A, quindi bisogna anche guardare in faccia la realtà e sapere quali sono le difficoltà" , ha sia messo in risalto che chi critica il suo operato e pensava di potersi salvare dignitosamente (tipo me) non è realista, sia soprattutto ha scaricato il peso sulla squadra, alludendo per l'appunto al fatto che la rosa di base non era adatta al mantenimento della categoria, o meglio ancora: che lo sarebbe potuta anche essere, ma diciamo ai limiti del miracolo, complice il Club che non avrebbe messo a disposizione le risorse economiche giuste per poter costruire un'organico di un determinato valore. In ultimo - ma non per importanza - non ha speso una parola per rivolgersi alla città e ai tifosi; e... si, ovvio, quando in generale nel calcio (e non solo) un "addetto ai lavori" si riferisce agli appassionati esprimendo delle forme di attaccamento, il rischio che lo faccia tanto per fare è altissimo; infatti, volendo potremmo guardare una tale mancanza della nostra come un probabile gesto di preferibile e sincera indifferenza, dinanzi alla quale serenamente rispondo altrettanto sinceramente che il suo nome e le sue affermazioni d'ora in poi qui nel blog avranno a loro volta la considerazione ridotta se non a zero, quasi. Vedremo, però, se dal canto suo Marta ad un certo punto ricomincerà a riferirsi ai genoani quando non dovrà rischiare di mettersi in gioco in senso autocritico come invece dovrebbe essere adesso (nella situazione più delicata della storia della squadra sin dal suo nascere), oppure se coerentemente non li nominerà più.
Detto questo, ricapitolando, "guardiamo in faccia la realtà": la nostra D.S. sta rivoluzionando in bene tutto l'ambiente, è stato fatto tutto, dato tutto, tentato tutto, e ciò come detto nonostante i mezzi economici (e di conseguenza tecnici) scarseggianti. E' questa impostazione e narrazione volta fondamentalmente alla propria centralità personale, che trovo inaccettabile di principio, nonché deleteria, poiché a mio parere ha contribuito a portare a questo scenario scelta dopo scelta, per cui, se di conseguenza a tutto ciò la D.S. percepisce il rischio che le cose buone da lei apportate al Genoa possano essere messe in secondo piano da parte di chi osserva, che cortesemente si faccia - o meglio ancora: che affronti il più serenamente possibile - alcune domande.
Facciamo però un passo indietro, e torniamo al tema delle "disponibilità che abbiamo": posto che - come giustamente afferma anche Dimitri - noi non possiamo sapere con precisione (in cifre) quanto e dove il Club ha messo o non ha messo a disposizione determinate risorse per il bene della squadra femminile, nell'intervista post promozione redatta dalla redazione del sito buoncalcioatutti (29/05/2025) di cui in seguito, al minuto 3:20 Alessio Semino affermò che la società, nell'ultimo C.D.A. di pochi giorni prima aveva approvato un aumento di budget per la compagine femminile in ottica Serie A, e Marta ribatté esprimendo la sua soddisfazione, poiché con il salto di categoria è necessario tenere conto di un cambio di impatto sotto tutti i punti di vista ("uno sforzo a tutto tondo"). Chiaro, no? E allora, in breve: su queste basi (e dopo l'arrivo di alcune nuove giocatrici), la squadra sin da inizio di stagione partì male, e nella seconda metà di dicembre, con la situazione sempre più a rotoli, la nostra - giustamente - riapparve in almeno un paio di occasioni (una di queste, anch'essa riportata in basso) per fare il punto della situazione (ed io, poco dopo, su di lei), durante il quale, oltre ad affermare di considerare "mediamente soddisfacente" il percorso fin li intrapreso (in base anche alle vittorie su Ternana e Parma), non fece alcun riferimento ad una scarsità di risorse (improvvisa o meno che fosse), bensì tranquillizzò l'ambiente preannunciando l'arrivo di profili atti a migliorare ulteriormente la squadra (soprattutto in fase realizzativa); cosa che effettivamente accadde, con l'entrata della centrocampista Nora Lie Eghdami, e dell'attaccante Birta Georgsdottir (le quali comunque non riuscirono a fare la differenza); per cui, il punto è: anche a prescindere dal costo o non costo di determinate operazioni in entrata, dove e quante erano le difficoltà dovute alle ristrettezze di cui afferma apertamente in questo periodo? Come mai una volta che ci si rivolge al "pubblico" da neopromosse si parla di società pronta a coprire i costi seppur "con i giusti equilibri" (una cosa ovvia, che può voler dire tutto o niente), e se invece si riscende in B improvvisamente si fa prevalere il fatto che siamo (o saremmo) quelle con meno risorse? La risposta a chi legge.
Adri

Intervista post-promozione

L'intervista di dicembre

Il pensiero di Dimitri  

lunedì 27 aprile 2026

(25-26/04/2026) Serie A Women 25/26: il resoconto e gli highlights della diciannovesima giornata

