Parto
subito col dire che sono una persona di indole critica, ma che quando
lo fa preferisce che sia una critica costruttiva, e che se avrò
motivo di “piallare” in tal senso la squadra, le giocatrici
singole, l'allenatore, cosi' come la dirigenza e quant'altro, lo
farò. Chiarito ciò, preciso anche che al contrario di quanto
probabilmente - e comprensibilmente - si potrebbe pensare, l'aver
aperto questo blog non fa di me né un frequentatore delle gradinate
dello stadio Nazario Gambino (finora non ci sono mai stato), né in
automatico un chissà quale conoscitore della squadra, anzi: come
accennato nell'articolo di introduzione al blog stesso, ho si
cominciato a “seguire” il Genoa women tre stagioni fa (più
precisamente ne conoscevo già da un annetto l'esistenza, se non
ricordo male), ma durante la prima di queste - ovvero l'ultimo anno
di Serie C - potevo perlopiù informarmi su Tuttocampo senza
vedere interamente le partite (se non trovandole "di fortuna",
come ad esempio nel caso della sfida col Real Meda, sul loro canale
YouTube); l'anno scorso quindi mi sono adoperato fin da subito nella
ricerca di qualche novità inerente la trasmissione di queste ultime,
ho trovato il sito ElevenSports (“assorbito” ora da DAZN), ma una
volta iscritto, per un motivo o per un altro ho visto - e non vorrei
dire castronerie - si e no 10, 12 incontri (e quasi tutti nel girone
di ritorno)?
Ne consegue
che nessun essere umano con un tale ridotto bagaglio di conoscenze
potrebbe disinvoltamente addentrarsi in prodigiose disquisizioni sui
pregi ed i difetti tecnico-tattici-temperamentali del duo Lucafò -
Parolo (tanto per fare un esempio), e approfondire pure per filo e
per segno le differenze con gli anni scorsi... dai. Posiamo il vino.
E' questo l'anno della verità e della svolta, per me, non prima. E'
soltanto ora, Anno domini 2023, che - grazie alla Be.Pi TV! - posso
godere appieno dell'andirivieni della Bettalli, dell'imperturbabilità
della Ferrato, delle incursioni pungenti della Mele; o introiettare
tutta la Bargillosi immaginabile ed inebriarmi del miglior
Scurattismo possibile.
...E dici nulla!
Torno
serio (ma non serioso): a mio modesto parere, rispetto alla stagione
passata (o a quella parte che, appunto, vidi della stessa), le cose
sono cambiate, e neanche di poco. L'anno scorso - ed anche dopo
l'uscita dalle difficoltà iniziali - la squadra non aveva ancora una
vera impronta di gioco; o meglio, si, in qualche modo un tema lo
aveva: il baricentro basso ed i lanci lunghi solitamente
sulla Bloch (giocatrice
che a me non spiaceva), o comunque in avanti, le sgaloppate
dell'inesauribile Millqvist (bravissima
e fondamentale), “qualche” seconda palla recuperata e/o valida
azione estemporanea, e - mentre davanti la solita Bargi risolveva le
cose col suo talento -, raramente degli sprazzi di dialogo palla a
terra, nei quali però “intravedevo” delle qualità, delle buone
prospettive (evidentemente la mia è una disamina “buttata li'”,
a grandi linee, quindi inevitabilmente mancano dei pezzi, ma
tant'è)... in ogni caso, non solo è stata una stagione rispettabile
e comunque da incorniciare, ma tutto è servito, tutto cosi' doveva
essere, per arrivare all'oggi.
Parto
subito col dire che sono una persona di indole critica, ma che quando
lo fa preferisce che sia una critica costruttiva, e che se avrò
motivo di “piallare” in tal senso la squadra, le giocatrici
singole, l'allenatore, cosi' come la dirigenza e quant'altro, lo
farò. Chiarito ciò, preciso anche che al contrario di quanto
probabilmente - e comprensibilmente - si potrebbe pensare, l'aver
aperto questo blog non fa di me né un frequentatore delle gradinate
dello stadio Nazario Gambino (finora non ci sono mai stato), né in
automatico un chissà quale conoscitore della squadra, anzi: come
accennato nell'articolo di introduzione al blog stesso, ho si
cominciato a “seguire” il Genoa women tre stagioni fa (più
precisamente ne conoscevo già da un annetto l'esistenza, se non
ricordo male), ma durante la prima di queste - ovvero l'ultimo anno
di Serie C - potevo perlopiù informarmi su Tuttocampo senza
vedere interamente le partite (se non trovandole "di fortuna",
come ad esempio nel caso della sfida col Real Meda, sul loro canale
YouTube); l'anno scorso quindi mi sono adoperato fin da subito nella
ricerca di qualche novità inerente la trasmissione di queste ultime,
ho trovato il sito ElevenSports (“assorbito” ora da DAZN), ma una
volta iscritto, per un motivo o per un altro ho visto - e non vorrei
dire castronerie - si e no 10, 12 incontri (e quasi tutti nel girone
di ritorno)?
Ne consegue
che nessun essere umano con un tale ridotto bagaglio di conoscenze
potrebbe disinvoltamente addentrarsi in prodigiose disquisizioni sui
pregi ed i difetti tecnico-tattici-temperamentali del duo Lucafò -
Parolo (tanto per fare un esempio), e approfondire pure per filo e
per segno le differenze con gli anni scorsi... dai. Posiamo il vino.
E' questo l'anno della verità e della svolta, per me, non prima. E'
soltanto ora, Anno domini 2023, che - grazie alla Be.Pi TV! - posso
godere appieno dell'andirivieni della Bettalli, dell'imperturbabilità
della Ferrato, delle incursioni pungenti della Mele; o introiettare
tutta la Bargillosi immaginabile ed inebriarmi del miglior
Scurattismo possibile.
...E dici nulla!
Torno serio (ma non serioso): a mio modesto parere, rispetto alla stagione passata (o a quella parte che, appunto, vidi della stessa), le cose sono cambiate, e neanche di poco. L'anno scorso - ed anche dopo l'uscita dalle difficoltà iniziali - la squadra non aveva ancora una vera impronta di gioco; o meglio, si, in qualche modo un tema lo aveva: il baricentro basso ed i lanci lunghi solitamente sulla Bloch (giocatrice che a me non spiaceva), o comunque in avanti, le sgaloppate dell'inesauribile Millqvist (bravissima e fondamentale), “qualche” seconda palla recuperata e/o valida azione estemporanea, e - mentre davanti la solita Bargi risolveva le cose col suo talento -, raramente degli sprazzi di dialogo palla a terra, nei quali però “intravedevo” delle qualità, delle buone prospettive (evidentemente la mia è una disamina “buttata li'”, a grandi linee, quindi inevitabilmente mancano dei pezzi, ma tant'è)... in ogni caso, non solo è stata una stagione rispettabile e comunque da incorniciare, ma tutto è servito, tutto cosi' doveva essere, per arrivare all'oggi.