martedì 26 dicembre 2023

La nascita del calcio femminile!

Pensavate che fossi entrato in depressione a forza di sentirmi dare gli auguri, o che fossi sparito per sempre alle Seychelles con tutti i miei risparmi portandomi dietro anche il mio tono cosi' poco professionale, eh? E invece eccomi qui. Indi per cui, quello che segue è il risultato di un insieme di informazioni “di base” che ho acquisito sugli albori del calcio femminile. Un riassunto limitato (almeno per adesso) ai confini dello scenario inglese, là dove appunto tutto "avrebbe" preso vita (proprio come per i colleghi maschietti). Naturalmente spero di aver fatto un buon lavoro, riportando cioè il più possibile esattezze e verità dinanzi agli occhi del lettore (e delle lettrici!).
Adri

INGHILTERRA, 1863 - Nasce la Football Association (FA), e vengono cosi' concordate le regole ufficiali del gioco. Dal 1890 anche le donne cominciano a creare le proprie squadre e ad organizzare dei tornei, ma mediamente la stampa è riluttante a sostenere tali eventi, e vengono pubblicate molte illustrazioni satiriche che sostengono che il calcio è uno sport troppo fisico ed inelegante perché esse possano prendervi parte. Nonostante ciò, il movimento non si ferma, e nel 1895, a Londra, nasce ufficialmente quella che ancora oggi viene considerata la prima associazione: il British Ladies Football Club.

La capitana è Nettie Honeyball (all'anagrafe probabilmente Mary Hutson), e la scrittrice scozzese Lady Florence Dixie ne è la presidentessa (sua la frase "the girls should enter into the spirit of the game with heart and soul"; "le ragazze dovrebbero entrare nello spirito del gioco con il cuore e con l'anima"). Quando alla Honeyball viene chiesto il perché ha voluto creare una squadra, lei risponde: “Perché no? Le donne non sono brave quanto gli uomini? Noi donne sopportiamo da troppo tempo il degrado di una presunta inferiorità rispetto all'altro sesso. L’argomento è nella mia mente da anni. Se gli uomini possono giocare a calcio, possono farlo anche le donne”. 


Nettie l'anno prima aveva fatto pubblicare sul Daily Graphic un annuncio per reclutare altre ragazze che volessero partecipare al progetto: risposero in una trentina circa. Non viene data loro la possibilità di usare lo stadio The Oval, ma ottengono l’accesso al Nightingale lane, ovvero il campo (in terra battuta) adiacente all’ippodromo Alexandra ParkGli allenamenti sono bisettimanali, e l'allenatore è Bill Julian (centrocampista del Tottenham).

Ne consegue che il 23 marzo del 1895, in loco, la "nostra" organizza la prima partita di calcio femminile (intesa come evento pubblico). La sfida è fra le giocatrici del British Ladies Football Club stesso, divise per l'occasione tra le inglesi del sud e quelle del nord. Finisce col risultato di 7-1 per queste ultime, e gli spettatori sono più di 11.000 (certa stampa, intanto, insiste con la denigrazione, e lamentando tra le varie cose il fatto che delle donne possano far pagare dei biglietti e guadagnare con il calcio).

Il British Ladies Football Club continua a giocare altre partite davanti ad un pubblico numerosissimo. Il 6 aprile, ad esempio, partecipa al Charity Festival of Football al Preston Park di Brighton: l’evento è una raccolta fondi in favore di enti benefici, e viene incassata una somma importante grazie ai circa 5.000 paganti presenti. Il Club, però, ha vita breve: nel 1896 si scioglie a causa di problemi finanziari.
 

Facciamo ora un balzo in avanti di alcuni anni, ed arriviamo ad uno dei periodi più sanguinosi della storia, ovvero la prima guerra mondiale (1914-18), quando il movimento vive una svolta in seguito ad un incremento di appassionate/i e praticanti scaturito da almeno due fattori: uno è quello della maggiore partecipazione alle attività sportive in generale dovuta al particolare bisogno di svago e socialità in alternativa all'alienazione vissuta durante i turni di lavoro nelle fabbriche, luoghi nei quali vi è un incremento della richiesta di manodopera femminile (anche nel settore bellico) per riempire il vuoto conseguente alla chiamata alle armi degli uomini. L'altro è la sospensione dei campionati maschili da parte della FA (1915), ragion per cui le partite femminili diventano sempre più popolari. 