Il fatto che stile e portamento di Schroffenegger abbinati alla raffinatezza estetica dei suoi guanti neri di per sé trasmettano un certo fascino al sottoscritto, raddoppia in tutta la sua intensità quando la bolzanese è in vena e passa all'azione, proprio come ieri in quel di Narni, dove ha tenuto a galla la Ternana contro la sua ex squadra, ovvero una Fiorentina che dopo essere andata sotto 2-0 ha riagguantato la gara con due bei colpi di testa (di cui il secondo da parte di una delle mie giocatrici preferite: la siciliana Filangeri), e che poi ha spinto fino all'ultimo per il 2-3, sbattendo per l'appunto contro il muro issato da Katja; e fare tutto questo in casa loro, certamente non è cosa da poco. Ma se è vero che per le fere un tale risultato può comunque essere accettabile (+ 5 su di noi), così come che ancora non ho capito quale sia la cosa che veramente le possa mettere in seria apprensione (grrrr), al prossimo turno le rossoverdi saranno a Roma, sponda giallorossa (nota di colore/culturale: ambiente loro amico) dove per le umbre sarà difficile anche soltanto strappare un pari. E a proposito delle lupe, con i tre punti da loro ottenuti in Piemonte grazie ad una zampata di Dragoni scucendo definitivamente lo scudetto dalle maglie delle juventine (che non mi hanno mai convinto sin dalle prime uscite in Serie A Women's Cup l'estate scorsa, nonostante la vittoria finale), sono ad un passo dal titolo, e già domenica potrebbero festeggiarne il raggiungimento in caso di vittoria, a prescindere da un eventuale successo dell'Internazionale nel derby milanese, in quanto avvantaggiate anche negli scontri diretti (3-0 all'andata nella capitale, 0-1 all'Arena Civica al ritorno). Neroblù e diavolesse, per l'appunto, di cui le prime vincenti sul campo più facile del torneo (lo Sciorba Stadium di Genova) raggiungendo la qualificazione alla prossima Champions, e le seconde che contro il Napoli in casa hanno si inizialmente imbeccato una Beretta bella grintosa, ma nella ripresa hanno sudato freddo, e l'hanno anche passata liscia (mani in area di Keijzer dopo un tiro di Floe), ma ciò non toglie comunque ai meriti di un Milan che da alcuni turni a questa parte ha cambiato volto (sono molto curioso di sapere cosa faranno Club e Suzanne Bakker a fine stagione), e che alla luce di ciò resta ancora in corsa per l'europa, a 3 punti dalle zebre, subito alle spalle delle partenopee (le quali di punti in meno rispetto alla Juventus ne hanno due). Per il resto, la classifica è talmente corta nella parte centrale che matematicamente anche la stessa Fiorentina e la Lazio (crollata nervosamente 0-3 a Formello contro il Sassuolo) sarebbero ancora dentro, fino addirittura al Como come attuale ottava forza, uscente dal pari interno grazie alla solita Nischler, e di fronte al solito, quadrato, pragmatico, ostico Parma.

Ci si rilegge presto.

Adri

Genoa - Internazionale 1-2

Juventus - Roma 0-1

Ternana - Fiorentina 2-2

Lazio - Sassuolo 0-3

Milan - Napoli 0-0

Como - Parma 1-1

LE PARTITE DEL DICIANNOVESIMO TURNO
(Clicca sull'immagine per ingrandire)

LA CLASSIFICA
Prime 3 = accesso alla Champion League.
Ultima = retrocessione in Serie B.

domenica 5 aprile 2026

(3-4/04/2026) Serie A Women 25/26: il resoconto e gli highlights della diciottesima giornata

A differenza del turno precedente, il quale vide ben cinque pareggi su sei gare, in questa diciottesima (e quintultima) giornata di Serie A Women 25/26 di poste in palio divise manco l'ombra, e abbiamo potuto assistere sia a più partite tra l'avvincente e il gradevole (a Roma e a Milano in primis), che a bei gesti tecnici: dalle parate ai numerosi gol (27 complessivi). Partiamo allora dal Tre Fontane, dove le lupacchiotte (con Dragoni costantemente fuori ruolo, ma nonostante ciò capace di dire spesso la sua), tra sbandamenti, episodi dubbi, concretezza, Emilie Haavi, buone trame (soprattutto in quanto a verticalità e scambi di posizione sulle corsie), e, fondamentalmente, merito, si tengono stretta la testa della classifica battendo un bel Como, attivo, dentro i tempi di gioco, intraprendente nelle scelte "azzardate" durante la costruzione di un buon palleggio, capace di rimontare e sorpassare le giallorosse e mai domo, se non in qualche modo nella parte finale, molto probabilmente per un calo fisico (complimenti alle ragazze e a Tramezzani per il lavoro che stanno svolgendo). Proseguendo più a sud, andiamo a Cercola, dove il Napoli contro di noi in poche parole si è allenato, salendo in questo modo al quarto posto in classifica scalzando le aquilotte romane, sconfitte dall'Internazionale all'Arena Civica per ben 5-2 (con un gol più bello dell'altro da parte di entrambe), ma recuperando 2 reti alle seconde della classe una volta sotto 3-0, e, da quel che ho capito, comunque producendo (laziali che in ogni caso stanno confermando il mio pronostico, ovvero che una volta salite in A, in tale scenario entro un paio di stagioni sarebbero diventate una realtà importante). Davanti alle campane, naturalmente, la Juventus, tornata alla vittoria, e nuovamente ai danni della Fiorentina (già battuta in Coppa Italia due volte nelle ultime settimane), pur se non senza fatiche, e grazie ad una zampata della veterana Salvai. In Emilia, il Milan della Suzy (Bakker) affonda il Sassuolo, e non solo da una certa linearità ai risultati degli ultimi periodi (due pari e due vittorie nelle ultime quattro partite), ma sale a quota 28 (dove le rossonere - in quanto tali - come minimo dovrebbero stare), con le neroverdi da tempo in discesa, e ora appaiate alla Ternana a 13 punti, dopo che le fere sono cadute a Noceto sotto i colpi di un Parma che molto probabilmente potrà considerare la gara in questione come quella che sancì il mantenimento della categoria. Ripresa sabato 25 e domenica 26 aprile, dopo la pausa-nazionali.

