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sabato 20 dicembre 2025

Fiducia in De La Fuente, in arrivo dei rinforzi: le parole di Marta Carissimi attraverso il Secolo XIX


E' a cura di Valerio Arrichiello per il Secolo IXI l'intervista alla D.S. del Genoa Marta Carissimi, pubblicata alle ore 5:00 della mattina di oggi sul sito del quotidiano on line ligure (per cui effettuata ieri), ed accessibile per intero solo agli abbonati. Ecco quindi dei brevi estratti: “Per salvarsi serve una squadra operaia e senza paura” “Massima fiducia in De La Fuente. La squadra già così ha dimostrato di poter mantenere la categoria ma sono in arrivo rinforzi”. “Faremo sicuramente movimenti e siamo già al lavoro: l’idea è cercare di portare più esperienza in categoria, aumentare qualità e mentalità“. Insomma: Marta, come in questo periodo delicato ritenevo opportuno che accadesse, alla fine "si è esposta", e il primo rinforzo in arrivo - a detta proprio del Secolo - sarà la centrocampista norvegese Nora Lie Egdhami, ma di tutto questo ne parlerò meglio nei prossimi giorni.

Adri


domenica 13 luglio 2025

Mária Korenčiová è una delle tre portiere del Genoa


La portiera e nazionale slovacca Mária Korenčiová (Bratislava, 27 aprile 1989) è stata annunciata ieri (12/07/2025) come nuovo innesto nella retroguardia del Genoa women. Per lei un contratto di un anno (scadenza il 30 giugno 2026).

QUESTO IL COMUNICATO DEL CLUB - "Mária Korenčiová è una nuova giocatrice del Genoa con contratto fino al 2026. Nata a Bratislava, Slovacchia, il 27 aprile 1989, il portiere della nazionale Slovacca ha vestito, tra le tante, la maglia dello Slavia Praga, del Friburgo, del Milan, del Como e della Freedom. Benvenuta Mária!"

GLI INIZI - Con i suoi 36 anni, ha cominciato il percorso calcistico agli albori del nuovo secolo, prima nelle giovanili del Lamač, e dal 2005 allo Slovan Bratislava, dove è rimasta fino al 2012, vincendo 4 campionati consecutivi (dal 2009 in poi), e 3 Coppe di Slovacchia (2009, 2011 e 2012). Si trasferisce quindi nella Repubblica Ceca (stagione 12/13), difendendo la porta dello Slavia Praga, ma da li a poco arriva per lei il momento di un altro viaggio, alla volta della Germania, tra le fila del Sand (in Serie B), con il quale otterrà la promozione in massima categoria al primo anno, e dove giocherà per stagioni, ovvero fino al 2016. In vista dell'annata 16/17 Maria lascia la Germania e va in Svizzera, per vestire la maglia del Neunkirch e vincere campionato e Coppa nazionale, per poi tornare nella "Terra dei poeti e dei pensatori" (Land der dichter und denker), questa volta al Friburgo (17/18).

L'ARRIVO IN ITALIA - Nel luglio 2018 Maria si aggrega nientemeno che al Milan (chi mi ha letto anche altrove, probabilmente avrà saputo della simpatia che nutro per le casciavit), e per le prime tre stagioni è titolare, ma dalla quarta (21/22) diventa la seconda dell'attuale portiera rossonera (e della nazionale) Laura Giuliani: dopo pochi mesi rescinde il contratto con la società milanese, e, giusto per non farsi mancare niente, se ne va in Spagna, al Levante, in Primera División. L'anno dopo, però, è ancora in Italia, di nuovo in lombardia, ma questa volta al Como (in cui viene allenata proprio da Sebastiàn De La Fuente), dove si ferma per due anni (22/24), e, infine, si sposta in piemonte, alla Freedom Cuneo (24/25).

Adesso, Maria è con noi, a completare - come da titolo - il trio delle portiere rossoblù, a fianco di Camilla Forcinella e Lisa Marchetti. E' con noi con le sue rilevanti doti di ultima difenditrice, e con alle spalle quello che evidentemente è un cammino lungo e ricco di esperienze: paesi e culture (anche calcistiche) diverse, Clubs e città importanti, partite su partite (quasi 170, senza considerare quelle con la nazionale), e certamente una miriade di situazioni vissute sul piano dei rapporti umani e di gruppo. 

