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lunedì 2 novembre 2026

(31/10 & 01-02/11/2026, Serie B femminile 26/27, settima giornata): GENOA - VENEZIA 4-0: la vittoria dei facili entusiasmi?

(Fonte/credit foto: Instagram ufficiale)

31/10/2026
Serie B femminile 26/27, settima giornata
Sciorba Stadium (Genova), ore 14:00
GENOA - VENEZIA 4-0
(12' Bargi, 18' Hilaj, 44' Cinotti, 63' Massa)

GENOA (4-3-3; al. Roberto Briata) - Ruotolo; Cafferata (57′ Monterubbiano), Di Criscio, Hilaj, Giles (67′ Passeri); Cinotti (46′ Rizzon), Nichele (67′ Picchi), Cuschieri; Acuti, Massa (83′ Tironi), Bargi. A disposizione: Marchetti, Capelletti, Söndergaard, Tironi, Picchi, Passeri, Rizzon, Monterubbiano, Giacobbo.

VENEZIA (5-3-2; all. Gian Luca Petruzzelli) - Scotti; Spinelli, Vaccari, Salvi, Airola (46′ Marchiori), Donda; Imperiale (79′ Faingezicht), Cavicchia, Ballo (41′ Imprezzabile); Coda, Volpatti (46′ Vergari). A disposizione: Sassi, Pizzuti, Vergari, Marchiori, Imprezzabile, Casella, Faingezicht, Lucchetta, Zapelli.

Arbitro: Salvatore Panariti 
Assistenti: Biase e Bondi.

Ammonizioni: Salvi

Nell'articolo postpartita di Verona - Genoa 1-1 di sabato 24 ottobre, "proposi" alcuni cambiamenti quali l'avanzamento (e il ritorno) di Arianna Acuti in qualità di esterna avanzata, l'utilizzo di Cafferata al suo posto (terzina destra) sin dal primo minuto, e quello di Caterina Bargi al centro dell'attacco in sostituzione di Alice Sondergaard, anch'essa ai nastri di partenza; e debbo dire che vedere esaudite queste mosse sin dalla partita successiva è stato motivo di emozione non tanto per la tripla "coincidenza" e con essa il constatare che nello staff si è palesata quantomeno una propensione al lasciarsi stimolare dall'idea di un leggero cambiamento, bensì dall'aver potuto rivedere dopo una vita Arianna in una zona di campo che più gli si confà, Federica in supporto dalle retrovie sulla stessa corsia, e Caterina che ha potuto riassaporare la titolarità, e soprattutto tentare sin da subito di apportare quella concretezza in fase realizzativa nella quale la sopracitata svedese tende ancora claudicare. E questi tre aspetti, uniti alla nostra volontà di intraprendere la gara con un certo piglio, hanno sin da subito cominciato a fare la differenza, poiché - ad es. - una come Acuti, che di per sé porta brio - e la cui natura, lo ripeto per la millesima volta, è in realtà quella di stare tra le linee e "creare scompiglio" -, se ha le spalle coperte da una terzina autentica come per l'appunto è Cafferata, può sentirsi libera non solo di affondare in avanti, ma soprattutto di entrare dentro, cercare il dai-e-vai, dare modo alla mezzala della zona di competenza di arrivare a dialogare, scambiare posizione, e via discorrendo. Bargi, infine, ha potuto ricominciare a lavorare di sponda (come piace a lei), cosa che quando non diventa il leitmotiv della gara (leggasi la soluzione attorno alla quale ruota la nostra prestazione), ha il suo valore, contribuendo a stimolare un certo dinamismo delle altre, nella ricerca di - e ora userò un parolone - movimenti in concerto.

(Fonte/credit foto: Instagram ufficiale)

A riguardo del "piglio" di cui sopra, invece, avrei comunque da ridire, perché una certa aggressività, una certa linea alta, una determinata voglia di recuperare il pallone, giocare, e con ciò provare anche a divertirsi, tutto ciò è durato fino al 2-0, ovvero temporalmente parlando una ventina di minuti, per poi lasciare spazio ad almeno un quarto d'ora di rallentamento, con un paio di brevi fasi di "sveglia" fino al termine della prima frazione; e la cosa "simpatica" è stata sentir dire dal telecronista che un atteggiamento del genere è "fisiologico", come se in campo ci fossero delle quarantenni col fiato corto durante un'amichevole, anziché delle giovani grife con le piume un pò in tensione ma comunque allisciate di tutto punto, in piena gara ufficiale nel secondo torneo nazionale per importanza, e con l'obiettivo di raggiungere la promozione in primavera. 

Nella ripresa, al contrario, è riapparsa la verve, vi è stato un aumento del ritmo, ma non si è venuto a creare un vero e proprio strappo rispetto al calo in termini di corsa e ricerca di velocità di esecuzione avvenuto come detto della seconda parte del primo tempo, poiché abbiamo tenuto un'andatura certamente per lo più costante e abbastanza gradevole, ma nulla di più. Nel mezzo, altri due gol, sicuramente importanti e motivo di soddisfazione (finalmente in linea generale stavolta mi sono potuto un pò rilassare), ma se nel complesso dovessi sentirmi appagato da una prestazione del genere come se fosse successo chissà cosa, e con essa in particolar modo per via di un risultato così netto ma ottenuto contro una squadra che - con tutto il rispetto - attualmente non si dimostra in grado di meritare la categoria, ce ne corre. Tra l'altro, ironia vuole che questo nostro 4-0, anziché spiccare per importanza tra i risultati di tutte le altre squadre, è stato livellato da quello interno delle bolognesi che - come fecero a noi -  ne hanno rifilate altrettante al Verona, e in un certo senso adombrato dallo 0-5 della squadra attualmente più forte del torneo, e che in questa settimane già indicai come la più valida che ho visto finora, perché il Cesena - per il quale chi mi legge sa che ho un debole non di poco conto - l'ho visto giocare almeno tre volte per intero, e per un tempo anche nel recupero contro il Vicenza di mercoledì 28 ottobre, e - senza entrare in dettagli tecnico-tattici - per quel che mi riguarda posso assicurare che sono una squadra seria, con un altrettanto serio lavoro settimanale alle spalle.

