
Alla Ternana "il peso" della Serie A lo percepiscono, e da quel di Viale Aleardi negli anni è stato dato il là ad un progetto serio e lungimirante, inclusa ovviamente la scelta degli allenatori, la quale oltre a basarsi su determinati curriculum (non imprescindibili, ma che ovviamente possono avere forte voce in capitolo) è stata impostata anche sui rapporti a lungo termine; a partite da Fabio Melillo (sei scudetti U19 tra RES e A.S. Roma), sulla loro panchina per due stagioni e arrivato ad un passo dalla Serie A, finché - come tutti sappiamo - nell'estate del 2024 è venuto a mancare, ragion per cui il Club ha virato su Antonio Cincotta (il quale - oltre a due Coppe Italia - nel 2018 riportò a Firenze nientemeno che uno scudetto dopo 48 anni), che l'anno scorso è riuscito al primo colpo a raggiungere la promozione, per poi essere confermato in vista della stagione corrente, ma - a meno di altri motivi che comunque non potremmo conoscere - una volta preso atto che i risultati e le prestazioni non erano all'altezza delle aspettative, è stato esonerato. Un gesto che molto probabilmente per la società umbra si è rivelato difficile da compiere, ma evidentemente questa non ha desistito per via di un presumibile timore di ammettere implicitamente un fallimento attraverso l'interruzione della collaborazione con il mister milanese; anzi: sono stati a loro modo coraggiosi, dando un taglio netto per tentare di ricominciare un percorso con le fere ultime in classifica, accettando il rischio - come può accadere in questi casi - di scombussolare il piano di lavoro della squadra e/o destabilizzare lo spogliatoio.
Per cui potremmo dedurre che alla Ternana hanno più che altro quell'orgoglio lì, anziché quell'orgoglio di là, sono concreti, traspare per loro stessa essenza il legame alla zona di appartenenza (qui e qui le dichiarazioni della D.S. Isabella Cardone), e pochi giorni fa ci hanno raggiunte in classifica perché si vogliono rialzare, ma naturalmente anche perché noi ne siamo responsabili, dato che fondamentalmente stiamo stagnando. Ma se è vero che questa è la situazione in cui ci siamo infilate, probabilmente loro sono la realtà che può scuoterci interiormente di più rispetto ad altre nella prospettiva di un eventuale testa a testa-salvezza, in un confronto dal quale poter attingere quegli aspetti che - a differenza nostra - loro stanno ricominciando ad esprimere (leggasi cattiveria, grinta, aggressività). Inoltre, il pari che abbiamo ottenuto a Bagno a Ripoli sabato scorso forse potrebbe averci fatto scattare qualcosa in quanto ad aumento di fiducia in noi stesse (?).
LE LUPE - Ultima giornata del girone di andata, prima sfida ufficiale nella storia di entrambe le (prime) squadre di Genoa e Roma, e complimenti al Club giallorosso per ciò che su sponda femminile ha costruito e ottenuto lungo tutti questi anni (anche per l'appunto a livello giovanile), e che automaticamente ha "regalato" alla sua gente, con tutte le emozioni e le soddisfazioni inerenti, e un plauso alle ragazze (e a Rossettini) per essere subito tornate in testa alla corsa per il titolo di squadra più forte della nazione dopo la vittoria dello scudetto 23/24 e il "meno performante" campionato successivo. Eppure, per quel che mi riguarda non sono questi gli aspetti che di per sé mi fanno avvicinare alla partita di domani (ore 12:30, diretta su DAZN) con apprensione, poiché al contrario mi stimolano maggiormente, e al contempo mi fanno esigere di più dalle nostre, quantomeno in termini di (alta, potente) prestazione, anche perché dal mio punto di vista pure le squadre di un certo livello come loro, prima o poi - e più prima che poi - dovranno arrivare a capire che a Genova, così come nella nostra struttura di gioco, ci si dovrebbe entrare non dico con le orecchie basse, ma sicuramente in punta di piedi. Quel che mi crea uno stato di agitazione per lo più costante è casomai tutto il resto che ci riguarda, e sul quale evidentemente stavolta non voglio tornare.

Giallo ocra e rosso pompeiano (Lazio - Roma 0-0; Coppa Italia, 21/01/2026)
Per il resto, nel momento in cui scrivo la lista delle convocate di entrambe le compagini ancora non è stata resa pubblica, ma confido nella buona tenuta fisica che finora ha visto di volta in volta la disponibilità della quasi totalità della nostra rosa (incluso il rientro Di Criscio e Monterubbiano?), oltre al fatto che Giacobbo d'ora in poi trovi più spazio, e in esso il modo di tornare a brillare come durante l'annata passata, sia per l'efficacia e la quantità che può apportare alla squadra, sia per una questione puramente estetica, perché il modo che Giulia ha di interpretare il football è cosa rara, e mi manca.
Forza grife
Adri
LA CLASSIFICA

Prime 3 = accesso alla Champion League.
Ultima = retrocessione in Serie B.
LE PARTITE DELL'UNDICESIMA GIORNATA
(Clicca sull'immagine per ingrandire)

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