La U19 "sfila" ad Arenzano per la raggiunta promozione in Primavera 1, anticipando la partita della prima squadra contro la RES Roma (13/04/2025)
Nota:
D = difensora
P = portiera
C = centrocampista
A = attaccante
Ci siamo. Se da una parte la prima squadra poco meno di un mese fa ha esordito ai massimi livelli del calcio femminile nazionale con la partecipazione alla Serie A Women's Cup, e il 5 ottobre affronterà il Milan allo Sciorba Stadium nella prima giornata del campionato vero e proprio, la nostra Under 19 oggi (21/09, ore 12:30) farà altrettanto, entrando nel campo del Konami Youth Development Center (o "Centro Sportivo Giacinto Facchetti") a Milano, per cominciare il torneo più importante di categoria.
Avversaria l'Internazionale, squadra che la stagione scorsa è arrivata ad un passo dallo scudetto, essendo stata battuta in finale della Final Four dalla Juventus (tricolore e Coppa Italia); bianconere contro le quali tra l'altro abbiamo avuto modo di giocare il mese scorso nel torneo“Rose dei Venti”, aimé perdendo per 2-0, dopo aver battuto l'Angelo Baiardo (Club organizzatore della manifestazione) per 3-1, e, infine, uscendo sconfitte 5 a 4 ai rigori nella finalina per il terzo/quarto posto contro un'altra squadra di massima serie, ovvero il Parma (0-0 nei tempi regolamentari).
La squadra, oltre ad aver salutato Lara Tabone (passata al sopracitato Baiardo, in Primavera 2), e, a ciò che vedo, anche sua sorella Emma (svincolata), quest'estate ha visto arrivare molte nuove giocatrici tra le sue fila, ovvero GaiaGraneri (p) e Alessia Chiarello (d) dal Torino, NoemiLedda (p) dal Como, AnnaCostamagna (a)dall’Accademia Torino; Elisa Falvo (d) dalla San Marino Academy (poi girata in prestito al Moncalieri), Matilde DiStaso (c) dal Chievo, Karlotta Scicchitano (d) dal Crotone; e, dalla Sampdoria: Carlotta Bersanetti (d), Asia Toniato (d), Nicol Boldini (c), Lisa Stoico (c), Matilde Tura (d) e la maltese Nina Naudi Lee (c; anche lei a quanto pare passata in prestito, ma ancora non so con certezza dove).
La rosa ufficiale completa, però, non è consultabile, in quanto ad oggi (prima mezzora del 21/09/2025) ancora non è stata pubblicata dal Club sul sito, perciò se provassi a riportarla, sarebbe quantomeno un azzardo (vedrò comunque nei prossimi giorni); né da ciò che ho constatato vi sono dichiarazioni da parte dell'allenatore Davide Zitta (a cui va il mio augurio), o di altri tesserati del Genoa, quindi va da sé che non posso arricchire neanche in tal senso questo articolo di inaugurazione della stagione delle nostre, alle quali, da qui, farò il massimo per stare vicino.
Andiamo avanti.
Adri
Il campo del Konami Center
GENOA WOMEN U19 25/26
Allenatore: Davide Zitta
Vice allenatore: Simone Drago
Preparatore atletico: Gianluca Rubattino
Preparatore portiere: Umberto Manazza
(In ordine alfabetico) Le partecipanti alla Serie A di categoria: Arezzo, Brescia (ripescato), Cesena, Fiorentina, Genoa, Verona, Internazionale, Milan, Parma, Roma, Sassuolo
Ho tenuto per me i miei stati d'animo rispetto alla nostra recente uscita dalla Serie A Women's Cup (ultime nel Girone B con un solo punto), ma se è vero che la notte seguente ho dormito di sasso, non è che questa uscita io l'abbia presa con filosofia: oltre a voler vedere in buona parte delle cose diverse in campo, infatti, non ritenevo una cosa surreale quella di quantomeno accedere alle semifinali. Adesso, invece, mancano poche ore al nostro esordio stagionale in Coppa Italia, e come è mia abitudine dire in questi periodi, "chi mi legge" sa quanto mi diede fastidio l'eliminazione dell'anno scorso in favore del Bologna; ma a prescindere da questo, domani il passaggio del turno è d'obbligo, o qualora messa così suonasse come un affermazione un pò troppo arrogantella nei confronti delle gialloblù (che tra l'altro non escludo che potranno farci penare): o si passa il turno, o tra prestazioni per lo più poco brillanti ed eliminazioni, falliremo di schianto questo inizio stagione. Poi, se così fosse, giustamente avremmo modo di rialzarci, di riprenderci, e magari anche di sorprendere tutti e tutte, ma sul concetto appena espresso, per quel che mi riguarda, non ci piove.
