
L'esultanza al gol di Massa (fonte/credit foto: Instagram ufficiale)
12/09/2026
Serie B femminile 26/27 - seconda giornata
Ore 15:00, Sciorba Stadium (Genova)
GENOA - BRESCIA 2-1
(10' Massa, 18' Bargi, 94' Kaabachi)
GENOA (4-3-3; allenatrice: Ilaria Leoni) - Capelletti; Cafferata, Di Criscio, Hilaj, Acuti; Cuschieri (68' Giacobbo), Nichele, Cinotti (46' Picchi); Söndergaard (78' Giles), Bargi, Massa (78' Monterubbiano). A disposizione: Marchetti, Ruotolo, Abate, Giles, Picchi, Passeri, Monterubbiano, Giacobbo, Matzedda.
BRESCIA (4-4-2;
allenatore: Damiano Zenoni) - Pucova; Marenco, Ghisi, Nicolini,
Kaabachi; Cacciamali, Kuratomi, Giuliano, Licari; Zazzera,
Pasquali. A disposizione: Blatti, Farina, Ravnachka,
Balestrieri, Toma, Galbusera, Cini, Franco, Cammi.
Arbitro: Marcello Tinetti (sez. di Ivrea)
Assistenti: Andrea Poggi, Davide Palmulli.
Come auspicato ieri, sono arrivati i tre punti, ed è arrivata anche una prestazione dignitosa, ma, nel vero senso della parola, soltanto a metà, a meno che per chi mi legge il Genoa in quanto ad applicazione e carattere è tutto "lì" (o poco oltre), e/o si ritiene pienamente soddisfatto. Punti di vista, ovviamente, ma per quanto mi riguarda il piacere e le emozioni (intense) sono arrivate quasi esclusivamente nel primo tempo, quando ho potuto vedere una squadra che ha alzato costantemente il baricentro aggredendo sia nell'ultimo terzo che in anticipo lungo e sotto la linea di centrocampo; una squadra che anziché esprimersi con la solita ansia da prestazione e le conseguenti tempistiche - e scelte - frettolose e sconclusionate, si è mossa prevalentemente con equilibrio, calibrato dinamismo, e su un buon ritmo, mantenendo quest'ultimo per lo più costante, "tracciando una linea" conduttrice, segnando una traccia da seguire. Inoltre, finalmente si è vista Di Criscio - e con lei le altre - rinunciare ai suoi soliti lanci (spesso irritanti), preferendo generalmente la soluzione palla a terra, all'interno di un contesto generale in cui ha prevalso la ricerca del movimento corale, in quello che potremmo definire veramente la gestione del possesso (per quanto ancora senza un volto preciso), a differenza della partita col Bologna, di cui lessi - non ricordo più dove, e parola più parola meno - che in tal senso sin da inizio gara addirittura tenemmo la situazione in pugno.
Brava quindi la sopracitata Federica (anche nel salire palla al piede), e molto meglio rispetto a sabato scorso la Federica "n. 2", ovvero Cafferata, che in particolare ha finalmente attaccato, proponendosi con forza e convinzione (come del resto è giusto che sia, e ancora non mi basta); buona la scelta di Leoni di spostare Sondergaard - sulla quale tornerò in seguito - a destra nello schieramento iniziale, e con ciò di ridare spazio a Caterina - idem - al centro dell'attacco. Bene Acuti nel suddetto contesto di aggressione in anticipo, ma anche nel proporsi, cercare di duettare con Massa sulla corsia sinistra (oltre al gol, brava anche Alessandra, soprattutto volitiva), etc.; bene Hilaj nel gestire il pallone, guardarsi intorno, e - "a parte" due/tre errori - scegliere lo scarico adatto, ma anche nel tenere le giuste distanze dalle altre, facendo sentire in questo modo la sua presenza. E ancora: brava Nichele sia nello scendere in appoggio durante le fasi di uscita dalle retrovie, che per il resto (anche se forse dovrebbe mettere più brio, ma al contempo mi sembra di capire che fondamentalmente "quelli" siano i suoi tempi), non male Cinotti, brava - e divertente - Cuschieri, che tra l'altro nella ripresa ad un certo punto è andata via in solitaria palla al piede con uno scatto improvviso cuschieroso, proprio come avevo scritto che speravo che accadesse (perché Rachel merita fiducia, ma se la sa anche guadagnare, con l'impegno e la giusta umiltà).