Tornando a noi, ritengo la nostra gara positiva in quanto a volontà di ottenere delle soluzioni di gioco (pur se come sempre quasi solo sulle corsie, e questo limite rischieremo di pagarlo caro), di collaborare, di smussare la nostra frenesia e ansia da prestazione, di muoverci nello spazio e nel momento giusto; e a proposito di saper occupare le "mattonelle" più consone, così come anche di aspetti quali la puntualità e la precisione, se affermo che Nichele, lì nel mezzo, nel suo "piccolo", in modo silenzioso e non appariscente, sta brillando di luce propria, non vi è alcuna esagerazione. Io questa partita me la sono guardata due volte (la seconda poche ore fa), e avendo già "puntato" Elena sin dalle sue prime uscite con la nostra maglia, l'ho riosservata con ulteriore attenzione, e per quanto riguarda il modo in cui cuce gioco, si fa vedere, ripiega, e in particolar modo gestisce i tempi di esecuzione (inclusa la delicatezza delle movenze), me ne sto - calcisticamente - invaghendo. E a proposito di invaghimenti, fascino, e derivati - e tornando ora su alcune giocatici già citate, per poi nominarne altre -, credo si evinca dai miei articoli quanto sto dando importanza a Federica Cafferata, e sono pronto ad innamorarmene, ma perché ciò accada, lei dovrebbe contribuire, tirando fuori ancora di più la cattiveria e la "velenosità" che in qualche modo trattiene ancora (corsa, anticipo, proposta, scatto, affondo), perché in squadra c'è anche un forte bisogno di sana ferocia animalesca (e, volendo, anche di quel pizzico di sana sfacciataggine e arroganza che entro certi limiti possono solo che fare del bene alla causa). Caratteristiche che mi sembra intravedere anche in Rizzon (buono il suo esordio), in quegli occhietti che la sanno lunga, per cui, se quel che dico è corretto: benvenga, perché abbiamo bisogno di crescere per quel che concerne la sana rabbia e l'autoconsapevolezza.

E ancora: Bargi è stata volitiva, importante (oltre al gol), ma a volte anche poco precisa tecnicamente (primo gol sbagliato, un paio di stop), come fosse ancora "fuori fase", e desiderosa di fiducia; per cui, mi aspetto di più anche da lei, oltre che da Cinotti, che ha risposto presente al momento giusto per segnare, ma per la quale è arrivato il momento di metterci ancora più decisione e convinzione, nelle iniziative palla al piede, nelle conclusioni, e, in linea generale, nell'agonismo (alzare il ritmo, similarmente agli inizi della gara col Verona). Alma Hilaj ormai è la specialista delle incursioni - di testa e non - su cross e calci piazzati, e mi sembra che stia maturando in quanto ad autostima rispetto all'anno scorso, anche per come gestisce la sua parte di campo, ovvero sentendosene "padrona" (ed è un'altra che "cela" quella grinta di cui sopra). Heidi Giles (alla cui presenza da noi sono particolarmente affezionato) quando è in vena e non ha momenti di sbandamento, sulla sinistra alza senza dubbio il livello, ed è bravissima nella precisione degli assist. Sono felice per il gol di Massa, brava a girarsi coi tempi giusti; Picchi ogni volta fa dignitosamente il suo quando entra (e probabilmente sarebbe pienamente d'accordo con me sull'aumentare di gran lunga il dialogo nella fascia centrale del campo), e Monterubbiano a grandi linee anche. Ho gradito sia Passeri che Tironi, e Cuschieri è la solita cuschi impegnata. Infine, alzare la soglia dell'attenzione per Ruotolo, perché coi piedi nel primo tempo stava per combinarla grossa similarmente a Capelletti contro il Bologna.

Mi è piaciuto il disappunto espresso pubblicamente da Briata in relazione al nostro mancato atteggiamento in più primi tempi nelle ultime settimane (video in basso), e - tornando alla gara - mi sono piaciuti i cambi, ma non l'arretramento di Acuti in difesa per oltre mezzora, nella ripresa (gioca sempre e praticamente non esce mai, ma per me genoanità significa anche spazio e possibilità per tutte), e avrei di gran lunga preferito lo slittamento di Di Criscio a destra, con Passeri centrale assieme a Rizzon.

Abbiamo fatto buone cose in una partita di quelle "senza storia". L'obiettivo è affinarle, migliorarle, e come sempre lavorare su più soluzioni di gioco. Vincere attaccando il Frosinone facendole quasi pentire di essere entrate in campo e portare delle novità dovrebbe essere l'imperativo per domenica otto, altrimenti non ci si aspetti che io scriva chissà che cosa di diverso dal solito.

Ci si rilegge presto.

Adri


L'intervista a Giulia Rizzon

L'intervista a Roberto Briata

Gli highlights di Genoa - Venezia 4-0

I RISULTATI DELLA SETTIMA GIORNATA
(Sabato, 31/10) Genoa - Venezia 4-0
Domenica, 01/11
Arezzo - Frosinone 1-2
Bologna - Verona 4-0
Moncalieri - RES Donna Roma 2-4
San Marino Academy - Cesena 0-5
Vicenza-Lumezzane 0-2
(Lunedì 02/11) Catania - Brescia 0-2

LA CLASSIFICA
Prima classificata: promozione in Serie A
Ultime due posizioni: retrocessione in Serie C

IL PROSSIMO TURNO
(7-8 novembre)
Brescia - Vicenza
Cesena - Moncalieri
Frosinone - Genoa
Hellas Verona-Arezzo
Lumezzane-Catania
Res Donna Roma - Bologna
Venezia - San Marino Academy  

lunedì 19 ottobre 2026

Serie B femminile 26/27: risultati, classifica, e resoconto della quinta giornata (17-18/10/2026)

Solitamente, quando una giocatrice ci lascia per accasarsi altrove, al netto del rispetto, delle sensazioni, dei ringraziamenti e/o delle riconoscenze del caso, comunque dentro di me attuo un certo distacco emotivo, con la giusta freddezza che basta per guardare avanti; ma per l'appunto: solitamente, perché come è ovvio che sia anche io ho le mie eccezioni, e Claudia Ferrato è una di queste, essendo particolarmente affezionato al ricordo di lei con la nostra maglia, ed evidentemente anche un suo estimatore, considerando che nello specifico dalla sua ha ben affinate alcune caratteristiche fondamentali come la grinta, la generosità e l'applicazione; le quali, fuse con la tecnica, le movenze, e la sua figura nel complesso, fan di lei ciò che ai miei occhi è: un'attaccante forte, gradevole, e divertente, attorno alla quale realmente può girare un intera squadra.