Inoltre, il trofeo in questione è di vero prestigio, e noi, in quanto Genoa, dovremmo onorare al massimo questa competizione (e noi stesse), che tra l'altro - come ebbi modo di sottolineare dopo la sconfitta con le felsineee - non entra in bacheca dal 1937 (così, giusto per dire).
Queste le parole del nostro allenatore in vista di domani
Io a "concentrazione" e "determinazione" aggiungerei anche "gioco", cosa che comunque Sebastian, staff e ragazze presumo sappiano già bene (leggasi: sotto sotto probabilmente ne siamo tutti consapevoli). Tra l'altro, non è da ieri che so che a quanto pare (e sottolineo pare) tra le intenzioni del mister sin dal suo arrivo vi sia quella di voler plasmare una squadra che abbia - o che perlomeno sia incline ad avere - un atteggiamento/gioco propositivo-offensivo. Detto questo, non posso che concordare con le sue affermazioni.
Queste, invece, le parole dell'allenatore scaligero, Simone Bragantini:"Ci presentiamo alla sfida di domani con quell'umore positivo che le vittorie portano sempre con loro, con la serenità e la consapevolezza del lavoro che si sta facendo settimana dopo settimana. Abbiamo preparato la sfida contro il Genoa come prepariamo ogni gara: domani cambierà la manifestazione, giocheremo in Coppa, ma non dovrà cambiare il nostro approccio a questa sfida, serio e concentrato. Affrontando una squadra di Serie A mi aspetto una partita dall'intensità maggiore, ci stiamo preparando per questo. Proveremo a interpretare bene la partita e a sfruttare le nostre qualità. Dopo aver fatto i complimenti alle ragazze per come hanno interpretato la sfida a San Marino, ho chiesto di continuare su questa strada. Domani abbiamo l'opportunità di giocare contro una squadra della massima serie, una sfida del genere è sempre un'occasione per crescere e per confrontarci con noi stesse".
26 squadre partecipanti, di cui 12 di Serie A, e 14 di Serie B. Dopo
la fase preliminare, che domenica 31 agosto ha visto incrociarsi le quattro neopromosse
nella serie cadetta (Trastevere - Vicenza 6-4, e Venezia - Frosinone 1-0), adesso 8 compagini da una parte del tabellone, ed otto dall'altra, si vanno ad affrontare, nell'eventualità di poter sfidare nel turno successivo le teste di serie Juventus, Sassuolo, Milan, e Fiorentina sul lato sinistro, e Roma, Lazio, Como ed Internazionale su quello destro.
Domenica 31 agosto Trastevere - Vicenza 6-4 d.t.r. (2-2 al 90') Venezia - Frosinone 1-0
PRIMO TURNO/SEDICESIMI DI FINALE
Sabato 20/Domenica 21 settembre Brescia - Cesena (Juventus) Venezia - Napoli 1-5 (Sassuolo) Verona - Genoa (Milan) Freedom - Bologna (Fiorentina) Arezzo - Lumezzane (Roma) San Marino Academy - Parma (Lazio) Trastevere - Ternana (Como) RES Donna Roma - Como 1907 (Internazionale)
Tornando a noi, stando a quanto il Club veronese ha pubblicato sul proprio sito, la partita sarà visibile in diretta streaming sul loro canale youtube (e di conseguenza, anche qui nel covo). Iniziativa che posso solo che apprezzare, anzi: un grazie all'Hellas, credo che ci stia tutto.