Tanto per avere un quadro ancora più chiaro, durante la guerra vengono fondate circa 150 squadre, e tra queste, nel 1917, la Dick, Kerr's Ladies Football Club (👉qui il sito, e 👉qui le ragazze in azione!), per mano delle operaie della Dick, Kerr & Company di Preston, la quale diventerà una delle compagini di maggior successo dell'epoca (nel 1920 una loro partita contro le St Helens' Ladies al Goodison Park di Liverpool attirerà 53.000 spettatori). La loro giocatrice di spicco è Lily Parr (più di 1000 gol in carriera), ma restando in tema di attaccanti un grande apporto è anche quello dato dalle prestazioni di Florrie Redford (170 gol). 

IL DIVIETO DELLA FOOTBALL ASSOCIATION - “Viste le proteste per il calcio giocato dalle donne, il Consiglio sente di dover esprimere un’opinione forte sul fatto che il gioco del calcio non è adatto alle femmine e non dovrebbe essere incoraggiato. Per queste ragioni il Consiglio richiede che i club appartenenti alla Federazione rifiutino di concedere i campi da gioco per queste partite”. Parola più parola meno, è cosi' che la FA dal 1921 al 1971 vieta di praticare calcio nelle "proprie" strutture alle donne, le quali di conseguenza si organizzano da sole promuovendo le partite nei parchi pubblici, in quelli di rugby ed in generale nei luoghi che possano ospitare un gran numero di persone; e sempre nel 1921 fondano formalmente la English Ladies Football Association (che vede l'affiliazione di una trentina di squadre).

Questi alcuni dei numeri di afflusso alle partite nell'anno in questione, prima del decreto della Federazione: 33.500 spettatori a Manchester, 25.000 a Liverpool, 27.000 a Coventry, 33.000 a Bolton, 27.000 a Leeds: è la goccia che fa traboccare il vaso. All'origine della messa al bando c'è anche il timore che il sempre più crescente movimento possa oscurare quello del calcio maschile (i cui campionati, dopo la fine della guerra, erano ripresi dalla stagione 19/20), cosi' che si intensificano ostilità e contrapposizioni mediatiche: il football è (di nuovo) uno sport che rende la femmina "poco graziosa", la mette fisicamente in pericolo, ne mina la fertilità, etc. A dire la loro in tal senso infatti non sono solo giornalisti ed ex-calciatori, ma stavolta anche i medici, tra i quali fanno capolino pure due donne: la dottoressa Mary Scharlieb, il cui pensiero è, appunto, che il calcio è un gioco inadatto per una determinata struttura fisica ("I consider it a most unsuitable game, too much for a woman's physical frame"), e, a ruota, Elizabeth Sloan Chesser ("Ci sono ragioni fisiche per cui il gioco è dannoso per le donne. È un gioco duro in qualsiasi momento, ma è molto più dannoso per le donne che per gli uomini. Possono subire infortuni dai quali non si riprenderanno mai").

La FA accusa inoltre che un inadeguata parte dei ricavati degli eventi calcistici organizzati nel femminile è stata devoluta in beneficenza; lo fa senza presentare uno straccio di prova, e mentre le squadre maschili sono esenti dall'obbligatorietà di devolvere parte degli incassi per scopi benefici. In risposta a tutto questo, la capitana del Plymouth Jessie ‘Jean’ Boultwood afferma che il divieto non è altro che un “puro pregiudizio sessuale”, e che la FA è indietro di cento anni.

