sabato 24 gennaio 2026

(25/01/2026) Serie A Women 25/26, undicesima giornata: GENOA - ROMA (il prepartita)


Alla Ternana "il peso" della Serie A lo percepiscono, e da quel di Viale Aleardi negli anni è stato dato il là ad un progetto serio e lungimirante, inclusa ovviamente la scelta degli allenatori, la quale oltre a basarsi su determinati curriculum (non imprescindibili, ma che ovviamente possono avere forte voce in capitolo) è stata impostata anche sui rapporti a lungo termine; a partite da Fabio Melillo (sei scudetti U19 tra RES e A.S. Roma), sulla loro panchina per due stagioni e arrivato ad un passo dalla Serie A, finché - come tutti sappiamo - nell'estate del 2024 è venuto a mancare, ragion per cui il Club ha virato su Antonio Cincotta (il quale - oltre a due Coppe Italia - nel 2018 riportò a Firenze nientemeno che uno scudetto dopo 48 anni), che l'anno scorso è riuscito al primo colpo a raggiungere la promozione, per poi essere confermato in vista della stagione corrente, ma - a meno di altri motivi che comunque non potremmo conoscere - una volta preso atto che i risultati e le prestazioni non erano all'altezza delle aspettative, è stato esonerato. Un gesto che molto probabilmente per la società umbra si è rivelato difficile da compiere, ma evidentemente questa non ha desistito per via di un presumibile timore di ammettere implicitamente un fallimento attraverso l'interruzione della collaborazione con il mister milanese; anzi: sono stati a loro modo coraggiosi, dando un taglio netto per tentare di ricominciare un percorso con le fere ultime in classifica, accettando il rischio - come può accadere in questi casi - di scombussolare il piano di lavoro della squadra e/o destabilizzare lo spogliatoio.

Per cui potremmo dedurre che alla Ternana hanno più che altro quell'orgoglio lì, anziché quell'orgoglio di là, sono concreti, traspare per loro stessa essenza il legame alla zona di appartenenza (qui e qui le dichiarazioni della D.S. Isabella Cardone), e pochi giorni fa ci hanno raggiunte in classifica perché si vogliono rialzare, ma naturalmente anche perché noi ne siamo responsabili, dato che fondamentalmente stiamo stagnando. Ma se è vero che questa è la situazione in cui ci siamo infilate, probabilmente loro sono la realtà che può scuoterci interiormente di più rispetto ad altre nella prospettiva di un eventuale testa a testa-salvezza, in un confronto dal quale poter attingere quegli aspetti che - a differenza nostra - loro stanno ricominciando ad esprimere (leggasi cattiveria, grinta, aggressività). Inoltre, il pari che abbiamo ottenuto a Bagno a Ripoli sabato scorso forse potrebbe averci fatto scattare qualcosa in quanto ad aumento di fiducia in noi stesse (?).

LE LUPE - Ultima giornata del girone di andata, prima sfida ufficiale nella storia di entrambe le (prime) squadre di Genoa e Roma, e complimenti al Club giallorosso per ciò che su sponda femminile ha costruito e ottenuto lungo tutti questi anni (anche per l'appunto a livello giovanile), e che automaticamente ha "regalato" alla sua gente, con tutte le emozioni e le soddisfazioni inerenti, e un plauso alle ragazze (e a Rossettini) per essere subito tornate in testa alla corsa per il titolo di squadra più forte della nazione dopo la vittoria dello scudetto 23/24 e il "meno performante" campionato successivo. Eppure, per quel che mi riguarda non sono questi gli aspetti che di per sé mi fanno avvicinare alla partita di domani (ore 12:30, diretta su DAZN) con apprensione, poiché al contrario mi stimolano maggiormente, e al contempo mi fanno esigere di più dalle nostre, quantomeno in termini di (alta, potente) prestazione, anche perché dal mio punto di vista pure le squadre di un certo livello come loro, prima o poi - e più prima che poi - dovranno arrivare a capire che a Genova, così come nella nostra struttura di gioco, ci si dovrebbe entrare non dico con le orecchie basse, ma sicuramente in punta di piedi. Quel che mi crea uno stato di agitazione per lo più costante è casomai tutto il resto che ci riguarda, e sul quale evidentemente stavolta non voglio tornare.