A lei il mio benvenuto.

Adri


venerdì 2 ottobre 2026

(04/10/2026) Serie B femminile - quarta giornata: CATANIA - GENOA (il prepartita)


(In ordine cronologico) Il dilagante 1-6 esterno ai danni del San Marino Academy nella fase di accesso ai sedicesimi di Coppa Italia, la sconfitta di misura in Piemonte contro il Moncalieri all'esordio in campionato, un pari interno a reti inviolate con il Bologna alle seconda giornata, la "manita" subita dalla Ternana (1-5) il 20/09 nuovamente tra le mura amiche - allo stadio Angelo Massimino - nel primo turno del suddetto trofeo nazionale (con conseguente eliminazione), ed un'altro pareggio terminato 1-1 ad Arezzo domenica scorsa: questo il cammino di inizio stagione delle siciliane, le quali evidentemente sono ancora a caccia di una vittoria nella prima annata in Serie B della loro storia (e al primo faccia a faccia di sempre con le grife), dopo una in Eccellenza e tre consecutive in C; pur se qualora riuscissero ad ottenerla nel pomeriggio di dopodomani (ore 14:30, iscrizione e diretta streaming gratuita su vivoazzurrotv), sarebbe in un impianto vuoto, visto e considerato che al Campo Comunale "Nesima"* - dove solitamente giocano le rossoazzurre - i match attualmente si svolgono a porte chiuse a causa della mancanza dei requisiti strutturali adatti per la categoria (nello specifico, la tribuna).

*"brezza", "aria fresca", dal termine di origine araba "nasīm" (perché nel covo si fa cultura a tutto tondo)

Per quanto riguarda noi, i tre punti - manco a dirlo - sono d'obbligo, anche per non rischiare di farci sfuggire le capitoline della "RES", prime in solitaria a quota sette, e - anche alla luce del successo sul Lumezzane di pochi giorni fa - da considerare di diritto tra le attuali e più valide compagini del torneo, nonché potenzialmente accreditate alla lotta per un posto in Serie A, assieme a noi, alle già citate lombarde, al Bologna, e al Cesena; e saranno proprio le cavallucce romagnole a fare loro nuovamente visita (forti anche del ritorno dall'europeo U20 delle nazionali Appiah e Tosello) dopo il netto 1-4 ottenuto al Centro Sportivo Raimondo Vianello nei già citati sedicesimi in gara secca di Coppa Italia.

Alessia Capelletti, Giulia Giacobbo (sessione di allenamento, 01/10; Fonte/credit: IG ufficiale)

Concentrando infine le attenzioni sia sulle condizioni di Cuschi dopo l'uscita dal campo per via di un malore domenica scorsa, sia sulle disponibili e non per la trasferta sicula, in un articolo redatto alle cinque di stamane sul quotidiano on-line Secolo XIX, si legge: "In vista della sfida contro il Catania, andranno monitorate le condizioni di alcune giocatrici, a partire da Rachel Cuschieri che sta svolgendo altri esami dopo i problemi respiratori accusati a fine primo tempo contro il Vicenza quando si era accasciata a terra coi sintomi di una tachicardia. I primi controlli eseguiti al Pronto soccorso avevano dato esito negativo e non avevano rilevato alterazioni significative, nei prossimi giorni si conosceranno i risultati degli ultimi accertamenti. Difficile comunque che possa essere disponibile per la trasferta di Catania non essendosi più allenata". Stando invece a ciò che si vede qui, a quanto "pare" stamane Rachel è scesa in campo ad Arenzano per allenarsi con le altre. ma soprattutto: fa piacere notare che è sorridente. Fuori certamente e ancora Di Bari e Mele, Cafferata e Cernoia idem, Tironi e Rizzon stanno recuperando appieno.

