venerdì 26 gennaio 2024

Fasi di gioco: in cosa dovremmo migliorare


Se da quando ho aperto il blog ho disquisito (e per lo più a grandi linee) di alcuni particolari tecnico/tattici del nostro amato Genoa women esclusivamente per via scritta, nella stesura di questo prodigioso post mi sono avvalso della preziosa collaborazione di me stesso per aggiungere dei dettagli di tipo "grafico" e soprattutto visivo, estrapolando cioè in quest'ultimo caso dei brevi spezzoni (di pochi secondi ciascuno) dai video di tre partite: Genoa - Parma, Ravenna - Genoa e Genoa - Freedom, per mettere in luce (naturalmente in modo sereno e in senso costruttivo) un aspetto che a mio modesto parere ritengo centrale (e del quale appunto ho già scritto in questi mesi): la difficoltà (e/o la penuria di soluzioni) nella costruzione palla a terra da dietro, sia nelle situazioni in cui dobbiamo uscire dalla prima linea di pressione, sia in quelle di calma. Assieme a ciò, vi è la questione dello scarso fraseggio nella fascia centrale del campo, e consequentemente della mancata prosecuzione del possesso in tale zona una volta sviluppate determinate ed eventuali "uscite" dalle retrovie.

Ringrazio quindi anche pubblicamente BePi.Tv per avermi concesso la possibilità di poter mettere mano sui loro filmati (e volendo anche su quelli futuri), e proseguiamo. (In alto, Tardini ed Errico in allenamento; fonte foto: IG ufficiale Genoa women)


LA MIA IDEA DI CALCIO - Credo sia doveroso, corretto, nonché arricchente per il tema affrontato, spendere almeno alcune parole sulle mie predilezioni pallonare, che in realtà non sono cosi' nette, cristallizzate e soprattutto intransigenti, in quanto so amare ed apprezzare la quasi totalità delle espressioni calcistiche (e anche riconoscere in esse degli aspetti attitudinali e metaforici che inevitabilmente si rispecchiano nei molteplici comportamenti della vita di tutti i giorni; tema di cui magari approfondirò un giorno qui sul blog). 

Non disdegno cioè a priori un arcigna fase difensiva, ad esempio, la quale oltre che efficace, a volte (pur se poche) può anche essere gradevole da osservare. Idem per ciò che riguarda il gioco di rimessa, e ancor di più quello espresso in verticale e in profondità, cosi' come nello stretto (sia di nuovo con verticalità, sia anche coi cambi di versante cercati attraverso il fraseggio orizzontale), o al contrario quello bello arioso coi lanci a tagliare il campo da una parte all'altra, oppure quelli lunghi dritto per dritto sulla punta centrale, e chi più ne ha più ne metta (ci sarebbe da starci "ore"). Il punto è che sono prevalentemente un esteta, ma non di quelli che vogliono essere spettatori di partite ipertecniche fatte prettamente di fraseggi palla a terra precisi al millimetro con movimenti/schemi chirurgici, o che se si trova dinanzi ad una partita tattica, stagnata, e/o sporca ed ostica, sviene. No. Tutto può essere e servire alla causa (moduli, schemi, trame, atteggiamenti), avere la sua dignità, ed andrebbe preferibilmente acquisito, imparato (o comunque conosciuto, per poi eventualmente essere anche scartato). Però la mia squadra (quella tipo), pur se all'occasione giustamente si sa chiudere per attendere (ed inevitabilmente rifiatare), è "una di quelle" che per il 90% del tempo tiene la linea (e la testa) alta sia in fase di possesso che non, ha una difesa a 4, una mediana (o "vertice basso") che giostra davanti alla difesa sapendo anche suggerire e ricevere abbassandosi finanche tra le due centrali (brave in campo aperto) che si allargano, e che rompe in fase di non possesso (o che quantomeno scherma a dovere le linee di passaggio). Due mezz'ali brave in ricezione/appoggio ed in transizione, e di cui almeno una è forte anch'essa in fase di interdizione mentre l'altra negli inserimenti offensivi (in area, anche su palla inattiva). Le due terzine salgono arando la fascia, proponendosi in continuazione (nello stretto e sul lungo: adoro il gioco sugli esterni) ed anche tagliando dentro alternandosi con le suddette mezz'ale. Le due attaccanti larghe sanno entrare dentro anch'esse (in particolare quando le terzine salgono) a mò di "albero di natale", dialogano corto, attaccano lo spazio (ed almeno una delle due sa temporeggiare e suggerire spalle alla porta). Infine la punta centrale, il vertice: se c'è da spizzare spizza, sa tenere/proteggere palla spalle alla porta per far uscire la squadra, sa giocare di dai e vai, tagliare, inserirsi e far inserire. 