Giallo ocra e rosso pompeiano (Lazio - Roma 0-0; Coppa Italia, 21/01/2026)

Per il resto, nel momento in cui scrivo la lista delle convocate di entrambe le compagini ancora non è stata resa pubblica, ma confido nella buona tenuta fisica che finora ha visto di volta in volta la disponibilità della quasi totalità della nostra rosa (incluso il rientro Di Criscio e Monterubbiano?), oltre al fatto che Giacobbo d'ora in poi trovi più spazio, e in esso il modo di tornare a brillare come durante l'annata passata, sia per l'efficacia e la quantità che può apportare alla squadra, sia per una questione puramente estetica, perché il modo che Giulia ha di interpretare il football è cosa rara, e mi manca.

Forza grife

Adri

LA CLASSIFICA
Prime 3 = accesso alla Champion League.
Ultima = retrocessione in Serie B.

LE PARTITE DELL'UNDICESIMA GIORNATA
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domenica 18 gennaio 2026

(17-18/01/2026) Serie A Women 25/26: il resoconto e gli highlights della decima giornata

Serie A Women 25/26: primo turno dell'anno, complessivamente il decimo, ma anche il penultimo del girone d'andata; e già così, direi che volendo fa sostanza, ma mica finisce qui: le zebre (fresche di vittoria della loro quinta Supercoppa italiana) sono state scavalcate in classifica, e a fare loro ciao con la manina è stata l'Internazionale, soffrendo (per i miei gusti un pò troppo) ma ribattendo, aggredendo, e giocando: quarta affermazione consecutiva delle neroblù (battute precedentemente la Lazio, noi, e il Milan, oltre al Como 1907 in Coppa Italia) con progressivo recupero delle infortunate, e dimostrando cooperazione, sicurezza, applicazione tattica e nelle distanze, così come una buona ricerca dei movimenti senza palla, di un determinato palleggio, e più o meno tutto ciò che fa parte del calcio che Piovani e queste ragazze vanno proponendo non da ieri, e che prima o poi verrà fuori definitivamente, e allora non ci saranno né Roma né Juventus che tengano (tempo al tempo, per quanto sia di mio interesse). Nel presente, però, le lupe continuano la loro corsa verso er tricolore, e stavolta a cadere al Tre fontane è il Sassuolo (del nuovo arrivato Salvatore Colantuono), il quale resta piantato a quota 9, appena sopra l'ultimo terzetto, che naturalmente vede il Parma, noi, e la Ternana, rispettivamente a 8 e sette punti a parimerito, con le gialloblù che in casa hanno pareggiato 0-0 (come Napoli e Como) contro un Milan nuovamente deludente (la Bakker resterà?), noi 1-1 a Bagno a Ripoli contro la Fiorentina (buona, ma poco concreta), e le fere che alla prima in panchina di Mauro Ardizzone hanno battuto 1-0 la Lazio grazie alla talentuosa Pellegrino Cimò (qui in un emozionata intervista post gara, ma perfettamente calata nell'attitudine della loro realtà), agguantandoci per l'appunto per il colletto, in pieno stile rossoverde: velenosamente, al novantesimo (con annessi - aimé - reciproci momenti di tensione tra i quali un forte spintone in corsa di Pirone a D'Auria poco prima del fischio finale). Brave loro.

Adri

Roma - Sassuolo 2-1

Napoli - Como 0-0

Parma - Milan 0-0

Fiorentina - Genoa 1-1

Ternana - Lazio 1-0

Internazionale - Juventus 2-1

LE PARTITE DELLA DECIMA GIORNATA
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LA CLASSIFICA
Prime 3 = accesso alla Champion League.
Ultima = retrocessione in Serie B.