Forza Genoa.
Adri

LE PARTITE DELLA QUARTA GIORNATA
(Sabato, 3/10)
Venezia - Bologna
Vicenza - San Marino Academy
(Domenica, 4/10)
Catania - Genoa
Frosinone - Brescia
Hellas Verona-Moncalieri
Lumezzane - Arezzo
RES Donna Roma - Cesena

LA CLASSIFICA
Prima classificata: promozione in Serie A
Ultime due posizioni: retrocessione in Serie C

giovedì 25 dicembre 2025

Le mie riflessioni sulle recenti dichiarazioni di Marta Carissimi

Marta alla "viola" (uno scudetto, due Coppe Italia)

Eviterò di addentrarmi nella descrizione sia di quel che a mio parere la nostra D.S. Marta Carissimi dal suo arrivo (ottobre  2022) ad oggi ha apportato di sostanzioso e positivo al Genoa, sia di come e quanto è mancata (si, avete letto bene: è anche mancata), semplicemente perché dovrei farlo come merita, ovvero nel dettaglio, approfonditamente, e non solo ora come ora non ne ho voglia, ma neanche sarebbe fondamentale ai fini di ciò di cui andrò ad occuparmi in questo articolo, ovvero le sue dichiarazioni di questo giorni a riguardo di Sebastian De La Fuente e della situazione della squadra; le quali ritenevo corretto e opportuno che arrivassero già un mesetto fa, e che per questo evidentemente considero poco tempestive. Detto ciò, nulla di grave, ed è chiaro che società e direttrice abbiano atteso l'ultimo appuntamento dell'anno solare (il match di Coppa Italia contro il Milan di domenica 21) per "tirare le somme".

Ma andiamo al sodo.

Se non erro, le prime affermazioni di Marta sono state rilasciate sei giorni fa, sabato 19 dicembre, in un intervista al quotidiano on line il Secolo XIX, come del resto ho avuto modo di scrivere, il cui contenuto per intero è accessibile soltanto agli abbonati, ma riporterò anche in questo caso gli estratti in questione: “Per salvarsi serve una squadra operaia e senza paura” “Massima fiducia in De La Fuente. La squadra già così ha dimostrato di poter mantenere la categoria ma sono in arrivo rinforzi”. “Faremo sicuramente movimenti e siamo già al lavoro: l’idea è cercare di portare più esperienza in categoria, aumentare qualità e mentalità“. E ancora (fonte: calciofemminilitaliano): “C’è piena fiducia in De La Fuente e in tutto lo staff da chi è con noi da tempo a chi è arrivato quest’anno sono persone scelte perché crediamo nelle loro competenze professionali e nelle qualità umane, allineate ai nostri valori”. “Eravamo consapevoli di essere l’ultima delle neopromosse, arrivate terze in Serie B. Ci aspetta un campionato di grande resistenza, sapevamo che sarebbe potuto arrivare un momento così, non bisogna farsi deviare dai risultati del momento”. “L’impatto con la Serie A è stato come ce lo aspettavamo, il gruppo era pronto e lavora con entusiasmo e serietà. Siamo abbastanza soddisfatti, abbiamo vinto due scontri diretti contro Ternana e Parma.”  In seguito, vi è stata l'intervista di cui sotto, un oretta prima della sopracitata partita contro le rossonere (a cura - come al solito - di Alessio Semino). 


Ora: se una persona ha giocato a calcio per anni e ad alti livelli, non significa affatto che di per sé ne sappia chissà come o più di altri, ma resta certamente un aspetto di cui tenere conto, e uno di quelli da cui partire nel momento che si vogliono prendere in considerazione i suoi modi di agire, e, per l'appunto, le sue esternazioni. Ed è proprio perché Marta nei suoi anni di attività calcistica ha acquisito determinate nozioni e consapevolezze - nonché per il fatto che di base le ho sempre attribuito dei gusti estetico-calcistici di un certo tipo - che nutro dei dubbi che nel suo intimo realmente stia apprezzando il lavoro di De La Fuente; ma queste, naturalmente, sono solo delle mie supposizioni, figlie probabilmente di un eccesso di fiducia (o di un idealizzazione), quanto del mio - sano, e ribadito - non voler accettare in toto la situazione attuale. Inoltre, considerando i vari fattori - anche fisiologici - che durante una stagione possono subentrare nel percorso di una squadra (e con aggiunta una discreta dose di miracolo) può anche darsi che i prossimi mesi ci riservino una particolare ripresa delle nostre, oltre cioè quella risicata salvezza che ho sempre creduto - e credo - fattibile. Ciò non toglie che a quanto pare alla società un eventuale penultimo posto ottenuto sul filo del rasoio sarebbe cosa alquanto gradita, e che come ebbi già modo di dire, al momento il progetto del Genoa targato 25/26 parla di tante cose, tranne che di chiarezza e lungimiranza: la squadra, da luglio-agosto ad oggi, non ha assimilato un'idea di gioco, non segue un spartito preciso: procede per lo più a caso, basandosi presumibilmente su qualcosa di provato in allenamento, ma soprattutto affidandosi alla creatività delle singole. Va da sé che in attacco non ci sono schemi precisi, e finora le giocatrici offensive hanno segnato col contagocce. Il centrocampo lavora debolmente in entrambe le fasi, e la difesa prende gol a grappoli (solo nelle ultime 5 gare: 14 subiti, e 3 fatti). "Infine", l'atteggiamento generale - e regolarmente nei primi 45 minuti - è quello di una squadra chiusa, bassa, nonché spesso timida e contratta.

