04/10/2026
Serie B Femminile 26/27 - quarta giornata
Ore 14:30 - Campo Comunale Nesima (Biancavilla - CT)
CATANIA - GENOA 0-2
(69' Söndergaard, 84' Cuschieri)
CATANIA (4-2-3-1; All. Silvestro Reitano) - Frigotto;
Vacchino (73′ Teern), Panarello, Spinelli, Mele (46′ Fiorella);
Basilotta (73′ Martinelli), Palts; Cammarata, Nocchi (29′
Robbins), Lillemäe; Tamburini. A disposizione: Macera,
Lanteri, Teern, Pietrini, Fiorella, Russo, Saraniti, Martinelli,
Robbins.
GENOA (4-3-3; All. Roberto Briata) - Capelletti;
Passeri, Di Criscio, Giles, Acuti; Nichele (54′ Cuschieri), Hilaj,
Cinotti; Monterubbiano (66′ Giacobbo), Söndergaard (78′ Bargi),
Massa (78′ Picchi). A disposizione: Marchetti, Ruotolo,
Rizzon, Cuschieri, Giacobbo, Abate, Bargi, Picchi,
Tironi.
Arbitro: Alessandro Femia (Locri).
Assistenti: Alessandro Firera (Ragusa)
e Angelo Smiraglia (Palermo).
Ammonizioni: 59' Cuschieri, 83' Robbins.

(Da sinistra a destra) Capelletti, Nichele, Sondergaard, Cinotti, Giles, Acuti, Monterubbiano, Massa, Passeri, Di Criscio, Hilaj (fonte/credit foto: Instagram ufficiale)
Seconda partita consecutiva senza subire gol, e primo posto in classifica: non era scontato, ma dovrebbe essere cosa normale, e questa volta partirò esclusivamente dagli aspetti positivi. Per quanto riguarda la pressione, solitamente ci esprimiamo bene nelle situazioni di anticipo dalla cintola in giù (vedi ad es. Di Criscio, Hilaj, o, quando c'era e ci sarà, Di Bari), mentre dalla mediana in poi andiamo ancora a corrente alternata, per cui aggrediamo - raramente - con più giocatrici all'unisono (e alzando la linea), per poi allentare la presa e decidere di farlo solo con le singole, in modo occasionale e "disordinato", etc., e - come ho già scritto mille volte - tendiamo a mollare sia quando passiamo in vantaggio per poter gestire il risultato (o accampando questa scusante), sia dentro la partita, in blocco, sul piano della tensione agonistica. Oggi, invece, questo saliscendi, questi aspetti, sono stati perlomeno diminuiti/smussati, attraverso una buona volontà, e una buona applicazione. Siamo partite determinate i primi dieci minuti, per poi rischiare di ricadere nel suddetto vizietto dell'abbandono, ma da lì a poco abbiamo ripreso in mano la situazione, non ci siamo assopite; e soprattutto sottolineerei per l'appunto la voglia di continuare ad attaccare loro (o più che altro la gara) anche dopo aver raggiunto il vantaggio, e "addirittura" lo 0-2, nettamente all'opposto di domenica scorsa contro il Vicenza, i cui ultimi 20 minuti in termini di atteggiamento furono quasi inguardabili. E questo è veramente uno degli aspetti chiave, perché la punizione segnata da Cuschieri sullo 0-1, te la devi andare a guadagnare; quel pezzetto di campo, Cinotti, se lo è andato a prendere, ha spinto, ha rotto il fiato, lo ha voluto occupare, fare suo. Non ci dovrebbe essere tempo per risposare, quando si entra in campo. Quando sei lì dentro, devi dare, fare, essere. Per non parlare poi dell'aspetto estetico, della bellezza insita nel vederci salire e voler recuperare il pallone "anche se" già sulla via della vittoria, per allargarla, imprimerla (quanto sarebbe stato bello lo 0-3 di Giacobbo? E uno 0-4?). Per cui: ci siamo date una svegliata con una bella sciacquata di viso, e Briata assieme a noi? Può essere.
Certo: si vede chiaramente - e nello stato attuale delle cose, è comprensibile - che ancora
ci stiamo sforzando di riuscire a fare nostro un certo modo di essere, ma - meglio tardi che mai - per farlo la strada
sarebbe soltanto questa, quindi c'è solo da continuare a lavorare con
costanza nell'ambiente e in noi stesse, anche perché preferirei che le mie parole non venissero travisate: il Genoa che abbiamo visto
oggi in Sicilia è "l'abc" di quel che dovremmo essere, la base sulla quale costruire ben altro ancora. Mi spiego ancor meglio (pur se con un linguaggio che lascia il tempo che trova e che non è mio solito usare): se - prendendo come esempio soltanto l'annata precedente -
in quanto a carattere e coraggio, in una scala (di valori, non di voti) da 1 a dieci solitamente stavamo tra lo 0,3 e il 2, oggi siamo salite a 5, ma noi meriteremmo di più, e ciò che meriteremmo lo si potrebbe raggiungere, tra le varie cose, ponendo in essere l'atteggiamento avuto oggi con ancora più compattezza/coralità, ancora più linearità, e, ovviamente, contro qualsiasi avversario.

