
L'addio di Sara Lucafò dopo 11 anni - annunciato nella giornata di ieri - rientra in quel contesto di graduale messa a margine delle grife cresciute nel settore giovanile (e/o già presenti alla nascita della prima squadra), ovvero un blocco di giocatrici che la "nostra" D.S. si trovò a gestire al suo arrivo nel novembre 2022 (e che come previsto è stata confermata in questi giorni, addirittura per altre due stagioni). L'operazione di smantellamento, però, non sarebbe ancora terminata, poiché - se tutto andrà come si presume che sia - all'appello mancherebbe ancora Giada Abate (panchinara da anni, carriera congelata), ma farei attenzione ad escludere del tutto dal discorso anche Alessandra Massa.
Insomma, sono i soliti discorsi che ho scritto e ripetuto nel tempo, compresi naturalmente i nomi di determinate ragazze, che non ho voglia di scrivere per l'ennesima volta, così come ho pochissima voglia in linea generale di trattare di Genoa, perché attualmente non sento l'entusiasmo adatto, fondamentalmente percependo ancora una cappa di negatività che mi sta allontanando.
A Birta Georgsdottir, Lie Egdami, Alma Hilaj, Camilla Forcinella, Lucrezia Parolo, Valery Vigilucci, Elexa Bahr, Arbenita Curraj, Giorgia Bettalli, Anastasia Ferrara, e alla nostra Sarona; così come al Team Menager Manuel Scalese e alla fisioterapista Ottavia Maffei: a prescindere dai singoli motivi del vostro andare via, grazie.
Il Genoa women è la mia squadra di football.
Il Genoa C.F.C. non è il mio Club.
Adri
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