Non so quante persone abbiano provato un pò di disagio nel vedere le squadre che - con le bambine -sono state fatte entrare nei campi con l'album delle figurine Panini, ma oltre a partire dal presupposto che fossero ben poche, io comunque ero tra quelle. E' ancora possibile evitare che almeno i terreni di gioco vengano pervasi dalle operazioni di marketing, o c'è solo da alzare le mani e accettare col sorriso a trentadue denti che tutto oramai debba fungere da vetrina? Potreste cortesemente limitarvi a bombardare i social, e lasciare che le ragazze possano giocare in santa pace senza fare gli spot di qualcosa almeno per i prossimi 5 anni? Chiedo, eh (sia mai che il Dio del consumismo decida di mandarmi una scarica).
Quattordicesima giornata della Serie A Women 25/26, e Napoli che ferma in rimonta la Roma al Tre Fontane e da cui ci sarebbe solo di che imparare: loro si che sono una vera squadra operaia, in quanto dedita ad eseguire i propri compiti, ognuna al suo posto, supportandosi a vicenda, grintose e sapendo soffrire, ma anche volendo giocare, a volte con evidente timore, certamente (e in generale chiudendosi ancora un pò troppo), ma soprattutto no, affrontando il rischio, la possibilità dell'errore che può costare caro, mettendosi in discussione anche come singole, per crescere in quanto tali, in uno stadio come quello di ieri sera che non è il loro, contro le prime in classifica. Progetto rispettabile, e squadra pulita, semplice, ma orgogliosa, dignitosa, che dopo due salvezze sul filo del rasoio si sta prendendo il proprio posto nel calcio "che conta", e della quale mi stavo anche per perdere la prestazione, visto che ero tentato di spegnere dopo l'annullamento dello 0-1: ennesimo errore arbitrale, ma stavolta veramente da coprirsi gli occhi, e che comprensibilmente può indurre a pensar male; ma se è sull'idea che regni la buonafede che vogliamo basarci, allora servirebbe al più presto una seria riflessione all'A.I.A. (sezione designazioni C.A.N. C), perché situazioni del genere non sono accettabili. Eppure, le azzurre dopo il gol annullato non si sono abbattute (lo si leggeva anche nei loro volti), e hanno riagguantato la gara. Giallorosse che invece dal canto loro - e come ho già scritto la settimana scorsa - molto probabilmente stanno per cadere, e quello di ieri è il primo inciampo.
Alle loro spalle, come sappiamo, l'internazionale, avversaria delle lupe al prossimo turno, e che ho seguito anch'essa per intero nella partita di Noceto contro il Parma, il quale in casa soprattutto è sempre ostico per natura (disinnescano senza chiudersi, fanno quasi scuola in tal senso), e che oltre alla buona disposizione tattica alza la testa contro chiunque, aggredisce bene, e in particolar modo sa fare qualcosa di fondamentale: gestire i tempi di gioco in fase di possesso, rallentando, ragionando, aumentando; con un Valenti carichissimo a bordocampo, e un incitamento costante dei tifosi (impagabile sentire le donne incitare al megafono le loro squadre: un saluto a tutte voi); per cui non sono rimasto sorpreso che la partita per le neroblù sia stata molto dura, come del resto non mi ha spiazzato il modo in cui hanno ribaltato tutto (pur se ho dei dubbi sul secondo rigore) portandosi a casa dei punti che potrebbero essere quelli chiave per lo scudetto. Subito dietro le milanesi, le zebre in versione total black (bel completo, mi tocca dirvelo) prendono di mira Durante, ma ognuno di noi nel proprio intimo è consapevole che quando la Francy è in giornata per trafiggerla serve ben altro, ragion per cui le laziali strappano un punto a reti inviolate e si tengono il quinto posto. Torna a vincere la Fiorentina con una mezza serpentina di una Janogy tutta fanghigliosa (e ritonfa: rigore netto su Severini) ai danni di un Milan che a questo punto quasi di sicuro può dire addio all'europa e che dovrebbe cominciare a capire cosa vuole fare di se stesso (anche perché c'è bisogno di rossonere combattenti nella nostra Serie A), mentre il Como batte il Sassuolo per il "buona la prima" del nuovo arrivato Tramezzani e raggiunge proprio le diavolesse a quota venti, creando una spaccatura larga (o lunga) otto punti tra le squadre di media classifica e il quartetto impelagato nella lotta per non retrocedere, dove oltre alle neroverdi e al già citato Parma, la Ternana ci batte e ci stacca cominciando a metterci sotto già dopo un 15/20 minuti, ad ulteriore dimostrazione che si può parlare all'infinito di potenziale e quant'altro, ma nei fatti non stiamo ancora dimostrando di essere una squadra (e una società) meritevole di restare tra le prime dodici compagini d'Italia.
Adri
Como - Sassuolo 2-0
Ternana - Genoa 3-1
Parma - Internazionale 2-3
Milan - Fiorentina 0-1
Juventus - Lazio 0-0
Roma - Napoli 2-2
LE PARTITE DEL QUATTORDICESIMO TURNO
(Clicca sull'immagine per ingrandire)
LA CLASSIFICA

Prime 3 = accesso alla Champion League.
Ultima = retrocessione in Serie B.

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