FIORENTINA - GENOA 1-1: qualche pensiero in più

Le grife gioiose

Già nel luglio del 2024 ebbi modo di accennare il mio rapporto con la morte, al quale si va ad aggiungere il fatto che solitamente non è attraverso le condoglianze che eventualmente dimostro la mia vicinanza alle persone più vicine ad un defunto, né dedicherei direttamente a chi se ne va gesti o parole pubbliche che, almeno secondo il mio modo di vedere, rappresenterebbero esclusivamente un azione simbolica (che a volte può assumere i connotati della spettacolarizzazione), visto per l'appunto che - sempre a mio parere - chi non c'è più non potrebbe leggerle; ma alla luce di tutto questo, considero comunque quello scelto ieri da società e squadra viola - perlomeno per tale contesto -  il modo migliore di salutare Commisso, soprattutto in quanto a "sobrietà", ed evidentemente sono stato fin da subito concorde sul fatto di giocare lo stesso la gara. E rivolgendo ora per l'appunto le attenzioni esclusivamente alle questioni grifonesche e di campo, tra le cose positive che vorrei sottolineare, oltre ovviamente alla prestazione di Birta (e volendo anche di Nora), vi è stata la volontà e la grinta di Bargi, che oltre ad esprimersi nei fatti (suo tra l'altro è stato l'assist per la finlandese nell'azione del gol), gliela si leggeva in volto, cosa che oltre a far ben sperare, gradisco di per sé. Infine, due parole su grifa grifeira (Elexa Bahr), che ho visto più pimpante del solito, anche se non dovrebbe giocare da punta centrale (quello è il ruolo o di Alice, o di Caterina) né da attaccante esterna-defilata, perché come in qualche modo scrissi già, è una giocatrice che dovrebbe stazionare (o gravitare) dietro e/o a fianco ad una prima punta, sia per poter duettare negli ultimi "25 metri" (e gestire gli altrui tempi di inserimento, nella tre quarti), che per poter penetrare in area, visto che ha l'esplosività "simil-brevilinea" per essere efficace in tal senso. Inoltre, ha una buona propensione al tiro, anche se nelle poche occasioni che ha avuto in tal senso da quando è arrivata, non è stata cattiva come credo potrebbe essere, né a volte è stata del tutto convinta ed efficace quando ieri riceveva palla, poiché si è rivelata poco decisa nella scelta sul da farsi (ad esempio, per quel che riguarda lo scarico) ed ha rallentato l'azione, passandola addirittura all'indietro. D'altronde, quello appena descritto non è un aspetto che ha a che fare solo con Elexa, poiché in linea generale, dovremmo un pò tutte scioglierci di più. E a tal proposito, si colga l'occasione di osservare proprio la serenità che ha avuto e trasmesso Georgsdottir.

Adri

sabato 17 gennaio 2026

(17/01/2026) Serie A Women 25/26, decima giornata: FIORENTINA - GENOA 1-1 (il postpartita)

Acuti, Eghdami, Severini (F), e Filangeri (F)

17/01/2026
Serie A Women 25/26
Decima giornata
Ore 15:00, Stadio Curva Fiesole (Bagno a Ripoli)
FIORENTINA - GENOA 1-1
(49’ Severini, 91’ Georgsdóttir)

FIORENTINA (4-3-3; all. Pablo Pinones Arce) - Fiskerstrand, Orsi (46’ Woldvik), Van der Zanden, Filangeri, Lombardi, Curmark (57’ Cherubini), Severini, Tryggvadottir (68’ Catena), Wijnants (57’ Bredgaard), Omarsdottir, Janogy. A disposizione: Centinja, Woldvik, Johansen, Longo, Catena, Bredgaard, Bettineschi, , Cherubini, Tomassoni, Faerge.

GENOA (4-3-3; all. Sebastian De La Fuente) - Forcinella, Vigilucci, Lipman (82’ Bargi), Giles, Curraj, Cuschieri (73’ Ferrara), Hilaj, Cinotti (57’ Eghdami), Acuti (73’ Georgsdóttir), Söndergaard (57’ Massa), Bahr. A disposizione: Korenciova, Mele, Bettali, Abate, Ferrara, Eghdami, Bargi, Parolo, Georgsdóttir, Giacobbo, Korenciova, Massa, Lucafo.

Ammonizioni: Söndergaard, Cinotti, Curraj.