E' per questo che saperla di nuovo in Italia dopo la sua parentesi di una stagione al Valencia mi fa solo che piacere, mi incuriosisce, anche e soprattutto poiché "vertice alto" di un Frosinone sorprendentemente primo in classifica in solitaria, proprio grazie al suo gol decisivo (uno di quelli "strambi" dei suoi: di testa, da ferma) con cui ieri è riuscito a battere il Bologna in trasferta (foto in alto); felsinee che prima della pausa avevano "sbancato" Venezia (1-3), ma che a differenza delle ciociare e similarmente a noi e al Lumezzane vanno claudicando in termini di risultati, avendo perso anch'esse già due gare sulle cinque fin qui disputate, mentre la RES Donna Roma seconda in classifica e il Cesena, finora in quanto a passi falsi stanno entrambe ad uno, con le romagnole che devono ancora recuperare una gara (quella della prima giornata contro il Vicenza, che si disputerà il 28 ottobre), e che hanno avuto la meglio per 4-3 su un buon Brescia, il quale - avendo visto il match in questione - a differenza di come si comportò contro di noi allo Sciorba, si è dimostrato ben più organizzato, volitivo, e consapevole dei propri mezzi. Ma se è vero che le ragazze del Frosinone si sono prese la testa del torneo in controtendenza rispetto ai pronostici generali di inizio stagione dopo tre vittorie e due pareggi, non sono le uniche imbattute, poiché l'altra squadra che ancora non ha perso è la neopromossa Moncalieri "della" coppia Semioli-Carrozzo (rispettivamente primo e vice allenatore), che se ne sta li, come noi, nel quartetto di "quelle a nove punti", avendone rifilate cinque al Vicenza; mentre l'altra compagine appena salita di categoria, e cioè il Catania, battendo il Venezia fanalino di coda ha compiuto un "piccolo passo" in avanti tirando fuori la testa di un punto dalla zona retrocessione, là dove ad affiancare le lagunari vi sono - tute a "quota" 4 - le titane del San Marino Academy (battute dal Verona, nostre prossime avversarie), le "citte" dell'Arezzo, e le già citate leonesse bresciane e le biancorosse vicentine.

Adri

Le biancoblù del Moncalieri, esposte alla pioggia cuneese nello Stadio Fratelli Paschiero

I RISULTATI DELLA QUINTA GIORNATA
(17-18/10/2026)
Genoa - Lumezzane 0-1
Bologna - Frosinone 1-2
Arezzo - RES Donna Roma 0-1
San Marino Academy - Verona 0-2
Catania - Venezia 3-1
Cesena - Brescia 4-3
Moncalieri - Vicenza 5-3

LA CLASSIFICA
Prima classificata: promozione in Serie A
Ultime due posizioni: retrocessione in Seie C

IL PROSSIMO TURNO
(Domenica, 25 ottobre)
Brescia - Arezzo
Cesena - Bologna
Frosinone - San Marino Academy
Verona - Genoa
Lumezzane - Moncalieri
RES Donna Roma - Catania
Venezia - Vicenza

domenica 18 ottobre 2026

(17/10/2026) Serie B femminile 26/27 - quinta giornata: GENOA - LUMEZZANE 0-1 (il postpartita)

(Fonte/credit foto: Instagram ufficiale)

17/10/2026
Serie B femminile 26/27 - quinta giornata
Sciorba Stadium (Genova), ore 13:30
GENOA - LUMEZZANE 0-1
(44' Robino)

GENOA (4-3-3; all. Roberto Briata) - Ruotolo; Passeri, Di Criscio, Giles, Acuti; Cuschieri, Hilaj (58′ Nichele), Cinotti (83′ Picchi); Monterubbiano (58′ Giacobbo), Söndergaard (79′ Tironi), Massa (79′ Bargi). A disposizione: Marchetti, Capelletti, Rizzon, Nichele, Giacobbo, Abate, Bargi, Picchi, Tironi. Allenatore: Roberto Briata

LUMEZZANE (4-3-3; all. Nicoletta Mazza) - Capecchi; Viscardi, Galbiati, Stankova, Pizzolato; Robino (87′ Marchetti), Morreale (66′ Magri), Zappa; Kainulainen (74′ Lonati), Bragonzi (87′ Galdini), Bellagente. A disposizione: Zaghini, Mutti, Barcella, Lonati, Magri, Bonetti, Zambelli, Marchetti, Galdini.

Arbitro: P. Miletto
Assistenti: M. Particelli, F. Morbelli  

Quel che si è rivelato palese nella partita in questione è che le lombarde sin dai primi minuti hanno congelato la gara imbrigliandoci tatticamente, predisponendosi in modo ordinato e disciplinato, coprendo bene il campo e mantenendo buone distanze non solo tra i reparti, quanto in particolar modo tra di loro, con i giusti spazi (guadagnando in tal senso quantomeno un tempo di gioco rispetto a noi, con tutto quel che ne deriva); e questi aspetti, abbinati alla nostra mancanza di idee di gioco annessa ad una scarsa collaborazione collettiva nei movimenti, all'apatia in termini di poco attacco delle zone libere, nonché alla debole pressione esercitata e con la quale abbiamo intrapreso la gara e l'abbiamo in questo modo trascinata certamente per tutta la prima frazione; tutto questo, dicevo, ha gettato le basi per una sconfitta che, per quanto maturata in un match che non ha raccontato di una squadra dominante sull'altra, ha la sua ragion d'essere.

(Da sinistra a destra) Monterubbiano, Ruotolo, Sondergaard, Cinotti, Giles, Acuti, Hilaj, Cuschieri, Passeri, Di Criscio, Massa (fonte/credit foto: Instagram ufficiale)

"A Genova vinciamo noi", è la frase che apre e chiude questo post sulla pagina Instagram del Lumezzane, e sarà sempre più difficile apportare radicali cambiamenti a quest'andazzo di lungo corso, finché non capiremo sul serio cosa dovrebbe significare anche il difendere l'onorabilità (o, se preferiamo, il senso) della città quando scendiamo in campo, bensì contribuiremo a far si che le avversarie di tale significato fatichino a percepirne l'esistenza, avendo noi il vizio di comportarci da spettatrici passive che come oggi si svegliano nella ripresa dopo aver subito lo "schiaffo", e il Club e la dirigenza a loro volta non trasmetteranno certi valori territoriali al di là delle dichiarazioni di facciata (o poco più).

La squadra va a corrente alternata e non progredisce poiché non si applica sul serio e a fondo per dare costanza alle proprie prestazioni, in quanto di base non vuole farlo (quantomeno per buona parte delle sue interpreti, che in tal senso ruotano di volta in volta), e, nel frattempo, mentre noi corriamo su un tapis roulant, la storia ci scorre davanti: ieri (ad esempio) la Ternana ha vinto la seconda gara consecutiva in Serie A per la prima volta nella sua storia, aggredendo la Lazio dall'inizio alla fine, pure quando erano in vantaggio (con la D.S. Isabella Cardone - come spesso accade - seduta in panchina assieme alle ragazze), e chissà, può essere che a maggio saranno retrocesse, oppure no, ma intanto se ne stanno lì, e, come detto, il punto è che corrono, combattono, e ad essere considerata una compagine ostica, e una trasferta difficile, certamente sono loro e Narni, anziché anche noi, Genova, e lo Sciorba Stadium.

