19/05/2024
SERIE B FEMMINILE
TRENTESIMA GIORNATA
Ore 15:00, Stadio Comunale Nazario Gambino (Arenzano)
GENOA - RES ROMA 1-2
(26′ Naydenova, 54′ Clemente, 85′ Campora)
E qualcuno dirà: ebbasta, rilassati, è finito il campionato, vattenealmare... Tutto vero; ma io il mare ce l'ho a cinque minuti a piedi da casa (gne gne), la campagna a 46 secondi circa (traffico permettendo), e la grifonaggine mica va a riposo cosi', con uno schiocco di dita. Eccheddiamine (santa pazienza).
Perciò, mi sono rivisto tutta la partita dopo avervi assistito ad altezza donna di persona per la maggior parte della sua durata. E non so se mi spiego: avevo le grife a pochi metri da me che scorazzavano in su e in giù, con il completo che - almeno ai miei occhi - luccicava: sono cambiato radicalmente dentro, in quanto ad essere umano. Esiste un prima Genoa - RES ed un dopo. Ora vedo il mondo con uno sguardo ancora più nuovo, ma cammino forse con gambe più vecchie, che per arrivare al campo sono dovuto passare lungo una strada interminabile con tanto di gallerie, che davvero sembrava allungarsi, ero in ritardo e a tratti me la sono fatta di corsa (immaginate lo stile) e cominciavo così a percepire dei suoni strani nell'ambiente circostante, come a Crouch end.
LA PARTITA - Prima di tutto complimenti a Caterina Bargi per aver mantenuto la testa nella classifica delle capocannoniere (pur se alla pari con la tremendissima Pirone: quota 22), e poi anche alle romane, che possiamo girarla come ci pare, ma ci hanno battute due volte, e quindi, nei fatti, si sono dimostrate più forti, o, anche se volessimo addolcire la pillola: più brave (che ci serva da stimolo), e che nel loro fine campionato in crescendo hanno probabilmente gettato le basi per fare qualcosa di ancora più importante nella prossima stagione. A differenza nostra, che siamo andate pressoché calando all'incirca proprio dalla partita di andata persa 4-3 (o forse siamo tornate mano a mano nel nostro range dopo qualche picco?), e che abbiamo certamente alcune cose acquisite da tenere come bagaglio, ma che appunto dovremmo riazzerare e ripartire per quel che riguarda molte altre. E detta cosi' potrebbe sembrare una cosa se non drastica, perlomeno triste, quando in realtà può anche assumere tutta la freschezza del nuovo. E dentro di me, infatti, è cosi' che la voglio percepire; cosa che al contrario mi sarebbe risultata non poco faticosa qualora fosse rimasto sulla panchina Filippini.
Ma ci arriviamo.
Come di cui sopra, 3-5-2 con Mele fuori poiché squalificata, cosi che l'allenatore scala Acuti come quinta di sinistra (con l'ovvia licenza di offendere) e mette Rossi a destra (che ibridamente sta come nel mezzo tra la posizione di terzina e quella di quinta di destra), finalmente titolare, e, dal vivo, un ulteriore spettacolo (per postura e stile, scatto e corsa, tocco e tecnica, tensione muscolare e nervosa: tutto; è Pepi ballerina). Loro sono più aggressive, più tignose. Ci vengono addosso. E sono interessanti, perché in questa caratteristica a mio parere esprimono una certa verve romana: sanguigna, popolare, spartana, "di strada" (de quartiere). Ho vissuto questa sensazione sia all'andata, sia al ritorno, e non l'ho mai provata vedendo la Lazio o la Roma (senza nulla togliere ad entrambe le realtà, naturalmente).