Nata la passata stagione (e vinta dalla Juventus), la Coppa Italia Primavera Women quest'anno avrà inizio domenica 19 ottobre, e vedrà la partecipazione di tutte le 12 società le cui prime squadre sono iscritte al massimo campionato, perciò disputeranno il torneo otto compagini di Primavera 1 (Juventus, Internazionale, Roma, Sassuolo, Fiorentina, Parma, Milan e Genoa) e quattro di Primavera 2 (Napoli, Como, Lazio e Ternana), le quali sono state divise in tre gironi, al termine di un sorteggio basato su una graduatoria di ingresso che ha tenuto conto del piazzamento finale nel campionato scorso (Primavera Femminile 1, 24/25). Il criterio è identico a quello scelto per la Serie A Women's Cup: oltre alle prime tre classificate nei rispettivi gironi, alle semifinali passa anche la migliore seconda.
E' stato ufficializzato oggi (18/09/2025) l'arrivo al Genoa women di Elexa Bahr, svincolata dal Club statunitense del Rancing Louisville (per lei, contratto in rossoblù fino al giugno 2027); squadra in cui ha segnato una rete in sedici presenze dal 2024, prima di passare in prestito nella scorsa stagione all’America de Calì, in Colombia, là dove aveva già giocato ancor prima di approdare nel Kentucky (stagione 23/24, sei gol in diciassette presenze).
Nata a Buford, in Georgia (U.S.A.), il 16 maggio 1998, l’attaccante ventisettenne, oltre al passaporto degli "States", possiede anche quello honduregno e colombiano, paesi delle cui nazionali ha vestito entrambe le maglie, avendo rappresentato l'Honduras nella Under 20, e, ad oggi, la "Terra di Colombo" (dal 2021 al 2023, 21 presenze, un gol).
Precisato che non so ancora quale è la posizione che preferisce ricoprire in attacco, dai pochi filmati che finora di lei ho visionato, azzardo col dire che sembrerebbe una giocatrice muscolare/di strappo, da incursione negli ultimi 20 metri, e "di rapina". "Rapace d'area", si diceva un tempo. Ma noi, più che ai rapaci in quanto tali, siamo interessati alla rapacità grifoneggiante, dell'artiglio che scintilla. E allora staremo a vedere, se Elexa potrà assimilare ed esprimere al meglio un certo spirito, e dimostrare di che pasta è fatta una vera grifa grifeira.
Adri
IL COMUNICATO UFFICIALE - Elexa Bahr è una nuova giocatrice del Genoa Women, con un contratto fino al 2027. Nata a Buford, Georgia, il 16 maggio 1998, l’attaccante, con pluri passaporto, ha scelto di rappresentare la Nazionale Colombiana. Nella sua carriera Elexa ha vestito, tra le tante, le maglie di Racing Féminas, Racing Louisville FC e America De Cali. Benvenuta Elexa!
Come da titolo, ecco un analisi di tre momenti che ho preso a mò di esempio per porre in risalto da una parte dei contesti da risolvere che si vanno ripetendo durante le nostre partite, e dall'altra qualcosa di positivo.
Buona visione su questi schermi.