E qui arriviamo alle parole di Marta Carissimi, partendo dal suo dire che dobbiamo essere una compagine operaia (e senza paura: cosa - quest'ultima - che evidentemente ho apprezzato), la quale, nel gergo calcistico, solitamente è quella che deve cooperare per badare al sodo, facendo prevalere concretezza e spirito di sacrificio sulla ricerca della gestione della gara e del correlato sviluppo del gioco. A queste affermazioni, tra l'altro, fanno il paio quelle della vice-allenatrice Ilaria Leoni, che ha dichiarato che quest'anno dovremmo lottare con il coltello tra i denti. Attitudini e caratteristiche che oltre ad essere suggestive, prese singolarmente sarebbero pure valide, se non fosse che per l'appunto non fanno da contrappeso ad altri aspetti che andrebbero espressi in campo, bensì vanno a permeare - e a giustificare -  una squadra che nei fatti risulta essere simil catenacciara (e che fallisce pure in questo intento, perché come detto, la fase difensiva fa acqua da tutte le parti).

Leggere poi che la dirigenza e lo staff si ritengano abbastanza soddisfatti di quel che abbiamo fatto sinora, direi che è emblematico di quanto il Club mantenga un profilo basso (c'è chi direbbe "provinciale", se non fosse che non mi è mai piaciuto), ed è quantomeno interessante notare come in video la stessa Carissimi da una parte - e giustamente - dichiari a Semino che gli ottimi risultati come la promozione ottenuta la stagione passata debbano comunque restare un buon ricordo perché bisogna focalizzarci sul presente per migliorare ancora, mentre dall'altra ritenga che sia normale e abbastanza soddisfacente il periodo che stiamo vivendo (cioè perdere in continuazione), e che in società se lo aspettavano, visto e considerato che siamo salite in massima serie arrivando terze in Serie B.

Ben diverso sarebbe invece considerare sin da inizio stagione le difficoltà a cui saremmo potute andare incontro, saper affrontare e attutire i contraccolpi, restare umili e lavorare a testa bassa ma al contempo pretendere da noi stesse di alzare il livello, arrivando poi come naturale conseguenza al ritenere inaccettabile una situazione come quella di oggi, la quale non racconta di alcune sconfitte arrivate giocando veramente "con la bava alla bocca" e proponendo delle chiare idee, bensì di 10 partite ufficiali perse su 14 dominandone quasi interamente soltanto una (quella "famigerata" contro il Verona).