Aspetto su cui invece c'è da drizzare le antenne: in quelle due/tre sortite degne di nota delle bresciane in avanti, abbiamo tremicchiato nell'uscire palla a terra, sia nuovamente con Capelletti (a tratti poco sicura), sia nel terzetto/triangolo Di Criscio-Hilaj centrali e Nichele vertice basso; e questo è un aspetto che soffriamo da anni e che fino a pochi mesi fa ci è costato parecchio: occhio, allora, perché quando nelle prossime gare le avversarie ci verranno in pressione, se questa situazione non verrà risolta al più presto, andremo in grossa difficoltà.

Il magnetismo pazzesco delle grife in white (da sinistra a destra): Capelletti, Nichele, Sondergaard, Bargi, Acuti, Cinotti, Hilaj, Cuschieri, Di Criscio, Cafferata, Massa (fonte/credit foto: Instagram ufficiale)
ALICE E CATERINA - Chi mi legge sa bene quanto io apprezzi le qualità di Sondergaard (nonostante - e pure qui mi ripeto - abbia ancora da maturare), quanto io ne abbia scritto sin dal suo arrivo al Genoa, e anche per questo non tornerò su certi aspetti, bensì mi dedicherò "brevemente" a quello che sin dalla passata stagione ho preferito sorvolare, e cioè il suo essere incline ad alcune scelte egoistiche in fase di finalizzazione, certamente frutto del suo voler fare, contribuire al raggiungimento del risultato, ma a mio parere soprattutto del volersi accentrare come figura; e così facendo passando oltre il bene collettivo della squadra, mettendone cioè a rischio il fine comune. Va da sé che questa è una cosa che ritengo inaccettabile, e sulla quale credo che Alice dovrebbe riflettere, anche perché "paradossalmente" potrebbe rivoltarglisi contro proprio in quanto a percorso di crescita personale/individuale. Come testimoniato nelle immagini degli highlights sottostanti, ieri in un azione di rimessa in campo aperto si è trovata in un due contro uno con Bargi libera sulla sinistra, ed anziché servirla per ottenere quasi certamente un 3-0 (secondo il telecronista, non l'avrebbe vista), ha tentato un dribbling sulla difensora biancoblù Nicolini, che per l'appunto ha fallito; e in questo caso non dovrebbe prevalere l'idea secondo la quale non importa in quanto è stato esclusivamente un gesto innocuo/di buona volontà, che la nostra avrebbe potuto anche riuscirci, e allora saremmo stati qui a lodarne le capacità tecniche, etc., perché rispetto al servire Caterina si è rivelata essere una soluzione se non inutile, quantomeno secondaria. Per cui, il mio messaggio, è: meno egocentrismo e più "introspezione", per crescere (o cambiare prospettiva) ulteriormente nella concezione dell'idea di squadra, di obiettivo comune. Per il resto, tornando sulla scelta di Ilaria di farla partire a destra piuttosto che al centro dell'attacco, come era presumibile ha dato i suoi frutti, perché è stata brava ad allargare le maglie delle leonesse sul primo movimento defilata in ricezione, quanto nel venire dentro/convergere, e cercare il dialogo.