Birta Georgsdottir, proprio nel modo in cui ne scrivevo ieri: affondo, muscolarità, presenza fisica, e sfangata finale. Gol molto bello, per tecnica, scelta, calma e tensione; e spero con tutte le forze che mi stanno rimanendo che questo pareggio apporti qualcosa nelle nostre, anche se non saprei dire cosa. Per il resto, la ripresa in particolare è stata a dir poco scadente, e sto aspettando più di prima il momento che tutti sappiamo, anche se so bene che non sarebbe arrivato neanche se avessimo riperso (compresa la prossima gara contro la Roma), figuriamoci dopo un pari in cui tra l'altro a segnare è subito l'ultima "scoperta" della nostra D.S.: punticino in tasca + rafforzamento dello status (quo) personale = calma piatta, e si prosegue come prima (più di prima, t'amero). Rendo l'idea? Quantomeno curiosa, inoltre, è stata la scelta del mister di invertire Giles e Vigilucci, mettendo Heidi sulla destra della linea difensiva a quattro e Valery centrale, con il risultato che Janogy non era mai sottopressione e affondava beata sulla corsia in questione, avendo treccia magica che, oltre a non essere in giornata, è si una forte terzina di galoppo e propulsione (guai a chi la tocca), ma in fase di possesso e/o transizione positiva, mentre Valery volendo è per natura più incline di lei a tenere distante (o alta) l'avversaria di turno. Ma al di là di queste situazioni e supposizioni, avevo già dato (quasi per) scontato che Heidi sin dall'inizio rivenisse slittata a fianco di Lipman per ovviare all'indisponibilità di Di Criscio (e infatti, l'undici iniziale raccontava questo), anche giusto un pò per evitare di inserire una tra Lucafò o Parolo, le quali continuano a stazionare in panchina, in una gestione della rosa che anche sul piano umano - e andandoci cauti - trasmette tutto tranne che positività; del resto, tra i vari motivi che mi hanno fatto desistere dall'andare oggi in live da Dimitri su YouTube, vi è stato anche quello che non solo avrei ripetuto le solite cose, ma molto probabilmente lo avrei fatto in modi che preferisco evitare. 

E ci terrei anche a dire una cosa: se - e sottolineo se - Sarona, oppure anche un'altra che non gioca mai come Giada sceglieranno di andare via a fine stagione (i contratti di entrambe scadono a giugno) per salvare la loro carriera, liberarsi e gioire, quantomeno dal sottoscritto verrebbero comprese, e non sarebbe uno scenario del genere a ridimensionare ai miei occhi il senso e l'intensità della loro genoanità. Detto questo, a tratti mi balena l'idea di fermarmi almeno per un pò con il blog, sia per tutto ciò di cui sopra e correlati ("stress" incluso), sia per una questione di... altruismo.

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Adri

Gli highlights

venerdì 16 gennaio 2026

Sara e Lucrezia

Con la definitiva assenza in difesa di Martina Di Bari, e quella attuale di Federica Di Criscio, Sebastian De La Fuente darà finalmente spazio sin da oggi a una tra Sara Lucafò e Lucrezia Parolo (entrambe a zero presenze), oppure riadatterà Giles nel ruolo di centrale in una linea a quattro?

Adri

(17/01/2026) Serie A Women 25/26, decima giornata: FIORENTINA - GENOA (il prepartita)

Cinotti scarta Filangeri e segna (Fiorentina - Genoa 2-1, 14/09/2025)

Riparte il campionato (penultima di andata), dopo la vittoria della Juventus sulla Roma sabato 11 nella finale di Supercoppa Italiana, con le stesse bianconere impegnate in quel di Milano contro l'Internazionale nel "match clou" della giornata, e tra le novità legate ai movimenti in entrata ed uscita nella cosiddetta "finestra di calciomercato" invernale, alle cui operazioni dedicherò un aggiornamento in questi giorni; e restando in tema: avevamo bisogno di quelli che - per adesso - sono stati i due nuovi arrivi, ovvero la centrocampista norvegese Nora Lie Eghdami e l'attaccante islandese Birta Georgsdottir?

Diciamo prima di tutto che avremmo avuto - e avremmo - bisogno di un allenatore non per forza con chissà quale esperienza alle spalle, ma quantomeno con ricercate e determinate conoscenze attraverso le quali - preferibilmente - intraprendere una collaborazione a lungo termine, o poterci anche solo "traghettare" fino al concludersi della stagione, unendo comunque al raggiungimento di una dignitosa salvezza la stesura di solide fondamenta (e con lui, di uno staff capace realmente di incidere, nonché di una squadra che una volta per tutte si scuota e si impegni allo sfinimento).