Le cose iniziano a cambiare dal 1969, quando le rappresentanti di 44 squadre si riuniscono per il primo incontro della Federcalcio femminile. Dopo continue pressioni sulla FA, il divieto viene revocato due anni dopo. Le ragazze ora possono giocare sugli stessi campi delle squadre maschili, e tornano le partite ufficiali del campionato.

domenica 17 dicembre 2023

Cesena - Genoa 3-1 (il postpartita)





Dall'inizio di stagione in poi ho avuto premura di ringraziare pubblicamente Be.Pi Tv due volte per il non indifferente fatto di avermi salvato l'esistenza dandomi modo di vedere il Genoa women (gratis) ogni settimana, e in questo mio comportamento stoico ho anche avuto l'ardire di difenderli altrettanto pubblicamente là dove si erano presentati dei problemi tecnici durante la trasmissione delle partite, però non mi si può chiedere anche di chiudere un occhio su quello che è successo oggi: inquadratura ad altezza tribuna (cioè medio bassa), e ok, passi, ma decentrata, e prima fissa sul centrocampo, poi che si muoveva spesso in ritardo per seguire le azioni, con una telecronaca in sottofondo quasi impercettibile ed altre voci sopra di tecnici ed addetti vari. Tutto ciò per dire che è stata per lo più dura capirci qualcosa di ben definito (distanze fra le giocatrici in particolare), ma nel percorso di un blogger c'è questo ed altro, e per i miei cinque/sei fedeli lettori, sono sempre pronto a combattere (è giusto precisare che nella chat YT sotto il video del match, un membro dello staff di Be.Pi Tv si è gentilmente spiegato ed ha avallato le nostre ragioni).

LA GARA -
C'è di bello il gol della Bargi: un tocco di classe, una gioia per gli occhi, e, ovviamente, per il cuore, e c'è di buono che il Verona pareggiando col Brescia non c'ha superate. Siamo li', quinte, e ricominceremo il nuovo anno cosi' (ripresa il 7 Gennaio ad Arenzano contro il Parma), in una classifica che rispecchia il nostro valore (quello cioè di una squadra che è comunque forte/valida). Anche oggi, quindi, il solito spirito: vogliose, impegnate, combattive, anche se non come io credo che avremmo potuto provare ad essere (o meglio ancora: che volendo in futuro potremmo essere), ovvero con il baricentro  di nuovo mediamente troppo "basso" per tentare quell' "azzardo" di cui ho già scritto qui (a tal proposito, se può servire come spunto, o per capire ancora meglio, dopo che abbiamo accorciato le distanze segnando l' 1-2 ed aggredito meglio le cavallucce, loro stavano cominciando ad andare in difficoltà, perché se noi alzassimo l'asticella in tal senso, potremmo destabilizzare chiunque). 
Per il resto, la differenza di livello si è vista di nuovo nella difficoltà della gestione del fraseggio in uscita da dietro, cosi' come nello scarso dialogo in generale a centrocampo, in quanto abbiamo per lo più preferito una sorta di ritorno al giropalla orizzontale dalle retrovie con la soluzione successiva dello scarico sulle fasce (es.: Lucafò👉Giles👉Mele), piuttosto che direttamente con la verticalizzazione a terra su Bargi o Ferrato che scendevano a ricevere di 20 metri spalle alla porta (per poggiarla ancora dietro o in orizzontale, mentre intanto le altre ci avevano già mangiato un pezzo di campo alle spalle), oppure quella direttamente del lancio lungo (Lucafo' in primis) solitamente prevedibile, leggibile (emblematica è un azione al 72simo con Lucafo' stessa che sale palla al piede, temporeggia alcuni secondi, lancia, e il pallone viene tranquillamente stoppato da un avversaria che non si aspettava altro); anziché provare (per esempio) in prevalenza un Lucafò👉Tardini (apprezzabile nelle sue parole nel video di cui sotto, aggiungo), che gira per Mele, la quale si appoggia su una Scuratti che va a ricevere e che a sua volta scarica in avanti (in avanti!) su Bargi, etc., o il tentare più spesso il lavoro di cucitura in possesso nel triangolo delle centrocampiste (di nuovo, come esempio): Tardini a Scuratti, Scuratti a Bettalli, poi su alla Ferrato, che appoggia di nuovo ad una Scuratti che nel frattempo si inserisce (con su entrambi i lati Mele e Fernandez alte, che dettano gioco, attaccano lo spazio, tengono basse le loro esterne, creano apprensione), tutto in modo tale che dialogando si possa portare su il "corpo" della squadra, in senso omogeneo.