Adri
Partiamo da una chiara situazione di pressione durante la nostra fase di costruzione, in cui la nostra disposizione - per quanto l'inquadratura permetta di vedere - è buona, sia da parte della Vigilucci che si allarga per ricevere, sia soprattutto da parte della Hilaj, anch'essa pronta all'eventualità di accogliere in qualità di vertice basso. Al contempo, la Fiorentina ci sta subito addosso, e quel che io ne percepisco è apprensione da parte delle nostre, ovvero uno stato d'animo che va oltre quello della giusta tensione/lucidità da avere in casi come questi (e non solo); e probabilmente, a tal proposito è eloquente l'espressione della Di Criscio appena riceve palla. Federica, a questo punto, scarica su Valeria, che appena pressata da Janogy, anzichè "azzardare" un allungo palla al piede, la riconsegna alla compagna, che a sua volta da il via ad una trama in orizzontale, per "sviare", temporeggiare, e carcare un pertugio dalla parte opposta del campo. Una volta che sulla sinistra a ricevere è Curraj, Cuschieri opera un movimento fondamentale di sostegno in casi come questi, là dove la mezzala dovrebbe sempre (e sottolineo sempre) correre in supporto della compagna, anche in modo tale da poter disegnare un "triangolo" i cui vertici sono, appunto, lei, la terzina in questione, ed eventualmente un attaccante esterna che scende anch'essa a coadiuvare. Rachel, però, è braccata da una gigliata, ed Arbenita - di nuovo sulle spine - anziché tentare di servire la Lipmann (ottimamente posizionata) basandosi sulla fiducia della nostre capacità tecniche di gestione - e che a sua volta avrebbe poi potuto servire la Cuschi - spara lungo, dove la Bargi sta arrivando, correndo all'indietro per decine di metri. Risultato: palla persa. Trenta secondi di video da osservare e riosservare, per capire ed assimilare come e quanto le fiorentine ci abbiano annullate in questo contesto, come bere un bicchier d'acqua. "Chi? Genova e il suo football? Vedete di ridarci palla, che qui siete a Firenze".
Vogliamo farne spallucce?
Domanda: quanto e come lavoriamo ad Arenzano sulle situazioni di forte pressione in uscita, dai sincronismi, all'affinamento della tecnica (uno-due tocchi), alla concezione delle tempistiche dentro determinati contesti?
In questo caso, invece, dopo aver nuovamente espresso un giropalla in orizzontale dalle retrovie, con Curraj riusciamo a risolverla sul lungo linea imbeccando dritto per dritto la Acuti (cosa riuscita anche in un'altra occasione, dopo un assist di testa di Bargi), la quale converge - mentre Cuschieri fa un ottimo movimento ad incrociare, per ricoprire la sua posizione - , ma tiene palla fin troppo, e, essendo pressata, preferisce ripassarla all'indietro anziché o a Monterubbiano, oppure ancor meglio alla Hilaj (pochi metri di fronte a lei): Forcinella, quindi, lancia lungo. Di nuovo fretta, e possesso sprecato.
Infine, come detto, un momento positivo delle grife (e che fa ben sperare), verso la fine dei primi venti minuti circa nei quali abbiamo tenuto particolarmente alta la linea, ed aggredito le loro portatrici. Infatti, l'azione che segue termina con la Bredgaard che pensava di svignarsela alle nostre spalle, ma finisce in fuorigioco; e ancor prima, con Bargi in testa, e poi - tra le altre - Cinotti, Cuschieri, e la Di Criscio salita benissimo a giocare di anticipo, l'atteggiamento è buono, anche se tendente al trotterellare all'indietro (ad acquattarci).
FIORENTINA (3-4-2-1;
all. Pablo Pinones Arce) - Fiskerstrand; Orsi, Færge,
Filangeri (72′ Della Peruta); Wijnants (46′ Bonfantini),
Severini, Curmark (46′ Cherubini), Woldvik (46′ Woldvik);
Bredgaard (72′ Catena), Omarsdottir; Janogy. A
disposizione: Johansen, Bonfantini, Catena, Lombardi, Della
Peruta, Bettineschi, Cetinja, Cherubini, Tryggvadottir.
GENOA (4-3-3; Sebastian
De La Fuente) - Forcinella; Vigilucci, Di Criscio, Lipman,
Curraj; Cinotti (71′ Ferrara), Hilaj, Cuschieri (58′ Massa);
Monterubbiano (78′ Giacobbo), Bargi (58′ Sondergaard), Acuti. A
disposizione: Marchetti, Di Bari, Bettalli, Sondergaard,
Ferrara, Giacobbo, Korenciova, Rota, Mele, Massa, Lucafò.
Arbitro:MatteoDini.
Guardalinee: Filippo Balduccie e Simone Iuliano.