Giochiamo per lo più sul lato destro, sul versante Pepi - occhi di gatto (Bettalli), e quest'ultima si da da fare, ma siamo per lo più "scollate", e purtroppo devo ripetermi: non sappiamo chiaramente cosa fare. Nonostante questo, anche Abate lavora e gira bene, Scuratti c'è, Acuti pure, Fernandez è bella attiva. Abbiamo cosi' in particolare una buona occasione con Parodi (che si sbatte a destra e a manca), ma loro passano in vantaggio ed il primo tempo, in succo, è delle romane. Nel secondo invece siamo più gradevoli e pimpanti: Campora porta il suo solito brio, è dinamica. Scuratti sta quasi per segnare di testa ma Maurilli para bene, ed è un occasione importante, ma si svolge prima del loro raddoppio, di testa, quasi "goffo", ma pragmatico. Allora subito dopo (e non è la prima volta) mettiamo una marcia in più: tipico atteggiamento di una squadra che non avendo una identità definita tende a "galleggiare" sugli eventi, essendo cioè relativamente presente a se stessa, ma che se allarmata (messa alle strette) gioco forza da di più. Ne consegue che dall'82 fino alla fine non dico che è un assedio, ma teniamo bene il pallino, e oltre ad accorciare le distanze con Campora, creiamo delle situazioni, tra le quali un rigore credo tutt'ora netto su Bargi (dal vivo si è vista nitidamente la trattenuta, meno in video), ma non è solitamente da me attaccarmi a queste cose: abbiamo perso perché abbiamo meritato di perdere. Sono felice per Repetti che è entrata; si, certo, timbrando il cartellino dell'unica presenza ufficiale in stagione, ma semplicemente dico che è stato comunque bello vederla entrare (brava Chiara!); cosi come è stato altrettanto bello vedere di nuovo Costi giocare, sia di per sé, sia per ciò che ha dato alla partita in quanto ad impegno e sul piano tecnico, sia per una questione estetica e di presenza: slanciata, carismatica (giocatrice importante, preziosa).
LE CONSIDERAZIONI GENERALI - Di cosa dovremmo fare tesoro? Va da sé che dal prossimo anno partiremo arricchite di una stagione in più per quel che riguarda il rapporto tra tutte noi (o, naturalmente, tra chi rimarrà), sia per quel che concerne il campo, sia fuori. E credo che questo aspetto, per quanto ovvio, non sia cosa da poco. Per cui, inerente a ciò vi sarebbero anche alcuni aspetti di gioco: una certa compattezza in fase di attesa/non possesso che (in quanto a coralità) abbiamo saputo esprimere dignitosamente più volte (quindi un certo imprinting tattico). Alcune prerogative (ma non sempre) ancor più specificatamente difensive quali diagonali, raddoppi, chiusura della cerniera al limite dell'area, recupero e rottura, palloni alti. Queste sono cose che credo terremmo con noi (sempre nell'ottica di migliorarle) in quanto acquisite, ma là dove cosi' ancora non è, dovremmo lavorare anche di razionalità per recuperarle.
Rispetto alla fase di "possesso", invece, assieme al tecnico abbiamo certamente fatto esperienza del gioco sulle fasce, pur se - come virgolette suggeriscono - sovente per via di lanci dritto per dritto sull'attaccante esterna di turno (e in media sul lato destro con Massa in primis, e poi Acuti, Rigaglia e Costi), piuttosto che attraverso dinamiche palla a terra che vedevano coinvolte in triangolazioni e sovrapposizioni mezzala, terzina, e, appunto, punta laterale: qui ci sarà (o sarebbe) da lavorare parecchio. E aggiungo anche che sarebbe fondamentale (per non dire vitale) farlo. Altro aspetto su cui abbiamo potuto esprimerci è stato quello delle verticalizzazioni: di nuovo lanci dritto per dritto e poco oltre, ma in ogni caso il lavoro della boa che spalle alla porta lavora in suggerimento per eventuali inserimenti, o che smista, e quant'altro, piuttosto che spizza per altrettante situazioni di attacco della profondità e/o dello spazio, un determinato lavoro, dicevo, lo abbiamo espresso, vissuto.
Tutto il resto, a parte situazioni sporadiche/estemporanee già poste in essere, è per la maggior parte materia ancora da esplorare in modo serio: i cross dal fondo, il gioco in costruzione ed in un uscita (sotto pressione e non), il mantenimento del possesso con eventualmente anche la gestione del ritmo partita (vedasi - a titolo di esempio su due piedi - la calma ed i tempi di questi primi 60" del Parma), il dialogo nello stretto lungo il corridoio centrale, l'attacco della profondità delle attaccanti faccia alla porta, i sincronismi e le tempistiche nei contesti di reciproco sostegno (l'appoggio/suggerimento senza palla), il dialogo dagli ultimi venti metri in poi (l'entrata in area avversaria palla al piede), la soluzione appoggio-tiro da fuori, l'apertura della maglia difensiva di nuovo in fase di attacco (portarsi via una o due donne avversarie per creare il varco in cui attaccare), i calci piazzati, sia attivi che in ricezione. Questi a mio modesto parere sono alcuni dei principali aspetti che, appunto, da una parte abbiamo conosciuto, e che dall'altra dovremmo più approfonditamente conoscere.