E a determinate ripetitività di gioco per lo più sterile e ad una certa mancanza di molteplicità di soluzioni, si è aggiunta una predisposizione all'errore tecnico ancora in uscita (e non solo) e anche qualche liscio e svarione, a causa (suppongo) della tensione, o comunque della poca tranquillità, o meglio ancora del (comprensibile) lasciarsi "imballare" dal sovraritmo e di conseguenza andando fuori fase, in quanto essendo loro per lo più costanti come tempistiche di un certo livello (su ritmi più alti sono a loro agio perché sanno quasi sempre a chi scaricarla, come muoversi, inserirsi, etc.), per cercare di stare dentro tale situazione generale, paghiamo anche questo scotto. In alcuni momenti della partita, invece, non dico che abbiamo dettato noi i tempi della stessa, ma questi ultimi si sono un pò allentati, e noi eravamo più sciolte (non a caso, siamo finora riuscite a vincere e a fare buonissimo cose contro squadre che solitamente non alzavano il ritmo in questo modo; ma a Brescia, per fare un esempio, quando loro reagirono, ci tennero li' a soffrire per un bel pò; e allora via di lanci alla "viva il parroco"). Queste quindi a grandi linee sono le cose che mi sento di dire per (come sempre) fondamentalmente stimolare delle riflessioni (amorose e grifonciose!), secondo quello che naturalmente è il mio punto di vista. 

Chiudo dicendo grazie alle ragazze, a Filippini (e a tutto lo staff, Marta Carissimi compresa) per ciò che hanno fatto in tutto questo anno solare, visto appunto che siamo in procinto di entrare in quello nuovo; ma in tal senso, a "rischio" di apparire freddo e/o scortese, non andrò oltre, poiché in qualità di persona strana non festeggio mai nessuna ricorrenza (compleanni compresi, pure il mio!), però faccio gli auguri a tutte e a tutti di un buon riposo e di un ottima, tenace (stacanovista!) ripresa di lavoro. 

Per il Genoa!

Adri


(in alto, la squadra in posa prima della partita; fonte: Instagram ufficiale Genoa women)

CESENA - GENOA, la partita in diretta

 17/12/2023 - SERIE B FEMMINILE, UNDICESIMA GIORNATA

CESENA - GENOA
ORE 14:30 -  centro sportivo di MARTORANO (Cesena)


LE PRECEDENTI DIECI PARTITE

sabato 16 dicembre 2023

17/12/2023, CESENA - GENOA: riflessioni e notizie della vigilia

1984 - Viene fondata l'Associazione Sportiva Dilettantistica Castelvecchio con lo scopo di promuovere e sviluppare il calcio femminile nel territorio di Savignano sul Rubicone (fra i fondatori e le fondatrici della società c'è l'ex calciatrice e tutt'ora Team menager Emanuela Vincenzi). 2018 - Nasce la partnership con il neonato Cesena F.C. (formatosi dopo il fallimento nello stesso anno dell'A.C. Cesena). Di conseguenza, dalla stagione 2018/19 il Castelvecchio (il cui nome è tutt'ora presente nel link del sito ufficiale della squadra femminile) inizia a partecipare ai campionati come Cesena F.C. 


 I precedenti della scorsa stagione 
  (11/12/2022) Genoa - Cesena 1-2  
  (30/04/2023) Cesena - Genoa 2-0  

Quarte in classifica con 25 punti, a meno due dalla vetta, in piena corsa per la serie A. Una sconfitta, otto vittorie di fila ed un pareggio. 23 gol fatti (16 dei quali messi a segno dalle tre attaccanti Jansen, Sechi, e Lonati) e 9 subiti (di cui soltanto due in casa). Questi i numeri delle cesenate (allenate dall'ex San Marino Academy Alain Conte) che ci ospiteranno domenica in quel di Martorano nell'ultimo turno dell'anno solare (nella tabella in basso, i risultati delle loro prime dieci partite). E al contrario di giorni fa, ovvero quando credevo che fosse possibile battere le ternane anche con relativa "scioltezza" (eccedendo in fiducia, ma lo rifarei!), adesso sono per lo più in apprensione, in quanto la considero esclusivamente una sfida dura.