Quarto uomo: Giovanni Giannì.
L'esultanza al gol di Cinotti
A differenza di quel che avevo pensato - ed ho poi pubblicato - poco prima dell'inizio della partita guardando i nomi delle undici di partenza, anziché schierarci con un definito 4-2-3-1, De La Fuente ha si optato per una difesa a quattro, ma anche per un centrocampo a tre con Hilaj vertice basso, Cinotti e "Cuschi" Cuschieri mezze ali, Acuti larga a sinistra, Monterubbiano a destra, e Bargi, naturalmente, punta centrale. Ciò potrebbe significare che l'allenatore argentino volente o nolente stia considerando l'idea di ridisegnare la mediana sulle basi della stagione passata (gestione Fossati) e dell'imprinting in essa acquisitosi, ovvero con una grifa (Hilaj, Ferrara, Abate) davanti ad una linea di quattro difenditrici, coadiuvata quantomeno da una mezzala dalle spiccate doti offensive (Cuschieri, Giacobbo, o - proprio come domenica nel finale - eventualmente anche Massa) e una sia di qualità che di maggiore contenimento (Cinotti, Bettalli). E questa sarebbe una soluzione che qualora venisse definitivamente scelta da allenatore, staff e ragazze, potrebbe gettare delle buone basi su cui lavorare (e creare), poiché la rosa in generale offre varie possibilità in quanto a duttilità e soluzioni di gioco, come per l'appunto dal centrocampo in su, là dove più giocatrici ad esempio possono alternarsi anche all'interno della gara nei ruoli di centrocampista/trequartista-sottopunta, come del resto è stato anche contro la Fiorentina, nei momenti in cui la Cinotti saliva in appoggio a Bargi, mentre Cuschieri le "copriva le spalle" (e viceversa).
Giulia Giacobbo (e, in fondo, Federica di Criscio)
Così facendo, pur mantenendo due attaccanti larghe (in questo caso, come detto, Acuti e Monterubbiano), queste potrebbero comunque stringere (convergere), continuando a fare in modo che la trequarti venga occupata in un gioco di alternanza, dinamicità, fraseggio. Detto questo, per quel che mi riguarda non disdegnerei affatto una "dieci classica" che stia di per sè tra le linee d'attacco già ai nastri di partenza, in un 4-3-1-2 nel quale la punta di ruolo (Sondergaard, Bargi) sia supportata da una seconda attaccante, che a sua volta e all'occorrenza possa abbassarsi e definire un 4-3-2-1, e via discorrendo (inoltre: chi esclude che Caterina e Alice non possano convivere in avanti, perlomeno in alcuni momenti della gara?). Al contempo, in scenari di questo tipo, l'apporto delle terzine che arano le fasce sarebbe fondamentale, oltre che gradevole a vedersi (personalmente, è una cosa che mi scioglie).
Il punto, però, ipotesi e supposizioni a parte, è che quel che penso da quando ci vedo scendere in campo è che "non siamo né carne ne pesce", ovvero manchiamo di identità. Ovvio, siamo solo all'inizio, mi si potrebbe dire - e per certi versi sono anche d'accordo - , per cui la giro così: chi vogliamo essere, e con chi? Una delle sensazioni prevalenti in me, infatti, è ad esempio quella che avendo così tante e valide interpreti, si sia palesato per paradosso un problema di scelta. Mi spiego: in queste settimane abbiamo giocato anche a tre dietro soprattutto perché De La Fuente ha premura di non rinunciare ad una centrale tra la Di Criscio, la Lipman e la Di Bari (mai fare a meno di vampiretta!), e ad esse vuole anche aggiungere - poniamo - un esterna in una mediana a 5 come la Vigilucci o Giles, oppure è più che altro per questioni tattico-strategiche? E davanti - escludendo per adesso la staffetta Bargi-Sondergaard, e l'assenza di Rigaglia - quali sono i punti fissi dai quali partire? Rachel, Giulia, Alessandra, Arianna, Valeria? E ancora: vogliamo costruire una squadra che se la giochi più che altro in contropiede, oppure che cominci a girare con precisi sincronismi gestendo le varie fasi della gara, senza rinunciare all'occasione alle sortite di qualità nei capovolgimenti di fronte?