A destra, Nicoletta Mazza (fonte/credit foto: sito ufficiale Lumezzane C.F.)

E tornando ad inizio articolo, la stessa allenatrice della "Lume" (foto in alto), qui, ha per lo più ripetuto i miei concetti, parlando di spazi, di squadra ordinata, e, soprattutto, ritenendo opportuno di dover precisare che di conseguenza da parte loro è stato compiuto un passo verso l'acquisizione di identità, quasi come se di sottecchi si riferisse a me avendo letto il mio articolo prepartita dell'altro ieri, là dove ho scritto che avendo visionato la loro precedente gara (vinta) contro l'Arezzo, determinate specificità a mio modo di vedere non avevano fatto chiara mostra di sé. Ragion per cui le "rispondo" facendo i complimenti a lei e alle "sue" giocatrici per questa vittoria, ma anche ribadendo che non mi hanno colpito neppure ieri, pur se certamente mi hanno dato l'idea di una squadra che sta per ingranare (migliorerà nel palleggio) ed ha buone possibilità di poter dire con forza la propria durante il torneo; ma se proprio dovessi scegliere una compagine che tra quelle che ho visto finora mi ha "convinto" di più, questa è senza dubbio il Cesena (in questo match), e ciò in primis per applicazione, grinta, ed organizzazione.

ANNALISA RUOTOLO - Prendo definitivamente atto che Lisa Marchetti anche quest'anno, se le andrà di miracolo, giocherà un tempo, anziché magari almeno un paio di partite, in un contesto generale nel quale comunque ha da cedere il passo ad una Ruotolo che oltre all'importanza del suo cognome (la cui sorta di sacralità nell'ambiente rossoblù richiama un forte impatto anche simbolico, e - in linea generale - di immagine), probabilmente ha dalla sua il raro talento di cui si dice e grazie al quale potrebbe già esprimersi in determinati scenari, sono felice che ieri lo abbia lasciato intravedere per quel poco che è stata tirata in causa; e in particolare mi ha colpito l'applicazione che ha avuto nelle "piccole cose", come ad esempio il modo di bloccare il pallone a due mani, la precisione e lo stile nel lasciarlo scorrere a terra passandolo alla compagna di turno, la bravura nel lanciare coi piedi, e il senso della posizione all'interno dell'area. Detto questo, sul gol subito non è stata reattiva, e non mi basta di per sé che una giocatrice sia nel giro della nazionale o che venga dipinta con chissà quali qualità, per fare in modo che io in automatico chiuda il cerchio e mi accodi all'esaltazione generale: devo comunque vedere coi miei occhi e attraverso situazioni più concrete, per cui il "giudizio" definitivo su di lei, per quel che mi riguarda, è rimandato (anche per rispetto nei suoi confronti).

Adri

I RISULTATI E LA CLASSIFICA
TEMPORANEI DELLA QUINTA GIORNATA

Sabato, 17/10
Genoa - Lumezzane 0-1
Bologna - Frosinone 1-2
Domenica, 18/10
Arezzo - RES Donna Roma
Catania - Venezia
Cesena - Brescia
Moncalieri - Vicenza
San Marino Academy - Verona

(Cesena e Vicenza con due gare in meno)
Prima classificata: promozione in Serie A
Ultime due classificate: retrocessione in Serie C

mercoledì 30 settembre 2026

Gli highlights di GENOA - VICENZA 1-0 (Serie B femminile 26/27 - terza giornata)

Gli highlights di
GENOA - VICENZA 1-0 
SERIE B FEMMINILE 26/27 - TERZA GIORNATA
27/09/2026, Sciorba Stadium (Genova), ore 12:30
Qui il prepartita
Qui il postpartita

(1) A sinistra Monterubbiano, a destra Trandafir
(2) A sinistra Passeri, a destra Cortesi
(Fonte foto: sito ufficiale Genoa C.F.C.)

lunedì 28 settembre 2026

(27/09/2026) Serie B femminile - terza giornata: GENOA - VICENZA 1-0 (il postpartita)

Le grife in the autumn sun (fonte/credit foto: Instagram ufficiale)

27/09/2026
Serie B femminile 26/27
Sciorba Stadium (Genova). ore 12:30
GENOA - VICENZA 1-0
(62' Sondergaard)