Tutto questo (e molto altro) in particolare quando la mia squadra ha il carattere del 4-3-3 (come d'altronde è), ovvero evidentemente il modulo che preferisco, ma amo anche il 4-3-1-2 col rombo di centrocampo (che ha nella trequartista classica il suo vertice, e davanti una punta di peso ed una leggera che svaria); e qualora dovessi rinunciare alla mediana potrei apprezzare e gradire il classico e vintage 4-4-2 (che dovrebbe però diventare un 2-4-4 in fase di possesso). Tornando però allo schieramento in oggetto ed alle suddette descrizioni dei requisiti base per la mia squadra tipo, risottolineo anche stavolta che noi in un modo o nell'altro abbiamo già determinate interpreti (chi giustamente da affinare ancora, chi già in essere), e quindi una buonissima rosa che potrebbe esprimere un calcio articolato e di alto livello in modo pressoché costante. Ad oggi, invece, pur essendo migliorate esponenzialmente rispetto all'anno passato (praticamente non c'è quasi paragone), nonché già in procinto di farlo su alcuni fondamentali dettagli come in particolare dimostra la partita di domenica scorsa (contro la Freedom), proponiamo un gioco mediamente buono ed efficace (e a sprazzi ottimo e di livello), ma che si limita ad essere sviluppato prevalentemente sugli esterni e/o con lanci dalle retrovie. In questo modo sappiamo essere una squadra che fa risultato e che emoziona (ed io quest'anno mi sto divertendo ed emozionando), ma che esteticamente e fattivamente, nell'ottica di fare il cosiddetto step, in questo modo non uscirebbe da un determinato range (e con ciò non dico nulla di nuovo: è ai limiti del banale, e sono cose che le ragazze e lo staff certamente sanno bene). 

Precisato allora che naturalmente le frecce nell'immagine sottostante non rappresentano la totalità delle soluzioni possibili, cosi' come che in ogni zona e trama da esse indicata le grife comunque in un modo o nell'altro timbrano la loro presenza, con quelle rosse (a sottolineare evidentemente la questione mediana) e gialle ho voluto indicare le soluzioni che dal mio punto di vista dovremmo (palla a terra) cercare e sviluppare molto, molto di più.


I VIDEO

GENOA - PARMA (07/01/2024) - Prima fase di costruzione dal basso. Tardini (mediana) ha addosso la parmense e non è dinamica nel suggerire, ma è comunque in una buona posizione (cosi' come lo sono Lucafò e Giles, ben allargate) e può ricevere, per poi magari scaricare sulla centrale canadese, la quale a sua volta potrebbe andare o su Mele o sulla Acuti (visibile in basso mentre alza le braccia). Cosa simile a destra con la Fernandez (anche se ha la traiettoria leggermente più coperta), la quale potrebbe a sua volta appoggiarsi su Bettalli (mezz'ala). La scelta è invece il lancio lungo su Massa, e perdiamo palla.


Ecco invece un tentativo di costruzione buono, propositivo: Lucafò va su Bettalli che scende a ricevere e di prima gira su Fernandez, la quale però lancia sulla sua corsia. Se invece avesse appoggiato su Tardini (la quale però a sua volta sarebbe dovuta salire ancora un pò di più per suggerire meglio l'appoggio), a quel punto, palla a terra, avremmo guadagnato già altro campo e possibilmente saremmo potute andare in orizzontale dalla parte opposta dove già Mele stava entrando (movimento perfetto), ed anche con una Scuratti (mezz'ala sinistra) che se anziché andare cosi in alto si fosse posta per cosi dire a mezza via (sulla trequarti pura), magari avremmo potuto verticalizzare con più criterio invece che "schiacciarci" al loro limite dell'area, lasciando di conseguenza un vuoto. 