Allora si, che qualora noi ci fossimo comportate diversamente proponendo un idea di calcio e lottando sul serio, si sarebbe potuto parlare di volta in volta anche di eventuali differenze di maturità tra noi e le squadre già navigate in A (ad esempio sui vari aspetti legati alla gestione interna della gara), al contrario di quel che vedo, e cioè mediaticamente parlando un generale uso eccessivo - oramai quasi dogmatico - del termine "esperienza", adoperato in modo vago, e direi anche per mettere la polvere sotto al tappeto. Certamente non mi aspetto che la nostra D.S. snoccioli chissà quali e quanti aspetti tecnico-tattici e temperamentali delle nostre (non è precisamente il suo ruolo), ma esiste anche la via di mezzo, perché è troppo semplicistico affermare che noi siamo messe come siamo messe anche e soprattutto per mancanza dei giusti requisiti di conoscenza in quanto neopromosse, senza precisare come e perché (seppur - sempre nel rivolgersi ad Alessio - "alluda" ad un inerente poca concretezza in attacco). Tra l'altro, anche De La Fuente è stato preso dal Genoa perché già navigato in A, a differenza - ad esempio - di Fabio Fossati: qualcuno ha visto palesarsi in qualche modo il bagaglio di conoscenze dell'attuale mister, quando invece - secondo certe logiche - queste avrebbero dovuto fare la differenza? Eppure, con il nostro allenatore va tutto bene, ma se invece di lui si parla di affrontare il Milan, allora partiamo da sconfitte (o quasi) perché le diavolesse avrebbero maggiore competenza e consapevolezza rispetto a noi, e senza la ferma e dichiarata volontà di voler passare il turno (in questo senso, non ritengo che il messaggio dato da Marta alla squadra prima del match sia stato stimolante per quest'ultima). Per non parlare poi del fatto che - come già ebbi modo di dire - la nostra rosa ha giocatrici di valore e anche non nuove a certi livelli, cosa che le grife meriterebbero che gli venga riconosciuta anche pubblicamente, anziché implicitamente ridotta. Allora, come detto, bene disquisire di esperienza e derivati, ma quel poco che basta, in modo equilibrato, e, soprattutto, mirato e dettagliato, all'interno di un quadro ben più ampio e vario.

E a proposito di giocatrici che "presumibilmente" sono state poco mature offensivamente e non solo (con annessa la ricerca di rinforzi), e di quella che al contrario risulta essere la posizione protetta e illibata di De La Fuente, credo che la nostra in questo modo abbia dato un eccessivo carico di responsabilità alle ragazze, quando invece questa andrebbe suddivisa tra tutti: staff, squadra, e Marta (e dirigenza) compresa, che in particolar modo da alcuni giorni a questa parte, in quanto a qualità dell'operato e delle dichiarazioni pubbliche, stenta non poco a rispecchiare la mia idea del football, del Genoa e di Genova. 

Adri

sabato 13 dicembre 2025

(14/12/2025) Serie A Women 25/26, nona giornata: GENOA - SASSUOLO (il prepartita)

"È l’ultimo appuntamento dell’anno in Serie A e ci arriviamo con grande carica, perché vogliamo muovere la classifica e migliorarla. Abbiamo assolutamente bisogno di fare una grande partita e soprattutto di conquistare i tre punti. Credo che abbiamo raccolto qualche punto in meno rispetto a quanto meritiamo e in qualche modo dobbiamo riprenderli e questa può essere la partita giusta per farlo. Abbiamo già incrociato il Genoa in preseason, ma era una gara con un valore ed un’emotività diversi. Questa è uno scontro diretto che arriva in un momento importante della stagione e mi aspetto una partita piena di insidie e difficoltà. Vale per noi quanto per loro, anche perché i punti in classifica sono gli stessi. Il Genoa li ha ottenuti vincendo scontri diretti, mentre noi abbiamo raccolto i nostri punti contro squadre che si trovano nella parte alta della classifica. In alcune partite alla nostra portata abbiamo sbagliato l’approccio e questo è un mood che dobbiamo assolutamente cambiare. Dovremo fare una gara di grande attenzione e determinazione, con la volontà e la necessità di portare a casa i tre punti. Domani voglio vedere coraggio, la stessa determinazione mostrata nel secondo tempo contro la Lazio, ma con l’obiettivo di andare in vantaggio e saperlo gestire fino alla fine.”

Queste le parole del torinese e allenatore del Sassuolo Alessandro Spugna, alla prima stagione con le neroverdi dopo gli ultimi quattro anni passati sulla panchina della Roma; dichiarazioni fermamente pacate ed equilibrate, e delle quali ho apprezzato l'assenza di complimenti in eccesso che invece altri allenatori ci hanno rivolto prima di incontrarci. Affrontarci potrà essere difficile sia per loro che per noi: giusto così, e aggiungo anche che mi stuzzica l'idea di poter vedere le ragazze del Sassuolo agguerrite, cosa altrettanto logica e sana.