Adri

Roma - Como 4-3

Parma - Ternana 2-0

Fiorentina - Juventus 1-2

Napoli - Genoa 4-1

Internazionale - Lazio 5-2

Sassuolo - Milan 0-3

LE PARTITE DEL DICIOTTESIMO TURNO
(Clicca sull'immagine per ingrandire)

LA CLASSIFICA
Prime 3 = accesso alla Champion League.
Ultima = retrocessione in Serie B.

LE PRIME DIECI MARCATRICI

lunedì 23 marzo 2026

(21-22/03/2026) Serie A Women 25/26: il resoconto e gli highlights della diciassettesima giornata

Vedere Durante presentarsi tra i pali con in testa la fascia alla karate kid mi ha letteralmente folgorato di amore fraterno, e mi sono sentito permeato dalla certezza che la Lazio questa volta avrebbe portato a casa il derby: me stavo a sbajà, complice anche l'errore della stessa Francesca sul loro pari; ma non importa, perché nel covo è stata comunque eletta irremovibilmente e già da tempo - assieme a chioma d'oro - come una dei nostri. Fatto sta che le biancocelesti restano a quota 27, fallendo il sorpasso-champions ai danni delle juventine, le quali sono per l'appunto ancora in terza posizione, bloccate sullo 0-0 in trasferta da un Genoa che ha deciso di giocare la sua prima oretta dall'agosto 2025 ad oggi con l'atteggiamento che dovrebbe avere una compagine di Serie A, scoprendo che in questo modo - e con questa rosa - può recuperare palloni e generalmente indurre in affanno anche avversarie come le torinesi (ma guarda un pò, eh?); se non fosse che porre in essere nel rettangolo verde le "minime" basi di grinta e dignità di per sé non può bastare, considerato che la consueta ansia e il timore di poter affermare senza remore "io posso" ci ha portate a sprecare la maggior parte delle situazioni in fase di finalizzazione.

Tra le lupacchiotte quasi-campionesse d'Italia e le zebre, evidentemente c'è l'Internazionale, la quale davanti si è trovata davanti una signora squadra, ovvero il Napoli, che esattamente come fece al Tre Fontane contro le prime in classifica, rimonta in trasferta anche le neroblù, con la solita Cecilie Floe a lasciare il segno. La gara tra Fiorentina e Parma, invece, ha visto due le formazioni giocare su ritmi medio-bassi, con le ducali comportarsi da ducali (fondamentalmente quadrate, ostiche, a spegnere quasi sul nascere le altrui iniziative), e le viola tornare al tricche e tracche tra l'indeciso e il lezioso negli ultimi 25 metri. Ne consegue che le emiliane così facendo hanno ristabilito i tre punti di distanza da noi, ma anche Ternana e Sassuolo hanno mantenuto le cose come stanno in zona salvezza, contribuendo alla creazione della giornata dei pareggi (cinque su sei), terminando il match sull'1-1. 0-0, infine, tra Milan e Como, in quella che molto probabilmente tra tutte è stata la partita meno interessante. Prossimo turno: venerdì 3 e sabato 4 aprile (nel mezzo, il ritorno delle semifinali di Coppa Italia, domenica 29 marzo).

Adri

Internazionale - Napoli 2-2

Genoa - Juventus 0-0

Lazio - Roma 2-1

Fiorentina - Parma 0-0

Milan - Como 0-0

Ternana - Sassuolo 1-1

I RISULTATI DELLA DICIASSETTESIMA GIORNATA
(Clicca sull'immagine per ingrandire)

LA CLASSIFICA
Prime 3 = accesso alla Champion League.
Ultima = retrocessione in Serie B.

martedì 24 febbraio 2026

(21-22/02/2026) Serie A Women 25/26: il resoconto e gli highlights della quindicesima giornata