Detto ciò, dovremmo comunque andare là per provare a vincere (considerando inoltre che le veronesi, impegnate in casa col Brescia, ci stanno col fiato sul collo), ma per tentare di farlo con squadre di questo tipo, tra le varie cose più che grinta e derivati (che solitamente abbiamo) servirebbe il cosiddetto "sangue agli occhi"; caratteristica che mediamente si acquisisce nel tempo dentro un contesto di crescita generale (là dove forti di determinate basi tecnico-tattiche e di una determinata autostima, ad esse si aggiunge una particolare fame), ma che può anche fare capolino in modo estemporaneo e spingere ulteriormente, "dare il là". Quindi: la batosta subita con le rossoverdi ci sta facendo ribollire ancora, ed andremo a prendere le romagnole? Proveremo cioè a "schiacciarle" fin da subito nella loro metà campo, o auspicarlo è fuori luogo, in quanto crediamo che sia saggio prevalentemente "non rischiare"? Possiamo mantenere un equilibrio tra la consapevolezza che non siamo ancora da promozione ed un proseguire il cammino mettendoci in gioco anche là dove il farlo sembrerebbe un harakiri?

Sottolineo infine con piacere una cosa di cui mi ero dimenticato di scrivere nel postpartita di domenica scorsa, ovvero la scelta di Filippini di affiancare in corsa la Parodi alla Ferrato, proprio come speravo che accadesse. E' stata una bella sorpresa, Giulia si è anche mossa bene, e a mio parere sarebbe una buona soluzione da ritentare. Per il resto, immagino che la formazione sarà quella solita (quindi anche con il rientro di Massa). 

Andiamo!
Adri

domenica 10 dicembre 2023

GENOA - TERNANA 1-4 (il postpartita)

















Come giustamente dice (e in realtà riafferma) lo stesso Filippini nell'intervista di cui sotto (e come anche io già ne scrissi), la realtà che ci concerne è, ad oggi, quella delle prime 5, 6 (male che vada 8) posizioni. Al contempo, forte di quella che è stata finora un intensa crescita della squadra (e che sicuramente continuerà), pensavo che anche contro la compagine umbra avremmo potuto fare delle ottime cose, e "addirittura" batterle. Evidentemente mi sbagliavo (e complimenti alle fere). Chiarito che impegno ed abnegazione ci sono stati dall'inizio alla fine, non siamo riuscite ad esprimere il nostro gioco ed in particolar modo a stare alte ed aggressive e a giocare di anticipo. E questi ultimi aspetti - nonostante tutte le attenuanti su una mentalità ancora da forgiare a dovere per giocarcela a certi livelli ed ambire a determinati traguardi - in altre occasioni li avevamo comunque  posti in essere. Quindi, a meno che ciò non sia stata una scelta del sopracitato Filippini, a mio modesto parere l'allenatore e le ragazze dovrebbero (oltre che ripartire dall'affinare ancora di più la circolazione di palla in uscita sotto pressione) prendersi delle responsabilità in tal senso per la partita di oggi e con (ulteriore) forza lavorare sull'aspetto attitudinale.

Perché se è vero che loro ci hanno fin da subito aggredite, noi non ci siamo altrettanto alzate, e una volta divenute contratte (se non a tratti intimorite, mi permetto di dire), e come detto non essendo state capaci di gestire bene la palla in uscita, va da sé che la Ternana ha avuto gioco facile, anzi: ci hanno per lo più piallate. Se invece ci fossimo alzate di più ed avessimo ridotto il raggio dello scontro in quei 30 metri del centrocampo, pronte si a rischiare in campo aperto nelle nostre retrovie ma anche azzannando ed "azzardando" un fraseggio in tale contesto, per poi provare l'imbucata in verticale, e quant'altro, forse sarebbe stato diverso, magari non per evitare una sconfitta (?), ma per giocarcela più a viso aperto, batterci il muso e fare scuola a noi stesse a riguardo, in determinate dinamiche e con determinate avversarie, anziché più di una volta indietreggiare (pur se non chissà quanto) dinanzi al loro salire da dietro (quando ci provavamo noi, loro ci saltavano sempre addosso), e prenderne lo stesso quattro riducendo la nostra porta ad un bersaglio, con la povera Forcinella che doveva volare ovunque (sorriso).












