GENOA - san marino academy
ORE 14:30 - stadio comunale nazario gambino, arenzano (genova)






Chi ha letto il mio articolo di due giorni fa, sa bene che sapevo! Le ragazze, ripeto, sono forti, la rosa è forte (quindi, ancor più a monte società e staff hanno fatto le scelte giuste), Filippini sta facendo buone cose (un plauso anche a lui!). E' soltanto una questione di tempo. Ma prima di tuffarci un po' nella partita, vorrei porre l'attenzione su questo aspetto di vitale importanza: quanto siamo belle, fiere e grifonzie con di nuovo indosso il nostro primo completo (che tra l'altro, col ritorno da quest'anno dei numeri bianchi, fa girare la testa)?
Bene.
La "cronaca": un primo tempo bellissimo, che mi ha lasciato quasi ipnotizzato a guardarle andare, fare, disfare, su e giù, a destra e a sinistra (probabilmente il miglior tempo finora giocato in questa stagione, che, seriamente, mi ha quasi commosso). Aggressive, grintose, alte, di anticipo, di incursione, di proposizione, di palleggio ragionato, di amor proprio. Il mio Genoa! E va bene anche se Forcinella condisce tutto questo con qualche passaggio diciamo "sornione", che ci pone davanti ad almeno un paio di rischi; anzi, ce li possiamo anche infilare dentro come cosa pittoresca (tra l'altro ha giocato bene ed è stata fondamentale, credo anche sul finale che di nuovo, a causa dello streaming interrotto stavolta all'86', non sono riuscito a vedere). Gol di Alessandra Massa che dire bello è cosa "scontata", e Bettalli idem. Entrambe a segno con carattere, tecnica, estetica, e nel gioco entrambe presenti, mordenti, importanti. Tardini, poi, "li in basso" sta crescendo: vederla ricevere, girarsi subito e scaricare, almeno per me, è una gioia; scende anche più delle altre volte in ricezione (e in tal senso continua ad essere servita poco rispetto al dovuto), e oltre al proporre, rompe ed aiuta con carattere e precisione. Brava Sara! Mele e Fernandez, poi, sono certezze, Giles è uno spettacolo, Lucafo' mi farà diventare un fan con la sua andatura, le sue espressioni e la sua postura quando imposta, i suoi interventi in chiusura (palle alte, medie, basse: tutto), ed i suoi anticipi, che adoro. Ce né stato in particolare uno (o forse due?) nella trequarti avversaria: una meraviglia. Uniche un po' sottotono, Bargi e Scuratti, e non solo ci sta ed è comprensibile (Caterina poi, con tutto ciò che ha dato... non è un robot), ma hanno comunque contribuito dignitosamente al tutto. Solita Ferrato (che è anche un po' il prototipo della punta centrale "di peso" che a me piace), presente in chiusura sulle palle inattive, rientra, bravissima a tenere palla, a smistare, e anche a spizzare di testa sui lanci da dietro (soluzione buona per la squadra, fondamentale da avere, anche se non dovrebbe essere quella principale), Rigaglia (dentro al 72' per Massa) mi è piaciuta di nuovo ed era giusto che entrasse, cosi come Campora (dentro ancor prima, al 58' per Scuratti), che è in palla, e come detto, Scuratti a mio modesto parere non ha particolarmente brillato (soffriva ad arginare le loro discese sulla nostra sinistra, e in possesso non era la solita). Abbiamo però sofferto nel secondo tempo, e ok, avevo previsto che sarebbe stata un po' dura (e faccio anche i complimenti alle bresciane per la prova di carattere), ma abbiamo allentato un po' la presa anche per una scelta tattica? Lo escluderei. Per un calo fisico? Probabile che sia da annoverare come aspetto, ma io propenderei per un calo di tensione nervosa: non siamo abituate a tenere il pallino cosi tanto e su questi livelli di tensione e gioco (non a caso, negli ultimi quindici minuti uscivamo non poche volte coi lanci quasi della serie "dai che la portiamo a casa"; ed uno di questi ci è costato una traversa loro) ma è cosa anch'essa comprensibile, ed arriveremo a fare diversamente, lavorando ancora di più sullo stare alte come oggi; vederci su è stato emozionante, e lo è stato anche vedere Giles e Lucafo' affrontare i loro attacchi in campo aperto. Abbiamo preso il gol con un imbucata? Non importa. E' questa la filosofia giusta! Mi fermo qui, altrimenti questo postpartita lo finisco domani... E ora sotto col San Marino ad Arenzano!