E' giusto che la Roma - a meno di chissà quali scossoni - vada a prendersi lo scudetto, perché l'Internazionale ha si dimostrato anche domenica di esprimere il miglior calcio di tutte, ma anche di non avere il giusto mordente (leggasi totale volontà) per poter concretizzare le occasioni in uno dei momenti più importanti della sua storia. Giallorosse che si prendono tre punti frutto di cinismo e concretezza, ma anche di un ottima organizzazione tattica, considerato il fatto che sono restate in attesa per gran parte del match, e venendo per l'appunto graziate dai cincischiamenti in area di Bugeja e compagne. Subito alle spalle delle neroblù e delle romane, e alla prima partita senza la partente Cristiana Girelli (la quale - come altre prima e dopo di lei - a mio parere volerà negli States poiché allettata in primis da questioni e prospettive economiche), la Juventus si "schianta" a Narni contro la Ternana, ma in quanti si sono stupiti che le fere abbiano rimontato le bianconere di due reti? Io no (o quantomeno non particolarmente); ragion per cui rossoverdi che smuovono ulteriormente la loro situazione in bassa classifica avanzando a più quattro su di noi - sconfitte senza troppe difficoltà a Genova dal Como - , e assieme a loro compiono un passetto in avanti le ducali, uscenti anch'esse con un pari da Cercola (Napoli - Parma 0-0), mentre la quarta ed ultima squadra facente parte del gruppo in lotta per non retrocedere, ovvero il Sassuolo, perde 3-2 a Bagno a Ripoli contro la Fiorentina, trascinata dalla solita Severini (basterebbe osservare il modo in cui solitamente si muove ed occupa il campo in fase di non possesso, per invaghirsi di una giocatrice come lei). Viola che con questa seconda vittoria consecutiva arrivano alla pausa - ripresa il 14/15/16 marzo - essendosi un pò scrollate dal recente periodo negativo (tre sconfitte di fila), mentre Lazio e Milan impattano sul 2-2. Il mio sembra un articolo un pò tirato in fretta e poco entusiasta, vero?

In effetti è così.

Adri

Internazionale - Roma 0-1

Lazio - Milan 2-2

Genoa - Como 0-1

Napoli - Parma 0-0

Ternana - Juventus 2-2

Fiorentina - Sassuolo 3-2

I RISULTATI DEL QUINDICESIMO TURNO
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LA CLASSIFICA
Prime 3 = accesso alla Champion League.
Ultima = retrocessione in Serie B.

LE PRIME DIECI MARCATRICI

lunedì 16 febbraio 2026

(14/02/2026) Serie A Women 25/26, quattordicesima giornata: TERNANA - GENOA 3-1 (il postpartita)

 
Le fere esultano dopo il pari (fonte/credit foto: sito ufficiale)

14/02/2026
Serie A Women 25/26
Quattordicesima giornata
Ore 12:30, Stadio Moreno Gubbiotti (Narni)
TERNANA - GENOA 3-1
(10’ Bahr, 28’ Pirone; 60' Massimino, 79' Pirone)

TERNANA (4-3-1-2; all. Mauro Ardizzone) - Schroffenegger; Martins, Pacioni, Massimino, Peruzzo; Pastrenge (55' Petrara), Ciccotti, Regazzoli (68' Di Giammarino); Pellegrino Cimò; Pirone, Gomes. A disposizione: Ghioc, Ciccioli, Breitner, Corrado, Lazaro, Porcarelli, Labate, Vigliucci, Eržen, Ripamonti. 

GENOA (4-3-3; all. Sebastian De La Fuente) -  Forcinella; Vigilucci, Lipman, Di Criscio, Hilaj; Ferrara (82' Monterubbiano), Cinotti (69' Giacobbo), Mele (46' Curraj) st; Georgsdottir (82' Bargi), Bahr, Acuti (69' Sondergaard). A disposizione: Korenciova, Bettalli, Abate, Cuschieri, Giles, Bargi, Monterubbiano, Massa, Lucafò. 

Arbitro: Urbani
Ammonite: Peruzzo, Mele.

Facciamo un passo indietro. Nei giorni precedenti alla partita, sull'instagram ufficiale del Genoa esce il video di cui in seguito (a cura di Giacomo Brunetti per cronachedispogliatoio) diviso in due parti: la prima (qui) intitolata "il Genoa si allena in riva al mare", mentre la seconda (qui) "Il Genoa vince fuori dal campo", e una volta precisato che non mi risulta ne esistano altre, vado a disquisire di queste.

(fonte/credit: Instagram ufficiale)

Contenuti (o format) del genere hanno fondamentalmente lo scopo di valorizzare una determinata immagine dei Clubs in questione (che oramai agiscono come delle vere e proprie aziende), non solo trascurando quegli aspetti che potrebbero farne mettere in discussione progetto e attività, ma anche ponendo in risalto tra una cosa e l'altra i principi più in voga nella cultura vigente e nella società della competizione, degli slogan motivazionali e della corsa alla scalata e all'affermazione sociale (se "sali" riesci, se no hai comunque fallito), quali ad esempio le performance oltre il campo - quelle di vita - delle giocatrici che si laureano tra mille sacrifici (pur se non è questo il caso), e/o gli aspetti che possono stimolare le altrui sensibilità, ovvero quelli inerenti l'impegno verso la tutela del prossimo, l' "aiuto dei più deboli", e via discorrendo; per cui né sono stupito di quel che ho visto, né ho l'intenzione di tentare di minare le sopracitate fondamenta, però di puntualizzare e aggiungere "qualcosina", assolutamente si.

Tra un De La Fuente che fa poco più di un paio di battute e sparisce (e ci torneremo), alcune immagini di allenamento che con un certo tipo di montaggio arrivano addirittura a sembrare suggestive, e un Ilaria Leoni completamente assente, la D.S. Marta Carissimi intraprende un breve excursus a riguardo del nostro percorso di crescita, facendolo partire dal primo anno di B (stagione 22/23), che coincide proprio con il momento in cui Marta fece il suo arrivo nel Club (ottobre 2022); ma al netto di alcuni concreti e importanti cambiamenti in positivo che squadra e ambiente hanno avuto lungo il periodo da lei citato, la nostra "si dimentica" di accennare anche solo minimamente della situazione antecedente, se non per dire che era un contesto "destrutturato", sottolineando inoltre che grazie alla sua presenza vi è stato l'aumento del personale (staff) da 4 tesserati ai 22 odierni, e questi ultimi tutti e tempo pieno. 