Si, abbiamo già affrontato le emiliane in amichevole (mentre domani sarà la prima volta in assoluto che le sfideremo in una partita ufficiale), e più precisamente il 30 agosto, anche in quell'occasione allo Sciorba, e battendole per 2-0 (Sondergaard, Bargi), in una "preseason" che tanto preseason in realtà non fu, in quanto otto giorni prima si aprì la Serie A Women's Cup, là dove noi perdemmo in casa contro l'Internazionale (1-2), e loro batterono il Milan in trasferta 0-2; ma come comprensibilmente afferma Spugna il contesto e la posta in palio in quella gara furono ben diversi da adesso, però il match ebbe comunque il suo valore, sia di per sé, sia per il fatto che tornarono a casa con un paio di omaggi.

E dopo le dichiarazioni di Spugna, ecco quelle della ex sassolese Valeria Monterubbiano (sei stagioni in neroverde intervallate da un anno in prestito all'Empoli), la quale ieri ha rilasciato un intervista al Secolo XIX, e che finora è stata considerata da De La Fuente un punto fermo in attacco, reparto che ha in più occasioni condiviso con gifa grifeira (Elexa Bahr) sin dal primo minuto: "Abbiamo resettato le tre sconfitte di fila, bisogna andare avanti e il campionato è lungo. Sono partite di cui abbiamo fatto tesoro, abbiamo analizzato i nostri limiti e le cose su cui dobbiamo migliorare. Avere i tifosi dalla nostra parte ci dà quella spinta necessaria in una partita così importante".

Valeria in azione contro il Como

Torna Di Criscio nelle retrovie dopo l'indisponibilità di domenica scorsa (assenza che nel mio essere assorbito da varie cose di cui scrivere, aimé dimenticai di citare), e nuovamente sono 22 le convocate per questa partita (escluse Giacobbo, e naturalmente Di Bari e Rigaglia), in quella che è l'ennesima conferma dello stato di forma direi ottimale delle nostre sin da inizio stagione, quantomeno per l'appunto in relazione alla tenuta fisica.

(Fonte/credit foto: Instagram ufficiale)

Infine, uno sguardo "fugace" sulla nostra situazione di classifica assieme alle altre due squadre che come noi e le emiliane sono nella parte bassa, ovvero Parma e Ternana. Le prime saranno impegnate a Formello contro la Lazio, mentre le seconde hanno perso un paio  d'ore fa in casa 0-2 contro la Roma, in una partita che ho guardato interamente, pur senza particolari emozioni, sia perché si è rivelata spigolosa e abbastanza noiosa, sia perché se già solitamente non è da me tifare e godere per le sconfitte altrui, vista la condizione attuale che viviamo sono ancora più focalizzato solo su di noi, piuttosto che sull'impantanamento delle rossoverdi, che tra l'altro oggi in campo hanno messo volontà e mantenuto buoni ritmi praticamente dall'inizio alla fine, se non fosse che sono andate palesando dei problemi di gioco non indifferenti. Detto questo, credo che ne verranno fuori probabilmente con un improvvisa striscia di risultati positivi in un momento della stagione in cui potrebbero rivelarsi particolarmente fastidiosi per noi altre (e le fere sono fastidiose). Si sappia comunque che scrivere di noi come fosse assodato che dovremmo stare in questo giro di ultime squadre a sbatterci per salvarci sul filo del rasoio non è cosa che accetto di buon grado, perché non era e non è scritto da nessuna parte che la nostra storia in questo primo anno di Serie A sarebbe dovuta essere questa e solo questa, ma in ogni caso, ribadisco che quello che a me interessa primariamente sono le prestazioni che dovremmo esprimere di volta in volta, dall'atteggiamento in poi.

Adri

Il Sassuolo prima di affrontare la Lazio lunedì scorso
(Qui il loro calendario con i risultati)

LE PARTITE DEL NONO TURNO
(Clicca per ingrandire)

LA CLASSIFICA MOMENTANEA
Prime 3 = accesso alla Champion League.
Ultima = retrocessione in Serie B.

