
01/02/2026
Serie A Women 25/26
Dodicesima giornata
Ore 12:30, Stadio Felice Chinetti (Solbiate Arno)
MILAN - GENOA 2-1
(9' e 87' Van Dooren, 60' Cinotti)
MILAN (4-3-3; all. Suzanne Bakker) - Giuliani; Koivisto, De Sanders, Soffia, Keijzer; Arrigoni (87' Dompig), Mascarello, Grimshaw; Park, Van Dooren, Kyvåg (66' Renzotti). A disposizione: Estévez, Tornaghi; Donolato; Appiah, Strauss, Dompig, Renzotti.
GENOA (4-5-1; all. Sebastian De La Fuente) - Forcinella; Giles (77' Massa), Vigilucci, Hilaj, Curraj (92' Giacobbo); Acuti, Eghdami, Cinotti (86' Ferrara), Cuschieri (92' Bargi), Bahr; Georgsdóttir (77' Sondergaard). A disposizione: Korenčiová; Di Criscio, Massa, Lipman, Sondergaard, Bargi, Massa, Giacobbo, Ferrara, Mele; Abate, Bettalli; Monterubbiano.
Arbitro: Gemelli. Guardalinee: Signorelli e Rispoli. Quarto uomo: Framba. Addetto al F.V.S.: Testai.
Ammonite: 57' Soffia, 59' Cinotti, 79' Söndergaard, 81' Koivisto.
Da quel che so, anziché anche altri genoani e/o genoane, ci voleva la telecronista RAI Katia Serra (spesso ineccepibile nelle sue analisi) per esprimere pubblicamente oltre me determinati concetti, col suo modo gradevolmente pacato e fermo allo stesso tempo, sciorinando la descrizione di un Genoa che dopo essere partito aggressivo i primi minuti si è andato come sempre a ritirare al trotto anche per via del gol subito (e ciò sta a testimoniare che un certo impeto iniziale non era dato da un reale desiderio di vincere, bensì da uno sforzo "perché così dovremmo fare"), che lascia l'iniziativa al Milan, che una volta ripreso il possesso diventa frenetico, e al quale manca la gestione dei tempi in uscita e nella mediana (esattamente ciò che ho scritto ieri, come del resto in tutti questi mesi). Per cui se da una parte noi ci siamo "sobbarcate" un viaggio in Lombardia (nel basso varesotto) e vi abbiamo pernottato per poi poterci regalare la soddisfazione di scendere in campo con la paura, dall'altra loro hanno tenuto la linea alta per 90 minuti, e dopo il gol del vantaggio venivano incitate dalla Bakker a continuare ad attaccare, a salire, a pressare; e all'ennesimo mio imbarazzo per tutto questo, si è andato ad aggiungere quello dato dal netto, palese rigore non assegnato al Milan, che certamente sarebbero dovute essere capaci di segnare, ma ciò mi stava lasciando comunque addosso quella sensazione di una possibile nostra sfangata totale, della quale di sicuro non sarei andato fiero. Detto questo, evidentemente le rossonere hanno meritato la vittoria (così come le altre due in stagione).
La scelta di rimettere per la terza volta di fila Hilaj centrale di difesa assieme a Vigilucci con Cinotti mediana forse è un tentativo di sperimentare la possibilità di poter giostrare meglio il pallone in costruzione da dietro (con Valery che ha propulsione, Alma che salendo si riprende la posizione di vertice bassa, e Norma che di conseguenza va sulla tre quarti, a riempire), ma se è vero che da una parte la volterrana e l'albanese se la cavano discretamente assieme lì nel mezzo (pur se al contempo perdiamo in efficacia sui palloni alti), il possesso resta scarso lo stesso, perché il Genoa non ha schemi e sincronismi atti alla circolazione della palla, in nessuna zona del campo. Infatti, molto probabilmente è per questo motivo che tali tentativi vengono posti in essere da parte di De La Fuente e colleghi. E' un cane che si morde la coda. E infine: Giacobbo è con noi in rosa per portare il suo indubbio talento, la sua positività e il suo entusiasmo nel rettangolo di gioco, oppure per essere messa da parte anche lei? Come mai la nuova arrivata Lie Eghdami anziché alternarsi per l'appunto con Giulia o altre - e in ciò guadagnarsi eventualmente il posto - è già sulla via della titolarità? Della questione formazione se ne occupano esclusivamente allenatore e stretti collaboratori?
Ad ognuno la sua idea.
Liberare il Genoa.
Adri
Gli highlights
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