Allora, in gergo simil-calcistico colgo la palla al balzo passatami involontariamente da Marta per fare presente un pò più nel dettaglio che prima del suo arrivo esisteva già da tre anni (2019) la prima squadra, passata nel giro di una stagione dall'eccellenza regionale alla Serie C, dove il primo anno (20/21) arrivò terza, e in quello successivo seconda (dietro l'Arezzo), per poi salire di categoria grazie all'acquisizione del titolo sportivo del Cortefranca (promozione che per inciso avrei preferito ottenere sul campo, ma questo è). Gli allenatori, nel durante e fino agli esordi in B, sono stati prima Luca De Guglielmi, e poi Marco Oneto (che ringrazio entrambi, e saluto), seguito per l'appunto da Antonio Filippini, chiamato dalla stessa Carissimi per subentrare dopo dodici giornate. Ma siccome oggi sono particolarmente in vena, dirò anche di più: prima della creazione della prima squadra, per 5 anni (dalla fondazione, nel 2014) abbiamo avuto per l'appunto "soltanto" le giovanili, là dove si sono formate valide e dignitose - e quasi sempre genoane - giocatrici che la stessa direttrice ha potuto - e in tre casi ancora può - conoscere e gestire, tra queste: Parodi, Abate, Lucafò, Macera, Campora (e loro si che volendo potrebbero essere definite facenti parte di un gruppo che nel giro di un paio d'anni e mezzo si è ritrovato ad essere "destrutturato").

E' su queste basi che l'attuale D. S. è potuta arrivare e poter aggiungervi del suo, nei fatti avendo la possibilità di intraprendere per la prima volta il percorso di dirigente/responsabile dell'area Women (ottenendo l'abilitazione UEFA di direttrice sportiva nel gennaio del 2024); carriera per la quale certamente il Genoa avrebbe potuto rappresentare - e tutt'ora rappresenterebbe - un buon trampolino di lancio per "eventuali" passaggi ad altri lidi (società) che quantomeno comunemente vengono considerati di maggior spessore del nostro, e percorso personale che adesso probabilmente si trova a vivere la fase più delicata di sempre, vista la stagione di grossa difficoltà che il Genoa sta attraversando con il nuovo allenatore e il nuovo staff nel campionato di Serie A 25/26. Sarà stato proprio questo uno dei motivi principali che hanno portato la nostra a concentrare le sue dichiarazioni sul ribadire/porre in risalto esclusivamente il fatto che al grifone lato femminile in poche parole c'è un prima Carissimi e un dopo Carissimi? Ma al di là delle ipotesi sulle intenzioni, volente o nolente che sia stata una determinata impostazione della nostra, perlomeno ai miei occhi è apparsa di tipo autoreferenziale, considerate - ripeto - le suddette mancanze nei confronti di chi prima di lei ha costruito la nostra realtà, perché bastava dire - ad esempio - che "la situazione da me (o "noi") ereditata ha comunque fin da subito creato i presupposti per fare bene", o che "ci siamo potuti muovere su delle buone basi poste da chi era già al lavoro nel Club", o altro di simile. O sbaglio?

DE LA FUENTE/DE ROSSI, MASSA/VITINHA - Un altro paio di aspetti degni di nota sono questi: Sebastian che - riferendosi ad una sua presunta e parecchio vaga somiglianza con De Rossi - giocosamente afferma che "magari somigliassi a lui": come mai? Considerando gli aspetti strettamente di campo, l'argentino ha raggiunto una promozione dalla B alla A con il Como, e con la Fiorentina è arrivato sia a qualificarsi in Champions, che in finale di Coppa Italia, mentre De Rossi (astuto-capacissimo comunicatore mediatico), cosa ha raggiunto di più? Oppure il "magari" si riferiva allo status di personaggio pubblico che ricopre Daniele? Secondo me è più probabile che sia anche - se non soltanto - perché De Rossi è nel maschile, e allena la squadra maschile, realtà che a mio parere sia dal personale del Genoa Women che dalle stesse giocatrici gira e rigira viene considerata maggiore, superiore, "la prima squadra" (è chiaramente una questione culturale).

Infatti, eccoci alla nostra buona Alessandra (e, volendo, anche alla simpatica Monterubbiano), la quale racconta del regalo di Vitinha alla squadra femminile: la sua maglia firmata, gesto accolto "quasi" come fosse quello di una specie idolo di per sé (e che ci considera pure, con dei saluti in video), poiché non è che nei fatti abbia portato chissà che cosa al Genoa in quanto a "numeri". Provate ora ad immaginare se una come Bargi o la già citata ed ex rossoblù Parodi - che al contrario hanno scritto realmente un pezzo di storia del Genoa C.F.C. - regalassero le loro maglie ai giocatori della squadra maschile: ce li vedete, voi, con gli occhi che brillano? In ogni caso, del "legame" portoghese - ragazze e di cosa ne penso ne scrissi già in questo breve articolo, che consiglio di leggere per unire meglio i puntini del mio discorso, fino al nucleo centrale, che in ogni caso in poche parole è questo: tutto è finalizzato a mostrare al pubblico che la squadra maschile è "legata" alla seconda, o meglio ancora: che è una realtà accessibile anche alle ragazze, che ci da il suo ok, etc.; con tutto ciò che secondo il Club - come detto all'inizio - ne può conseguire a livello di immagine.