GENOA (4-3-3; allenatore: Roberto Briata) - Capelletti; Passeri, Di Criscio, Hilaj, Acuti; Cuschieri (45′ Giles), Nichele (84′ Picchi), Cinotti; Monterubbiano, Söndergaard (74′ Bargi), Giacobbo (46′ Massa). A disposizione: Marchetti, Ruotolo, Abate, Giles, Picchi, Bargi, Rizzon, Matzedda, Massa.
VICENZA (4-3-3; allenatore: Fabio Viviani) -  Stenlund; Falloni (73′ Rosolin), Missiaggia, Dezotti, Trandafir; Arpegaro (65′ Zorzetto), Cortesi (73′ Borsato), Saggion; Ponti, Okoniewska (82′ Viviani), Carrer. A disposizione: Gradolone, Rosolen, Osman, Zorzetto, Viviani, Balestro, Mounecif, Boaretto, Borsato. 
Tra le cose che per quanto mi riguarda sono balzate all'occhio durante la partita di ieri, vi è quella della presenza di Ilaria Leoni allo Sciorba Stadium nonostante la sua mancanza fisica in loco, vista e considerata la differenza di atteggiamento che ha avuto la squadra rispetto a quando la nostra ex allenatrice "sedeva" (perché in realtà stava sempre in piedi) sulla panchina rossoblù; la quale ribadisco che in questo inizio stagione non è stata esente da errori e sin dalla prima gara ufficiale avrebbe dovuto portare in campo assieme alle ragazze un assetto di gioco ed un attitudine ben precisi, ma in tal senso da li a poco si stavano comunque cominciando a vedere non solo dei netti cambiamenti rispetto alla passata gestione targata Sebastian De La Fuente (e per certi versi ci voleva poco, aggiungerei), bensì anche degli accenni di un nuovo modo di porsi e di proporre football, ben visibili nella gara vinta contro il Brescia alla seconda giornata, e ancor più precisamente nel primo tempo, durante il quale provai delle emozioni non indifferenti (aspetto questi momenti da quando è nata la compagine femminile), e che porterei come esempio esempio di ciò che noi dovremmo (voler) fare ogni volta che usciamo dagli spogliatoi indossando il nostro sacro completo e la nostra sacra maglia: linea alta, aggressione costante, ritmo intenso, recupero repentino del pallone, gestione del possesso, etc.
Detto questo, la seconda vittoria di fila di Ilaria e delle nostre proprio contro il Vicenza in Coppa Italia non è stata trasmessa al "pubblico", per cui non posso esprimermi a riguardo, ma resta il fatto che di seconda vittoria consecutiva si è trattato, e che soprattutto in linea generale avevo la sensazione che l'ex portiera toscana, una volta sganciatasi dalla figura di De La Fuente (del quale era la vice), avesse voluto cogliere la possibilità di poter costruire un progetto volto a cambiare filosofia, e, di conseguenza, nel tempo, anche la cultura nel nostro ambiente, in cui conseguentemente la sua persona avrebbe cominciato a ricoprire una certa importanza in termini di presenza/aura, e, naturalmente, di scelte tecnico-tattiche, in particolar modo autonome: per questo (ripeto: parere-ipotesi personale) è stata esclusa, e sostituita perlomeno momentaneamente da un Roberto Briata che oltre a dover subentrare in una situazione emergenziale in quanto vice della suddetta, probabilmente ha dalla sua una forma mentis simile/affine a quella della "nostra" D.S. (e/o alle sue richieste), ma anche e fondamentalmente fedele ad una certa "genoanità" dal sapore poetico-retorico, ovvero quella di un grifone magari un pò strampalato, certamente tendente al non estetico, ma comunque "combattivo", se non addirittura stoico, che porta a casa il minimo indispensabile e poco più. In parole povere, l'uomo giusto al momento giusto: profilo basso, laboriosità silenziosa, pochissimi azzardi, niente "eccessi": quasi tutto il contrario della mia, di genoanità, nel cui nome bettarò il chiodo in questo blog finché avrò le forze per farlo (e ne avrò).

Ecco allora che le grife si presentano in campo per giocare contro le vicentine (che se avessero indossato pantaloncini e calzettoni bianchi ne avrebbero guadagnato sia loro in bellezza, che quantomeno io in visibilità) affrontandole con un aggressività media e giocando discretamente bene, riproponendo quelle soluzioni che vediamo fare capolino da anni (leggasi fa parte di noi, nulla di eccezionale), ma che possono comunque risultare a tratti gradevoli, nonché essere efficienti; per poi tuffarsi in una ripresa che poco dopo il gol dell' 1-0 le ha viste mano a mano abbassarsi di una ventina di metri e andare al trotto, concedendo almeno venti minuti (venti-minuti) alle venete, compiendovi all'interno un paio di sortite, per poi risubire le biancorosse dall'83 alla fine dei minuti di recupero (cinque), come se - con tutto il rispetto per loro - anziché le venete (innocue in attacco) avessimo avuto davanti chissà chi, soffrendo fino al fischio finale.

E che non mi si venga a dire che era un momento delicato per il cambio "di panchina". Non corriamo e non attacchiamo gli spazi come dovremmo, siamo molli in fase realizzativa, e complessivamente tendiamo ad abbassare la testa. Se non vogliamo farci tarpare le ali come nulla fosse, che sia dalle scelte della dirigenza, o dalle avversarie di turno, facendo si con la testolina e portando a termine il compitino o poco oltre, agiamo. Ragion per cui, come per quel che riguarda la scorsa stagione, invito le grife che davvero vogliono un Genoa diverso e non temono di dire la propria, ad "alzare la voce" là dove ci viene chiesto di abbassare l'intensità delle prestazioni in nome di una "compattezza" che gira e rigira si traduce in una prudenza che concettualmente dovremmo se non spazzare via dal nostro vocabolario, quantomeno relegarla agli estremi margini del tutto, ben distante dalle nostre priorità e dai nostri gusti. Siamo a fine settembre, ancora agli inizi: auspico che vi facciate sentire prima che sia troppo tardi. La squadra siete voi.

GLI ASPETTI POSITIVI - Oltre ai tre punti, bene per le occasioni create, per la prima gara senza subire gol, e - citando alcune singole - bene Alessia tra i pali, poiché per quanto sia stata quasi del tutto inoperosa, in quei pochi interventi mi è sembrata sicura; bene, molto bene Passeri in qualità di terzina, ruolo per il quale ha la grinta, la visione e la fisicità giusta, bene nuovamente Nichele (escluso naturalmente il gol mangiato a due passi dalla porta), presente nel ripulire e per le compagne, non male anche da mezzala, e inoltre ha questo modo di muoversi e porsi "leggero", tranquillo, che ritengo affascinante, interessante (promettente). Brava Sondergaard, oltre al gol (bello), nonostante un paio di incespicamenti (ma la conosciamo, e può migliorare) e il fatto che sia palesemente fuori ruolo, e mi piacerebbe che le venissero dedicati dei cori anche a lei, oltre che - giustamente - a Caterina. Brava Giles da centrale (ma si vede che ha bisogno di continuità e fiducia), Massa, Hilaj, Acuti, Giacobbo (idem come Heidi), e a grandi linee bene/benino tutte le altre, ma evidentemente non basta. Un saluto a Cuschi (uscita in barella per un malore) e a Cafferata, del cui infortunio - lesione di primo grado al retto femorale - ho saputo soltanto dopo aver scritto il prepartita.

Tra le squadre candidate alla lotta-promozione, Bologna e Lumezzane hanno perso, mentre il Cesena ha vinto; e a proposito delle cavallucce, consiglio di guardare la gara che hanno giocato contro il Venezia, per avere un ulteriore idea di ciò che intendo dire quando parlo di atteggiamento, gestione della gara, applicazione.

E andiamo avanti.