Adri

UN PO' DI STORIA DEL “Brèsa“ -
La squadra che fu della nostra Fabiana Costi nasce nel 1985, e milita fino al 1994 nel Campionato
Provinciale a 7 ANSPI. Nel 1995 si iscrive alla F.I.G.C. col nome
ufficiale di F.C.F. Capriolo,
esordendo nel campionato provinciale di serie D ed approdando due
stagioni dopo in Serie C, dove stazionerà fino al 2001. Dalla
stagione 2001-2002 il
nome cambia in "Pro Bergamo Femminile"; particolare
divertente (nel senso buono del termine), vista la rivalità
calcistica ed il campanilismo tra Bergamo e Brescia! A tal proposito,
questa la motivazione ufficiale del Club lombardo (dal loro sito): "La società
consapevole della necessità di ottenere nuove energie, si affida al
bacino del calcio bergamasco ricco di giovani leve, per allestire una
nuova squadra decisamente competitiva"... Altro episodio particolare è quello che accade alla fine della
stagione 2003-04, quando, arrivando seconde, passano in serie B per
ripescaggio; anche in questo caso, riporto la dichiarazione del
Club: "La
stagione riconferma la forza della squadra che chiuderà il
campionato in seconda posizione. Grazie a questo risultato la
federazione premia il costante impegno delle ragazze e della società
ripescando la squadra per disputare il campionato 2004-2005 in serie
B nazionale". Idem
l'anno successivo, salendo questa volta in A2: "Come
da regolamento FICG la nostra squadra disputando un campionato
nazionale allestisce la squadra della Primavera. Con l’aggiunta di
nuove giocatrici la squadra riesce a chiudere il suo primo anno nel
Campionato Nazionale di Serie B addirittura al 3° posto in
classifica generale. Inaspettatamente la squadra viene ripescata per
disputare il campionato 2005/5006 in Serie A2". Dalla
stagione 2005-06 la squadra cambia il nome in A.C.F. Brescia Calcio
Femminile, ma retrocede in Serie B. Alla fine della stagione 2006-07 torna in Serie A2, nel 2009 approda in Serie A, e da li a
"poco", arriveranno i successi e le esperienze europee. Il primo trofeo arriva nella stagione 2011-12 con la vittoria in
Coppa Italia; nell'annata 2013-14 le leonesse vincono il primo scudetto a quota 87
punti (vincendo 29 partite su trenta, con 112 reti segnate e 17
subite!), e l'anno dopo si aggiudicano la supercoppa
italiana (1-0 sul Tavagnacco), esordiscono in Champions League
(uscendo ai sedicesimi col Lione), arrivano seconde in campionato dietro il Verona,
e vincono anche la Coppa Italia (di nuovo sulle friulane, 4-0).
Arriva così "la stagione della tripletta" (2015-16):
vincono la supercoppa Italiana, lo scudetto e la Coppa Italia, e, nel
mezzo, arrivano fino ai quarti di Champions (eliminate dalle tedesche
del Wolsburg). Nella stagione 2016-17 rivincono la supercoppa
italiana, escono agli ottavi di Champions, ed arrivano seconde in
campionato dietro la Fiorentina, mentre in quella successiva è di nuovo vittoria della Supercoppa italiana, escono agli ottavi di Champions, arrivano seconde in campionato, ma - di nuovo da fonte ufficiale - "Alla fine della stagione, di fronte all’aumento degli investimenti necessari, la società decide per un ridimensionamento e cede il titolo sportivo per la partecipazione alla serie A, puntando sul settore giovanile e ripartendo dalle serie inferiori". A questo punto le bresciane ripartono dall'eccellenza regionale, ma a campionato finito, nell'estate 2019, "la Lega Nazionale Dilettanti ripesca il Brescia Calcio Femminile nella Serie C nazionale". Quindi, l'anno seguente, "la squadra raggiunge il secondo posto in classifica e la semifinale di Coppa Italia di categoria prima che l’emergenza Coronavirus decretasse lo stop definitivo alla stagione nei primi giorni di marzo. Ad inizio agosto 2020 la FIGC ripesca il Brescia Calcio Femminile nella Serie C nazionale a completamente dell’organico in seguito all’allargamento del campionato a 14 squadre". Dalla stagione 2020-21, la squadra milita in serie B.Quella che segue è, oltre che una lettera, direi anche una poesia... Scritta dalla nostra numero 27 Lucrezia Rossi, pubblicata sul suo Instagram il 3 Giugno scorso e degna del miglior attacco creativo-febbricitante di grifoncite acuta, non poteva mancare su questo blog! La ringrazio quindi anche pubblicamente per avermi dato l'ok nel poterla postare, e buona lettura.