Il mio ok, invece, è questo (tenetevi forte): io non sono mai stato dentro al Ferraris, perché non ho un motivo serio per farlo, e ci metterò piede solo ed esclusivamente se e quando ci giocheranno le grife, le quali per esistere, avere seguito ed acquisire ulteriormente dignità e amor proprio, a mio parere non hanno bisogno di nessuna approvazione sottintesa dell'altra squadra, casomai di staccarsene, e camminare da sole, come realtà indipendente, che eventualmente, all'occasione, può avere a che fare con l'altra.

Chiuso tutto questo discorso, lo uniamo però alla gara di Narni, perché crescere o non crescere fuori dal campo nella concezione di noi stesse, significa anche prestazione o non prestazione nel rettangolo verde, e con la sconfitta di sabato, oltre allo spettro della Serie B, diventano sette le vittorie della Ternana su undici gare complessive tra Serie C, B, Coppa Italia ed A dalla stagione 21/22 in poi, per cui la storia continua ad essere nettamente dalla loro parte.

Intanto, come era ovvio che fosse, Sebastian De La Fuente non è stato esonerato, né si è dimesso, e la società - nella persona di Marta - da quel che vedo ancora resta in silenzio, anche perché - per quanto potrebbe incidere - non c'è una piazza che si smuove, che critica, che in poche parole si fa sentire; anzi: mi sa che non c'è proprio, una piazza, a seguire con intensità le nostre. Ma non è attraverso la consapevolezza che Vítor Manuel Carvalho Oliveira ci ha regalato delle magliette, che dovrebbe crescere.

Non so se è chiaro.

Adri

Gli highlights

LA CLASSIFICA
Prime 3 = accesso alla Champion League.
Ultima = retrocessione in Serie B.

(14-15/02/2026) Serie a Women 25/26: il resoconto e gli highlights della quattordicesima giornata

Non so quante persone abbiano provato un pò di disagio nel vedere le squadre che - con le bambine  -sono state fatte entrare nei campi con l'album delle figurine Panini, ma oltre a partire dal presupposto che fossero ben poche, io comunque ero tra quelle. E' ancora possibile evitare che almeno i terreni di gioco vengano pervasi dalle operazioni di marketing, o c'è solo da alzare le mani e accettare col sorriso a trentadue denti che tutto oramai debba fungere da vetrina? Potreste cortesemente limitarvi a bombardare i social, e lasciare che le ragazze possano giocare in santa pace senza fare gli spot di qualcosa almeno per i prossimi 5 anni? Chiedo, eh (sia mai che il Dio del consumismo decida di mandarmi una scarica).

Quattordicesima giornata della Serie A Women 25/26, e Napoli che ferma in rimonta la Roma al Tre Fontane e da cui ci sarebbe solo di che imparare: loro si che sono una vera squadra operaia, in quanto dedita ad eseguire i propri compiti, ognuna al suo posto, supportandosi a vicenda, grintose e sapendo soffrire, ma anche volendo giocare, a volte con evidente timore, certamente (e in generale chiudendosi ancora un pò troppo), ma soprattutto no, affrontando il rischio, la possibilità dell'errore che può costare caro, mettendosi in discussione anche come singole, per crescere in quanto tali, in uno stadio come quello di ieri sera che non è il loro, contro le prime in classifica. Progetto rispettabile, e squadra pulita, semplice, ma orgogliosa, dignitosa, che dopo due salvezze sul filo del rasoio si sta prendendo il proprio posto nel calcio "che conta", e della quale mi stavo anche per perdere la prestazione, visto che ero tentato di spegnere dopo l'annullamento dello 0-1: ennesimo errore arbitrale, ma stavolta veramente da coprirsi gli occhi, e che comprensibilmente può indurre a pensar male; ma se è sull'idea che regni la buonafede che vogliamo basarci, allora servirebbe al più presto una seria riflessione all'A.I.A. (sezione designazioni C.A.N. C), perché situazioni del genere non sono accettabili. Eppure, le azzurre dopo il gol annullato non si sono abbattute (lo si leggeva anche nei loro volti), e hanno riagguantato la gara. Giallorosse che invece dal canto loro  - e come ho già scritto la settimana scorsa - molto probabilmente stanno per cadere, e quello di ieri è il primo inciampo.