Tutto questo per dire che determinate operazioni in entrata, ad oggi volenti o nolenti vanno a rattoppare, più che ad arricchire. Per il resto, visto che non conosco le due giocatrici in questione, si può ipotizzare che tra i principali motivi che abbiano portato alla scelta di una centrocampista come Nora, oltre alla sua capacità realizzativa, vi possano essere quelli di una sua ipotetica potenza e inclinazione allo "strappo", con annessi affondi e una certa muscolarità; caratteristiche che a voler guardare bene - esclusa Bettalli - dalla cintola in su in quanto a mezze ali un pò ci mancano, o meglio ancora: certamente vi se ne potrebbero aggiungere. Detto ciò, il nostro centrocampo è già valido: il problema, casomai, è come viene gestito; cosa che del resto riguarda anche difesa e attacco, nel quale si andrà ad inserire Birta, apportando un contributo che anche in questo caso forse potrebbe includere una specifica presenza fisica atta in qualche modo a fare reparto; del resto - considerando adesso le attaccanti meno leggere in rosa - con Bargi relegata in panchina per tutti questi mesi, Sondergaard spesso isolata, e una generale mancanza di mordente e di schemi anche per l'appunto in avanti, certamente non abbiamo avuto modo di vedere a pieno ritmo la sostanza, la forza e la qualità delle nostre punte. L'idea dalla quale parto, dunque, è che fondamentalmente le due nuove nostre potrebbero portare ulteriore qualità e quantità individuale in uno scenario complessivo per lo più privo di organizzazione. In parole povere: per sfangarla di volta in volta.

NOI, LA "FIORE", LE ALTRE - Come da foto in alto, chioma d'oro (Severini) e compagne quest'anno al Viola Park ci hanno già battute nella terza ed ultima giornata del Girone B della Women's Cup, e mi limito a dire che vista e considerata la nostra attuale mentalità e il nostro quadro d'insieme, a meno di particolari scossoni e sorprese sulla carta dovrebbero riuscirci senza troppi patemi anche domani (ore 15:00, diretta su DAZN). In ogni caso, avremo modo di giocare sapendo già il risultato di Parma - Milan (ore 12:30), con le gialloblù attualmente un punto sopra di noi, mentre le fere (che gira e rigira riescono sempre mettermi apprensione, ma al contempo guai se non le vedessi nei paraggi) saranno impegnate domenica, in casa, contro la Lazio, e con in panchina Mauro Ardizzone, arrivato a fine dicembre in sostituzione di Antonio Cincotta (lui si, "capace" di prendersi la sua parte di responsabilità e di scusarsi con città e tifosi), scelta che condivido, in quanto chiaramente la squadra non aveva ancora acquisito una chiara impronta di gioco; mentre tornando in qualche modo alle ducali gialloblù, dopo l'uscita di Alessandro Spugna dal Sassuolo, ad allenare le neroverdi è arrivato colui che ha contribuito alla loro salita in A, ovvero Salvatore Colantuono, il cui Parma 23/24 e 24/25 quantomeno al sottoscritto non rubava l'occhio, ma bastava vederlo giocare un tempo per capirne e carpirne l'organizzazione, la solidità, il senso del lavoro, l'identità.

Infine, per chi avesse la premura di conoscere il mio stato d'animo (anche il toscano genoano, in fondo, ha un cuore), oltre ad essere mezzo influenzato, sono in tensione da giorni; condizione al cui rilassamento sicuramente non può contribuire il leggere che secondo il parere di De La Fuente finora "ci è mancato qualcosina", che sarebbe come a dire che non è successo nulla di allarmante, perché oltre ad essere neopromosse e in generale una realtà che di per sé non può pretendere chissà che cosa, in fin dei conti ci siamo quasi: ancora un paio di ritocchini qua e là, e respirando con le narici a pelo d'acqua potremmo ritenerci serene e orgogliose. D'altronde, se ai genovesi (e non) si può dire questo del Genoa senza che si muova una foglia, non è solo a Sebastian (o a Marta) che ci sarebbe da far presente qualcosa.

Sbaglio?
A domani.

Adri

LE CONVOCATE (indisponibili Di Bari, Rigaglia, Di Criscio e Monterubbiano) - Abate, Acuti, Bahr, Bargi, Bettalli, Cinotti, Curraj, Cuschieri, Ferrara, Forcinella, Georgsdottir, Giacobbo, Giles, Hilaj, Korenciova, Lie Eghdami, Lipman, Lucafò, Marchetti, Massa, Mele, Parolo, Sondergaard, Vigilucci  

LA CLASSIFICA

LE PARTITE DEL DECIMO TURNO
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giovedì 15 gennaio 2026

