Di seguito le due interviste (a cura di Alessio Semino) all'allenatore del Genoa Briata e alla difenditrice Di Criscio registrate al termine della gara persa in casa contro il Lumezzane sabato scorso (17/10/2026), nella quinta giornata di Serie B femminile 26/27; dichiarazioni che come è mio solito pubblico assieme ad un commento con riflessioni personali.
Roberto Briata (27/02/1966)
Brevemente (tralasciando cioè ulteriore approfondimenti tecnico-tattici), per quel che riguarda Roberto sottolineo con "piacere" il suo aver dichiarato che assolutamente non siamo state brillanti, né lucide, che la gara non è stata interpretata con intensità e che in avanti non abbiamo fatto le scelte giuste; pur se "prendendo spunto" (o "incalzato") da ciò che lo stesso Alessio prima di lui afferma nel formulare la domanda (e ci arriveremo in fondo). Aggiungo che l'allenatore piemontese, oltre che dispiaciuto, mi è sembrato anche deluso, e se così fosse potrebbe significare che probabilmente le nostre (o alcune?) non hanno tramutato in fatti degli specifici concetti accordati e provati in allenamento per affrontare questa gara; e ciò andrebbe a collimare con il mio aver scritto nell'articolo postpartita che se la squadra ha questi atteggiamenti da alti e bassi è perché fondamentalmente non vuole fare diversamente. Ci sono anche forse delle specifiche giocatrici che stanno considerando la loro attività (e/o sé stesse) con superficialità?
Federica Di Criscio (12/05/1993)
Quel che a me piace di Federica è in primis la grinta che mette in campo, e direi che - al netto delle sue capacità tecniche - tutta la sua impostazione base di giocatrice è fondata su tale caratteristica, poiché immagino che in linea generale faccia parte della sua indole (la quale a volte la salva anche da ulteriori scivoloni in un ruolo che non è quello suo naturale, perché la dove sa anche eccellere è nella posizione di terzina, anziché quella adattata di centrale). In più, è con noi non da ieri (estate 2024), e alla luce di tutto ciò, sentirla affermare che avremmo dovuto fare "un pò di più" in termini di aggressività e convinzione, direi che è ben poca cosa. Da lei io mi aspetto delle prese di posizioni pubbliche ben più decise, ma probabilmente proietto desideri e aspettative su una persona alla quale attribuisco fin troppo le peculiarità di cui sopra? Tutto può essere.
Infine, come accennato torno su Alessio, per ribadire un mio pensiero che se memoria non mi inganna espressi già per iscritto durante la passata stagione (ovviamente in senso costruttivo, e senza avere la presunzione di insegnare nulla), ovvero che una cosa è rivolgere all'intervistato o all'intervistata di turno una domanda secca, e dopo eventualmente arricchirne la risposta con il proprio pensiero sull'argomento proposto, mentre un'altra è avere la tendenza a servire per primo dei veri e propri spunti all'interlocutore (a volte anche i più ghiotti e semplici) attraverso analisi "articolate" delle varie situazioni, con il risultato di - aimé - proporre contesti "apparecchiati".
Ci si rilegge presto.
Adri
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