Eppure (finalmente), i primi venti minuti di Bagno a Ripoli ci hanno viste con la linea bella alta, ed aggressive. Poi per un motivo o per un altro è come se la partita mano a mano ci avesse trascinate nelle dinamiche interne alla gestione della gara da parte delle viola. Ciò non toglie che a differenza di altre partite abbiamo tenuto un pò meglio le distanze (tra di noi e tra i reparti), e in particolar modo siamo rimaste in generale sui livelli di un buon ritmo, ma - come avevo ipotizzato - abbiamo sofferto le loro incursioni in area, o dall'esterno, o all'altezza del vertice (soprattutto alla nostra destra, lungo l'asse Vigilucci - Monterubbiano); infatti in un quarto d'ora loro sono andate vicine al gol in almeno un paio di occasioni, e proprio dalla corsia destra è arrivata l'azione dell'1-0, con un assist direttamente da fallo laterale per la Severini, che con un bellissimo gesto tecnico (e muscolare) si è come distesa in volo per servire in area Omarsdottir. Il problema è che noi abbiamo lisciato due volte: una con la Di Criscio - bravissima per tutto il resto della gara - che si è persa Emma lasciando che andasse sul fondo, e l'altra con la Emma nostra (Lipman, prestazione di livello in generale anche per lei), che si è fatta anticipare dalla norvegese. E sia. Primo tempo viola, noi praticamente zero occasioni.
La ripresa, poi, ci ha viste blande fino al loro rigore (che sembrava non vi fosse, e invece molto probabilmente la Severini ha subito un pestone), ma da lì in poi, preso lo stonfo, ha cominciato a vibrare qualcosa, e abbiamo iniziato a cambiare volto. La domanda, a questo punto, che probabilmente in otto esseri umani su dieci di qualsivoglia luogo o cultura nascerebbe spontanea, è: perché?
Emma Severini e il momentaneo 2-0
In ogni caso, la nostra reazione ovviamente è stata un sollievo, ancora testimonia quello spirito di squadra e quel senso di orgoglio di cui già accennai dopo la partita contro l'internazionale (se non fosse che allora era una scintilla, adesso sta crescendo), ma sono state delle folate, di nuovo per lo più figlie dell'improvvisazione, e non solo: la Fiore era sulle gambe e si stava allungando, come tra l'altro afferma (con parole diverse)qui la stessa difensora viola Benedetta Orsi. Fatto sta che mi fa piacere per De La Fuente, il quale ha gestito bene i cambi, soprattutto con oculate scelte in avanti: ottima Sondergaard al momento giusto a dare profondità (e bravissima lei), benissimo Massa per Cuschieri, e Giacobbo per Monterubbiano (entrambe ottime: felice per Alessandra, e per il ritorno alla scioltezza di Giulia rispetto alle uscite recenti).
Meritavamo il pari? Siamo andate vicine ad ottenerlo.
La Fiorentina merita i complimenti? I miei sicuramente.
NORMA CINOTTI - Chi mi legge sa che per me vedere Norma giocare a football è stato amore a prima vista, avendo soprattutto percepito in lei un "non so che", perché non è soltanto una giocatrice di qualità, di quantità, e particolare e speciale per movenze e ritmi (sovente sembra quasi che vada una tacca di velocità in meno rispetto alle altre, mentre in realtà è perfettamente nei tempi), bensì una giocatrice di classe: qui lo dico, e qui lo confermo. E come accade alle persone che eccellono in tal senso, a volte - comprensibilmente - "se ne va", diventando leziosa, o facendo degli errori in impostazione, ma solitamente è una gioia per gli occhi, e il colpo di domenica, dove ha gestito in quel modo il pallone dopo aver corso tutta la partita, e mettendo a sedere la Filangeri (un'altra che apprezzo), chi vuole, provi a fidarsi del sottoscritto: è poco rispetto a quello che se gli gira può fare, e non vedo l'ora di dimostrare che è così, un giorno, qui sul blog, per noi, per lei, per il Genoa. Norma ha 29 anni, per cui ha ancora tempo per fare dell'ultima fase del suo percorso calcistico qualcosa di ancora più prezioso, esprimendo ciò che forse neanche lei, da dentro se stessa, sa di avere da poter esprimere. Ma da fuori io lo vedo, e lo sento.