(11/01/2026) Primavera 1 Women 25/26, decima giornata: AREZZO - GENOA 3-2

Arezzo di qui, Arezzo di là: possiamo dire che tra prima squadra, Under 19, e i riferimenti legati alle vicende di Martina di Bari, le amaranto hanno inaugurato il 2026 delle grife, e direi pure male, considerando anche solo lo 0-0 dell'amichevole di sabato dieci, e, per l'appunto, il 3-2 del giorno dopo ai danni delle nostre nella decima giornata di un campionato Primavera 1 Women che anche in qualità di neopromosse sicuramente finora ci ha viste fare delle buone cose e che ci vede ancora in una posizione di classifica abbastanza tranquilla (occhio alla Fiorentina), ma non per questo dovremmo eventualmente abbassare la guardia e/o mantenerci "quiete" in quanto ad applicazione e ricerca della qualità, poiché se è vero che il mantenimento della categoria di per sé appagherebbe la società, certamente non è un traguardo che automaticamente può bastare a dare dignità ad un percorso, poiché questo dovrebbe contenere molteplici e rilevanti significati, principi, concetti e valori, tra i quali non solo quello della costante ricerca della crescita collettiva e personale, ma anche la consapevolezza dell'importanza dei singoli eventi in quanto tali (leggasi partite) che di volta in volta ci apprestiamo a vivere.

Le aretine

Sconfitta, quella di domenica scorsa, che non solo è la seconda di fila (cosa che non accadeva dalle prime due giornate), ma registra il mancato sorpasso in classifica sulle toscane (ora a quota 17, subito dietro la zona play-off), e che per l'appunto dovrebbe scuoterci anima e nervi, anziché essere presa eventualmente "alla buona". Detto ciò, oltre ad aver giocato in dieci per l'espulsione di Serena Mignini, da quel che ho appreso siamo partite bene tenendo in mano il pallino del gioco, eppure a passare in vantaggio sono state loro, al 35', con la centrocampista Placidi, brava a ribadire in rete il colpo di testa di Balducci sugli sviluppi di un calcio d'angolo. Il nostro pari è arrivato nella ripresa (minuto 54) con un tiro-cross di Stoico (video in fondo), ma al 74' le citte ci hanno risorpassate con Tulimieri, e poi hanno siglato il 3-1 su un autogol al 79' di nonsochi in seguito ad un cross di Sara Nasoni; mentre il nostro secondo gol è stato siglato dalla solita Matzedda, su calcio di rigore (mano di Moretti), all'89'. Prossimo appuntamento - e giro di boa - tra tre giorni, domenica 18, ad Arenzano, contro il Cesena.

Vincere e basta.
Adri

AREZZO (All. Marco Merola) - Nembrini, Nasoni S., Nasoni E., Sena, Carosi, Moretti, Balducci (Torres), Placidi (Lelli), Marra (Tulimieri), Baccaro (Biani), Hervieux (Rosso). A disposizione: Piersantelli, Di Lorenzo, Ross, Torres, Arena, Tolomei, Tulimieri, Biani, Lelli.

GENOA (All. Davide Zitta) - Ruotolo, Bascherini, Stoico, Mignini S., Cocconi, Odoni (Di Staso), Mignini C., Lai (Valentino), Rota, Matzedda, Galetti (Giaquinto). A disposizione: Graneri, Croce, Chiarello, Boldini, Chiusolo, Giaquinto, Bovolenta, Valentino, Di Staso.

LA "CLASSIFICA" DELLE NOSTRE MARCATRICI
Ilaria Matzedda 6, Serena Mignini, Asia Rota e Anna Costamagna 3
Sara Bascherini, Vittoria Giaquinto, Caterina Odoni, Lisa Stoico e Angelica Galetti 1.

LE PRIME DIECI PARTITE
Internazionale - Genoa 1-0
Genoa - Milan 0-1
Sassuolo - Genoa 0-1
Genoa - Fiorentina 2-1
Verona - Genoa 1-2
Genoa - Roma 2-4
Brescia - Genoa 0-7
Genoa - Parma 2-2
Juventus - Genoa 2-1
Arezzo - Genoa 3-2

