
05/09/2026
Serie B femminile 26/27, prima giornata
Granarolo Youth Center (Crespellano) - Ore 15:00
BOLOGNA - GENOA 4-0
(14’ Benedetti, 57’ Rognoni, 78’ Ferraresi, 90’ Ferrario)
BOLOGNA (4-3-3; allenatore: Jacopo Leandri) - Pasar; Lahteenmaki, Peltonen, Fracaros (60′ Vigliucci), Rizza; Ferraresi, Fusar Poli, Battelani; Rognoni, Arcangeli (60′ Marengoni), Benedetti (82′ Guglielmini). A disposizione: Tarozzi, Ferrario, Vigliucci, Ferrandi, Tucceri Cimini, Ciamponi, Marengoni, Rossi, Guglielmini.
GENOA (4-3-3; allenatrice: Ilaria Leoni) Capelletti; Cafferata (53′ Giles), Di Criscio, Passeri, Acuti; Cuschieri, Nichele, Cinotti (76' Giacobbo); Monterubbiano, Söndergaard (46′ Massa), Tironi (53′ Bargi). A disposizione: Ruotolo, Abate, Hilaj, Giles, Picchi, Bargi, Giacobbo, Cocconi, Massa.
Arbitro: Tuderti di Reggio Emilia
Ammonita: Cinotti (G)
Eccomi, scusandomi sia per il ritardo rispetto al mio aver scritto che questo postpartita lo avrei pubblicato il giorno seguente alla gara stessa, sia che il match si sarebbe svolto a Granarolo dell'Emilia anziché al "Granarolo Youth Center” di Crespellano, e per ultimo che Cesena - Vicenza è stata rimandata a data da destinarsi a causa dell'assenza di due giocatrici romagnole (Appiah e Tosello) impegnate con la U20 nel mondiale in Polonia, quando in realtà vi è anche la biancorossa Erica
Di Nallo (in effetti, diversamente la notizia e la scelta della federazione mi era apparsa quantomeno particolare).

La prima foto di squadra 26/27 in gara ufficiale (Fonte/credit foto: Instagram GenoacfcWomen)
Bene: ho guardato Bologna - Genoa sabato sera, più una sessantina di minuti anche nella mattinata di ieri, e quel che ho visto è una squadra mediamente - e sottolineo mediamente - diversa per atteggiamento rispetto alla stagione scorsa: mi piace di per sé l'idea delle mezze ali alte (assieme o alternate), c'e stata una discreta/buona aggressione sulle loro portatrici, un buon ritmo, e vagamente - e sottolineo vagamente - si intuisce che in questo periodo di precampionato sono stati provati dei movimenti (anche) nell'ottica di migliorare in linea generale la questione del dinamismo (ma non si sono concentrati su delle specifiche zone di campo, col risultato di una situazione dispersiva, "annacquata"); tutti aspetti che comunque risultano fin troppo deboli - soprattutto in un contesto complessivo di una sconfitta che più che pesante definirei grave - e fanno pensare che ci siamo presentate alla prima giornata di Serie B avendo assimilato ben poco del lavoro fin qui svolto. In aggiunta a tutto ciò, c'è il fatto - stavolta palese - che vi è una recidività nel proporre delle soluzioni in quanto a gioco e ai ruoli di alcune giocatrici, nonostante i problemi che certe scelte comportano sin dalla stagione passata, i quali si potrebbero riassumere nella solita Arianna Acuti impiegata come terzina, Di Criscio centrale di difesa (la soluzione Hilaj non sarebbe stata da buttare), e nei soliti stancanti, prevedibili (nonché non poche volte sprecisi) lanci dritto per dritto volti a scavalcare il centrocampo (spesso ad opera della stessa Federica) e a bypassare il problema relativo alla costruzione, in direzione non di un attaccante centrale di peso e/o veramente di ruolo che spizza per una seconda punta o per gli inserimenti delle mezze ali (vedasi Claudia Ferrato, splendida/indimenticabile lottatrice, e autentico punto fermo in avanti), bensì per Alice Sondergaard, ovvero una giocatrice che in ciò può anche cavicchiarsela, ma che - e anche qui mi tocca ripetermi per l'ennesima volta - per caratteristiche anziché isolata dovrebbe giocare spesso in contesti di palla a terra negli ultimi trenta metri coadiuvata dalla sopracitata seconda punta (+ altre che arrivano a rimorchio), oppure defilata come attaccante esterna, non solo per convergere, ma in particolar modo per allargare le altrui maglie ed aprire varchi per le correnti nel primo movimento, e che oltre a ciò è forte in campo aperto o nelle imbucate in verticale.