Quindi, in un certo senso sono rimasto deluso, e la domanda da porsi in fondo a tutto questo, è: si possono avere i lucciconi a quarantaquattro primavere, per il dispiacere di vedere le ragazze che girano a vuoto come è successo oggi, cosi', tutte rossoblu', con quello sfondo di mare stupendo? Risposta: belin! Ed aggiungo anche che è stato quasi poetico; almeno una buona mezz'ora di esistenzialismo struggente, suggellato dal piedino magico della signorina Bargi (anche lei intervistata nel video), che mica poteva mancare, per il gol della bandiera genoana. Noi che anche nella disfatta riusciamo sempre a percepire quel retrogusto eroico...

Prepariamoci per Cesena che è meglio, và.

(E forza Genoa!)
Adri


(fonte foto di squadra: Instagram Genoa women)

GENOA - TERNANA, la partita in diretta

10/12/2023 - SERIE B FEMMINILE, DECIMA GIORNATA
GENOA - TERNANA
ORE 12:00 -  stadio comunale nazario gambino, arenzano (genova)


LE PRECEDENTI NOVE PARTITE

martedì 5 dicembre 2023

10/12/2023, Genoa - Ternana: urgono notizie e riflessioni!


Thyrus et Amnis dederunt signa Teramnis”
(Il Tiro e il Fiume dettero le insegne a Terni)

Il Thyrus (o “Viverna”) è un animale mitologico, emblema di Terni, legato ad una leggenda: quella appunto di un drago che nel XII secolo dimorava nelle zone paludose intorno alla città umbra seminando morte e terrore tra la popolazione (ad es. costringendo gli abitanti a vivere rinchiusi nelle proprie case), fino a quando un giovane cavaliere ebbe il coraggio di affrontarlo, e, una volta abbagliata la creatura grazie alla luce del sole riflessa sul suo scudo, la uccise con un colpo di lancia. Il riferimento metaforico è alla malaria, ai tempi molto diffusa a causa della presenza di corsi d'acqua come il fiume Velino, il Nera ed il torrente Serra, i quali generavano le suddette paludi. Il cavaliere e luccisione del drago simboleggiano quindi il risanamento dei territori che pose fine alla diffusione dell’epidemia. 

E' questo il motivo per cui le giocatrici (e i giocatori) della Ternana portano il soprannome dialettale di "Fere", ovvero "belve", o "bestie" (naturalmente anche per indicarne lo spirito indomito, non addomesticabile), mentre i colori sociali sono il verde del drago ed il rosso delle sue fiamme, ma... non sarà che al Nazario Gambino si ritroveranno a fare come tante piccole grisù? Provocazioni (bonarie) a parte, personalmente non ho timore (e credo che ciò valga anche per le grife), anzi, sono particolarmente stimolato, perché oltre al rispettare la squadra di Melillo, la apprezzo; quindi ciò che mi intriga non è esclusivamente la questione scontro diretto/classifica, quanto il fattore estetico e l' "effetto banco di prova" tecnico-tattico che fondamentalmente, per le nostre, è ben rappresentato da questa sfida.


Le partite disputate finora dalla Ternana
(33 gol fatti e solo 7 subiti)


Ho riguardato un oretta del loro match col Brescia di Domenica scorsa. Partite cosi' e cosi' (pur creando delle situazioni), è dopo una ventina di minuti che hanno cominciato ad alzare il livello, ma con fare sornione, come tessendo una ragnatela, avviluppando, prendendo piano piano il controllo della gara (le lombarde se la sono comunque cavata dignitosamente tutto il primo tempo) quasi fosse scontato che cosi dovesse essere, rimanendo sempre più costantemente alte e soprattutto corte tra i reparti, in particolar modo con chiusure chirurgiche e raddoppi ed aggressività in fase passiva e di recupero palla (cosa che a mio parere è stata una delle chiavi della loro vittoria). A tal proposito, pubblico tre situazioni che ho immortalato e che credo possano essere significative.