LE RESTANTI DEL GIRONE DI ANDATA
(18/01) Genoa - Cesena

I RISULTATI DELLA DECIMA GIORNATA

LA CLASSIFICA

Il gol di Lisa

mercoledì 14 gennaio 2026

A tutte le grife delle giovanili


Da qualche parte, all'interno di uno degli ultimi articoli da me scritti sul finale della stagione 24/25, espressi la possibilità che per la nuova annata calcistica - quella corrente - per quel che concerne il "panorama under", oltre che della squadra Primavera avrei cominciato ad occuparmi in qualche modo anche della Juniores e delle altre compagini, e cioè la U17, la U15, la U12, e le U10; ebbene, chiaramente non è stato così, di certo perché mentalmente e/o nei fatti sono spesso concentrato/impegnato sulle questioni legate a tutte le altre situazioni di vita quotidiana, ma ciò non basterebbe a "giustificare" del tutto tale mancanza, visto e considerato che il tempo da potermi ritagliare per isolarmi e impegnarmi quantomeno nella pubblicazione di resoconti settimanali potrei trovarlo (anche solo di tipo grafico, vedi risultati e classifiche, per quanto mi risulterebbe cosa fredda), se non fosse che non mi è ancora "scattata la molla", non si è ancora accesa la scintilla; e non voglio fingere niente, in nome di chissà quali ed eventuali tornaconti. Ragion per cui: comunque mi spiace, e ho ritenuto opportuno spiegare la situazione con queste righe, sempre per ragioni di rispetto verso chi mi segue (e non). Un saluto a tutte le nostre, agli staff, e a chi le sostiene.

Adri

Stagione finita per Martina di Bari


Lesione del legamento crociato e del legamento collaterale mediale: questo è quel che è accaduto a Martina Di Bari durante l'amichevole di sabato disputatasi ad Arenzano contro l'Arezzo (0-0), ovvero la prima partita dopo il suo rientro in gruppo al termine di uno stop durato più di tre mesi a causa di un' altro infortunio (alla clavicola) rimediato nel match di Coppa Italia vinto in veneto ai danni del Verona (0-4), il 21 settembre.

Il legamento crociato (anteriore e/o posteriore) è una delle quattro strutture principali che stabilizzano l'articolazione del ginocchio (impedendone il movimento eccessivo in avanti o indietro e controllandone i movimenti di rotazione), collegando femore e tibia, mentre il legamento collaterale mediale si trova nella parte interna della gamba (e quello laterale nella parte esterna).

L'incontro tra me e la nostra numero 3 (che verrà operata nei prossimi giorni) si svolse nel maggio scorso sulle tribune dello Sciorba prima che iniziasse l'ultima gara di campionato proprio tra noi e le aretine (3-3), e furono 6 secondi netti di conversazione, certamente, ma di un intensità e una profondità filosofica come pochi altri, nei quali le resi noto che nel covo (e automaticamente nel mondo) il suo soprannome è vampiretta, per poi rendere partecipi della notizia anche i genitori, portando con ciò a termine la mia missione grifonesca in modo pressoché impeccabile, coinvolgendo il nucleo familiare in una botta sola. Dopo "il crack" di Verona l'ho attesa pensandola più volte, e la conferma che la situazione evidentemente è grave e che non la vedrò in campo nei prossimi mesi mi sta quasi destabilizzando. Quando tornerà a giocare, sarà una gioia darle il bentornata.

Adri

sabato 10 gennaio 2026

GENOA - AREZZO 0-0, Martina Di Bari

Fonte/credit foto: Instagram ufficiale

E' finita a reti bianche l'amichevole iniziata alle 14:30 di questo pomeriggio al Gambino di Arenzano, là dove siamo scese in campo con quello che è parso essere un 4-3-3 con Acuti che finalmente è tornata a giocare come esterna di attacco (pur se in realtà tra tutti i ruoli che può ricoprire a mio parere rende meglio tra le linee, dentro la tre quarti), e ci sarebbero anche altri aspetti di cui scrivere, ma quantomeno per adesso sorvolo, in modo tale da riversare le mie energie unicamente su quello che è stato il rientro di vampiretta dopo l'infortunio accadutole nel settembre scorso durante Verona - Genoa di Coppa Italia. Martina infatti era tornata ad allenarsi in gruppo in settimana, e a dire il vero per eventuali scopi precauzionali non mi aspettavo che scendesse subito in campo nella gara di oggi, ma ovviamente, prenderne atto è stata solo che una gioia; del resto anche tra le masse del vecchio continente serpeggia oramai da tempo la voce che io ne sia un estimatore, ritenendola senza dubbio la più forte di tutte le difenditrici in rosa assieme alla Lipman, ed è proprio a fianco di Emma che la nostra è partita tra le undici titolari, se non fosse che neanche tre ore dopo la fine della partita ho letto qui che è dovuta uscire anzitempo a causa di un problema al ginocchio del quale ancora non se ne conosce la natura. Sono rimasto senza parole, e veramente non so che altro dire, se non che attendo ulteriori notizie.

Adri