giovedì 8 maggio 2025

(08/05/2025) Intervista a Sara Lucafò


E' uscita oggi (08/05/2025) sul Secolo XIX l'intervista alla nostra centrale di difesa Sara Lucafò (27/08/2003), ma è visibile solo per gli abbonati al quotidiano genovese. Per cui, superato lo shock iniziale, ho brevemente considerato l'idea di abbonarmi appositamente, per poi decidere invece di tuffarmi con disperazione in rete nell'intento di scovarne anche solo un frammento: dopo circa 40 secondi, sul sito calciogenoa.it ho trovato gli estratti che seguono.
Adri
SUL CAMPIONATO - “Stiamo vivendo questo campionato con tanta concentrazione, lavorando sodo giorno per giorno e stando unite come squadra.”  SUL TESTA A TESTA CON IL BOLOGNA - “Lo stiamo vivendo con molta determinazione. Sappiamo che sarà una sfida aperta fino all’ultimo e questo ci motiva ancora di più a non mollare mai. Abbiamo tanta voglia di dimostrare chi siamo e lo dobbiamo fare.” SUL GENOA - “Il Genoa è come una seconda casa, una piccola famiglia. È sempre un orgoglio indossare questa maglia ed è un’emozione difficile da spiegare. Ne vado tanto fiera.” 

venerdì 2 gennaio 2026

Benvenuta Nora Lie Eghdami

Fonte/credit foto: Instagram ufficiale

Primo post del 2026 che appare leggermente in anticipo rispetto a quel che mi ero prefissato, per accogliere la centrocampista offensiva norvegese Nora Lie Eghdami (nata Nora Eide Lie; Ornes, 22/04/1997), la quale da oggi è ufficialmente una giocatrice del Genoa con un contratto fino a Giugno 2028 (unendosi in tal senso a Forcinella, Di Bari, Vigilucci, Ferrara, Hilaj, Giacobbo, Massa, e Acuti), ma il cui arrivo era già stato preannunciato dalla D.S. Marta Carissimi attraverso il Secolo XIX il 19 dicembre scorso, e in seguito in un intervista video pre Genoa - Milan di Coppa Italia.

Nora proviene dal Brann (di cui video in fondo), squadra con cui ha vinto due campionati e una coppa nazionale, e quella con noi sarà la sua prima esperienza al di fuori del paese scandinavo. Precedentemente al vestire la maglia delle biancorosse di Bergen, ha militato nel Uraedd, nel Kolbotn, e nel Kvinner (con il quale ha esordito in Champions League), ed ha dalla sua anche un percorso nelle under della Nazionale, ovvero dall’U16 alla U23, durante il quale ha accumulato 52 presenze ed è andata a segno nove volte; mentre nei clubs sopracitati, su 280 gare complessive di gol ne ha realizzati 61. Queste le parole che ha scelto per salutare città e squadra: “Grazie a tutti coloro che hanno reso fantastico il mio tempo a Bergen og Brann! Ora passo a nuove avventure con bei ricordi ed esperienze che porto con me nel mio bagaglio. Compagni di squadra, staff, volontari e i migliori sostenitori del mondo hanno reso Brånn un posto davvero speciale nel mio cuore”.

E queste sono quelle che ha scelto il Genoa: “Nora Lie Eghdami è una nuova giocatrice del Genoa Women, con un contratto fino al 2028. La centrocampista è nata a Ørnes, Norvegia, il 22 aprile 1997. Nella sua carriera Nora ha vestito, tra le tante, le maglie del Brann, LSK Kvinner e della Nazionale Norvegese under 23. Con il Brann ha vinto due Campionati nazionali e una Coppa di Norvegia. Benvenuta Nora!“. 

Adri

lunedì 10 giugno 2024

Serie B femminile 2023-24: tutti i 22 gol di Caterina Bargi

Bargillosius bargillius, morbus finalizzalis (dal tosco-latino 'morbo della finalizzazione'; o popolarmente detto 'Bargillosi'), secolo XXI, Europa occidentale.

(Clicca sull'immagine per accedere all'esperienza estatica)

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martedì 5 dicembre 2023

10/12/2023, Genoa - Ternana: urgono notizie e riflessioni!


“Thyrus et Amnis dederunt signa Teramnis”
(Il Tiro e il Fiume dettero le insegne a Terni)

Il Thyrus (o “Viverna”) è un animale mitologico, emblema di Terni, legato ad una leggenda: quella appunto di un drago che nel XII secolo dimorava nelle zone paludose intorno alla città umbra seminando morte e terrore tra la popolazione (ad es. costringendo gli abitanti a vivere rinchiusi nelle proprie case), fino a quando un giovane cavaliere ebbe il coraggio di affrontarlo, e, una volta abbagliata la creatura grazie alla luce del sole riflessa sul suo scudo, la uccise con un colpo di lancia. Il riferimento metaforico è alla malaria, ai tempi molto diffusa a causa della presenza di corsi d'acqua come il fiume Velino, il Nera ed il torrente Serra, i quali generavano le suddette paludi. Il cavaliere e l’uccisione del drago simboleggiano quindi il risanamento dei territori che pose fine alla diffusione dell’epidemia. 