Adri
E' il duo Ferrato (52') - Bargi (75') a mettere il sigillo su una partita un po' scorbutica, ma giocata con buona verve e nella quale si sono riviste delle buone cose. Prima del calcio di inizio, minuto di silenzio per le vittime del maltempo "qui", in Toscana, e lo scenario in cui si svolge l'incontro presenta anch'esso caratteristiche burrascose, con un mare mosso sullo sfondo che, potente ma innocuo, perlomeno ai miei occhi non può che risultare maestosamente bello e suggestivo, e cosi sarà per tutti i novanta minuti: onde che si infrangono sulla costa e schiumano "a due passi" dal campo, ed una luce del sole particolare che colora tutto come in un effetto pastello ad olio, e che probabilmente sfoca anche un po' i contorni, perché ciò che sicuramente lo fa, ed anche parecchio, è lo streaming di oggi; qualcosa ai limiti dell'inguardabile (amen, capita), con le giocatrici a tratti irriconoscibili, ed alcune azioni nelle quali per riuscire a vedere il pallone ho rischiato di perdere tipo quattro gradi di vista. Il tutto con impallamento andante, e, per finire, lo stop definitivo della trasmissione al 77simo. Quindi, in mezzo a questo marasma che per uno come me che reputa il Genoa women qualcosa di vitale sfiora l'apocalittico, mi perdo il Gol della Ferrato, ed anche il replay (mi gusto solo l'esultanza!).
Ma andiamo un po' nei particolari: cominciamo subito con il tenere noi il possesso palla, e c'è un momento, da li a breve, nel quale lo facciamo con calma e pazienza, si per stanare le friulane, ma a mio parere forse anche proprio per provare a trovare quei movimenti e quelle trame che - a differenza di altre - il più delle volte mancano, per poi desistere; e se cosi' fosse, se cioè ho inteso bene, sarebbe quella e solo quella la chiave del tutto, ma magari la scintilla scoccherà in altre occasioni, come tutt'ora continuo a presumere (e a sperare). Le altre trame di cui ho accennato sono invece quelle solite sulle corsie laterali, e va bene (tra l'altro se non sbaglio è proprio cosi'che nasce il primo gol della Ferrato), ma andrebbe benissimo se vi fossero anche altre soluzioni di gioco, ovvero ad esempio nella fascia centrale del campo fin sulla trequarti, ma siccome ne ho già scritto, e non voglio né annoiare me, né annoiare eventualmente anche chi legge, passo oltre. Primo tempo quindi che scorre sul tema "Tavagnacco che si chiude bene e noi che cerchiamo lo sfondamento", con, tra le poche situazioni create, un tiro della Ferrato centrale al 29simo, ed un tentativo di incornata della Giles - se non sbaglio su calcio d'angolo - al 46esimo nel quale però riesce solo a sfiorare, ma che sottolineo in quanto è un gradito ritorno della canadese alle incursioni (vedere il gol contro il Chievo alla prima giornata): c'ha riprovato e gli garba, in poche parole. Bene comunque anche Campora sin dall'inizio, Tardini, e direi in un modo o nell'altro tutte, Rigaglia compresa (entrata al 66esimo per Massa), mentre non posso dire nel dettaglio della Parodi (entrata per la Ferrato al 70simo), perché tra una cosa e l'altra me la sono persa, ma sono felice che abbia avuto spazio (al suo entrare ho quasi esultato!). Rigore netto, infine, quello sulla Bargi, e bella trasformazione.