Ultimo scorcio della sfida col Parma: qui usciamo bene in una situazione ancora più difficile, in quanto sgusciamo via dalla prima linea di pressione con Lucafò che è brava (e "coraggiosa") a scaricare su una Tardini che è altrettanto brava a proporsi in aiuto ma è appunto attaccata alle spalle. Nonostante ciò, ruota subito il busto mentre con due tocchi va su Fernandez, la quale però rilancia in avanti restando sull'esterno, e riperdiamo palla (Scuratti, per la cronaca, stavolta è sulla trequarti).


RAVENNA - GENOA (14/01/2024) - Qui siamo al calcio di inizio ed ho volutamente lasciato tutta la fase che precede la situazione di costruzione da dietro, perché la nostra partenza è uno spettacolo: Errico (mediana) lancia sulla Ferrato che spizza per Bargi che gliela ridà di tacco. Nel frattempo Mele si propone e riceve, e in avanti Caterina e Claudia si sono diligentemente scambiate la posizione. Appena Mele scarica dietro poiché schermata, entra per ricevere come mezz'ala in quanto Campora, dinamica e lucida attacca lo spazio in verticale nell'ottica di un rilancio in avanti. Ed eccoci al punto: pur se disposte bene in ricezione sia con Errico (che è comunque un goccino statica) che con entrambe le mezz'ali, alle Ravennate basta disporsi a mo di "gabbia" che il nostro centrocampo non dialoga: non azzarda, non rischia l'errore e di subire una transizione, non si accorcia per gestire temporeggiando (fosse anche per passarsi il pallone dieci volte allo stesso modo per trovare l'imbucata). Quel che io percepisco sovente in queste situazioni (cosa che, qualora fosse vera, non giudicherei) è se non proprio il timore, un blocco, l'apprensione all'idea di provare a fare cose in un contesto poco conosciuto, e là dove invece vi è più azzardo e coraggio, magari viene a mancare l'imprinting, l'automatismo per la prosecuzione. Palla quindi a Giles, che lancia.


Seconda (ed ultima) situazione da Ravenna - Genoa: giropalla in orizzontale tra Lucafò, Forcinella e Giles e ritorno, fasi di studio che ovviamente ci possono stare (ma Giles forse si lamenta di qualcosa dopo il suo ultimo passaggio: si riferisce a Campora che non scende a suggerire?): scarico su Fernandez che anziché appoggiarsi su Emma (che nel frattempo è andata per ricevere) lancia di nuovo sulla propria corsia.


GENOA - FREEDOM (21/01/2024) - In questo caso, dopo alcuni secondi di stasi, è Campora che prende l'iniziativa e si propone come mediana in ricezione al posto di Errico, ma una volta che ha ricevuto palla, con la stessa Emma alle sue spalle (e non avendo quindi il tempo per compiere una totale torsione nell'ottica di un dialogo), potrebbe salire palla al piede, ma non rischia l'attacco dell'avversaria che poi infatti dribbla all'indietro e si riappoggia su Giles. Per il resto le altre (Mele compresa, pare) sono in avanti ad attendere palesemente il lancio dalle retrovie.


Di nuovo, al ventinovesimo: impantanamento e lancio.


Questa invece è un buon tentativo di uscita ancora con Bettalli che scende e di prima scarica in appoggio sull'esterna (in questo caso la Acuti) nel tentativo di un uno-due che fallisce, ma non importa: è stato tentato, azzardato; e non è un caso che sia stata di nuovo Giorgia a riprovarci, in quanto è per indole e struttura una giocatrice da calcio muscolare, dinamico, tignoso/aggressivo, veloce (sono queste credo alcune delle situazioni che la appagano e la divertono maggiormente).


Chiudo con una bella azione in toto, scaturita da una progressione palla al piede di Mele sulla fascia (notare la bellezza della squadra che nel frattempo sale), con Bargi in appoggio, Campora che si propone, riceve, scarica e si defila mentre la suddetta terzina taglia all'interno e in orizzontale serve Bettalli, il tutto come detto con la squadra alta che là dove rischia di subire una ripartenza, subito tenta la chiusura ed il recupero palla (se ne occupa in questo caso in particolare la Errico, la quale alla sua destra ha anche in aiuto Fernandez). 


E' tutto. Ad ognuno la propria idea.
Adri

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