E' questo il motivo per cui le giocatrici (e i giocatori) della Ternana portano il soprannome dialettale di "Fere", ovvero "belve", o "bestie" (naturalmente anche per indicarne lo spirito indomito, non addomesticabile), mentre i colori sociali sono il verde del drago ed il rosso delle sue fiamme, ma... non sarà che al Nazario Gambino si ritroveranno a fare come tante piccole grisù? Provocazioni (bonarie) a parte, personalmente non ho timore (e credo che ciò valga anche per le grife), anzi, sono particolarmente stimolato, perché oltre al rispettare la squadra di Melillo, la apprezzo; quindi ciò che mi intriga non è esclusivamente la questione scontro diretto/classifica, quanto il fattore estetico e l' "effetto banco di prova" tecnico-tattico che fondamentalmente, per le nostre, è ben rappresentato da questa sfida.


Le partite disputate finora dalla Ternana
(33 gol fatti e solo 7 subiti)


Ho riguardato un oretta del loro match col Brescia di Domenica scorsa. Partite cosi' e cosi' (pur creando delle situazioni), è dopo una ventina di minuti che hanno cominciato ad alzare il livello, ma con fare sornione, come tessendo una ragnatela, avviluppando, prendendo piano piano il controllo della gara (le lombarde se la sono comunque cavata dignitosamente tutto il primo tempo) quasi fosse scontato che cosi dovesse essere, rimanendo sempre più costantemente alte e soprattutto corte tra i reparti, in particolar modo con chiusure chirurgiche e raddoppi ed aggressività in fase passiva e di recupero palla (cosa che a mio parere è stata una delle chiavi della loro vittoria). A tal proposito, pubblico tre situazioni che ho immortalato e che credo possano essere significative.

Immagine uno: ripartenza sulla destra del Brescia resa subito vana dalla chiusura repentina di ogni soluzione da parte delle ternane. Le bresciane, infatti, schermate come sono, provano a cambiare versante in orizzontale (immagine 2), ma le fere sono praticamente perfette (notare la linea difensiva alta e tutti e tre i reparti corti, accorciati in pochi metri). La giocatrice del Brescia prova un passaggio in verticale (pallone cerchiato di rosso) che però viene intercettato, e le leonesse perdono il possesso.




Terza immagine (secondo tempo): la Ternana perde palla attaccando sulla destra. Il versante sinistro è un pò scoperto, e le bresciane ne approfittano per affondarvi. Appena si spostano in orizzontale nella zona in questione, le ternane le aggrediscono subito per recuperare palla e le accerchiano, ma con equilibrio, coprendo cioè di nuovo in fase passiva gli spazi e le possibili soluzioni altrui, pronte a mordere. Un'azione di ripiegamento tattico spettacolare. Il brescia è costretto a passarla indietro. 



Quello che potremmo fare per colpirle, è non solo lo stare anche noi alte e corte (e quindi pronte a correre in campo aperto sulle loro ripartenze) tenendole basse il più possibile sugli esterni con le nostre terzine e le attaccanti larghe, ma imbucandole velocemente una volta che siamo noi a recuperare il possesso, anche con lanci in profondità a scavalcare la loro difesa, cosi' come palla a terra, sempre sul lungo (senza però rinunciare al fraseggio nel breve, in linea generale). In ogni caso, se è vero ciò che sanno fare come appena descritto e mostrato, e che finora sono state cosi' prolifiche in fase realizzativa, non le reputo più forti di noi. Si, le ho viste giocare solo poco più di un ora, ma penso che in base alle nostre caratteristiche ed al nostro potenziale (cose di cui ho già scritto in modo dettagliato di recente e che non voglio ripetere) possiamo fare anche contro di loro ottime cose; stordirle, batterle, e batterle anche nettamente.

Andiamo grife!
Adri