Alle loro spalle, come sappiamo, l'internazionale, avversaria delle lupe al prossimo turno, e che ho seguito anch'essa per intero nella partita di Noceto contro il Parma, il quale in casa soprattutto è sempre ostico per natura (disinnescano senza chiudersi, fanno quasi scuola in tal senso), e che oltre alla buona disposizione tattica alza la testa contro chiunque, aggredisce bene, e in particolar modo sa fare qualcosa di fondamentale: gestire i tempi di gioco in fase di possesso, rallentando, ragionando, aumentando; con un Valenti carichissimo a bordocampo, e un incitamento costante dei tifosi (impagabile sentire le donne incitare al megafono le loro squadre: un saluto a tutte voi); per cui non sono rimasto sorpreso che la partita per le neroblù sia stata molto dura, come del resto non mi ha spiazzato il modo in cui hanno ribaltato tutto (pur se ho dei dubbi sul secondo rigore) portandosi a casa dei punti che potrebbero essere quelli chiave per lo scudetto. Subito dietro le milanesi, le zebre in versione total black (bel completo, mi tocca dirvelo) prendono di mira Durante, ma ognuno di noi nel proprio intimo è consapevole che quando la Francy è in giornata per trafiggerla serve ben altro, ragion per cui le laziali strappano un punto a reti inviolate e si tengono il quinto posto. Torna a vincere la Fiorentina con una mezza serpentina di una Janogy tutta fanghigliosa (e ritonfa: rigore netto su Severini) ai danni di un Milan che a questo punto quasi di sicuro può dire addio all'europa e che dovrebbe cominciare a capire cosa vuole fare di se stesso (anche perché c'è bisogno di rossonere combattenti nella nostra Serie A), mentre il Como batte il Sassuolo per il "buona la prima" del nuovo arrivato Tramezzani e raggiunge proprio le diavolesse a quota venti, creando una spaccatura larga (o lunga) otto punti tra le squadre di media classifica e il quartetto impelagato nella lotta per non retrocedere, dove oltre alle neroverdi e al già citato Parma, la Ternana ci batte e ci stacca cominciando a metterci sotto già dopo un 15/20 minuti, ad ulteriore dimostrazione che si può parlare all'infinito di potenziale e quant'altro, ma nei fatti non stiamo ancora dimostrando di essere una squadra (e una società) meritevole di restare tra le prime dodici compagini d'Italia.

Adri


Como - Sassuolo 2-0

Ternana - Genoa 3-1

Parma - Internazionale 2-3

Milan - Fiorentina 0-1

Juventus - Lazio 0-0

Roma - Napoli 2-2

LE PARTITE DEL QUATTORDICESIMO TURNO
(Clicca sull'immagine per ingrandire)

LA CLASSIFICA
Prime 3 = accesso alla Champion League.
Ultima = retrocessione in Serie B.

venerdì 13 febbraio 2026

(14/02/2025) Serie A Women 25/26, quattordicesima giornata: TERNANA - GENOA (il prepartita)


Paradossalmente rispetto all'importanza che ricopre la partita di domani contro quelle che io ritengo essere di per sé delle vere e proprie rivali del Genoa (ore 12:30, diretta su Dazn), non ho chissà quali contenuti da riportare per iscritto in questo prepartita, semplicemente perché tatticamente, strategicamente, e anche sul piano della gestione/rotazione della rosa, non ci sono - né ci sono mai state - particolari novità e/o situazioni che in tal senso stimolino chissà come un qualsivoglia ragionamento; tanto che in questi giorni ero addirittura tentato di non pubblicarlo questo articolo, e di riversare le mie energie esclusivamente per il postpartita. "Nonostante" ciò, domani passerò da Dimitri per qualche minuto (poco prima del calcio di inizio), e disquisiremo un attimino del match in questione diffondendo contemporaneamente nella troposfera ed oltre un pò di energia piumante. Intanto, anziché ripetere determinati concetti, principi e valori a me cari, lascio che sia il video di cui sopra a stimolare la sensibilità - e possibilmente le riflessioni - di chi sente le nostre.

Forza grife

Adri

DI SEGUITO LE DICHIARAZIONI DI STAMATTINA DELL'ALLENATORE ROSSOVERDE  MAURO ARDIZZONE (fonte: sporterni.it) - Siamo alla vigilia della sfida salvezza contro il Genoa: che clima si respira nello spogliatoio e come sta la squadra dal punto di vista fisico e mentale? "Abbiamo lavorato bene questa settimana, sia a livello fisico che a livello mentale. Nonostante la sconfitta di Napoli, penso che abbiamo passato una settimana di lavoro intensa. Ovviamente c’è attesa per la partita: sappiamo che è una gara importante e l’abbiamo preparata al meglio delle nostre possibilità". Che tipo di partita si aspetta? "Penso che, da parte di entrambe le squadre, sarà una partita molto aggressiva. Si affrontano due formazioni che hanno bisogno di fare punti salvezza, quindi mi aspetto sicuramente un match combattuto, aggressivo". Le previsioni annunciano pioggia: quanto può incidere sulle scelte iniziali e sull’interpretazione della gara? “Pioggia o sole sinceramente non cambiano le scelte iniziali. Gioca sicuramente chi è più in forma, chi si è allenato di più, chi nell’arco della settimana ha dato tante garanzie. Le ragazze lo sanno, sono consapevoli di questo: la settimana d’allenamento per me è sempre importante e fondamentale perché, alla fine, come dico sempre, la formazione non la facciamo noi, ma la fanno loro in base a come si allenano durante la settimana. Se le previsioni danno pioggia, sarà una partita ancora più combattuta, usando un termine calcistico all’inglese”. Si gioca al “Moreno Gubbiotti”, casa della Ternana Women: quanto può pesare il fattore campo in una sfida così delicata e che messaggio vuole lanciare ai tifosi chiamati a colorare di rossoverde gli spalti? "È una sfida importante e siamo più contenti di giocarla in casa. Ci alleniamo tutta la settimana su questo campo, ed è lo stesso dove giochiamo, e per noi è un vantaggio. Ai tifosi devo dire: venite ad assistere alla partita, anche perché le ragazze danno sempre tanto. La nostra è una squadra che ha bisogno di aiuto e di supporto quindi, ci aspettiamo un pubblico numeroso per domani al Gubbiotti”.