Da sinistra a destra: Forcinella, Lipman, Hilaj, Vigilucci, Acuti, Bargi, Curraj, Di Criscio, Cinotti, Cuschieri, Monterubbiano (Stadio Curva Fiesole, Bagno a Ripoli, 14/09/2025)
Senza andare troppo nello specifico, il lavoro di supporto al Genoa women da me portato avanti principalmente dentro questo blog, richiede non una mezzoretta di dedizione alla settimana, nè un oretta, nè due o tre; e tale impegno si svolge principalmente nel cosiddetto "tempo libero", ma a volte sostituisce momentaneamente attività legate comunque alla (mia) sopravvivenza, che vengono così procrastinate.
La nuova competizione Serie A Women's Cup, anticipando per sua stessa esistenza l'inizio della stagione calcistica rispetto al solito, mi ha colto nel pieno di quella estiva-lavorativa, che comunque finirà stasera; ragion per cui, fra una manciata di ore avrò modo di organizzare ancor meglio il tempo da dedicare all'attività del covo (compreso il fatto che probabilmente guarderò per la seconda volta la partita di domenica).
Oltre (o assieme a) questi motivi, per quel che mi riguarda il momento storico che la realtà della squadra femminile del Genoa sta vivendo è di enorme importanza, sia ovviamente perché per la prima volta è in Serie A, sia perché le nostre hanno esordito in determinati palcoscenici in un preciso modo. Tutto questo richiede per me ancora più calma e tempo per riflettere sulle questioni di campo (e contesti inerenti), ma anche per guardare me stesso, a prescindere se tutto ciò frutterà nel prossimo articolo un contenuto complessivo di 50 righe, piuttosto che di 400, o se questi verrà letto da dodici persone, piuttosto che da 2.306. La nascita e il progetto della squadra del comparto femminile del Genoa Cricket And Football Club per il sottoscritto ha molto, molto più valore di quanto possano testimoniare le mie attività internettiane, ma queste ultime è giusto che siano al massimo possibile gestite ed espresse con cura, e senza fretta, anziché correndo.
Chiariamo fin da subito una cosa: anche qualora la sfida in arrivo oggi - ore 12:30, diretta su vivoazzurrotv - la si volesse precedere con una giocata prettamente su un piano architettonico-artistico, a mio avviso potremmo dire la nostracomunque, poiché non è che l'esterno della Stazione di Brignole +i Palazzi della Borsa e di San Giorgio, ma anche e soprattutto la scalinata di Via Bologna, siano a priori da considerarsi esteticamente meno gradevoli della Cattedrale di Santa Maria Del Fiore, o di Piazza della Signoria con il suo Palazzo Vecchio. Per non parlare poi della vista di cui si può godere da Piazzale Michelangelo, la quale a mio parere mai e poi mai potrà eguagliare la bellezzache si apre dinanzi agli occhi di chi osserva dalla Spianata Castelletto, né acquietare i tumulti interiori e stimolare le profondità di pensiero quanto la bandiera sullo scoglio di Boccadasse, così poeticamente, romanticamente, e grifonescamente rivolta verso gli spazi immensi del mare.