L'esultanza al gol di Alice
"Chiuso" il capitolo attitudinale e degli aspetti prettamente positivi, per quel che riguarda il gioco, abbiamo riproposto le solite trame e soluzioni delle quali ne ho già sottolineato anche giorni fa l'importanza e la gradevolezza, ma che sono pressoché le uniche e ci rendono prevedibili, e mi riferisco alla ricerca continua delle corsie, con la mezzala che si allarga, l'attaccante esterna che entra, i lungolinea, e via discorrendo, e con la ricerca dei continui cross dal fondo e quelli innocui dalla trequarti (sintomo - questi ultimi - di mancanza di idee e movimenti dagli ultimi 25 metri in poi, in primis nella zona centrale). Ripeto: guai ad abbandonare queste soluzioni, il problema casomai è la mancanza delle altre, e qui si torna alla vecchia questione della "trequarti svuotata", della mancanza di verticalità e di dialogo nel breve nell'ultimo terzo centrale (idem per i conseguenti tiri dal limite), delle percussioni palla a terra nell'altrui area, e via discorrendo.
Detto questo - e tornando anche al discorso sulla buona volontà espressa -, ci siamo mosse per lo più con efficacia nei suddetti contesti da noi privilegiati, abbiamo affondato, abbiamo cercato il dialogo (meno lo spazio, risultando a tratti legnose), e questo mi è piaciuto, così come mi è piaciuto che abbiamo voluto palleggiare su un ritmo più alto del solito, ma facendo attenzione a non essere frettolose nelle scelte, pur se dovremmo cominciare a muovere il pallone più velocemente, e cioè quantomeno a due tocchi (considerandone tre la soglia massima da evitare, a meno di casi specifici), e tenerlo meno nell'andirivieni in orizzontale, come ad esempio tra le due centrali di difesa durante la fase di costruzione.
Non mi è piaciuta per nulla, invece, una certa fase della ripresa in cui la suddetta fretta - ed una sorta di apatia - stava rischiando di farsi strada, e la squadra si stava disponendo visivamente in campo assecondandola come spesso negli anni (e fino a "ieri") abbiamo fatto, con attaccanti e mezze ali quasi allineate ("schiacciate") nella zona dell'area avversaria, un "buco" in mezzo al campo, e le difenditrici predisposte al lancio facile, tra le quali Di Criscio, che in un paio di occasioni ci ha provato, e ho pregato che smettesse, come poi d'altronde ha fatto (ottima la sua prestazione).
E restando in "tema singole", come non essere d'accordo e felice per l'entrata, la prestazione ed il gol di Cuschieri (strameritato, oltre che bello); oppure sull'inserimento di Giacobbo, arrivato mentre la stavo pensando da minuti proprio in sostituzione di Monterubbiano, giocatrice che all'interno della gara è importante, fondamentalmente perché porta in essa determinate tempistiche e disegna con i movimenti specifiche geometrie che incidono sulle fasi di gioco, ma Giulia è un portento, è - come ho scritto già negli anni - brio, estrosità, spacca la partita, porta lo spirito di quella giornata estiva in cui ti dimentichi di te stesso, e anche oggi lo ha dimostrato, pur se - ripeto anche stasera - abbisogna di minuti e fiducia, per ritrovare quella brillantezza che la contraddistingue.
Sondergaard bene nei movimenti e - chiaramente - nella finalizzazione, Caterina le è subentrata bene anch'essa, Acuti solito apporto significativo, Cinotti è stata concreta ma non ha lesinato quei suoi fugaci, brevi tocchi quasi trascurabili che comunque luccicano di classe cristallina (e infatti comincio a volere di più, nello specifico, anche da lei in quanto ad azzardo palla al piede, ad impeto, a lasciarsi andare più del solito). Brava Nichele, ed è la terza volta che lo scrivo in queste settimane. Hilaj, invece, non la scopriamo oggi: è una giocatrice di valore, spesso determinante. Passeri mi è piaciuta di nuovo, e mi ha riconfermato che ha la struttura fisica e il carattere da terzina pura come piace a me, che sale, ara, bella "a diritto" (come si dice dalle mie parti); ma dovrebbe affinare ancor di più il dialogo palla a terra. E ancora: Heidi di nuovo brava come centrale nella linea di quattro, bene in impostazione, meno ansiosa di altre volte, pur se in alcuni momenti è stata fin troppo razionale (lenta nel decidere lo scarico). Di Criscio, come detto, pressoché perfetta, imponente, "cattiva": è la Federica che voglio, quella (terzina) che prendemmo dalla Ternana, senza sconti per nessuna, che ti fiata sul collo. Massa mi è piaciuta, ma a volte è stata troppo bassa e defilata. Capelletti, come domenica scorsa, mi sta dando sensazioni di maggiore sicurezza, di sentirsi calata nel ruolo, nella squadra di cui è la portiera (quindi mentalmente, "al di là" del suo valore tecnico).
Per cui, in linea generale, oggi bene (meglio) Briata, bene (idem) le grife, e, ricapitolando: continuare a lavorare sul gioco (il dinamismo, i "dai e vai", gli scambi di posizione, le sovrapposizioni, la verticalità in zona centrale, il dialogo nella tre quarti); così come sull'attacco dell'area con più giocatrici durante i cross dal fondo, e sull'efficacia nei calci d'angolo. Complimenti al Catania per l'organizzazione. Le cavallucce stanno arrivando, con tutto il loro fascino.
Ci si rilegge presto.
Adri
I RISULTATI DELLA QUARTA GIORNATA
(Clicca sull'immagine per ingrandire)
LA CLASSIFICA

Prima classificata: promozione in Serie A
Ultime due posizioni: retrocessione in Serie C

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