Adri

I RISULTATI DEL TERZO TURNO
Bologna - San Marino Academy 0-1
Brescia - Verona 2-1

Cesena - Venezia 2-0
Genoa - Vicenza 1-0
Lumezzane - RES Donna Roma 0-1
Arezzo - Catania 1-1
Moncalieri - Frosinone 0-0


LA CLASSIFICA
Primo posto: promozione in Serie A
Ultime due posizioni: retrocessione in Serie C

sabato 26 settembre 2026

(27/09/2026) Serie B Femminile 26/27- terza giornata: GENOA - VICENZA (il prepartita)

Come ho già scritto l'altro ieri, Ilaria Leoni aveva "da poco" cominciato un nuovo lavoro con la squadra, e dopo la sconfitta con il Bologna alla prima giornata di Campionato si erano "intraviste" delle migliorie in termini di aggressività/atteggiamento nella gara vinta contro il Brescia (pur se quasi esclusivamente nella prima frazione), per poi ottenere anche la vittoria in Coppa Italia - con annesso passaggio del turno - proprio ai danni del Vicenza che per l'appunto rincontreremo domani allo Sciorba Stadium (ore 12:30, registrazione e diretta gratuita su VivoazzurroTv). Non conosco nel modo più assoluto l' idea di calcio dell'ex vice di Ilaria ed attuale allenatore ad interim Roberto Briata, ma una volta auguratogli buon lavoro per quello che si suppone sarà un più che breve periodo in qualità di "prima guida" sulla panchina delle nostre, a me interessa soltanto che venga posta in essere una continuazione rispetto a quanto detto, ovvero che la squadra schiacci le vicentine e tenga il più a lungo possibile il pallone tra i piedi. Se ciò non accadrà, a prescindere da tutto gli sconti staranno a zero sia per le grife che per lui, così come per chiunque in un modo o nell'altro si frapponga tra il Genoa e quello che il Genoa dovrebbe fare ed essere.

Adri

LE CONVOCATE
Indisponibili Cernoia, Di Bari, Mele, Tironi e Cafferata.
Dentro Rizzon, e nuovamente Abate e Matzedda.
(Fonte/credit foto: Instagram ufficiale)

LE PARTITE IN PROGRAMMA
Sabato, 26/09
Arezzo - Catania 1-1
Moncalieri - Frosinone 0-0
Domenica, 27/09
Genoa - Vicenza
Bologna - San Marino Academy
Brescia - Verona
Cesena - Venezia
Lumezzane - RES Donna Roma

LA CLASSIFICA PROVVISORIA
(Aretine, ciociare, piemontesi e siciliane con un punto in più)
In verde: Promozione in Serie A
In rosa: retrocessione In Serie C

I PRECEDENTI
Coppa Italia Serie C
(22/12/2021) Vicenza - Genoa 2-1
(28/05/2026; amichevole)
Vicenza - Genoa 0-2
Coppa Italia Women 26/27
(20/09/2026) Vicenza - Genoa 1-2

domenica 13 settembre 2026

(12/09/2026) Serie B Femminile 26/27 - seconda giornata: GENOA - BRESCIA 2-1 (il postpartita)

L'esultanza al gol di Massa (fonte/credit foto: Instagram ufficiale)

12/09/2026
Serie B femminile 26/27 - seconda giornata
Ore 15:00, Sciorba Stadium (Genova)
GENOA - BRESCIA 2-1
(10' Massa, 18' Bargi, 94' Kaabachi)

GENOA (4-3-3; allenatrice: Ilaria Leoni) - Capelletti; Cafferata, Di Criscio, Hilaj, Acuti; Cuschieri (68' Giacobbo), Nichele, Cinotti (46' Picchi); Söndergaard (78' Giles), Bargi, Massa (78' Monterubbiano). A disposizione: Marchetti, Ruotolo, Abate, Giles, Picchi, Passeri, Monterubbiano, Giacobbo, Matzedda.

BRESCIA (4-4-2; allenatore: Damiano Zenoni) - Pucova; Marenco, Ghisi, Nicolini, Kaabachi; Cacciamali, Kuratomi, Giuliano, Licari; Zazzera, Pasquali. A disposizione: Blatti, Farina, Ravnachka, Balestrieri, Toma, Galbusera, Cini, Franco, Cammi. 

Arbitro: Marcello Tinetti (sez. di Ivrea)
Assistenti: Andrea Poggi, Davide Palmulli.

Come auspicato ieri, sono arrivati i tre punti, ed è arrivata anche una prestazione dignitosa, ma, nel vero senso della parola, soltanto a metà, a meno che per chi mi legge il Genoa in quanto ad applicazione e carattere è tutto "lì" (o poco oltre), e/o si ritiene pienamente soddisfatto. Punti di vista, ovviamente, ma per quanto mi riguarda il piacere e le emozioni (intense) sono arrivate quasi esclusivamente nel primo tempo, quando ho potuto vedere una squadra che ha alzato costantemente il baricentro aggredendo sia nell'ultimo terzo che in anticipo lungo e sotto la linea di centrocampo; una squadra che anziché esprimersi con la solita ansia da prestazione e le conseguenti tempistiche - e scelte - frettolose e sconclusionate, si è mossa prevalentemente con equilibrio, calibrato dinamismo, e su un buon ritmo, mantenendo quest'ultimo per lo più costante, "tracciando una linea" conduttrice, segnando una traccia da seguire. Inoltre, finalmente si è vista Di Criscio - e con lei le altre - rinunciare ai suoi soliti lanci (spesso irritanti), preferendo generalmente la soluzione palla a terra, all'interno di un contesto generale in cui ha prevalso la ricerca del movimento corale, in quello che potremmo definire veramente la gestione del possesso (per quanto ancora senza un volto preciso), a differenza della partita col Bologna, di cui lessi - non ricordo più dove, e parola più parola meno - che in tal senso sin da inizio gara addirittura tenemmo la situazione in pugno.

Brava quindi la sopracitata Federica (anche nel salire palla al piede), e molto meglio rispetto a sabato scorso la Federica "n. 2", ovvero Cafferata, che in particolare ha finalmente attaccato, proponendosi con forza e convinzione (come del resto è giusto che sia, e ancora non mi basta); buona la scelta di Leoni di spostare Sondergaard - sulla quale tornerò in seguito - a destra nello schieramento iniziale, e con ciò di ridare spazio a Caterina - idem - al centro dell'attacco. Bene Acuti nel suddetto contesto di aggressione in anticipo, ma anche nel proporsi, cercare di duettare con Massa sulla corsia sinistra (oltre al gol, brava anche Alessandra, soprattutto volitiva), etc.; bene Hilaj nel gestire il pallone, guardarsi intorno, e - "a parte" due/tre errori - scegliere lo scarico adatto, ma anche nel tenere le giuste distanze dalle altre, facendo sentire in questo modo la sua presenza. E ancora: brava Nichele sia nello scendere in appoggio durante le fasi di uscita dalle retrovie, che per il resto (anche se forse dovrebbe mettere più brio, ma al contempo mi sembra di capire che fondamentalmente "quelli" siano i suoi tempi), non male Cinotti, brava - e divertente - Cuschieri, che tra l'altro nella ripresa ad un certo punto è andata via in solitaria palla al piede con uno scatto improvviso cuschieroso, proprio come avevo scritto che speravo che accadesse (perché Rachel merita fiducia, ma se la sa anche guadagnare, con l'impegno e la giusta umiltà).