LE CONVOCATE (oltre a Rigaglia e Di Bari, indisponibile Lie Eghdami; rientrano Parolo e Lucafò) - Abate, Acuti, Bahr, Bargi, Bettalli, Cinotti, Curraj, Cuschieri, Di Criscio, Ferrara, Forcinella, Georgsdottir, Giacobbo, Giles, Hilaj, Korenciova, Lipman, Lucafò, Marchetti, Massa, Mele, Monterubbiano, Parolo, Sondergaard, Vigilucci.

LE PARTITE IN PROGRAMMA
(Clicca sull'immagine per ingrandire)

L'introduzione al quattordicesimo turno a cura di Emanuale Pastorella

LA CLASSIFICA

Prime tre: Champions League
Ultima: Serie B

I PRECEDENTI
Serie C 21/22
(23/01/2022) Genoa - Ternana 1-1
(29/05/2022) Ternana - Genoa 0-1
Serie B 22/23
(18/12/2022) Genoa - Ternana 1-1
(07/05/2023) Ternana - Genoa 3-1
Serie B 23/24
(21/04/2024) Ternana - Genoa 3-1
(10/09/2023) Genoa - Ternana 0-5 (Coppa Italia)
(10/12/2023) Genoa - Ternana 1-4
Serie B 24/25
(07/10/2024) Genoa - Ternana 0-1
(16/03/2025) Ternana - Genoa 2-1
Serie A 25/26
(18/10/2025) Genoa - Ternana 3-1

martedì 10 febbraio 2026

(07-08/02/2026) Serie A Women 25/26: il resoconto e gli highlights della tredicesima giornata

Si, lo so che in questi giorni non ho accennato minimamente delle vicende comasche per quel che riguarda l'improvviso e inaspettato esonero di Sottili e l'altrettanto sorprendente partenza di Kramzar (direzione Everton), ma devo andare qui, lì, a destra e a sinistra, e su e giù, e non posso occuparmi di tenere in piedi tutta la baracca; per cui lo faccio ora: sulla panchina del Como d'ora in poi siederà Paolo Tramezzani. Nel frattempo, in questo tredicesimo turno della Serie A Women 25/26 le lariane sono state dirette dal vice Davide Borin, tutte in completo rosso, e credo anche in buona forma, visto che a rinforzare il parere del suddetto vi è ciò che si evince guardando gli highlights, ovvero che hanno fatto sudare non poco le zebre, e direi anche che c'era un rigore per le bianconere, si, ma quelle lombarde (pur se non lampante), e situazioni di questo tipo in generale se ne sono viste fin troppe durante la stagione. Fatto sta che la Juventus passa pure stavolta, con la spagnola Carbonell, il bel gol di Krumbiegel, e il contributo di De Jong tra i pali (che tra non molto probabilmente in quanto a crescita compierà un balzo in avanti che ne varrà tre), e continua a tenere il passo della squadra che quando ingrana è la più forte di tutte, che gioca il più bel calcio, e che ha in panchina colui che ad oggi è l'allenatore migliore del torneo: l'Internazionale, della quale non mi sono voluto perdere neanche un minuto, anche perché ad accompagnare in cronaca c'era il trio delle meraviglie, ovvero Tiziana Alla, Katia Serra, e Sara Meini: impossibile resistere al richiamo. 3-0 secco alla solita Fiorentina che palleggia bene, si specchia, ma poi finisce in un niente (e che se non troverà presto un rimedio, probabilmente se la vedrà anche peggio di così). Ma se l'idea che ho di Piovani è quella di cui sopra, occhio a Sassarini, del cui Napoli ho visto i primi 45': ritmi medi ma palleggio preciso, ricercato; "arriva addosso" il senso del lavoro, dell'applicarsi per costruire/creare più soluzioni (piano A, B, e possibilmente anche C); Ternana in dieci sin dal primo tempo, e partenopee vittoriose 3-1, nei fatti in piena zona-europa. Palcoscenici del vecchio continente calcistico che il Milan invece vede allontanarsi, pur se sconfitto soltanto di misura al Tre Fontane da una Roma della quale prevedo un tonfo in arrivo che potrebbe costarle caro, anche perché ho la sensazione che le lupe comincino a sentire le altre milanesi col fiato sul collo (prossime gare: Parma - Internazionale e un intrigante Roma - Napoli). "Chiudiamo" con la nostra pesante sconfitta rimediata in casa da una gradevole Lazio (che storicamente ci sta sovrastando: giusto una cosetta di poco conto), e il Sassuolo che alla prima vittoria con Colantuono in panchina stende il Parma, staccandosi così di tre punti da ducali, fere, e noi.

Ansia.

Adri

Internazionale - Fiorentina 3-0

Napoli - Ternana 3-1

Roma - Milan 1-0

Como - Juventus 0-2

Genoa - Lazio 2-5

Sassuolo - Parma 1-0

LE PARTITE DEL TREDICESIMO TURNO
(Clicca sull'immagine per ingrandire)

LA CLASSIFICA
Prime 3 = accesso alla Champion League.
Ultima = retrocessione in Serie B.