LA ROSA - Quando la società non è intervenuta nella fase del cosiddetto mercato di riparazione (gennaio), anziché storcere il naso, ho interpretato la cosa in senso positivo, ovvero come atteggiamento di serietà e consapevolezza dei propri mezzi, e confermo. Così come mi ripeto nell'affermare che la rosa è valida, ed abbisognerebbe casomai di qualche ritocco, più che di cessioni. Dove? Beh, se a destra ad esempio siamo ben coperte (Oliva, Rossi e Fernandez come terzine, e - esclusa per adesso Massa - Rigaglia, Costi ed Acuti come esterne offensive), a sinistra - adattamenti a parte - non abbiamo una vera e propria vice Mele. Per quel che riguarda invece il pacchetto difensivo, servirebbe almeno una nuova centrale in entrata (oltre Parolo, Giles e Lucafò), mentre dalla cintola in su, un altra mezzala non guasterebbe (magari una mezzala/trequartista, o viceversa), e infine, davanti per quel che mi riguarda saremmo anche a posto cosi (diciamo che certamente non siamo in emergenza): Ferrato e Parodi sono le punte classiche di ruolo, e Bargi può evidentemente ricoprire sia questo ruolo che quello di attaccante defilata (anche se a mio parere sarebbe ancor più a suo agio in un attacco a due: dovrebbe stare al centro ed alta, giocarsela sul filo del fuorigioco, ed abbassarsi a ricevere il giusto). Se proprio volessimo, però, si: un attaccante esterna sinistra pura ci servirebbe anch'essa. E questo (almeno per ora) è quanto.
ANTONIO FILIPPINI - Chiarito che (come chi mi legge ben sa) ho sempre considerato la possibilità che noi potessimo arrivare tra il sesto e l'ottavo posto (ed il numero nel mezzo è il sette), dipende anche da come ci arrivi, come ti comporti, e cosa hai seminato arrivandoci. Detto questo, nei giorni a margine della partita del diciannove pensavo all'ipotesi che in fin dei conti, essendo con noi da "solo" un anno e mezzo, il mister sulla carta avrebbe anche potuto avere la possibilità di fare un'altra stagione, e quindi di compiere anch'esso ulteriori step (leggasi migliorarsi insieme alla squadra), ma formulare serenamente questo pensiero mi costava uno sforzo, semplicemente perché se è vero che in confronto all'anno scorso qualcosa è migliorato, rispetto a tutto il resto che manca ciò è fin troppo poco. E quindi, qualora Antonio fosse rimasto, o avrebbe compiuto una sorta di miracolo rivoluzionando la situazione nel periodo del ritiro o non molto oltre (mettiamo al massimo entro i primi due mesi di campionato), oppure mi si sarebbe parata davanti la prospettiva di un'altra stagione nella quale non poche volte mi avrebbero "sanguinato gli occhi", con annesso un anno di ritardo nel processo di crescita delle grife (con tutto ciò che ne concerne), ma non solo: tutta la questione della gestione della rotazione della rosa, con lo spettro (perché non lo escludo) della cessione di alcune giocatrici della cosiddetta vecchia guarda, o alla "meno peggio", un'altra loro declassificazione/relega a panchinare (con implicita umiliazione e conseguente frustrazione, malumore nello spogliatoio, etc.). Risposta secca: no.
Poi, quando domenica ho assistito alla partita dal vivo, e mi sono visto Lucrezia Rossi (che evidentemente a me fa brillare gli occhi), che in tutta la stagione non ha quasi mai giocato, sostituita dopo un tempo "presumibilmente" perché poco in partita (cosa che ha pieno diritto di essere cosi come il mister di toppare, per liberamente "batterci la testa" e altrettanto liberamente risalire), e poi Parodi anch'essa sostituita per mettere Costi (che più che giustamente doveva entrare, ma magari al posto della Acuti, che fino a li aveva giocato parecchio di più di entrambe?), nonché pure Abate (idem anche per lei: solo un tempo), ed il tutto nell'ennesima partita per lo più raffazzonata, a quel punto, dicevo, non avrei cambiato parere nemmeno se fossi stato appeso per i piedi da una delle due torri di Porta Soprana. (👉qui il post di saluti del mister bresciano)
Chiariti tutti questi concetti (e che non mi esprimerò sulle indiscrezioni per la nuova guida tecnica), se proprio dovessi dare un voto alla stagione, per un motivo o per un altro darei la sufficienza (una buona/discreta stagione). Ma a prescindere da questo, un grazie alle ragazze per l'impegno profuso, e per le non poche emozioni che con voi, e per me, e per voi, ho vissuto.
Viva le grife.
Forza Genoa!
Adri
(I risultati del trentesimo turno)