Aspetto su cui invece c'è da drizzare le antenne: in quelle due/tre sortite degne di nota delle bresciane in avanti, abbiamo tremicchiato nell'uscire palla a terra, sia nuovamente con Capelletti (a tratti poco sicura), sia nel terzetto/triangolo Di Criscio-Hilaj centrali e Nichele vertice basso; e questo è un aspetto che soffriamo da anni e che fino a pochi mesi fa ci è costato parecchio: occhio, allora, perché quando nelle prossime gare le avversarie ci verranno in pressione, se questa situazione non verrà risolta al più presto, andremo in grossa difficoltà.

Il magnetismo pazzesco delle grife in white (da sinistra a destra): Capelletti, Nichele, Sondergaard, Bargi, Acuti, Cinotti, Hilaj, Cuschieri, Di Criscio, Cafferata, Massa (fonte/credit foto: Instagram ufficiale)

ALICE E CATERINA - Chi mi legge sa bene quanto io apprezzi le qualità di Sondergaard (nonostante - e pure qui mi ripeto - abbia ancora da maturare), quanto io ne abbia scritto sin dal suo arrivo al Genoa, e anche per questo non tornerò su certi aspetti, bensì mi dedicherò "brevemente" a quello che sin dalla passata stagione ho preferito sorvolare, e cioè il suo essere incline ad alcune scelte egoistiche in fase di finalizzazione, certamente frutto del suo voler fare, contribuire al raggiungimento del risultato, ma a mio parere soprattutto del volersi accentrare come figura; e così facendo passando oltre il bene collettivo della squadra, mettendone cioè a rischio il fine comune. Va da sé che questa è una cosa che ritengo inaccettabile, e sulla quale credo che Alice dovrebbe riflettere, anche perché "paradossalmente" potrebbe rivoltarglisi contro proprio in quanto a percorso di crescita personale/individuale. Come testimoniato nelle immagini degli highlights sottostanti, ieri in un azione di rimessa in campo aperto si è trovata in un due contro uno con Bargi libera sulla sinistra, ed anziché servirla per ottenere quasi certamente un 3-0 (secondo il telecronista, non l'avrebbe vista), ha tentato un dribbling sulla difensora biancoblù Nicolini, che per l'appunto ha fallito; e in questo caso non dovrebbe prevalere l'idea secondo la quale non importa in quanto è stato esclusivamente un gesto innocuo/di buona volontà, che la nostra avrebbe potuto anche riuscirci, e allora saremmo stati qui a lodarne le capacità tecniche, etc., perché rispetto al servire Caterina si è rivelata essere una soluzione se non inutile, quantomeno secondaria. Per cui, il mio messaggio, è: meno egocentrismo e più "introspezione", per crescere (o cambiare prospettiva) ulteriormente nella concezione dell'idea di squadra, di obiettivo comune. Per il resto, tornando sulla scelta di Ilaria di farla partire a destra piuttosto che al centro dell'attacco, come era presumibile ha dato i suoi frutti, perché è stata brava ad allargare le maglie delle leonesse sul primo movimento defilata in ricezione, quanto nel venire dentro/convergere, e cercare il dialogo. 

Passando adesso a Caterina, come detto mi ha fatto piacere rivederla partire titolare (e senza per questo dover rinunciare alla svedese), l'ho vista bella carica, il gol è "uno dei suoi" (guizzo/zampata in area), e considerato il mancato assist di Alice di cui sopra, nonché il rigore netto non datoci nella ripresa dopo la trattenuta di Heidi per la maglia che quasi certamente avrebbe battuto lei, sarebbe potuta uscire dal campo con tra le mani una tripletta; ma al di là delle ipotesi, ha ad esempio ricominciato generosamente a giocare in appoggio spalle alla porta per aprire possibili varchi per gli inserimenti delle altre e far salire la squadra, e in ciò ha dato un bel contributo, però attenzione: che non si torni a questo tipo di scelta prevalente, con l'opzione di lei che scende di 50 metri allontanandosi gioco forza dalla zona degli ultimi 25, e così facendo cercare "furbescamente" di crearcela facile delegandole il più della ricerca del gioco, per poi andare "a caso" per la maggiore cercando di costruire con le altre le situazioni in avanti, anziché scegliere si di mantenere questa possibilità con Caterina all'interno della gara, ma in particolar modo di concentrarci sul lavoro e lo sviluppo di vere e proprie trame corali dalla cintola in su, in modo tale da avere in mano il piano A, B, e, volendo, pure C.

Sembra troppo?
A me sembra troppo poco non averli.

IL SECONDO TEMPO (ASPETTI NEGATIVI E NON) - Mentre mi stavo entusiasmando durante i primi 45 minuti, in me ho cominciato a sentire affiorare un timore: quello che una volta ottenuto il 2-0, nella ripresa avremmo rallentato, e così è stato; o meglio: siamo rimaste su un buon ritmo ed aggressive, ma quasi esclusivamente nella nostra metà campo, avendo abbassato il baricentro (rinunciando più volte ad esempio ad attaccare le loro portatrici durante la fase di impostazione). Infatti, non concordo con quanto dichiarato da Ilaria Leoni - di cui in fondo - nel dopo gara, e penso che esaltare fino a questo punto la nostra prestazione sia troppo, poiché a mio modo di vedere l'atteggiamento avuto nella ripresa non è quello che di per sé dovrebbe avere il Genoa, né il Genoa che aspira a tornare in Serie A. Atteggiamento che dovrebbe essere naturale conseguenza di un attitudine acquisita, una "sorta" di stato di tensione positiva (agonistica/muscolare, così come animica/spirituale) che dovrebbe accompagnarci sempre, per lo meno secondo quella che evidentemente è la mia idea di Genoa e di identità genoana, alla cui espressione nel rettangolo di gioco dovrebbe anche aggiungersi la ricerca di una certa raffinatezza estetica nel praticare il football.

Al contrario - e infine - della ripresa ho gradito tutte le sostituzioni ideate dalla nostra allenatrice (non male Picchi, felice per Giacobbo), ed ho apprezzato la scelta di spostare finalmente in avanti Acuti (a destra), forse anche per testare delle soluzioni in ottica futura; ma ho anche gradito il modo in cui abbiamo continuato ad attaccare palla al piede, coprendo discretamente bene gli spazi in ampiezza e al centro. Il loro è stato un gol bellissimo, e direi anche che ben ci sta, perché il nostro rallentare è equivalso ad un prestare il fianco.