Immagine uno: ripartenza sulla destra del Brescia resa subito vana dalla chiusura repentina di ogni soluzione da parte delle ternane. Le bresciane, infatti, schermate come sono, provano a cambiare versante in orizzontale (immagine 2), ma le fere sono praticamente perfette (notare la linea difensiva alta e tutti e tre i reparti corti, accorciati in pochi metri). La giocatrice del Brescia prova un passaggio in verticale (pallone cerchiato di rosso) che però viene intercettato, e le leonesse perdono il possesso.




Terza immagine (secondo tempo): la Ternana perde palla attaccando sulla destra. Il versante sinistro è un pò scoperto, e le bresciane ne approfittano per affondarvi. Appena si spostano in orizzontale nella zona in questione, le ternane le aggrediscono subito per recuperare palla e le accerchiano, ma con equilibrio, coprendo cioè di nuovo in fase passiva gli spazi e le possibili soluzioni altrui, pronte a mordere. Un'azione di ripiegamento tattico spettacolare. Il brescia è costretto a passarla indietro. 



Quello che potremmo fare per colpirle, è non solo lo stare anche noi alte e corte (e quindi pronte a correre in campo aperto sulle loro ripartenze) tenendole basse il più possibile sugli esterni con le nostre terzine e le attaccanti larghe, ma imbucandole velocemente una volta che siamo noi a recuperare il possesso, anche con lanci in profondità a scavalcare la loro difesa, cosi' come palla a terra, sempre sul lungo (senza però rinunciare al fraseggio nel breve, in linea generale). In ogni caso, se è vero ciò che sanno fare come appena descritto e mostrato, e che finora sono state cosi' prolifiche in fase realizzativa, non le reputo più forti di noi. Si, le ho viste giocare solo poco più di un ora, ma penso che in base alle nostre caratteristiche ed al nostro potenziale (cose di cui ho già scritto in modo dettagliato di recente e che non voglio ripetere) possiamo fare anche contro di loro ottime cose; stordirle, batterle, e batterle anche nettamente.

Andiamo grife!
Adri

sabato 2 dicembre 2023

Interviste ad Antonio Filippini e Giorgia Bettalli

(Dal sito CalcioGenoa.it)



Antonio Filippini (25/11/2023)
Tra i contenuti: il livello e l'obiettivo della squadra ed il pensiero su Giorgia Bettalli.

Clicca 👉qui!




Giorgia Bettalli  (01/12/2023)
Tra i contenuti: la media realizzativa, il rapporto con l'allenatore ed il pensiero sui tifosi.

Clicca 👉qui!

venerdì 1 dicembre 2023

(04/11/2023) Nasce il Genoa Club Grifoni in Banchi

Particolari e personali motivi mi legano a Piazza Banchi, pur se da me frequentata ormai tanti anni fa (quasi 20!). Per questo ho ancor di più preso in simpatia la nascita di un nuovo Club genoano: il Grifoni in banchi! Un saluto a loro, quindi, con gli auguri per il cammino da poco intrapreso.
Adri

(segue il comunicato dalla loro pagina Instagram)

È nato il Genoa Club Grifoni in Banchi! GiB! Un gruppo di amiche e amici, frequentatori di piazza Banchi, cuore pulsante del Centro Storico, hanno dato vita al nuovo sodalizio RossoBlù affiliato all'ACG. Il club al momento conta un centinaio di socie e soci. Cuore chiama cuore, passione chiama passione! Banchi e Grifone connubio indissolubile! Il vero e proprio atto di nascita è stato, in occasione del ritorno in A dell'amato Grifone, colorare con striscioni, bandierine e adesivi, la zona di Banchi.

Benvenuti nella città del Genoa CFC!
Forza Genoa!

I soci fondatori del Genoa Club Grifoni in Banchi
Ecco una nostra foto nel giorno dell'inaugurazione!!

4 Novembre 2023