Passando adesso a Caterina, come detto mi ha fatto piacere rivederla partire titolare (e senza per questo dover rinunciare alla svedese), l'ho vista bella carica, il gol è "uno dei suoi" (guizzo/zampata in area), e considerato il mancato assist di Alice di cui sopra, nonché il rigore netto non datoci nella ripresa dopo la trattenuta di Heidi per la maglia che quasi certamente avrebbe battuto lei, sarebbe potuta uscire dal campo con tra le mani una tripletta; ma al di là delle ipotesi, ha ad esempio ricominciato generosamente a giocare in appoggio spalle alla porta per aprire possibili varchi per gli inserimenti delle altre e far salire la squadra, e in ciò ha dato un bel contributo, però attenzione: che non si torni a questo tipo di scelta prevalente, con l'opzione di lei che scende di 50 metri allontanandosi gioco forza dalla zona degli ultimi 25, e così facendo cercare "furbescamente" di crearcela facile delegandole il più della ricerca del gioco, per poi andare "a caso" per la maggiore cercando di costruire con le altre le situazioni in avanti, anziché scegliere si di mantenere questa possibilità con Caterina all'interno della gara, ma in particolar modo di concentrarci sul lavoro e lo sviluppo di vere e proprie trame corali dalla cintola in su, in modo tale da avere in mano il piano A, B, e, volendo, pure C.
Sembra troppo?
A me sembra troppo poco non averli.
IL SECONDO TEMPO (ASPETTI NEGATIVI E NON) - Mentre mi stavo entusiasmando durante i primi 45 minuti, in me ho cominciato a sentire affiorare un timore: quello che una volta ottenuto il 2-0, nella ripresa avremmo rallentato, e così è stato; o meglio: siamo rimaste su un buon ritmo ed aggressive, ma quasi esclusivamente nella nostra metà campo, avendo abbassato il baricentro (rinunciando più volte ad esempio ad attaccare le loro portatrici durante la fase di impostazione). Infatti, non concordo con quanto dichiarato da Ilaria Leoni - di cui in fondo - nel dopo gara, e penso che esaltare fino a questo punto la nostra prestazione sia troppo, poiché a mio modo di vedere l'atteggiamento avuto nella ripresa non è quello che di per sé dovrebbe avere il Genoa, né il Genoa che aspira a tornare in Serie A. Atteggiamento che dovrebbe essere naturale conseguenza di un attitudine acquisita, una "sorta" di stato di tensione positiva (agonistica/muscolare, così come animica/spirituale) che dovrebbe accompagnarci sempre, per lo meno secondo quella che evidentemente è la mia idea di Genoa e di identità genoana, alla cui espressione nel rettangolo di gioco dovrebbe anche aggiungersi la ricerca di una certa raffinatezza estetica nel praticare il football.
Al contrario - e infine - della ripresa ho gradito tutte le sostituzioni ideate dalla nostra allenatrice (non male Picchi, felice per Giacobbo), ed ho apprezzato la scelta di spostare finalmente in avanti Acuti (a destra), forse anche per testare delle soluzioni in ottica futura; ma ho anche gradito il modo in cui abbiamo continuato ad attaccare palla al piede, coprendo discretamente bene gli spazi in ampiezza e al centro. Il loro è stato un gol bellissimo, e direi anche che ben ci sta, perché il nostro rallentare è equivalso ad un prestare il fianco.
Migliorare nel gioco, rafforzare la personalità.
Ci si rilegge presto.
Adri
LE DICHIARAZIONI DI ILARIA LEONI (fonte: buoncalcioatutti) - Quali sono gli aspetti della
prestazione che la hanno convinta maggiormente? “Sicuramente l’atteggiamento messo
in campo dalle ragazze fino al 90esimo per cercare i 3 punti, anche
se abbiamo avuto delle difficoltà durante la partita non hanno
mollato in nessuna palla e in nessuna situazione. Poi un altro
aspetto che mi è molto piaciuto è stato quello di cercare di
vincere i duelli contro il nostro avversario sia in fase offensiva
sia difensiva.” Oggi ha messo in campo sia Bargi sia
Massa dal primo minuto, come giudica la loro prestazione? “Ottima prestazione di entrambe, come
tutte le altre giocatrici. Sono veramente contenta!” A oggi sono indisponibili Cernoia, Di
Bari, Mele, Tironi e Rizzon, pensa di recuperare qualche giocatrice
per la prossima gara? “Purtroppo no, ma le aspettiamo
presto.”
Gli highlights
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