La Stazione di Genova Brignole
Il Palazzo di San Giorgio
Il Palazzo della Borsa (Piazza De Ferrari)
La scalinata di Via Bologna (Quartiere San Teodoro)
Spianata Castelletto transcendental experience
Boccadasse
E a proposito di mare, tuffiamoci ora negli argomenti di campo. Alla luce della vittoria di ieri della Juventus contro il Napoli (4-0, bianconere seconde nel Girone A con sei punti), siamo matematicamente eliminate dalla competizione (il massimo che possiamo raggiungere, infatti, è quota 4), e sono proprio le viola coloro che battendoci potrebbero "riagganciarle", per poi riuscire a spuntarla attraverso la differenza reti: le torinesi, però, in tal senso sono a + 5 (sei gol fatti e uno subito), mentre le fiorentine sono a 0 (3 gol fatti e tre subiti). Ciò significa che domani dovrebbero asfaltarci con una goleada, e al contempo tenere d'occhio il risultato di Roma - Sassuolo (in basso, classifiche e quadro completo). E di goleade viola noi ne sappiamo qualcosa, visto che ad oggi, l'unico precedente contro di loro in una partita ufficiale è l'impronunciabile1-7incassato in quel di Arenzano nel Girone E della Coppa Italia 22/23, quando le gigliate dopo cinque minuti circa cominciarono a centrifugarci. Anche per questo motivo dovremmo scendere sul terreno dello Stadio Curva Fiesole per mangiare loro le caviglie.
Queste le dichiarazioni pregara dell'ex viola De La Fuente
Finalmente un accenno alla fase offensiva, là dove secondo il mister argentino - giustamente - dovremmo trovare nuove idee, e per farlo serve qualità e bava alla bocca: la prima è forse un allusione alla questione tecnica con cui svolgere il dialogo dalla cintola in su? E se si, tale capacità non dovrebbe essere applicata su un tessuto di trame perlomeno in buona parte già prestabilite? Facciamo così: stavolta "la politica dei passettini" la adotto anche io, anzi: adotto quella dell'immobilità, per cui non aggiungo altri pensieri, e staremo a vedere. Intanto, ieri mattina mi sono guardato tutto il primo tempo della partita delle fiorentine contro l'Internazionale di domenica scorsa all'Arena Civica di Milano, che come sappiamo ha visto vincere per 3-1 le neroblù (che a mio parere probabilmente saranno le prossime campionesse d'Italia): una sorta di 3-4-2-1 con l'immancabile Severini a centrocampo, Catena e Bredgaard a supporto di Hurtig, e Bonfantini sulla fascia destra.
Così:
Fiskerstraand
Orsi Faerge Filangeri
Bonfantini Severini Curmark Woldvik
Bredgaard Catena
Hurtig
Quel che posso dire è che al di là della grossa dormita sul primo gol subito, del contraccolpo dato dal 2-0 arrivato da li a poco, e al netto del dominio interista, nei primi 45 minuti in questione "la fiore" ha comunque dimostrato una discreta applicazione nel giropalla. Tra le suddette, Severini come è suo solito è stata dinamica ed ha gestito i tempi di gioco in mediana, sia nel proporre che nel suggerire (scegliendo le zone di campo giuste in cui muoversi in ricezione), e si è fatta vedere più volte in avanti, in supporto alle azioni di attacco. Catena si è mossa bene anche svariando, e Bonfantini si è proposta altrettanto bene lungo la verticale (non male anche la svedese, per quanto imbrigliata), ma ci sarebbe da sottolineare anche il lavoro propositivo della Filangeri, che in qualità di "braccetta" sinistra si è proposta costantemente. Sicuramente alzeranno la linea, verranno a prenderci in blocco soffocandoci in fase di uscita, e in generale probabilmente si esprimeranno palla a terra nel breve accompagnandosi in questo modo nella nostra area (tentanto di entrarvi con duetti-triangolazioni in zona vertice), o direttamente con imbucate verticali dalla tre-quarti. Segue la lista delle loro convocate (la nostra a quanto vedo non è stata ancora diramata).
Chiudo con i complimenti alla Lazio, che pur se già qualificata alle semifinali, ieri contro il Parma ha giocato una partita stupenda in quanto a impegno ed aggressività, ma importante anche sul piano tattico ed estetico (stanno arrivando: il lavoro di Grassadonia e staff è di alto livello). Il football lo si onora e lo si vive così. Ed è così che si rispetta la gente.