Migliorare nel gioco, rafforzare la personalità.
Ci si rilegge presto.

Adri

LE DICHIARAZIONI DI ILARIA LEONI (fonte: buoncalcioatutti) - Quali sono gli aspetti della prestazione che la hanno convinta maggiormente? “Sicuramente l’atteggiamento messo in campo dalle ragazze fino al 90esimo per cercare i 3 punti, anche se abbiamo avuto delle difficoltà durante la partita non hanno mollato in nessuna palla e in nessuna situazione. Poi un altro aspetto che mi è molto piaciuto è stato quello di cercare di vincere i duelli contro il nostro avversario sia in fase offensiva sia difensiva.” Oggi ha messo in campo sia Bargi sia Massa dal primo minuto, come giudica la loro prestazione? “Ottima prestazione di entrambe, come tutte le altre giocatrici. Sono veramente contenta!” A oggi sono indisponibili Cernoia, Di Bari, Mele, Tironi e Rizzon, pensa di recuperare qualche giocatrice per la prossima gara? “Purtroppo no, ma le aspettiamo presto.”

Gli highlights

sabato 12 settembre 2026

(12/09/2026) Serie B femminile 26/27: GENOA - BRESCIA (il prepartita)

Se una settimana fa contro il Bologna abbiamo perso uno scontro diretto-promozione esordendo in campionato in uno dei peggiori modi possibili, lasciando che le felsinee vergassero con uno sfregio un passaggio sul "libro" della nostra storia (con in aggiunta una differenza reti di -4 che ci costringerebbe a batterle al ritorno con 5 gol di scarto nell'eventualità di trovarci appaiate in testa a fine torneo), quella di oggi pomeriggio contro il Brescia è una gara per la quale un eventuale pareggio sarebbe per lo più insignificante; e il "per lo più" diciamo che è "dovuto", là dove ci si potrebbe trovare a fine partita con davanti agli occhi alcuni buoni aspetti espressi dalle nostre, come ad esempio quantomeno un continuum sotto il piano dell'aggressività, qualche situazione di gioco pulito e coordinato in quanto a trame/schemi, etc.: cose che per l'appunto sarebbero di per sé da prendere costruttivamente in considerazione, ma resterebbero comunque qualcosa di marginale rispetto al resto, ed il resto è anche che non dovremmo "stare qui" ad ingranare con chissà quale calma, e soprattutto con chissà quale giustificazione del caso.

Il tempo di lavorare, infatti - e come se non erro scrissi già nel prepartita di alcuni giorni fa - durante quest'estate c'è stato, per cui in tal senso una cosa è dimostrare fin dalla prima uscita ufficiale una certa identità o quantomeno lasciare di noi un idea abbastanza chiara su quel che vogliamo essere, mentre l'altra è - oltre alla batosta subita - fare errori su errori, correre volenterosamente in avanti soltanto in alcune fasi della gara, creare alcune occasioni e sbagliarle senza mordente, e limitarsi a cercare di costruire qualcosa di ben definito sul piano del gioco; cosa - quest'ultima - la cui volontà intrinseca ai miei occhi ad oggi non ha più niente di anche solo lontanamente simile al "commovente". In poche parole: rialzare la testa, adoperarsi per esprimersi nel modo più dignitoso possibile, e, soprattutto, prendersi i tre punti (tra l'altro per la quinta volta di fila contro di loro, vedasi i precedenti in fondo).

Detto questo, un saluto e un benvenute (e un bentornate) alle leonesse in quel di Genova, e ancor più precisamente nell'impianto dello Sciorba Stadium, considerato il rispetto che ho per questa squadra (alla loro prima gara del torneo), la quale rappresenta una realtà importante nel movimento del calcio femminile, e che evidentemente affronto più che volentieri.

Adri

Inizio ore 15:00
Diretta streaming (e registrazione)
gratuita su Vivoazzurrotv

LE GRIFE CONVOCATE
(Indisponibili Di Bari, Cernoia, Tironi, Mele, e Rizzon; dentro Matzedda dalla U19)

LE PAROLE DELL'ALLENATRICE ILARIA LEONI (fonte: buoncalcioatutti) - “La voglia di riscattarsi è tanta anche perché è stato un risultato pesante che, a parer mio, rivedendo la gara, non ha molto rispecchiato l’andamento della partita. Già dal giorno dopo la partita, quando ci siamo ritrovate al campo per allenarci, sul volto di tutte e tutti si vedevano tanta delusione e, allo stesso tempo, voglia di rivincita per il risultato contro il Bologna. La cosa bella del calcio, rispetto ad altri sport, è che dopo sette giorni puoi subito riscattarti. Quindi domani (oggi, ndr) sicuramente sarà una battaglia per tutti noi“. Prepara qualche modifica più che tattica, di scelte dal 1′ di gioco? Penso a Ruotolo tra i pali, fresca di chiamata in Nazionale, oppure Massa e Bargi dall’inizio nel reparto offensivo. “Le ragazze sanno benissimo che non ci sono e non ci saranno mai undici titolari predefiniti, ma che ognuna di loro lotta per il posto in ogni allenamento della settimana. Sono sicura che chiunque entrerà in campo darà il suo massimo – come hanno fatto anche le altre ragazze scorsa settimana – per vincere la partita”. Sabato, malgrado un orario che vi vedrà sovrapposte alla prima squadra maschile, ritroverete la Sciorba e il pubblico di casa. Potrà essere la Sciorba il vostro fortino, come accadde con Arenzano due stagioni fa? “Sappiamo che i tifosi sono il 12° uomo in campo e quindi speriamo sia in questa partita (malgrado l’orario sovrapposto con la prima squadra) sia nelle prossime di avere tanti tifosi al nostro seguito”.

Ilaria Leoni (fonte/credit immagine: Instagram ufficiale)

LE PARTITE IN PROGRAMMA
(Clicca sull'immagine per ingrandire)

LA CLASSIFICA

I PRECEDENTI TRA GENOA E BRESCIA
Serie B 22/23
(02/10/2022) Genoa - Brescia 0-4
(26/02/2023) Brescia - Genoa 1-1
Serie B 23/24
(12/11/2023) Brescia - Genoa 1-2
(24/03/2024) Genoa - Brescia 3-0
Serie B 24/25
(13/10/2024) Brescia - Genoa 0-3
(09/03/2025) Genoa - Brescia 3-0