E ancora: a volte eravamo "schiacciate" in avanti in stile arrembaggio in attesa di questi suggerimenti dalle retrovie, col risultato di lasciare un "buco", un vuoto nella trequarti, il quale risulta anche esteticamente sgradevole; e "Infine", si è ripresentata la questione della cattiveria: ci viene detto di aggredire e/o conveniamo che è giusto farlo, proviamo ad esserlo e come detto a volte ci riusciamo anche, ma ai miei occhi mi arriva che fondamentalmente ci costa ancora, che lo si fa ancora perché "lo si deve fare", perché sappiamo che sarebbe la cosa migliore da fare, ma non perché sentiamo definitivamente che lo è. Mi arriva che siamo ancora una squadra che si sentirebbe a proprio agio quando attende e cerca di vivacchiare chiudendo gli spazi mentre le altre ci palleggiano davanti; e questa mancanza di mordente, e come detto di sana cattiveria, la si vede anche nelle occasioni sbagliate: abbiamo ancora timore di riuscire, di essere, anziché esplodere in tutta la nostra forza, e, come si suol dire, "spaccare la porta".
I GOL SUBITI, GLI ERRORI - Il loro primo gol è arrivato al termine di una bella azione che ci ha tagliate a fette con la facilità che avrebbe un coltello ad affondare nel burro, con una delle loro due difenditrici (Peltonen?) libera di passeggiare palla al piede dalla sua difesa fino ad oltre la linea di centrocampo, quindi di dare il via ad una triangolazione che termina con lo scarico sul fondo a Rognoni (che è sempre tremenda, sempre da tenere d'occhio), la quale ad affrontarla si trova due delle nostre davanti (Cafferata e Di Criscio), mentre in mezzo all'area resta una voragine, dove Battelani, sola soletta poco oltre il limite, viene rincorsa con l'acqua alla gola da una nostra mezzala (Cuschieri) invece che braccata preferibilmente dalla mediana Nichele (discreta prestazione la sua), mentre Acuti sta immobile a fianco a Benedetti, che una volta ricevuto il pallone tra i piedi, segna indisturbata. Una difesa confusionaria, che non ha saputo scalare in sincrono e mantenere le giuste posizioni.
CAPELLETTI E IL LORO 2-0 - Fondamentalmente esistono due modalità con le quali si manifestano errori simili a quello compiuto sabato pomeriggio da Alessia (la quale, per inciso, mi trasmette simpatia, e direi anche una certa dolcezza): uno è all'interno di scenari associabili al requisito base della settima arte, come ad esempio questo (da notare ad inizio video anche l'attimo di ritardo con cui si tuffò il portiere del Lecce), e l'altro è quello del black-out della nostra, la quale, al contrario, si è improvvisamente addormentata sul serio, quando tra l'altro fin li aveva gestito con personalità il pallone tra i piedi, uscendo più volte con esso fuori dal limite dell'area (evidente - e condivisibile - richiesta di Ilaria Leoni), per poi lasciarmi di stucco; e sapere che quel gesto è "li", registrato, immortalato per sempre, mi crea un fastidio quasi fisico. Tra l'altro, se non erro è la prima volta che subiamo un gol in un modo come questo dalla nascita della prima squadra (forse Macera in C fece qualcosa di simile, ma come detto non ricordo bene), ma in ogni caso quello che banalmente mi sento di dire rivolgendomi alla portiera cremonese è di applicarsi ancora di più sul mantenimento della concentrazione e della lucidità, e di offrire delle prestazioni di alto livello d'ora in poi, altrimenti potrebbe essere il caso che si faccia da parte quantomeno per un certo periodo, lasciando il posto o a Ruotolo, o ancor prima direi a Lisa Marchetti, che oltre a destare la mia curiosità sin dal suo arrivo in rossoblù, è ormai al terzo anno da noi e non ha mai avuto spazio per potersi esprimere. La terza rete delle felsinee è un fallito tentativo di un preziosismo di Passeri che si fa intercettare e togliere palla, e, tornando a Capelletti, sul tiro quest'ultima copre male il primo palo ed è molle, così come avrebbe potuto fare meglio anche sul quarto centro (subito a seguito di uno sbaglio nell'alzare la linea del fuorigioco, proprio come ad aprile contro il Napoli), a nome di Ferrario.
Breve menzione su cinque singole: bene Cinotti, brava Tironi li sull'esterno, contento per la presenza in panchina di Cocconi, non male Cafferata (uscita nella ripresa per infortunio), ma mi aspettavo di più, mentre a Cuschieri, di nuovo, dico: corri, corri, continua a correre come stai facendo, e a svariare, a creare spazi, a intercettare, a giocare palloni su palloni, a lasciare spazio alla tua creatività con ancora più fiducia in te stessa (dribbla, azzarda, affonda): fai che sia il tuo anno di consacrazione da noi, porta la nostra bandiera, e lascia qui un ricordo del tuo impegno, del tuo attaccamento a ciò che fai.
Ci si rilegge presto.
Adri


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